Ecco la vera causa del crollo del ponte Morandi

Vogliono farci credere - quelli collusi o interessati a difendere gli interessi di Autostrade, e sono tanti e ben mimetizzati - che la responsabilità del disastro di Genova, dei 43 morti e delle centinaia di sfollati, sia dello Scirocco, il vento umido che in Liguria viene dal mare da prima che l'uomo esistesse, e porta pioggia e salsedine che tutti sanno, tranne gli ingegneri, corrode il cemento e il ferro, implacabile ogni anno che passa.

Lo Scirocco ha corroso il ponte e lo ha fatto crollare, dicono i tecnici bene informati, e noi dobbiamo crederci perché cosa ne sappiamo di come si costruiscono i ponti ? e di come si guarda dentro al cemento per capire se i tondini sono corrosi ? anche il magistrato che indaga dovrà ammettere che buona parte delle "concause" erano "imprevedibili" e quindi non imputabili alla negligenza o all'avidità della società Autostrade (Benetton).

Ma tra le "concause" ora ne emerge una, più grande delle altre, più forte dello Scirocco, e sta scritta nei documenti allegati al contratto di concessione che i passati governi di centrosinistra e centrodestra hanno prima concesso e poi rinnovato all'azienda della famiglia Benetton: la clausola di "salvaguardia" del rendimento dell'investimento, ovvero il profitto, che doveva essere comunque garantito e non inferiore al 7% annuo.

In un'epoca di inflazione bassa e tassi sottozero, per garantire un profitto del 7% non si può ricorrere troppo di frequente all'aumento dei pedaggi - manovra ingiustificata e impopolare soprattutto se al governo c'è Renzi - ma si può certamente ridurre il costo della manutenzione o dell'ammodernamento, cioè degli investimenti. 

Per ridurre il costo della manutenzione è sufficiente "scegliere" i tecnici "giusti" che chiudono un occhio, quelli che dicono e non dicono a seconda delle convenienze o entrambi, ancora meglio se sono pagati dal Ministero. E se qualcosa va storto, c'è sempre uno scirocco che soffia dal mare e porta pioggia o il cambiamento climatico che causa troppa siccità o troppa umidità e il cemento si spacca o si gonfia ... 

Guai a pensare o dire che un profitto esorbitante e garantito, a prescindere dal clima e dal traffico, è l'unica vera causa di un ponte che crolla ...

https://www.menoopiu.it/post/ponte-morandi-crolla-e-fa-strage-a-genova

 

 

Ponte Morandi crolla e fa strage a Genova

Il crollo di Ponte Morandi a Genova è l'ennesima strage annunciata.

Era uno dei simboli dell'Italia del boom economico, delle autostrade e delle grandi opere per modernizzare, "unire" il paese e diffondere l'uso dell'automobile.

La striscia lunga un chilometro, che da cinquant'anni è appesa sulla testa dei genovesi, è crollata all'improvviso per un cedimento strutturale, provocando più di 40 morti.

E' iniziata la corsa al "io l'avevo detto" e lo scarico di responsabilità (il ponte secondo i tecnici di Autostrade "era sicuro"), ma nessuno in cinquant'anni ha avuto il coraggio di denunciare i rischi e mettere in sicurezza o smantellare il ponte.

La società Autostrade che gestisce la rete viaria sapeva che si trattava di una corsa contro il tempo: sostituire gli "stralli" di cemento armato con quelli di acciaio era un intervento da realizzare almeno 5 anni fa.

Si è aspettato l'ultimo momento per programmare lavori di manutenzione che non saranno mai eseguiti. Il viadotto è crollato distruggendo le vite di decine di persone, trascinando l'intera città di Genova nel dolore e nel caos, emettendo un'altra dura sentenza contro l'immagine stereotipata dell'Italia del boom, cemento acciaio e asfalto. 

Con le ovvie differenze, il collasso del viadotto Marconi di Genova mi riporta alla memoria il crollo della diga del Vajont, l'illusoria presunzione dei sacerdoti del progresso smentita dalle incompetenze, dalla corruzione e dalla sete di profitto.

Grazie a Francia e Italia riapre il mercato degli SCHIAVI in Libia

Un reportage della CNN ha documentato che in Libia, attorno ai Centri di detenzione degli immigrati, si è creato un vero e proprio mercato degli schiavi.

http://edition.cnn.com/videos/world/2017/12/04/libya-slave-auctions-reporters-notebook-elbagir-pkg.cnn

La propaganda europea, soprattutto in Italia e in Francia, esalta i "successi" nella riduzione degli sbarchi ma tace sulla realtà dei lager libici, finanziati dai paesi europei, dove le condizioni della dignità umana sono sconosciute e dove si sta sviluppando la tratta degli schiavi, con la complicità e l'interesse delle fazioni libiche al potere.

John Dalhuisen, direttore di Amnesty International Europe, scrive su Al Jazeera:

The EU's complicity in refugee abuse in Libya

Refugees and migrants are routinely exposed to human rights violations committed by Libyan officials and security forces and abuses at the hands of armed groups and criminal gangs, who are often working in close cooperation and to mutual financial advantage. In a lawless country, refugees and migrants have become a resource to be exploited - a commodity around which an entire industry has grown, as the shocking footage of an apparent slave auction aired by CNN last month highlighted.

The European Union, its member states - and Italy, in particular - have pursued their own goal of restricting the flow of refugees and migrants across the Mediterranean, with little thought, or seemingly care, for the consequences for those trapped in Libya as a result. They have entered into a string of cooperation agreements with Libyan authorities responsible for grave human rights violations, in particular, the Libyan Coast Guard (LCG) and the General Directorate for Combating Illegal Migration (DCIM).

Migrants and refugees are caught in a soul-destroying cycle of exploitation to which collusion between guards, smugglers and the LCG consigns them. Guards at the detention centres torture them to extort money. If they are able to pay they are released. They can also be passed onto smugglers who can secure their departure from Libya in cooperation with the LCG. Agreements between the LCG and smugglers are signalled by markings on boats that allow them to pass through Libyan waters without interception, and the Coast Guard has also been known to escort boats out to international waters. 

The actions of European countries are leading to increasing numbers of people being stopped or intercepted. In so doing, European governments - and again, Italy, in particular - are breaching their own international obligations and becoming complicit in the violations committed by the Libyan authorities they are sponsoring and cooperating with.

 Le opinioni e le denunce espresse da Amnesty International si sommano a quelle di Medici Senza Frontiere e di altre decine di organizzazioni umanitarie.

La Libia è un mattatoio a cielo aperto, dove i profughi respinti dall'Europa vengono venduti come schiavi a quelli che i francesi e gli italiani faranno a gara per avere come soci negli affari miliardari per la ricostruzione e sfruttamento delle risorse libiche.

Finito il business sulle coste italiane inizia quello nell'entroterra africano, dove Macron e Gentiloni sono impegnati in una poco nobile competizione. I trafficanti di esseri umani ringraziano.

aspettatemi, aspettatemi, aiuto, non lasciatemi qui

 

... Nel racconto di Gennaro Giudetti, attivista italiano imbarcato sulla Sea Watch, tutto l'orrore di quei momenti:

"Quando siamo arrivati sul posto c'erano già diversi cadaveri che galleggiavano e decine di persone in acqua che gridavano aiuto. Abbiamo dovuto lasciare stare i corpi per cercare di salvare più gente possibile. I libici ci ostacolavano in tutti i modi, per quanto incredibile possa sembrare, ci tiravano anche patate addosso.

Loro non facevano assolutamente nulla, abbiamo dovuto allontanarci un po' per non alzare troppo il livello di tensione e in quel momento abbiamo visto che sulla nave libica i militari picchiavano i migranti con delle grosse corde e delle mazze.

In tanti si sono buttati a mare per raggiungerci e sono stati spazzati via dalla partenza improvvisa della motovedetta.

È stata una cosa straziante. E la colpa è di tutti noi, degli italiani, degli europei che supportiamo questo sistema. Quelle navi libiche le paghiamo noi.

Quando ho raccolto dall'acqua il corpo di quel bambino, ho toccato davvero il fondo dell'umanità".

 

Da La Repubblica 10-11-2017

Libici contro Ong: la battaglia navale mentre 50 migranti muoiono in mare.

Militari e volontari si fronteggiano, i naufraghi si tuffano per non tornare indietro. Poi la strage.

di Alessandra Ziniti

Per i banchieri IRMA è una manna dal cielo

Mentre tutto il mondo guarda con terrore e apprensione le immagini di devastazione provocate dal "mostro Irma", l'uragano più violento tra quelli generati nel mar dei Caraibi, c'è un personaggio influente nella cerchia dei banchieri di Wall Street che si lascia andare a considerazioni ciniche che ne rivelano lo spessore morale e intellettuale:
Fed's Dudley: Hurricanes will boost economic activity over the long run

 

L'ineffabile Dudley è il capo della Federal Reserve di New York, quello che decide su ordine delle grandi banche d'affari (Goldman Sachs, JP Morgan, BofA ecc) cosa fare per "stimolare" l'economia, e che ora rivela il suo lato autentico a poche ore dall'arrivo di Irma sulle coste della Florida, con milioni di americani in fuga o intrappolati.

Hurricanes Harvey and Irma actually will lead to increased economic activity over the long run, New York Fed President William Dudley said in an interview.
Speaking just as Irma is about to start battering Florida as a Category 4 storm, Dudley said the initial impact in both human and economic costs will be harmful. But in the long run, economies tend to snap back from such major events.
"Those effects tend to be pretty transitory," Dudley said in a live interview with CNBC. "The long-run effect of these disasters unfortunately is it actually lifts economic activity because you have to rebuild all the things that have been damaged by the storms."

Nei video che mostrano gli effetti del passaggio degli uragani a voi sembra di vedere case distrutte, automobili sommerse, piantagioni scomparse, oggetti domestici ammucchiati come discariche, forse anche animali ed esseri umani morti ... ma dietro le apparenze un banchiere vede il futuro radioso della ricostruzione, il boost dell'economia, l'occasione straordinaria di smaltire le scorte invendute di automobili ed elettrodomestici, di costruire nuove case, e quindi generare nuovi profitti per la gioia di Wall Street e della finanza mondiale.
Venerdi 8 settembre le quotazioni dei titoli assicurativi a Wall Street sono schizzate . Ma come è possibile, con tutti i risarcimenti dei danni che dovranno pagare dopo il passaggio di Harvey e Irma?
Ignoranti ! a quelli ci pensano Dudley e la Fed, con la loro tipografia che stampa moneta e le banche che prestano soldi, mentre le assicurazioni avranno uno spot pubblicitario incredibile per vendere le loro polizze: vedete cosa accade se non siete assicurati contro i danni provocati dai disastri ambientali ?
Ora capite perchè il global warming è un bene per l'umanità. E' sufficiente avere una visione di lungo periodo. Come i palazzinari che festeggiavano nella notte del terremoto a L'Aquila.

IRMA l'uragano di 300 km all'ora

A differenza di Harvey, Irma non porta grandi quantità di acqua, ma la furia dei suoi venti viene stimata come la più devastante nella storia degli Stati Uniti.

Per classificare Irma hanno dovuto ampliare la scala con cui si misura la forza devastatrice degli uragani, finora misurati da 1 a 5 (Harvey era di livello 4).

Irma è un uragano di classe 6, con venti fino a 300 km orari, e si dirige verso Miami in Florida dove è scattato l'allarme generale, evacuazioni e chiusura di ogni attività.


L'incrollabile certezza di Scott Pruitt inizierà a vacillare ?

Uragano Harvey "Fire and Fury"

      Con l'esplosione e l'incendio dell'impianto chimico Arkema a Huston causato dagli effetti dell'uragano Harvey si compone il drammatico scenario "Fire and Fury" che ha investito gli Stati Uniti d'America.


Donald Trump forse non avrebbe evocato le fiamme e le devastazioni di un attacco militare alla Corea del Nord se avesse già visto le immagini del disastro provocato dall'uragano e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sul Texas. Cinquanta vittime accertate, decine di dispersi, 200 miliardi di dollari di danni, 180.000 case distrutte o danneggiate.
Harvey in pochi giorni ha scoperchiato tutte le fragili illusioni degli ultimi decenni, comprese quelle dell'ultimo Presidente che spavaldo si è presentato a Huston in tenuta sportiva con la moglie Melania in tacchi a spillo.


Un'area metropolitana di cinque milioni di abitanti sviluppatasi a ritmi "cinesi", senza alcuna preoccupazione di dover fronteggiare una situazione di alluvione anche solo di piccola intensità.
 L'illusione che per scongiurare il global warming e i cambiamenti climatici, ammesso che esistano direbbe Scott Pruitt, ci sia il tempo e  l'infinita capacità della scienza (e della finanza) di salvarci in qualche modo.
La coincidenza tra il fire and fury di Trump e quello di Harvey è certamente casuale, o forse no.

https://www.menoopiu.it/post/l-incubo-harvey-sulle-idiozie-di-trump

L'incubo Harvey sulle idiozie di Trump

dalla CNN -

Cinquantamila miliardi di litri di acqua si sono abbattuti su Huston nel Texas, trasportati dai venti dell'uragano Harvey.

Più che le vittime, relativamente poche finora, sono le infrastrutture, le abitazioni e le attività economiche e sociali quelle che hanno subito i maggiori danni e una devastazione senza precedenti, in quella che è la quarta area metropolitana più grande degli Stati Uniti 

Con buona pace delle teorie negazioniste del climate change e del global warming.

Donald Trump si è affrettato a twittare  che gli esperti gli avrebbero detto che una tempesta come Harvey si scatena una volta ogni 500 anni e che tutto è sotto controllo ... 

Si è dimenticato di dire che secondo le previsioni meteo, Harvey tornerà a scaricare su Huston altri 60 mila miliardi di litri di pioggia nei prossimi giorni ...

 

Previsioni meteo per domani, continua il caldo torrido degli ultimi 30 anni

Questa notte a Roma non si è dormito, e non solo per colpa del gran caldo ma per l'odore acre del fumo degli incendi che da giorni si sviluppano ovunque ci siano sterpaglie o rifiuti, condizioni entrambe normali, e che ristagna nelle ore notturne come una nebbiolina invernale.

 

Nel tentativo vano di riprendere sonno, come non pensare alle sventure previste dai predicatori del global warming, proprio oggi che al G20 hanno ribadito che l'impegno continuerà ma senza gli USA, cioè il maggior azionista della fabbrica di surriscaldamento mondiale. E chi ci garantisce che tra qualche mese o qualche anno qualcun altro, chiamasi Cina India o Brasile, non si tirerà indietro dagli impegni - pur blandi - già presi ?
Sarebbe necessario considerare la lotta ai gas serra alla stregua di quella contro il terrorismo: se un governo non partecipa, o addirittura diffonde la fede nel modello energetico che provoca l'aumento della CO2, andrebbe inserito in una lista di "stati canaglia" con sanzioni e messo al bando internazionale. I terroristi uccidono e distruggono, minacciano l'esistenza stessa della civiltà e delle generazioni future, così come il global warming ...

Che idee balorde provoca il caldo di una notte di mezza estate di fuoco !

Piuttosto che stare ad illudersi di G20 e COP21, l'unica speranza sarebbero le previsioni del tempo, con l'annuncio di qualche temporale che rinfresca e spegne i focolai, un brusco cambiamento climatico, un'irruzione di aria umida e fresca, un'inversione di tendenza, una decrescita delle isobare e magari anche dei consumi, delle sovraproduzioni, dei debiti ...

Consoliamoci, non è colpa solo della Raggi se a Roma fa caldo e non piove. In queste ore non se la passano meglio a Los Angeles, e se siete accaldati non guardate questo sconsolante video della NASA.

https://svs.gsfc.nasa.gov/vis/a000000/a004500/a004546/gistemp2016_5year_full_record_celsius_1080p.mp4

Il rogo di Grenfell Tower e la trappola sociale

 

Non si saprà mai quanti e chi sono i morti nel rogo della Grenfell Tower, un "grattacielo" popolare di Londra che è diventato la tragica metafora di una condizione sociale nella metropoli-simbolo delle disuguaglianze sociali.

Grenfell Tower in linea d'aria è a meno di 2 chilometri da Hyde Park; non è in una periferia degradata ed esclusa, anche se i piani urbanistici della metà del secolo scorso non prevedevano l'invasione di sceicchi arabi e magnati russi nella capitale inglese.
Per abitare in uno dei 127 appartamenti dello scatolone di cemento costruito nella seconda metà del secolo scorso dovevi appartenere a quella parte di popolazione che un tempo si sarebbe definita l'utenza principale dello stato sociale: lavoratori locali e immigrazione regolare, aspiranti al benessere, attratti dalla promessa di partecipare alla distribuzione della ricchezza.

Grenfell Tower oggi è il simbolo di una infernale trappola sociale prima ancora che fisica, delle disuguaglianze globali, della impossibilità di garantire la sicurezza per chi non ha i soldi o perchè qualcuno li ha utilizzati per affari propri.

Nel 2016 sarebbero stati fatti lavori di manutenzione per 16 milioni di sterline, spesi per fare rivestimenti interni altamente infiammabili anzichè verificare e aggiornare il sistema antincendio.

Si è rifatta solo la "facciata", perchè questo impone lo status delle abitazioni di Londra, tra le più costose del mondo, anzichè pensare alla sicurezza. Molti dei morti di Grenfell Tower resteranno sconosciuti non solo perchè il fuoco ne ha cancellato le sembianze e gli indizi, ma soprattutto perché in quegli appartamenti c'era una popolazione non censita, in aggiunta o in sostituzione di quella ufficiale, che è un'altra delle caratteristiche delle metropoli globalizzate.

Gli hackers che ricattano i sistemi ICT a fin di bene

ransomware

Un attacco ransomware senza precedenti in quasi tutto il mondo ha bloccato - e sta bloccando - decine di migliaia di reti di computer, in particolare quelle interne a  ospedali e servizi pubblici.  Il racconto di chi ha bloccato il virus: Finding the kill switch to stop the spread of ransomware

 

 

Da The Intercept:

Reuters said that “hospitals across England reported the cyberattack was causing huge problems to their services and the public in areas affected were being advised to only seek medical care for emergencies,” and that “the attack had affected X-ray imaging systems, pathology test results, phone systems and patient administration systems.”

The worm has also reportedly reached universities, a major Spanish telecom, FedEx, and the Russian Interior Ministry. In total, researchers have detected WannaCry infections in over 57,000 computers across over 70 countries (and counting — these things move extremely quickly).

 I giornali di tutto il mondo riportano con grande evidenza le notizie dell'attacco e del "ricatto" sottostante: 300 dollari in Bitcoin per ottenere la chiave per sbloccare i computer infettati da "wannacry".  

Nella mente dell'opinione pubblica - che a stragrande maggioranza ignora gli aspetti tecnici di un attacco informatico - gli hacker che chiedono soldi per far ripartire i computer dei medici che curano e salvano i pazienti sono degli esseri spregevoli e cattivissimi.

Per quei pochissimi che invece capiscono - o cercano di capire - di "questioni informatiche", l'attacco-ricatto del 12 maggio potrebbe considerarsi quasi un'opera meritoria.

Gli hacker infatti hanno sfruttato le negligenze dei responsabili della sicurezza informatica delle strutture attaccate - ospedali, università, ferrovie, addirittura la intranet del gigante Telefonica - per colpire i computer chiedendo in cambio una cifra relativamente modesta.

Si scopre infatti che il buco che ha consentito agli hacker di penetrare nei sistemi, era stato già scoperto e sistemato da Microsoft con un aggiornamento di marzo scorso, ma qualcuno degli addetti e responsabili dei sistemi colpiti non ha installato la difesa.

Inoltre si viene a sapere che il malware "veicolo" utilizzato dagli hacker era stato costruito dalla famigerata NSA, l'agenzia di sicurezza americana di cui Snowden aveva rivelato le malefatte.

Gli hacker sono spregevoli, ma quelli che dovevano, con poco sforzo, vigilare e difendere i computer facendo nient'altro che il mestiere per cui vengono pagati, non sono da meno. Immaginate quali conseguenze catastrofiche si potrebbero verificare se l'attacco agli ospedali venisse condotto da terroristi che alterano i file con le analisi e le prescrizioni per i pazienti, causando vittime a migliaia.

A conti fatti, i 300 dollari chiesti per il riscatto potrebbero essere considerati come una piccola parcella a fronte di un check-up di reti informatiche obsolete e sistemi di sicurezza colabrodo.

Tanto più se è vero che per neutralizzare la minaccia è bastato l'ingegno di giovanotto, che così racconta la sua impresa: 

Finding the kill switch to stop the spread of ransomware

L'Inferno dei bambini di Irlanda

Dopo tre anni di denunce e ricerche, i resti di 800 bambini sepolti nel cortile del Bon Secure Mother and Baby Home - ospizio per ragazze madri gestito da suore cattoliche - squarciano un orribile velo di omertà su una tragedia che la cattolicissima Irlanda ha sempre cercato di nascondere.

 

The Guardian:

Mass grave of babies and children found at Tuam care home in Ireland

 

 

The Irish Times:

Wider search sought after remains found at Tuam home

 

 

Il ritrovamento della "fossa comune" di Tuam potrebbe essere solo l'inizio di altre rivelazioni:

Paul Redmond, chairman of the Coalition of Mother and Baby Home Survivors, said Tuam was “the tip of the iceberg”. At least 6,000 babies and children across the nine homes had died, he claimed.

“The worst is yet to come as details of the huge behemoths of St Patrick’s, Bessborough and Sean Ross Abbey have yet to be revealed but it is likely that the total for these three homes alone will be well over 4,000 babies and children buried in shoeboxes and rags.”

Misteriosa nube di Iodio radioattivo sull'Europa

Nella seconda metà di gennaio in tutti i paesi europei sono state rilevate tracce di radioattività da Iodio 131. Non se ne conosce l'origine e la notizia è stata tenuta nascosta.

https://thebarentsobserver.com/en

La notizia è stata rivelata dal Barents Observer, che ha riportato una segnalazione del Institute de Radioprotection et de Süreté Nucléaire. I livelli di radioattività sono stati registrati dai centri specializzati dalla Finlandia alla Spagna, attraversando i paesi dell'Europa centro-settentrionale.

Lo Iodio 131 ha un decadimento di pochi giorni e quindi l'incidente che ha provocato la nube dovrebbe essere accaduto tra il 9 e il 10 gennaio, in una zona compresa tra la Polonia e la Russia.

L'incidente che ha rilasciato il materiale radioattivo potrebbe aver riguardato una centrale nucleare oppure un impianto di produzione di iodio 131 utilizzato a scopi medici.

I livelli di radioattività rilevati non comporterebbero conseguenze per la salute dei cittadini, ma la cosa più inquietante e grave è che non se ne conosce l'origine, e quindi non è possibile escludere il ripetersi, anche in forme più gravi, del fenomeno.

 

 

ATTENTATO al Tupolev russo con a bordo il coro dell'ARMATA ROSSA

Come per l'aereo russo precipitato in Sinai nell'ottobre del 2015, il TU-154 decollato da Sochi e inabissato nel mar Nero è stato abbattuto da un attentato terroristico

Nel disastro scompare uno dei miti della Russia pre e post muro di Berlino, la Aleksandrov Ensemble, conosciuto in tutto il mondo come il coro dell'Armata Rossa.

 

L'aereo era diretto in Siria. E' scomparso dai radar dopo 20 minuti dal decollo. Le autorità militari russe negano l'ipotesi terroristica, ma non non forniscono una spiegazione plausibile delle cause di incidente. Il ministro dei Trasporti invece non esclude la matrice terroristica.

Una settimana dopo l'assassinio dell'ambasciatore russo ad Ankara, il disastro del Tupolev è un altro durissimo colpo al prestigio di Putin: i suoi apparati di sicurezza non riescono a prevenire gli attentati contro obbiettivi russi, e nel caso del Tupolev decollato da Sochi, gli attentatori avrebbero agito indisturbati in territorio russo.

 

https://www.menoopiu.it/post/2015/11/03/Le-verita-nascoste-attorno-allaereo-russo

 

Il TERREMOTO non concede tregue. All'ITALIA serve un gigantesco piano di messa in sicurezza e non gli spiccioli elemosinati a Bruxelles

Questa mattina la scossa più forte ha frantumato il centro Italia e la tenue speranza di avere tempo per ricostruire i paesi già distrutti e mettere in sicurezza quelli ancora in piedi. Anche Roma, abitanti, palazzi, monumenti, chiese, poteri, ha cominciato ad avere paura, rendendosi conto di essere a rischio. Per salvare l'Italia bisogna fare presto, subito e bene.

 

Terremoto Italia

 

Tutto il patrimonio edilizio deve essere adeguato per fronteggiare il pericolo. E' necessario che tutte le risorse pubbliche e private disponibili siano mobilitate per un piano di emergenza nazionale. La battaglia contro il terremoto si deve iniziare a fare subito, davvero e si deve vincere.

Pensare di subordinare l'emergenza terremoto agli aiuti o alle flessibilità concesse da Bruxelles è una perdita di tempo che l'Italia non può concedersi.

 

Renzi finanzierà le Olimpiadi di Tokyo 2020 ?

Gli organizzatori di Olimpiadi, sia quelle passate che quelle future, in genere sono inquisiti dalla giustizia dei paesi ospitanti per concorso in disastri plurimi aggravati. Solo i magistrati di Roma non potranno "applicarsi" a causa del rifiuto della giunta Raggi ad organizzare i giochi del 2024, nonostante gli sforzi di Renzi favorevole alla grande abbuffata.
Ma a Tokyo (2020) le inchieste sono già cominciate, dopo che la sindaca della capitale giapponese Yuriko Koike ha lanciato l'allarme, perché i costi di allestimento delle Olimpiadi volute dal suo primo ministro Abe sono già arrivati a 30 miliardi di dollari, mentre il progetto iniziale (con cui Tokyo si era aggiudicata l'asta) era 5 volte inferiore.

 

http://abcnews.go.com/Sports/wireStory/expert-panel-warns-tokyo-olympics-cost-top-30-42438548

Expert Panel: Tokyo Olympics Costs Could Top $30 Billion

By MARI YAMAGUCHI, ASSOCIATED PRESS TOKYO — Sep 29, 2016, 8:56 AM ET
The price tag of the 2020 Tokyo Olympics could exceed 3 trillion yen ($30 billion) unless drastic cost-cutting measures are taken and several key venues are relocated, an expert panel warned Thursday in the latest blow to Japanese organizers.
"Naturally, anyone who hears these numbers is alarmed," panel leader Shinichi Ueyama said.
The Olympic investigation team was launched by newly elected Tokyo Gov. Yuriko Koike after she raised concerns about growing cost estimates and the potential burden on the city and its taxpayers.
"We cannot impose the negative legacy onto the Tokyo residents," Koike told reporters.

 

Tokyo Games could cost $30 billion, putting future of Olympics at risk

Consider this the line in the sand for the International Olympic Committee.
Within a matter of hours Thursday, a panel of experts warned that costs for Tokyo 2020 could top $30 billion and Rome’s city council put an end to a bid for the 2024 Games. If the IOC doesn’t get serious about reining in the increasingly exorbitant costs of hosting the Olympics, it will be the demise of the modern Games.
That might sound alarmist but consider this: Rome is the third city to say “thanks, but no thanks” to a 2024 bid, leaving only Budapest, Los Angeles and Paris in the running. The choices for the 2022 Winter Olympics were so scant that the Games went to Beijing, a city with little to no natural snow.
Less than a decade after the IOC had its pick of seven cities for this summer’s Olympics, which ultimately went to Rio, more cities have dropped out (seven) of the bidding for the 2022 and 2024 Games than have stayed in (five). And that doesn’t count the ones who considered the idea but quickly decided against it.
If the IOC wants to continue to generate excitement around the Games, if it wants multiple cities bidding for the Games, it’s going to have to make financial concessions. It can’t be as demanding and strident with regard to what it is a (host) country has to do,” said Robert Baade, an economist at Lake Forest College and co-author of Going for the Gold: The Economics of the Olympics, which looked at the costs and benefits of hosting the Games.
The IOC claims that it gets it, with cost-cutting measures for the bid process a centerpiece of its Agenda 2020 reforms. But this is a group used to living the high life — five-star hotels, per diems ranging from $450 to $900, cars and drivers at their beck and call — and it’s going to be awfully hard to shut down the gilded gravy train.
If one candidate city offers accommodations at the Ritz while another is offering the Radisson, you can guess which one will get the IOC’s vote, reforms be damned.
“The real question is whether they’re going to abide by their own rules,” said Victor Matheson, a Holy Cross economist and co-author of Going for the Gold. “If it continues to choose (bids) with the most bells and whistles, we will know Agenda 2020 is purely face-saving and lip service.”
Politicians and local organizers like to say the benefits of hosting a Games will be far greater than the costs, despite study after study showing that not to be true. Security costs alone now top $1 billion, and that is the one area of the budget that is non-negotiable.
Cities such as Tokyo and London might not have to spend as much on infrastructure — roads, airports, public transport — as, say, Sochi or Rio. But even the most advanced of cities doesn’t come equipped with velodromes, natatoriums and Olympic Villages — structures that often become white elephants as soon as the Games end.
The Tokyo experts, for example, are recommending moving rowing and canoe because the current venue, with a price tag of $490 million that is seven times the initial estimate, has little chance of drawing 40,000 visitors when the number of rowers and canoeists in the country is only in the hundreds.
Similar waste and poor planning can be found in almost every city’s budget, yet the IOC happily signs off because it’s not the one footing the bill.
If the IOC wants to avoid a repeat of the late 1970s, when Los Angeles was the only city that showed interest in the 1984 Games, it has to start using common sense. Whether that’s temporary venues or rotating the Games between a handful of cities where the infrastructure is already in place, the IOC has to be serious about its demands for fiscal restraint.
“Agenda 2020 is at least a negotiating position for the IOC. The message they’re sending is,  'OK, we get at least some of it,’ ” Baade said. “But will they go as far as they need to go? I don’t know.”
If not, the IOC will soon find itself trying to throw a party with no place to have it.
 

 

Chissà se Renzi ci sarà ancora a Palazzo Chigi quando si inaugureranno i Giochi di Tokyo 2020 e i primi processi per il dissesto delle finanze comunali dell'omonima città giapponese.

https://www.menoopiu.it/post/le-olimpiadi-sono-state-sempre-un-disastro-e-roma-non-farebbe-eccezione

 

Le Olimpiadi sono state sempre un disastro e Roma non farebbe eccezione

Ho parafrasato il titolo di un articolo pubblicato un mese fa su Huffington Post che in originale era : Le Olimpiadi sono sempre un disastro per la povera gente. E Rio non fa eccezione.


Gli autori Travis Waldron e Edgar Maciel documentano gli effetti sulle popolazioni delle città ospitanti le Olimpiadi e in particolare sulle fasce più povere e deboli.


"Ecco che cosa succederà a partire da domenica, quando le Olimpiadi di Rio si concluderanno: i giornalisti se ne andranno, e i mezzi d’informazione internazionali dimenticheranno la gente di Vila Autódromo. Il loro trasferimento coatto non si ridurrà ad altro che a una nota a piè di pagina nella storia di questa tornata di giochi olimpici, mentre l’attenzione del resto del mondo andrà a concentrarsi su quali problemi esistano nella città che ospiterà le prossime Olimpiadi."

Insomma con tutta probabilità i Giochi di Rio si concluderanno come tanti altri in precedenza, con case rase a zero, promesse infrante e poveri abitanti la cui unica vera risorsa ormai è pregare i futuri ospiti delle Olimpiadi di non imporre ancora una volta a gente come loro la stessa situazione.
“Alle città che fanno richiesta per ospitare le Olimpiadi, io chiedo di riconsiderare la propria posizione”, dice Luiz Cláudio Silva, l’abitante dell’Autódromo che nel marzo scorso ha perso la propria casa. “Non lasciate che questi eventi distruggano così tante storie di vita”.

 

A Roma la Giunta Raggi ha deciso di dire NO alle Olimpiadi 2024.

La trappola del TERREMOTO

Dopo il terremoto 6.0 che ha distrutto Amatrice e i borghi vicini - quasi 300 morti - mi hanno colpito le parole del sindaco de L'Aquila Massimo Cialente che in televisione ha espresso un ragionamento identico a quello che mi era venuto in mente subito dopo il tragico evento: come è possibile che in Italia venga imposta per legge la revisione certificata di un'automobile (con multe e sequestri ai trasgressori) ogni due anni, mentre nulla o quasi è richiesto per un edificio privato o pubblico in aree classificate ad alto rischio sismico ?

Le risposte a questa banale domanda possono essere delle più svariate, ma tutte chiamano in causa una responsabilità sia pubblica che privata che, al netto delle considerazioni sulla corruzione e avidità umana, portano alla premessa di ogni ragionamento sulla prevenzione dai rischi: quale sia e come si forma la "percezione" del rischio effettivo di un terremoto, il calcolo "inconscio" delle probabilità di accadimento nel luogo e nel momento in cui si vive, il "costo" che si è effettivamente disposti a pagare per evitare le conseguenze del rischio, e quindi le azioni pubbliche e private da intraprendere per attuare le scelte di prevenzione (o la motivazione delle "non scelte").



Amatrice è un borgo amato e vissuto da centinaia di migliaia di romani come fosse un loro quartiere storico - Trastevere o Garbatella - e non solo per i bucatini omonimi. Migliaia di famiglie della capitale hanno vissuto nel borgo reatino come nel cortile della propria casa, ma questo affetto, costruito anche nel corso di generazioni, non ha impedito che nessuno o quasi si allarmasse più di tanto negli ultimi 20 anni dopo i terremoti dell'Umbria, dell'Emilia e soprattutto dell'Aquila. Il rischio di un terremoto che potesse uccidere e distruggere avrebbe dovuto mobilitare ogni risorsa affettiva ed economica per prevenirlo a qualunque costo.


"La logica dell'incerto riguarda le regole che dovremmo seguire per ragionare e agire in tutte quelle situazioni in cui l'incompletezza delle informazioni a nostra disposizione non ci consentono una predizione certa del futuro. Dunque, essa riguarda la maggior parte dei problemi che incontriamo sia nella vita quotidiana che nella pratica scientifica ..." (prefazione a "La logica dell'incerto" di Bruno de Finetti - 1989).


Il terremoto de L'Aquila, che dista 50 chilometri da Amatrice, del 2009 faceva forse ritenere a molti che l'evento non si sarebbe potuto ripetere prima di qualche centinaio di anni.
E poi ad Amatrice il 70% delle case era abitato solo per brevi periodi dell'anno, per le vacanze o i week end, e questo inconsapevolmente riduce la percezione del rischio, e spiega in parte la mancata preoccupazione del singolo, mentre non può giustificare l'irresponsabilità di chi amministra o di chi è chiamato a ristrutturare una scuola, un ospedale o una chiesa, tutti luoghi in cui si concentrano decine di persone in poco spazio.


E qui arrivo alla risposta della domanda di Cialente: le colpe sono del legislatore, che mi impone per legge la revisione dell'auto (per prevenire un rischio di malfunzionamenti che può causare incidenti e danni) ma non costringe nessuno a mettere in sicurezza la propria casa costruita in una zona ad alto rischio sismico.


In assenza di obblighi di legge per le vecchie costruzioni, il singolo cittadino è costretto a fare una valutazione e a prendere una decisione individuale: la certezza di spendere molto di tasca propria, magari per una casa che si utilizza solo per vacanza, oppure aspettare ... e correre il rischio (incerto). E se poi l'esempio dell'amministrazione pubblica è quello offerto dall'ennesimo scandalo di una scuola di Amatrice crollata dopo una ristrutturazione di 4 anni fa ...


E' la trappola - logica - del terremoto che quando arriva purtroppo fa piazza pulita di ogni dubbio e ritardo. La logica dell'incerto ci insegna che anche nel Giappone avanguardia antisismica si può perdere la scommessa contro un terremoto-tsunami 9.0, ma è l'estremo che conferma la regola: quanto si è disposti a "pagare" per vincere i rischi ? 

Quali e quanti dei sindaci dei paesi devastati dal terremoto del 24 agosto sono stati eletti per aver messo al primo posto del programma l'obbiettivo della prevenzione antisismica? e come hanno speso e controllato quel poco che si è fatto ?


Le denunce e il dibattito dopo l'ultimo disastro fanno intravedere che forse questa volta si potrebbe cambiare davvero, ma perchè questo accada non si può sperare nella pioggia di miliardi promessi dal governo.
Far nascere in chi vive nei luoghi a rischio, dal Nord all'estremo Sud, la consapevolezza della necessità di mettere al sicuro la propria casa e la propria vita a qualsiasi costo è il primo vero atto di prevenzione.

Il TERREMOTO in Italia come una roulette russa

Centinaia di morti - 250 al mattino del 25 agosto - e dispersi sotto le macerie dei borghi storici di Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto: sono le vittime di un terremoto violento, che nell'Italia centro-meridionale è un evento statisticamente frequente. Eppure ...

 

Eppure, nonostante la consapevolezza del rischio, nonostante il progresso delle tecnologie di manutenzione anti-sismica, le popolazioni e le amministrazioni pubbliche dei territori coinvolti continuano a considerare i terremoti come eventi improbabili e la bilancia tra i rischi catastrofici e i costi elevati di ristrutturazione edilizia continua a pendere, più o meno consapevolmente, per i primi.

 "Purtroppo in Italia si costruisce bene, con criteri antisismici, solo dopo un terremoto grave, - dichiara Enzo Boschi - "eppure l'area colpita oggi dal grave sisma è una zona in cui la Terra si sta come 'lacerando', un'area che è nota per essere ad alto rischio sismico" (La Repubblica, 25/8/2016)

 

Oggi è il momento della solidarietà e del dolore, sperando però che domani arrivi quello della responsabilità e della decisione.

Per non continuare a sfidare i terremoti, come se fossero una "roulette russa".

 

Aggiornamento 26/08/2016:

Da L'Espresso

Giuseppe Zamberletti: “Gli italiani vivono i terremoti come una roulette russa”