Sorrisi imbarazzanti dal G20

Alla riunione del G20 in Turchia, con Erdogan a fare gli onori di casa, i cosiddetti "grandi della Terra" potevano risparmiarsi la foto rituale con i sorrisi di circostanza. I morti di Parigi avrebbero meritato ben altra commemorazione.  

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

il nuovo mistero del A321 russo

  aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric "The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.   Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt" http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece  __________________________________________ https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4 Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti. Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno. Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico. Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez. Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato. Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli. Il documento postato via Twitter si rivelava un falso. Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ?  Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt sono ancora ipotesi 

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

Il 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis. Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera. Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ?  Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ?  Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress." oppure  "There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude” Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato. Perché ? Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria. Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente. La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ? Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ? Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ? La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico. Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.

Dalla Turchia la prossima ondata di rifugiati politici

Dopo il "voto" con cui Erdogan si è ripreso il controllo del Parlamento (già previsto questa mattina), la Turchia si appresta a vivere un periodo ancora più cupo ed incerto. Erdogan potrà imporre il suo disegno costituzionale di stato islamico presidenziale, alleandosi con l'estrema destra e andando allo scontro con la parte del paese, sia turco che curdo, che vuole autonomia e democrazia.  Inizierà la resa dei conti finale con gli oppositori, un'ondata di repressione contro ogni forma di dissenso. Il PKK troverà legittimazione ancora più forte alla sua guerra per l'indipendenza, e l'Isis cercherà di approfittarne per giocare la sua partita del terrore in una prateria aperta alle sue infiltrazioni. Chi pensa che la vittoria di Erdogan chiuda la lunga fase di instabilità si illude. Il patto sociale con cui Erdogan ha costruito il suo potere non ha più le condizioni oggettive per esistere, per la crisi economica e per l'incertezza geopolitica. I turchi hanno votato Erdogan perché stremati e impauriti, non perché  credano di poter ripetere il boom dello scorso decennio. L'impero Ottomano che gli viene prospettato è una tragica bufala, e quando si accorgeranno di essere al centro di uno scontro internazionale senza precedenti, le reazioni potrebbero essere imprevedibili. Prepariamoci alla prossima ondata di migliaia di migranti turchi. Le responsabilità della Merkel, che ha apertamente fiancheggiato Erdogan fino a pochi giorni prima del voto, sono enormi.

Ecco come Erdogan vince le elezioni

Stragi e bavaglio sono il metodo con cui Erdogan pensa di liquidare l'opposizione e vincere le elezioni del 1 novembre, con il silenzio-assenso dell'occidente.   http://www.hurriyetdailynews.com/editorial-policy-of-gulen-linked-dailies-turns-180-degrees-after-caretakers-take-over-.aspx "The editorial policy of dailies Bugün and Millet, which belong to the Koza İpek group that recently was assigned caretakers by the government, have changed their editorial policy in one night, going from anti-government to pro-government. Meanwhile, journalists, whose names were handed to the police standing at the headquarters in Istanbul, were not allowed inside the building and were fired. "  I sondaggi commissionati da Erdogan sull'esito delle quinte elezioni in 18 mesi mostravano una situazione ancora di stallo, con l'AKP (partito di Erdogan) ottenere la maggioranza ma senza i seggi sufficienti per governare da solo. Per questo il dittatore turco ha deciso di dare una svolta ancora più autoritaria contro l'opposizione e la stampa libera.

Netanyahu si prepara a fare come Hitler?

  Le affermazioni di Netanyahu sulle responsabilità del Gran Muftì di Gerusalemme, che avrebbe suggerito a Hitler lo sterminio degli ebrei, hanno suscitato reazioni all'unisono in un ampio spettro di forze politiche: tutte di condanna, ma spaziando dallo scherno alla preoccupazione. Tutti hanno evidenziato che il momento attuale in Medio Oriente non si presta a fare dissertazioni storiche: a chi e a che cosa giova gettare benzina sul fuoco ? Giova a Netanyahu e al suo tentativo di "preparare" l'opinione pubblica interna e mondiale a quella che sarà la soluzione al  problema irrisolto dei "due popoli in due Stati": la deportazione dei palestinesi. Tutto sommato, secondo l'intenzione di Netanyahu, è una soluzione "migliore" di quella che il mufti Haj Amin al-Husseini nel 1941 suggerì al dittatore nazista e che poi fu praticata nei campi di concentramento e quindi, secondo la morale ebraica del "occhio per occhio, dente per dente" la deportazione dei palestinesi sarebbe anche legittima. Netanyahu si prepara a fare ai palestinesi quello che, secondo la sua interessata ricostruzione storica, avrebbe fatto Hitler agli ebrei senza i suggerimenti del Gran Muftì. Non è una polemica storiografica, purtroppo è attualità politica new york times  al jazeera

Merkel Erdogan un disgustoso siparietto

Il viaggio della Merkel in Turchia per far visita a Erdogan era già discutibile prima della strage di Ankara. A due settimane dalle nuove elezioni, andare a trovare il dittatore turco significava regalargli uno spot elettorale e alterare i precari equilibri politici. Dopo gli oltre 100 morti della stazione di Ankara e le evidenti complicità / omissioni che gettano ombre pesanti sugli apparati controllati dal governo, la visita della Merkel avrebbe avuto più che giustificati motivi per essere annullata o posticipata. Non è stato così, anzi. Questa mattina i giornali di tutto il mondo sono pieni di immagini vergognose per un capo di stato europeo: la Merkel siede su un trono a fianco di un altro su cui c'è Erdogan, in una posa imperiale, tra arazzi e fregi dorati frutto di corruzioni plurime, che urtano anche la più allenata delle suscettibilità. Uno schiaffo alla realtà drammatica della Turchia sotto gli occhi di tutti. Cosa c'entra la sala imperiale di Err dogan con una discussione sui profughi, la Siria, la Nato ecc ecc. Essersi prestata alla scenografia elettorale di Erdogan è una colpa grave e imperdonabile per Angela Merkel. Spero che abbia parlato al dittatore solo in qualità di tedesca, e non di leader europeo. E per non smentirsi, la polizia turca ha liquidato come suicidio  la morte della giornalista inglese Jacky Sutton, trovata in un bagno dell'aeroporto di Istanbul. La Sutton era di scalo  verso l'Iraq, dove stava portando avanti alcune inchieste sull'ISIS. La versione ufficiale dettata dai servizi segreti turchi è che la Sutton si sarebbe impiccata con un laccio di scarpe, disperata per aver perso la coincidenza del volo per l'Iraq. Per "puro caso" le videocamere di sorveglianza dell'accesso al bagno non funzionavano. Questa ormai è la Turchia, dove i giornalisti scomodi vengono eliminati e gli altri intimoriti. E la Merkel fa il siparietto con Erdogan ... 

Dall'Afghanistan uno schiaffone a Firenze

  Le bugie dei politici non fanno notizia, perché sono la norma. Dovrebbe quindi essere una non-notizia il mancato rispetto degli impegni che Renzi si era preso sul ritiro delle truppe italiane in Afghanistan. Ce ne andremo entro giugno 2015, ma poi "ancora pochi mesi e ce ne andremo", e a ottobre ancora "pochi mesi". Sommando i pochi mesi si arriverà al 2023. Una banale domanda, che Renzi non si pone e a cui in ogni caso non risponderebbe: "Cosa diavolo pensi che possa cambiare in "pochi mesi" in Afghanistan, dopo che per quasi 15 anni non è cambiato nulla, se non il numero dei morti ?". Forse Obama gli ha rivelato qualche verità sconvolgente per convincerlo a restare "pochi mesi" nel mattatoio afghano? un'arma segreta per annientare i Talebani e riprendere il controllo della situazione ? Le notizie che arrivano da Kabul sono di tutt'altro segno: il governo è debole, diviso, corrotto e non riesce ad avere il consenso oltre la regione della capitale. Lo scenario geopolitico è addirittura peggiorato, perché lo scontro USA-Russia e il casinò mediorientale rendono ancora più difficile trovare mediazioni e anzi esaltano l'instabilità della faglia afghana. Nessun politico serio dovrebbe sottovalutare i rischi di guerra che provengono da quella parte del mondo e per questo nessun politico serio dovrebbe fare dichiarazioni estemporanee e ondivaghe. La verità è che Renzi ha accettato di prendere schiaffi in Afghanistan per fini meno nobili, che sono gli stessi di quelli che lo stuzzicano ad "intervenire" in Iraq o in Siria o in Libia. Consumata la favola delle missioni umanitarie, l'interventismo nelle guerre locali, sempre più globali, si giustifica solo per motivi di spartizione di affari di ogni risma, cioè buone ragioni per accettare di prendere uno schiaffone alla propria credibilità. L'Afghanistan per Renzi è un EXPO che non chiude mai.