Strage ISTANBUL, attacco alla GERMANIA

La strage di Istanbul di fatto apre il fronte tedesco nella guerra tra terroristi ed Europa.

Otto dei dieci morti nell'attentato kamikaze nel quartiere turistico di Istanbul sono cittadini tedeschi. La strage non è stata ancora rivendicata, ma l'identità  saudita dell'attentatore e il suo arrivo dalla Siria indicano la matrice dell'Isis.

Dopo le stragi di Parigi, i terroristi hanno individuato nella Germania l'obbiettivo da colpire per far saltare gli equilibri sociali e politici, dopo che le aggressioni nella notte di San Silvestro a Colonia hanno incrinato il sistema politico e istituzionale del paese più strategico per l'Europa.

La Turchia di Erdogan è ormai un paese senza sicurezza per nessuno.

Putin Assad e i boia di Madaya

Madaya è assediata da sei mesi e 40.000 abitanti sono ridotti alla fame e ostaggio del regime siriano.

A Madaya non ci sono milizie di oppositori o terroristi e gli abitanti non nascondono armi: sono tenuti in ostaggio e ridotti alla fame dall'esercito governativo per "costringere" i ribelli che occupano alcuni villaggi vicini ad arrendersi. E' un ricatto sullo stile dei modelli nazisti, che qualifica - se ce ne fosse stato ancora bisogno - il regime di Assad e coinvolge l'amico Putin in una strage di innocenti di portata enorme.

Migliaia di bambini sono ridotti a pelle ed ossa, e vengono cibati da mesi con erba bollita in acqua salata. I traumi e le conseguenze del campo di concentramento di Madaya sono già irreversibili per il resto della vita.

Il governo di Assad, sotto la pressione internazionale, consentirà l'ingresso di aiuti alimentari da parte dell'ONU, ma non ha alcuna intenzione di togliere l'assedio.

Il campo di concentramento di Madaya è un lugubre simbolo della guerra siriana e dei suoi boia, compresi i mandanti.

Il Mistero di KIM JONG UN

 Era davvero una BOMBA H quella che il regime di Kim Jong Un ha fatto esplodere questa mattina, oppure si trattava di una "vecchia" testata a fissione nucleare ?

I governi e l'opinione pubblica di tutto il mondo si interrogano sulla effettiva capacità della Corea del Nord di fabbricare e lanciare una bomba a idrogeno - che è basata sulla reazione di fusione termonucleare incontrollata. Ci vorrà tempo per scoprire la verità e quindi ridimensionare o prendere sul serio la minaccia.

Ma un altro mistero merita di essere chiarito: perchè tutti quelli che circondano Kim Jong Un nelle immagini di repertorio hanno un blocco di carta e una penna per prendere appunti ?

Che cosa annotano di così tanto importante ? e se non prendono appunti, cosa potrebbe succedere alle loro carriere o addirittura alla loro incolumità ? 

Corea del Nord con bomba H

Kim Jong-Un ha la bomba a idrogeno.

Così inizia il comunicato ufficiale del governo nord-coreano:

"There took place a world startling event to be specially recorded in the national history spanning 5000 years in the exciting period when all service personnel and people of the DPRK are making a giant stride, performing eye-catching miracles and exploits day by day after turning out as one in the all-out charge to bring earlier the final victory of the revolutionary cause of Juche, true to the militant appeal of the Workers' Party of Korea (WPK).

The first H-bomb test was successfully conducted in Juche Korea at 10:00 on Wednesday, Juche 105 (2016), pursuant to the strategic determination of the WPK.

Through the test conducted with indigenous wisdom, technology and efforts the DPRK fully proved that the technological specifications of the newly developed H-bomb for the purpose of test were accurate and scientifically verified the power of smaller H-bomb. (...)

L'esplosione è stata confermata dalla rilevazione di un'onda sismica del 5° grado.

La Cina di Xi Jinping, partner esclusivo di Kim Jong Un, dichiara di essere "preoccupata" e di aver avvisato la Corea del Nord sulle conseguenze politiche.

 

il comunicato nordcoreano attacca direttamente gli Stati Uniti:

 

" ... This test is a measure for self-defence the DPRK has taken to firmly protect the sovereignty of the country and the vital right of the nation from the ever-growing nuclear threat and blackmail by the U.S.-led hostile forces and to reliably safeguard the peace on the Korean Peninsula and regional security.

Since the appearance of the word hostility in the world there has been no precedent of such deep-rooted, harsh and persistent policy as the hostile policy the U.S. has pursued towards the DPRK.

The U.S. is a gang of cruel robbers which has worked hard to bring even a nuclear disaster to the DPRK, not content with having imposed the thrice-cursed and unheard-of political isolation, economic blockade and military pressure on it for the mere reason that it has differing ideology and social system and refuses to yield to the former's ambition for aggression.

The Korean Peninsula and its vicinity are turning into the world's biggest hotspot where a nuclear war may break out since they have been constantly stormed with all nuclear strike means of the U.S. imperialist aggressor troops, including nuclear carrier strike group and nuclear strategic flying corps. (...) "

 

La replica del USA è ancora solo formale, Obama si aspetta che "la Corea del Nord rispetti i suoi obblighi e impegni internazionali" !? Il risvolto umoristico è che la la brutta notizia del test coreano è arrivata poche ore dopo il discorso strappalacrime di Obama sul controllo delle armi negli Stati Uniti.

 

Il Giappone, dirimpettaio della penisola coreana, si è detto ovviamente preoccupato : Abe said Japan will respond firmly as a non-permanent member of the Security Council, and that it will cooperate with the United States, South Korea, China, and Russia.

Scontata la reazione della Corea del Sud, che ha annunciato una riunione urgente di tutti i ministri per valutare la situazione.

Tace per il momento Putin, che negli ultimi tempi aveva avviato relazioni più "amichevoli" con Kim Jong-Un (e viceversa).

 

 

Chi vuole la guerra tra Iran e Arabia Saudita

Dopo l'uccisione di Nimr al-Nimr e l'assalto sciita all'ambasciata a Teheran, la rottura delle relazioni diplomatiche sarà il preludio di una guerra  tra Iran e Arabia Saudita ?

Fino a due anni fa la risposta sarebbe stata negativa, perchè gli interessi globali facevano pendere la bilancia a favore di soluzioni "pacifiche". 
Il buon esito della trattativa sul "nucleare iraniano" faceva comodo sia agli Stati Uniti che alla Russia e soprattutto all'Europa e alla Cina. Il prezzo del petrolio si manteneva attorno ai 90 dollari a barile e consentiva ai governi dei paesi produttori di accordarsi su tutto.

Lo scenario attuale è ben diverso: l'Iran, dopo la firma dell'accordo sul nucleare, non ha più bisogno di tenersi a freno per far valere i suoi interessi politici ed economici; la Russia ha un interesse evidente ad incassare più valuta possibile e può farlo solo se il prezzo del petrolio sale. 

Persino gli Stati Uniti sarebbero ben contenti di una guerra "controllata" che riportasse il petrolio sopra i 60-70 dollari, permettendo alle sue aziende estrattive di riprendersi i margini persi. E anche i paesi che apparentemente avrebbero tutto da perdere da un aumento dei costi energetici, come l'Europa o la Cina, vedrebbero di buon occhio una soluzione militare dei conflitti mediorientali, perchè la crisi dei paesi produttori di petrolio e materie prime si traduce in minori scambi commerciali e minori possibilità di commesse per le aziende occidentali.

L'uccisione dell'imam Nimr al-Nimr per mano del regime saudita ha riacceso i conflitti secolari tra sciiti e sunniti in una parte del mondo in cui ogni scintilla si trasforma in incendio. La polveriera Yemen è a pochi chilometri, tanto per cominciare. Non è detto che questa volta arrivino i pompieri, anzi ... 

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone.

Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen.

Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo. 

Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali?

Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Ucciso Nimr al-Nimr

Il governo saudita annuncia l'esecuzione della sentenza di morte per Nimr al-Nimr, il leader religioso sciita che si era opposto alla repressione interna all'Arabia Saudita. La figura di Nimr Al-Nimr è diventata un simbolo di libertà per gli sciiti in tutto il Medio Oriente. L'uccisione di Nimr al-Nimr scatenerà una ondata di proteste e aumenterà il livello di scontro, già altissimo, tra Iran e Sauditi. 

Nel variegato mondo dei gruppi religiosi in medio oriente, il ruolo di Nimr al-Nimr si collocava in uno sparuto fronte di "opposizione non violenta" al regime sunnita, rivendicando l'autonomia politica per una porzione di territorio a prevalenza sciita.

Questo non è bastato a salvargli la vita, ma lo ha fatto emergere nella popolarità di fasce molto ampie della popolazione di origine sciita in Arabia. Uccidendo Nimr al-Nimr, i sauditi hanno scelto di accentuare lo stato di repressione interna, dichiarando di fatto la guerra all'Iran.

In una simbolica "simultanea" con l'uccisione di Nimr al-Nimr e di altri 46 tra oppositori e presunti terroristi, il capo del governo iraniano Rouhani ha disposto l'accelerazione del piano di costruzione di missili per l'esercito di Tehran, sfidando la minaccia di sanzioni da parte di un sempre più balbettante Obama.

Putin, pronto l'attacco alla Turchia

 L'ora della vendetta di Putin contro Erdogan dopo l'abbattimento del Su-24 sembra essere arrivata.

Il dispiegamento dei missili terra-aria S400 sul confine della Siria è terminato, come annunciato da Putin in conferenza stampa: "provate ora ad attaccare i nostri aerei ... ".

La NATO ha recepito e decifrato il messaggio e ha iniziato ad ammassare navi, aerei e truppe a difesa della Turchia “We have agreed on a package of assurance measures for Turkey in view of the volatile situation in the region,” NATO General Secretary Jens Stoltenberg told Reuters. “This will give us a better situational awareness – more transparency, more predictability and that will contribute to stabilizing the situation in the region and also calm tensions.”

 E' molto probabile che l'attacco russo sia congegnato in modo da non avere effetti imprevisti ed allargati. L'obbiettivo di Putin è quello di "punire" Erdogan senza però scatenare reazioni incontrollabili che possano compromettere il suo consolidamento diplomatico nello scacchiere nord africa - medio oriente. 

La scenografia potrebbe prevedere uno sconfinamento di aerei russi nello spazio turco, in modo da mettere Erdogan di fronte alla scelta di accettare lo scontro aereo oppure di ingoiare il rospo senza reagire ma andando incontro all'umiliazione.

Gli aerei russi questa volta sarebbero avvantaggiati dalla protezione dei missili S400 in grado di attaccare e distruggere aerei turchi nelle vicinanze.

La NATO assumerebbe un ruolo di "allerta" per non consentire ai russi di esagerare troppo nella rappresaglia militare, pur accettando in parte il prezzo imposto da Putin.

TRUMP, chi ha generato questo mostro politico ?

Donald Trump, il probabile candidato alle Presidenziali USA 2016, inizia a far paura al suo stesso partito repubblicano. 

Dopo la proposta di impedire ai musulmani l'accesso agli Stati Uniti, come soluzione al rischio di altri atti terroristici, lo schieramento di Jeff Bush lo ha definito "xenofobo e bigotto". Altri lo hanno paragonato ad Hitler, e lui per non smentirsi ha ribattuto di non sentirsi offeso dal paragone, ma ha espresso la sua ammirazione per il Roosevelt della Seconda Guerra Mondiale.

Trump è un mostro politico incredibile, sembra uscito da una sceneggiatura di Hollywood, ma è lui, per il momento a godersi il film del suo successo assieme a gran parte dell'America triste ed arrabbiata che applaude alle sue "battute".

L'ascesa di Trump non è un fenomeno estemporaneo ed imprevedibile, bensì il risultato di processi politici profondi e non interpretabili dalla classe politica tradizionale.

Il prossimo anno il suo probabile sfidante sarà Hillary Clinton, e questo basta a far capire che la politica negli USA è ormai totalmente disconnessa dalla realtà.

Se Trump è il campione della banalizzazione, la Clinton riesce a complicare anche le uova al tegame.