Cina, frana una montagna artificiale di monnezza

Una discarica grande quanto una montagna è franata su più di 30 palazzi nelle periferia di Shenzhen in Cina   La discarica era stata costruita a poche centinaia di metri dalle abitazioni. Prima dell'estate alla società Dump Hongao che gestiva la discarica era stato intimato di mettere in sicurezza l'impianto e di bloccare l'operatività.  Da SCMP : "The authorities failed to stop the dump operating in October, according to residents, despite saying they were carrying out a crackdown. An environmental review report in January this year said the dump had received one million square metres of debris and warned of a catastrophe, the Legal Evening News reported. It said the dump was originally a deserted quarry and construction work would accelerate water and earth loss, increasing the risk of landslide, according to the report." Ma in Cina basta pagare qualche funzionario di partito e tutto si risolve nel nulla, come per le altre decine di disastri provocati dalla mancanza di scrupoli e di rispetto per la salute della popolazione. Anche il disastro di Shenzhen, che finora conta quasi 100 "dispersi" probabilmente sepolti sotto la collina della monnezza, finirà con il solito intervento con elmetto di Li Kequiang e il monito ottimistico di Xi Jinping per un futuro più radioso.

COP21 arrivederci al 2050

Storico accordo, svolta epocale, inizio del cambiamento, il futuro è più verde, la fine del disastro.   I commenti dei partecipanti a COP21 di Parigi, bagnati dalle lacrime di Fabius con un occhio al secondo turno delle elezioni regionali in Francia, sono improntati all'esaltazione.  Se poi si va a leggere il testo di accordo finale l'esaltazione si tramuta in scetticismo. L'obbiettivo di ridurre l'innalzamento della temperatura della Terra viene posto "sotto i due gradi centigradi" che diventano 1,5 gradi entro il 2050.  I paesi sviluppati contribuiscono con 100 miliardi di dollari l'anno verso i paesi meno sviluppati (la Cina come viene considerata?) per aiutarli a convertire la produzione di energia dal fossile al rinnovabile. I paesi che non dovessero mantenere gli impegni non sono sanzionabili. Rispetto al nulla, COP21 è un passo avanti, ma è nulla se si guarda all'emergenza del pianeta Terra e ai cambiamenti forse irreversibili. Da un punto di vista tecnico, l'attenzione è incentrata quasi esclusivamente sugli aspetti dlegati alla produzione e utilizzo delle fonti energetiche, mentre non viene posto risalto ad altri fenomeni devastanti causati dall'utilizzo dissennato delle acque e delle terre fertili. Ci vorrà del tempo per capire la reale portata di COP21, ma l'impressione è che i 40.000 delegati dei 195 paesi rappresentati alle Nazioni Unite abbiano impiegato le due settimane di Parigi per fare buoni affari, conoscenze e spartizioni del grande business che si scatenerà nel segno di 1,5 gradi centigradi fino al 2050.  

Pechino allarme ROSSO

Per la prima volta nella storia cinese viene lanciato l'allarme rosso per il livello di smog a Pechino. Chiuse fino a giovedì le scuole e gli asili, targhe alterne per le auto private, divieto per quelle pubbliche, "riduzione delle attività esterne", blocco dei cantieri edili e de gli impianti industriali più inquinanti. Tutte le 200 centraline che misurano l'Air Quality Index hanno superato i limiti consentiti del PM2.5  

Il Rio Dolce non passa per Parigi

Almeno due generazioni sono cresciute con le notizie sulla distruzione della foresta amazzonica, le polemiche sulle gravi conseguenze ambientali che ne sarebbero derivate per tutto il Pianeta, gli impegni solenni a cambiare pagina. La deforestazione non si è interrotta e nemmeno il business delle ricerche, convegni e chiacchiere sui cambiamenti climatici, le sciagure prossime (sempre prossime) che ci attendono se entro domani mattina non cambiamo tutto quello che non abbiamo cambiato finora. Nella Parigi militarizzata del post 13 novembre inizia COP21, la megafiera del business ecologico. Ecco i risultati di una ricerca intitolata:Da Bento Rodrigues a Shanghai con ritorno. La deforestazione dell'Amazzonia provoca surriscaldamento e squilibri climatici in tutto il Pianeta. La siccità si alterna a violente precipitazioni ed alluvioni. Le multinazionali devastano il territorio per estrarre il materiale con cui costruire le megalopoli tipo Shanghai. Shanghai inquina l'atmosfera, produce enormi quantità di CO2, genera altri squilibri. Le alluvioni spazzano le opere costruite dall'uomo per sfruttare le risorse naturali, come nel caso di Bento Rodrigues, portano morte e miseria nei luoghi dove l'ambiente era stato già distrutto. Il governo cinese e quello brasiliano vanno alla fiera di Parigi per sponsorizzare i loro progetti per salvare l'ambiente.

Olimpiadi nel fango tossico a Rio de Janeiro

Il Rio Doce finisce nel mare 400 Km più a Nord di Rio de Janeiro. I 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno invaso il fiume nella regione del Espirito Santo, dopo il crollo della diga di Bento Rodrigues, finiscono in mare ed iniziano il viaggio lungo le coste del Brasile, dove porteranno inquinamento e distruzione dell'ambiente per decine di anni. Ad agosto del prossimo anno Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi. Sulle spiagge di Copacabana la melma tossica si sarà sedimentata sotto la sabbia, e nessuno se ne accorgerà. Già ora il governo di Dilma Roussef cerca di insabbiare le gravi responsabilità che hanno causato il disastro: "un evento naturale imprevedibile" - le piogge torrenziali che hanno spezzato la diga di contenimento di Bento Rodrigues - è un modo grossolano di nascondere le verità e le colpe delle multinazionali Vale e BHP Billiton. Dopo lo scandalo Petrobras, se ne aggiunge un altro a conferma che il Brasile del miracolo economico è impegnato in un tragico testa a a testa con la Cina e l'India  nella olimpica gara alla distruzione del Pianeta Terra. I cambiamenti climatici non sono "un evento naturale imprevedibile" ma la logica conseguenza delle devastazioni inarrestabili causate dallo sfruttamento delle risorse. Le Olimpiadi sono ormai da decenni una fiera ambulante del gigantismo consumistico. Nei paesi che le organizzano, portano arricchimenti per pochi, tasse per molti, lavori precari che scompaiono rapidamente, corruzione degli affari e della politica. Il Brasile è sull'orlo del collasso istituzionale. Dilma Roussef ha dovuto improvvisamente sospendere la sua visita di Stato in Giappone a causa dell'aggravarsi del caos politico. Tutto l'apparato governativo è sotto inchiesta per tangenti miliardarie, con l'arresto di finanzieri d'assalto, industriali e banchieri. L'inflazione è alle stelle, l'economia è in recessione e la rabbia popolare, che in occasione dei Mondiali di calcio fu soffocata a stento, sicuramente non si farà scappare l'occasione delle Olimpiadi. A Rio de Janeiro forse il fango rosso e tossico del Rio Doce non arriverà, ma la melma politica ha già sommerso tutto

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

Il 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis. Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera. Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ?  Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ?  Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress." oppure  "There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude” Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato. Perché ? Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria. Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente. La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ? Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ? Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ? La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico. Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.

Aereo russo sabotato dall'Isis?

L'aereo russo precipitato sul Sinai con 224 persone a bordo potrebbe essere stato sabotato prima della partenza dall'aereoporto di Sharm el Sheikh. L'ipotesi dell'attentato terroristico dovrebbe essere la più probabile dopo la rivendicazione dell'Isis. Esclusa l'ipotesi che un missile da terra possa aver colpito l'aereo, ma potrebbe esserci stata un'esplosione in volo. Smentita la notizia che il comandante dell'aereo abbia richiesto un atterraggio di emergenza. Inizia farsi strada l'ipotesi che l'aereo sia stato sabotato a terra prima del decollo, da parte di qualcuno infiltrato nel personale addetto alla manutenzione o ai bagagli. Una bomba a tempo, anche di piccole dimensioni, potrebbe avere messo fuori uso entrambi i motori, facendo precipitare l'aereo, che si trovava già alla quota di crociera. Se fosse confermata dall'analisi della scatola nera, si tratta di una nuova forma di minaccia terroristica a matrice jiadista difficile da contrastare e prevenire, che mette sotto scacco gran parte del trasporto aereo, in una escalation di cui a fare le spese sono le vittime civili innocenti.

Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi. Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso. La bolla cinese La bolla dei mercati finanziari La bolla della corruzione politica La bolla della distruzione dell'ambiente La bolla della manipolazione dell'informazione La bolla della tecnocrazia La bolla del debito La bolla delle menzogne .....  Oχι για να Τσίπρας Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci. La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso. Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA. Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre. In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro. Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento ! Se questa non è menzogna e manipolazione ... Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa. Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?  

Oltre 2000 tra morti e dispersi il vero bilancio dell'esplosione di Tianjin

La verità sul disastro di Tianjin viene tenuta nascosta dalle autorità cinesi. Sarebbero più di 2000 i morti e i dispersi della enorme esplosione del deposito di cianuro a Tianjin, ma le fonti ufficiali governative parlano di "solo" 120 morti e un centinaio di dispersi.  天津大爆炸:死亡至少1400失踪700多 家属大闹记者会 https://youtu.be/a41CgfjCJjM Chiusi dalla censura governativa oltre 50 siti Internet che diffondevano notizie e immagini del disastro, interviste ai parenti delle vittime o degli scomparsi. Un gran numero di morti si contano tra i Vigili del Fuoco,arrivati al deposito 40 minuti prima delle forti esplosioni per spegnere un piccolo incendio e che erano ignari che nei container fosse immagazzinato il cianuro di sodio, che a contatto dell'acqua esplode.  https://youtu.be/EoPxqPWZlRo Guardando le immagini si capisce che chi si trovava nel raggio di almeno un chilometro dal deposito - e certamente i vigili del fuoco lo erano così come numerosi civili nei palazzi limitrofi - non può aver trovato scampo alle esplosioni prima e ai gas venefici dopo. FOTO scioccanti dei cadaveri carbonizzati.  La rabbia dei parenti delle vittime e degli scomparsi inizia a manifestarsi e a bucare il muro della censura e dei comunicati ufficiali. L'esplosione e la strage di Tianjin è ormai un caso politico internazionale che il governo cinese non potrà addomesticare con i soliti rituali. Nelle foto seguenti si vedono i palazzi ad uso civile - uffici o abitazioni - a poche centinaia di metri dal centro dell'esplosione, segnato da un enorme cratere nel suolo.      

4000 MORTI al giorno in Cina per le polveri di carbone

      L'inquinamento atmosferico in Cina uccide 4000 individui al giorno  - l'equivalente di Napoli in un anno - in gran parte causato dalle polveri sottili PM2.5. Le conseguenze più diffuse si riscontrano in decessi per infarto, malattie asmatiche, cancro. I morti per inquinamento sono il 17% di tutti i decessi (compresi quelli per limiti di età) e rappresentano una vera e propria emergenza globale, una strage silenziosa e crudele come denunciata dal video UNDER THE DOME. Lo studio degli effetti delle polveri PM2.5 - in gran parte emesse dalla combustione del carbone per uso industriale e domestico - è stato condotto dalla Berkeley Earth e sarà pubblicato nelle prossime settimane. Per quattro mesi nell'arco di oltre un anno i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 1500 stazioni dislocate sul territorio cinese, elaborandoli con un modello implementato dalla World Health Organization per calcolare gli effetti patologici. Le situazioni più gravi si riscontrano nel Nord Est - l'area di Pechino e la zona di Tianjin dove è avvenuta l'esplosione devastante di pochi giorni fa. Oltre il 60% dell'energia prodotta in Cina deriva dalla combustione di carbone. CIANURO DI SODIO a Tianjin dopo l'esplosione dei depositi nel porto della città, sale a 85 il numero dei morti e oltre 700 feriti. Evacuata una zona di 10 km quadrati, ma l'ordine di evacuazione è ormai  tardivo. Le autorità cinesi iniziano ad ammettere alcune verità: il deposito di sostanze (sconosciute) pericolose era in un'area non consentita dalle norme ma nessuno se ne era accorto !  

La Cina che affonda nello Yangtze River

L'immagine di Xi Jinping con gli operai dei cantieri navali una settimana prima della tragedia dello Yangtze.   L'affondamento del traghetto Eastern Star nel fiume Yangtze - 440 morti - si sta trasformando in un atto d'accusa contro il sistema mediatico cinese, nonostante i goffi tentativi di censura delle autorità politiche. Dalle ricostruzioni frammentarie che trapelano si fa strada l'ipotesi che non si sia trattata di una sciagura causata dal maltempo - un uragano improvviso sulla zona - bensì di un ribaltamento dovuto ad un guasto o alla mancata manutenzione dello scafo o ad una manovra improvvisa. Il traghetto era in servizio da circa 20 anni. Le condizioni meteorologiche al momento della tragedia registravano venti a 110 km l'ora e violenti scrosci di pioggia: condizioni difficili ma non così estreme da giustificare il ribaltamento improvviso, secondo la testimonianza di uno dei sopravvissuti. Il fatto che il capitano della nave e il capo tecnico siano tra i sopravvissuti indica che forse avevano presagito quanto stava per accadere e si siano potuti mettere in salvo, mentre a tutti i passeggeri era stato dato l'ordine di rimanere nelle cabine o nelle sale interne. Il governo cinese ha immediatamente alzato una barriera mediatica attorno alla tragedia e gli unici reportage fatti filtrare riguardavano "l'impegno dei soccorritori" e la presenza del primo ministro  Li Keqiang per "coordinare i soccorsi". " Immediately after the ship capsized, propaganda authorities forbid media organizations from sending reporters to the scene, and ordered all coverage to follow the lead of official media outlets. Premier Li Keqiang has been overseeing rescue efforts in Jianli, Hubei this week, but with so few successful recoveries, his own presence has attracted a large amount of official coverage." - China Digital Times I parenti delle vittime sono stati tenuti lontani dal luogo dell'affondamento, e la polizia ha disperso ogni loro assembramento. Il loro dolore si univa alla semplice richiesta di conoscere la verità: cosa è successo quella notte ? è possibile che nessuno abbia lanciato un allarme sulle condizioni meteo ? è possibile che per alleggerire la pressione della pioggia sulla diga dello Yangtze si sia creata un'onda anomala ? Se si è trattato di un disastro imprevedibile, perché nascondere immagini e notizie ? La Cina è un paese che ha paura di informarsi e raccontarsi simili tragedie. Meglio le immagini rassicuranti dei capi partito a fianco del popolo operoso ed ubbidiente.  

Il NEPAL sprofonda

La nuova scossa di terremoto in Nepal - magnitudine 7,4 - ha causato altre centinaia di morti e feriti, molti dei quali a causa delle frane che si staccano dalle montagne e piombano sui villaggi.  La scossa è stata definita di "assestamento" dai sismologi, ma nascono molti dubbi che si tratti solo di un "assestamento". La distanza tra l'epicentro del 25 aprile e quello di oggi farebbe pensare a due manifestazioni distinte di un unico fenomeno che sconvolge la placca tettonica indiana. Questa ipotesi viene formulata da molti studiosi e rappresenta lo scenario peggiore, perché secondo loro i terremoti in questa zona dell'Asia si manifesteranno con maggiore frequenza e intensità nei prossimi mesi / anni. Se questa considerazione è fondata, tutto il Nepal e una vasta zona dell'India settentrionale e della Cina meridionale sono a rischio immediato. Ed è superfluo rimarcare che si tratta di zone ad alta densità abitativa, con urbanizzazioni caotiche, aree rurali poverissime ed emarginate, un sistema amministrativo corrotto e metodi/materiali di costruzione che non sono adatti per una zona ad  alto rischio sismico. Come è superfluo rimarcare che i progetti dei governi dell'area non prevedono di modificare i modelli di sviluppo in atto. Solo poche settimane fa il governo cinese aveva preannunciato un faraonico piano per costruire un traforo sotto l'Everest !

Quello che la Cina non dice a Expo 2015

  La retorica del World Expo 2015 non riesce a coprire le malefatte che vengono commesse in tanti paesi sul business agroalimentare. Il caso della Cina è paradossale: un paese che ha scelto da tempo di sacrificare l'equilibrio della natura a vantaggio di urbanizzazione e industrializzazione, con conseguenze devastanti sull'ecosistema e sulla qualità dei prodotti agricoli. L'ultimo scandalo è di pochi giorni fa: le riserve di grano e riso, che in Cina hanno un valore strategico, sono utilizzate per fare affari ed imbrogli. Il grano vecchio ed ammuffito viene venduto per "nuovo" dai funzionari governativi corrotti e dai mercanti che hanno le concessioni commerciali. La denuncia di Boxun : China grain reserve fraud poses threat to national security . Boxun has received news from food industry insiders that the national grain storage system faces serious shortfalls. In new grain procurement, old grain is classified as new grain and the difference in price is embezzled. In the national grain reserves, at least of 1/3 of the grain has problems and isn’t edible. China’s food crisis and national grain reserve corruption are extremely serious. If there is unusual weather or an extended drought or other natural calamity, China is at great risk of a large food crisis. According to insiders, this kind of situation exists all over the country. These insiders say a similar problem exists with the national strategic grain storage reserve in Guizhou, Hunan, and Guangdong provinces, and the amounts are enormous. Grain levy departments all have annual quotas. Annual bonuses depend on meeting annual quotas. In fact the annual quotas are impossible to meet. There’s usually a shortfall of 40 percent. The way to make up the shortfall is to buy others’ old grain. This is transferred from other grain storage facilities. The difference in price between the old and new grain is ¥200-400 per ton or more. .... The sources said the granaries don’t make money on the acquisition of new grain, so they don’t accept new grain. Farmers can’t sell their grain at suitable prices, resulting in an increasing amount of land being left fallow by farmers. Urbanization is also resulting in more land being used for development instead of farming. Media says that China’s total annual food statistics increase according to a plan. Data shows a bumper harvest that is only on paper. China’s pursuit of a GDP-growth development policy has resulted in large-scale environmental degradation, per capita arable land decreasing, heavy metal pollution getting worse, desertification and despoliation increasing, all exacerbating China’s food crisis."  Bye Bye EXPO 2015 La Cina partecipa al World Expo 2015 di Milano con tre padiglioni : "For the first time, China is committed to illustrate and explain details of its agricultural policy, ranging from its history to the innovations of the future."