LO STRANO GOLPE IN TURCHIA - qualcuno spieghi a Obama cosa è successo

Mentre il segretario di Obama John Kerry si esibisce in dissertazioni giuridiche in merito alla richiesta turca di estradare il nemico Gulen dagli USA ed è costretto sulla difensiva - “We think it’s irresponsible to have accusations of American involvement” - Putin telefona a Erdogan e gli fa i complimenti

putin-erdogan-golpe

http://www.dailysabah.com/
Russia's President Vladimir Putin called President Recep Tayyip Erdoğan on the phone on Sunday, expressing condolences for the victims of the failed coup attempt and wished for the restoration of order and stability in Turkey.
Putin described the attempted coup as unacceptable and voiced his hope for a speedy return to stability, the Kremlin said in a statement.
Putin stressed the "categorical unacceptability in the life of a state of anti-constitutional acts and violence."
Two leaders also retariated their agreement to meet in the first week of August.
Following strained relations between two countries over the jet downing incident on November 2015, Turkey and Russia showed signs of reconciliation in recent weeks.
A Russian Su-245 bomber jet taking part in air campaign against Turkmen rebels in northern Syria was downed by two Turkish F-16 jets for breaching Turkey's airspace after repeated warnings. The incident caused a diplomatic spat, while the Kremlin ordered sanctions on food products, an end to visa-free travel, and a ban on Russian tourists taking package holidays in Turkey.
In late June, Erdoğan sent a letter expressing condolences to the family of the Russian pilot who was killed by rebels after the he ejected from the plane.
The move was welcomed by the Kremlin, which took steps in lifting the ban for Russian tourists visiting Turkey and easing commercial flow.
 
 
E' quasi certo che i servizi di spionaggio russi hanno giocato un ruolo importante nel preavvisare Erdogan sui preparativi di manovre negli ambienti militari.
Messo in allerta, il dittatore turco avrebbe scelto la tattica di non ostacolare il golpe, tenendo comunque la situazione sotto controllo per sfruttare il successivo ribaltamento di scena.
Il fallito colpo di stato in Turchia ha dato il pretesto a Erdogan per reprimere le ultime parvenze di democrazia con oltre 6.000 arresti, non solo tra i militari ma soprattutto tra magistrati, giornalisti, docenti universitari.
Molti di loro rischiano la pena di morte, che il governo ha promesso di reintrodurre, in quella che potrebbe diventare la più grande carneficina "democratica" dei tempi moderni.

LO STRANO GOLPE IN TURCHIA durato poche ore, centinaia di morti e migliaia di arresti che rafforzano il dominio di Erdogan

La Turchia piomba nel cupo caos di un golpe militare, tentato da alcuni reparti dell'esercito senza alcun seguito nè tra le forze armate nè tra i movimenti politici di opposizione.

http://www.cumhuriyet.com.tr/


Nasce il sospetto che Erdogan, venuto a conoscenza della congiura, abbia in qualche modo "non ostacolato" la preparazione del golpe, sapendo di poterlo controllare e di trarne il massimo vantaggio per il rafforzamento del suo potere.


Ora Erdogan verrà acclamato come salvatore della democrazia turca.

Il GOLPE del post-GOLPE

 

 

Circa tremila tra giudici e pubblici ministeri sono stati arrestati o epurati dall'amministrazione del sistema di Giustizia, poche ore dopo il "ritorno" di Erdogan al potere.

Il sistema giudiziario turco è uno dei principali ostacoli al disegno autoritario del dittatore turco, i cui traffici personali e familiari sono stati spesso oggetto di indagini in passato.

La Cina perde la prima vera battaglia nel Mare del Sud

La sentenza della Corte per gli Arbitrati Internazionali dell'Aja sulle isole contese nel South China Sea è un pesante schiaffo politico al regime di Xi Jinping, che su quegli scogli ha intenzione di costruire le basi di lancio per le ambizioni geopolitiche e militari in tutto il Sud Est asiatico.south-china-sea

Le reazione forti e rabbiose di tutte le principali cariche di regime dopo la sentenza  - rispunta anche l'appellativo della "tigre di carta" affibiato agli USA, Blustering US a paper tiger in S.China Sea -

dimostrano che la Cina si sente sotto attacco e, almeno verbalmente, dichiara di non volersi attenere in alcun modo alla sentenza della corte arbitrale. Il gioco ora passa nelle mani degli USA e, in subordine, delle Filippine che potrebbero tentare di capitalizzare gli effetti della sentenza costringendo i cinesi sulla difensiva, che ora dovranno cercare di conciliare le loro ambizioni ad un ruolo internazionale di primo piano - Silk Road, banca asiatica degli investimenti, hub tecnologico - con l'atteggiamento anti-istituzionale nei confronti degli altri paesi dell'est asiatico.

Il Mare del Sud della Cina è una sorta di Mar Mediterraneo dell'Asia Orientale: vi affacciano una decina di nazioni, con quasi due miliardi di abitanti, il 50% del traffico commerciale navale del mondo, il 30% degli idrocarburi liquidi, il 10% del pescato mondiale, ed è per questo che la Cina ha litigato con tutti. Le Senkaku contese al Giappone, le Paracel al Vietnam e le Spratley alle Filippine.

Attorno alle isole Spratley, paradiso distrutto di atolli e barriere coralline, si accumulano armi. Un pò di guerra "controllata" attorno agli scogli strategici farebbe comodo a molti.

 

http://www.scmp.com/news/china/diplomacy-defence/article/1989116/ruling-heightens-risk-military-confrontation-mainland

 

Full text of Chinese gov't statement on China's territorial sovereignty and maritime rights and interests in S. China Sea

 

http://www.globaltimes.cn/content/993909.shtml

 

Chinese President Xi Jinping said that China will not accept any proposition or action based on the award.

"China's territorial sovereignty and maritime interests in the South China Sea, under any circumstances, will not be affected by the award," Xi said on Tuesday afternoon while meeting with European Council President Donald Tusk and European Commission President Jean-Claude Juncker in downtown Beijing.

China refused to participate in the arbitration when it was unilaterally initiated by the Philippines in 2013, as the country excluded maritime delimitation from compulsory arbitration in a declaration in 2006 citing Article 298 of the United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS). The arbitration carried on for the next three years in China's absence.
Chinese Foreign Minister Wang Yi Tuesday called the South China Sea arbitration a political farce made under the pretext of law.
Yang Yujun, spokesperson for the Ministry of National Defense, said that the Chinese military will resolutely protect its national sovereignty, security and maritime rights and interests, safeguard regional peace and stability, and cope with all kinds of threats and challenges.
Philippine Foreign Secretary Perfecto Yasay Tuesday called the arbitration a "milestone decision" and claimed the country would pursue a peaceful resolution of its territorial disputes with China, the Associated Press reported.
Theodore Te, spokesperson for the Philippine Supreme Court, said at a press conference that he hopes China can abide by the ruling, but what follows is left for the diplomats and the disputes in the South China Sea region will have be solved diplomatically and politically.
US Department of State counselor Kristie Kenney on Tuesday urged all parties in the South China Sea disputes to respect the ruling made by the tribunal constituted under UNCLOS.
The US is not a signatory to UNCLOS.

 

PANAMA PAPERS, Obama non si è accorto di nulla

 David Gunnlaugsson, capo del governo islandese è stato costretto alle dimissioni dalle proteste di piazza. Il suo nome compariva nella PANAMA Papers list 

Putin mente quando afferma che le notizie sui suoi traffici offshore - due miliardi di dollari - con Mossack Fonseca sono una macchinazione della CIA per diffamarlo.

La prova che la CIA non è dietro al lavoro investigativo di ICIJ è data dal fatto che Obama era all'oscuro dell'inchiesta giornalistica, perchè nè l'intelligence militare nè il grande orecchio della NSA erano al corrente di quanto stava per emergere da milioni di files condivisi da oltre trecento giornalisti sparsi in tutto il mondo.

Gli USA, dal suo Presidente fino al direttore del prestigioso New York Times - sponsor di Obama e ora di Hillary Clinton - erano all'oscuro di un evento di straordinaria importanza geopolitica  e finanziaria.

In attesa che Obama si giustifichi, magari licenziando qualcuno della CIA  e della NSA, il New York Times ha dovuto giustificare pubblicamente non solo di essere stato all'oscuro del lavoro investigativo, ma anche di aver taciuto la notizia per più di 24 ore, da domenica mattina al pomeriggio di lunedì, quando tutta la stampa mondiale riportava  la notizia dei Panama Papers a pieni titoli in prima pagina.

Il New York Times si è giustificato con argomenti poco credibili:

http://publiceditor.blogs.nytimes.com/2016/04/04/why-no-big-splash-for-panama-papers

 "siccome non facciamo parte del consorzio giornalistico investigativo (?), prima di dare la notizia dovevamo leggere i documenti e accertarne la veridicità, e questo richiede tempo"

Dopo questa "giustificazione" forse anche il direttore del New York Times rischia il licenziamento.

 In ogni caso Putin può stare tranquillo: Obama non si è accorto di nulla, deve ancora finire di leggere alcuni milioni di files.

Lettera a Xi Jinping: vattene

Un gruppo di "Loyal Communist Party Members" scrive una lettera aperta a Xi Jinping, in cui si chiedono le sue dimissioni.

 

Il testo viene pubblicato su un sito del partito, Watching News, a metà marzo dal giornalista  Jia Jia. Dopo poche ore il sito viene bloccato, la lettera fatta sparire e il giornalista viene arrestato, assieme ad altre 20 persone di cui non si conoscono identità e appartenenze.

Il testo della lettera però viene fatto circolare e il suo contenuto rappresenta un colpo molto duro per l'immagine di Xi Jinping, e testimonia una lotta di potere al vertice di cui ancora non si conoscono gli schieramenti e gli obbiettivi.

".. per il bene del Partito, per la pace e la stabilità del paese, e per la sicurezza tua personale e della tua famiglia, ti chiediamo di dimetterti da tutti gli incarichi di Partito e dello stato, di lasciare il Comitato Centrale in modo da permettere al popolo di scegliere un leader virtuoso che possa con vigore guidarci nel futuro."

Chi sono "i membri leali del Partito" che hanno scritto e diffuso la lettera? Cosa vogliono e cosa rappresentano ?

Le critiche rivolte a Xi Jinping sono a tutto tondo: la gestione accentratrice e familiare del potere, il fallimento delle politiche economiche, il culto della personalità, le scelte in politica estera con l'abbandono della strategia di Deng: secondo gli autori della lettera, Xi Jinping ha cumulato errori e scelte personali che lo qualificano come un incapace a guidare il paese nel futuro.

Sono argomenti che descrivono un disagio crescente della società cinese: l'ultimo scandalo dei vaccini scaduti che una banda di personaggi legati alle case farmaceutiche vendeva da anni, ha suscitato una indignazione collettiva che si è rivoltata contro il regime accusato di non essere stato capace di accorgersene prima. E poi ci sono le proteste degli operai delle acciaierie e delle miniere, i contadini espropriati e i risparmiatori truffati, l'aumento delle diseguaglianze e un apparato politico affaristico che si fa beffa della lotta alla corruzione.

La lettera aperta contro Xi Jinping potrebbe essere l'atto d'accusa di una genuina componente del partito, oppure il primo atto di una discesa in campo delle Forze Armate a fianco delle componenti tradizionali escluse dalla gestione del potere, o anche un artificioso espediente di una battaglia diplomatica internazionale (teoria del complotto cara ad ogni regime autoritario).

Qualunque ipotesi su chi ha scritto e diffuso la lettera può essere plausibile e opinabile allo stesso tempo. L'unica cosa certa è che Xi Jinping è più debole di prima e che la lotta per il potere è ormai dichiarata. E potrebbe essere una lotta cruenta, come lasciano intendere i riferimenti alla sua sicurezza personale e della famiglia.

Obama a CUBA

 

Più che un incontro diplomatico, l'arrivo di Obama a Cuba é diventato lo sbarco "cinquant'anni dopo". Il Presidente USA è atterrato a L'Avana e ha subito scavalcato l'apparato di "accoglienza" cubano, imponendo il suo copione, quello di chi è venuto per "farvi capire cos'è la libertà e il progresso".

I cubani non riescono a nascondere la contentezza di aver fatto un passo fuori dal regime di oppressione e dignitosa miseria, tra embarghi e isolamento, ma non sanno ancora in cosa si materializzerà l'altro passo.

Le catene di alberghi USA hanno già inoltrato le richieste di apertura nelle località turistiche.

 

Inciucio all'americana, tutti contro TRUMP

Se le previsioni per il super Tuesday sono giuste, Donald J. Trump sarà il prossimo candidato alla Casa Bianca per il GOP, il Great Old Party di Abramo Lincoln.

Ma la vera notizia-bomba è che l'establishment repubblicano, incapace di esprimere una dignitosa alternativa politica al Trumpismo, inizia a considerare l'ipotesi di appoggiare Hillary Clinton nella corsa presidenziale. Sarebbe un avvenimento storico, che dimostra come ormai il modello politico globale è "il partito unico della nazione" con le sue varianti europee, asiatiche, africane ed ora anche statunitensi, all'inizio chiamato inciucio.

Mano a mano che questa eventualità si realizza, gli opinionisti politici di tutto il mondo, gli ex capi della CIA, artisti e personaggi del gossip, non hanno perso occasione di lanciare allarmi contro l'ascesa di Trump, che non curante ha addirittura citato Mussolini.

Eppure nessuno, anche tra i critici più feroci, ha fatto notare che la vera, grande fesseria-bestialità-bugia-promessa a vanvera fatta da Trump sta proprio nel suo slogan elettorale:

MAKE AMERICA GREAT AGAIN.

Questa è la vera minaccia di Trump che nessuno ha il coraggio di esplicitare, tanto meno Hillary Clinton che pure ha contribuito non poco a rendere l'America meno o più GREAT (dipende dai punti di vista).

Una vera campagna elettorale alternativa al bullismo di Trump dovrebbe convincere gli Americani a stare nel Mondo con un approccio diverso dall'egemonismo fallimentare di Obama, dopo quello militare e disastroso di Bush.

Le guerre infinite, la crisi dei profughi, la globalizzazione e le diseguaglianze sociali, la manipolazione delle coscienze, l'impoverimento e l'omologazione dei popoli, i trattati commerciali a favore delle multinazionali, sono alcune delle conseguenze che l'America ha creato ed esportato per rimanere Great. 

Trump, smettila di dire fesserie agli americani, e lascia fare alla Clinton che di bugie ne conosce più di te.

 

In IRAN inizia la vera primavera

L'Iran ha votato per dare inizio alla sua primavera. 

 

L'obbiettivo principale del voto era di mettersi alle spalle gli anni bui di Ahmadinejad e della repressione di ogni libertà di espressione, ed è stato centrato, perchè la maggioranza assoluta di giovani e donne ha votato per l'alleanza Rohuani-Rafsajani, sia nella scelta dei parlamentari che in quella dei membri dell'Assemblea degli Esperti che dovrà scegliere il successore dell'Ayatollah Khamenei.

La vittoria di Rouhani segna anche il successo della diplomazia di Obama, forse l'unico nella gestione dello scacchiere medio-orientale.

La primavera iraniana dovrà fare i conti con l'aggravarsi della crisi tra i paesi dell'area, Arabia Saudita, Yemen, Iraq, con il rischio di scontro militare e con il calo del prezzo del petrolio che riduce notevolmente le speranze di ripresa economica dell'Iran. 

WIKILEAKS mette in rete la NSA

https://wikileaks.org/nsa-201602/

 " Today, 23 February 2016 at 00:00 GMT, WikiLeaks publishes highly classified documents showing that the NSA bugged meetings between UN Secretary General Ban Ki-Moon's and German Chancellor Angela Merkel, between Israel prime minister Netanyahu and Italian prime minister Berlusconi, between key EU and Japanese trade ministers discussing their secret trade red-lines at WTO negotiations, as well as details of a private meeting between then French president Nicolas Sarkozy, Merkel and Berlusconi...."

Si tratta di rivelazioni su fatti già noti o ricostruiti, che non aggiungono granchè alla storia.

Fermo restando che Edward Snowden aveva già denunciato le pratiche illegali della NSA e per questo si trova costretto a ricevere "protezione" da Putin, fermo restando che i politici intercettati e quelli che ora si sdegnano (vedi Renzi) non hanno mai espresso solidarietà nè a Snowden nè ad Assange nè alle migliaia di cittadini spiati indebitamente dalla NSA, resta da chiedersi se davvero vale la pena spendere miliardi di dollari per intercettare le conversazioni dei politici europei, che si possono avere a costi molto più bassi e sono largamente prevedibili.

La Spagna chiede un governo a Barcellona

Rajoy ha mollato, rinunciando al tentativo di formare un governo. A un mese dalle elezioni la situazione evolve verso lo scenario che avevo previsto: un possibile governo PSOE-PODEMOS con l'appoggio delle formazioni minori e in particolare con gli indipendentisti catalani e baschi, oppure un ritorno al voto in aprile.

Iglesias (PODEMOS) ha spiazzato tutti, proponendo ufficialmente un'alleanza di governo al PSOE di Sanchez sulla base di alcune proposte, tra le quali un ministero delle "diverse cittadinanze", che fa prevedere un'apertura alle istanze catalane. Il PSOE è profondamente diviso sulla proposta di Iglesias. I catalani non si sono ancora espressi sulla incerta apertura. A loro serve una dichiarazione chiara sul referendum per l'autonomia, cosa che Iglesias non può concedere in questo momento per non pregiudicare la trattativa con Sanchez.

Se il prossimo governo non passa da Barcellona, tra due mesi si torna alle elezioni, a meno di inciuci stile Renzi-Verdini.

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone.

Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen.

Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo. 

Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali?

Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Putin, pronto l'attacco alla Turchia

 L'ora della vendetta di Putin contro Erdogan dopo l'abbattimento del Su-24 sembra essere arrivata.

Il dispiegamento dei missili terra-aria S400 sul confine della Siria è terminato, come annunciato da Putin in conferenza stampa: "provate ora ad attaccare i nostri aerei ... ".

La NATO ha recepito e decifrato il messaggio e ha iniziato ad ammassare navi, aerei e truppe a difesa della Turchia “We have agreed on a package of assurance measures for Turkey in view of the volatile situation in the region,” NATO General Secretary Jens Stoltenberg told Reuters. “This will give us a better situational awareness – more transparency, more predictability and that will contribute to stabilizing the situation in the region and also calm tensions.”

 E' molto probabile che l'attacco russo sia congegnato in modo da non avere effetti imprevisti ed allargati. L'obbiettivo di Putin è quello di "punire" Erdogan senza però scatenare reazioni incontrollabili che possano compromettere il suo consolidamento diplomatico nello scacchiere nord africa - medio oriente. 

La scenografia potrebbe prevedere uno sconfinamento di aerei russi nello spazio turco, in modo da mettere Erdogan di fronte alla scelta di accettare lo scontro aereo oppure di ingoiare il rospo senza reagire ma andando incontro all'umiliazione.

Gli aerei russi questa volta sarebbero avvantaggiati dalla protezione dei missili S400 in grado di attaccare e distruggere aerei turchi nelle vicinanze.

La NATO assumerebbe un ruolo di "allerta" per non consentire ai russi di esagerare troppo nella rappresaglia militare, pur accettando in parte il prezzo imposto da Putin.

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute

L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan. 

Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"

 da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca.

I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9).

Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis.

La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA.

Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321.

Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden.

Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai.

Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

Ecco come Erdogan vince le elezioni

Stragi e bavaglio sono il metodo con cui Erdogan pensa di liquidare l'opposizione e vincere le elezioni del 1 novembre, con il silenzio-assenso dell'occidente.

 

http://www.hurriyetdailynews.com/editorial-policy-of-gulen-linked-dailies-turns-180-degrees-after-caretakers-take-over-.aspx

"The editorial policy of dailies Bugün and Millet, which belong to the Koza İpek group that recently was assigned caretakers by the government, have changed their editorial policy in one night, going from anti-government to pro-government. Meanwhile, journalists, whose names were handed to the police standing at the headquarters in Istanbul, were not allowed inside the building and were fired. "

 I sondaggi commissionati da Erdogan sull'esito delle quinte elezioni in 18 mesi mostravano una situazione ancora di stallo, con l'AKP (partito di Erdogan) ottenere la maggioranza ma senza i seggi sufficienti per governare da solo. Per questo il dittatore turco ha deciso di dare una svolta ancora più autoritaria contro l'opposizione e la stampa libera.

Dall'Afghanistan uno schiaffone a Firenze

 

Le bugie dei politici non fanno notizia, perché sono la norma. Dovrebbe quindi essere una non-notizia il mancato rispetto degli impegni che Renzi si era preso sul ritiro delle truppe italiane in Afghanistan. Ce ne andremo entro giugno 2015, ma poi "ancora pochi mesi e ce ne andremo", e a ottobre ancora "pochi mesi".

Sommando i pochi mesi si arriverà al 2023. Una banale domanda, che Renzi non si pone e a cui in ogni caso non risponderebbe: "Cosa diavolo pensi che possa cambiare in "pochi mesi" in Afghanistan, dopo che per quasi 15 anni non è cambiato nulla, se non il numero dei morti ?". Forse Obama gli ha rivelato qualche verità sconvolgente per convincerlo a restare "pochi mesi" nel mattatoio afghano? un'arma segreta per annientare i Talebani e riprendere il controllo della situazione ? Le notizie che arrivano da Kabul sono di tutt'altro segno: il governo è debole, diviso, corrotto e non riesce ad avere il consenso oltre la regione della capitale. Lo scenario geopolitico è addirittura peggiorato, perché lo scontro USA-Russia e il casinò mediorientale rendono ancora più difficile trovare mediazioni e anzi esaltano l'instabilità della faglia afghana.

Nessun politico serio dovrebbe sottovalutare i rischi di guerra che provengono da quella parte del mondo e per questo nessun politico serio dovrebbe fare dichiarazioni estemporanee e ondivaghe. La verità è che Renzi ha accettato di prendere schiaffi in Afghanistan per fini meno nobili, che sono gli stessi di quelli che lo stuzzicano ad "intervenire" in Iraq o in Siria o in Libia. Consumata la favola delle missioni umanitarie, l'interventismo nelle guerre locali, sempre più globali, si giustifica solo per motivi di spartizione di affari di ogni risma, cioè buone ragioni per accettare di prendere uno schiaffone alla propria credibilità.

L'Afghanistan per Renzi è un EXPO che non chiude mai.

Erdogan è il mandante

aggiornamento 16/10/2015 : Uno dei due terroristi sospettati di essere gli autori della strage di Ankara era il proprietario di un luogo di ritrovo ben noto alle autorità di polizia e ai mass media che avevano in passato denunciato le attività della cellula. Yunus Emre Alagoz identificato come autore della strage era il fratello maggiore dell'altro terrorista che aveva provocato la morte di 33 attivisti curdi a Suruc il 20 luglio scorso. Resta inspiegabile come abbia potuto agire indisturbato, senza alcun controllo preventivo. Si rafforza quindi l'ipotesi di complicità tra lo schieramento di Erdogan e i gruppi dell'Isis. "Trovo difficile credere che questi attentatori, i cui nomi e collegamenti familiari sono stati denunciati ampiamente dalla stampa, non siano stati controllati dal governo,e siano potuti venire ad Ankara senza il National Intelligence Agency lo sapesse," ha commentato Ezgi Basaran, editorialista del giornale Radikal.

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L'orrore e la rabbia per la strage di Ankara, 100 morti e oltre 300 feriti, il più grave attentato nella storia del paese, iniziano a far posto alle analisi per risalire alle responsabilità e agli esecutori, non i kamikaze dilaniati nelle due esplosioni bensì la rete organizzativa necessaria per realizzare un attentato di così vaste proporzioni.

Le risposte della gran parte degli osservatori indipendenti vanno in un unica direzione: l'attentato di Ankara è stato pensato da Erdogan ed eseguito dall'Isis.

Dietro il peggiore attentato nella storia della Turchia moderna potrebbe esserci lo Stato islamico. È l’opinione di Daniel Pipes, politologo americano presidente del Middle East Forum, a proposito dell’attacco ad Ankara contro una manifestazione pacifista, costato la vita a 86 persone.

«Sembra essere opera dell’Is – dice Pipes all’Adnkronos – forse con il sostegno del governo turco». Secondo l’analista di orientamento neocon, «il presidente Recep Tayyip Erdogan non intende fermarsi davanti a niente per diventare il dittatore della Turchia».

In un recente articolo su Middle East Forum: "Back in 2013, President (then Prime Minister) Recep Tayyip Erdogan's chief advisor, Yigit Bulut, said that he would be "willing to die for Erdogan." He added: "There are millions like me."

Perchè Erdogan avrebbe interesse a far precipitare nel terrore la Turchia?.

1) Le elezioni del 1 novembre secondo recenti sondaggi che Erdogan conosce non cambieranno la situazione delle precedenti: vittoria del partito di regime AKP ma senza maggioranza assoluta e quindi impossibile formare un "governo di regime" che possa cambiare la Costituzione in senso autoritario come vuole Erdogan.

2) Il solo modo per "convincere" i partitini più piccoli e finora restii ad appoggiarlo, è quello di creare condizioni di pericolo per il paese, agitando lo spettro del terrore dell'ISIS alle porte, i Curdi già oltre la soglia, la Siria al collasso. Per farsi dare i poteri speciali senza un golpe militare, Erdogan deve portare a termine l'opera di intimidazione della stampa, della magistratura e delle opposizioni. Finora non è bastato e per questo alza la posta e il livello di terrore e caos.

3) La Turchia è un paese con una frontiera ipercontrollata da militari e forze di intelligence e un apparato interno allenato per decenni nella guerra ai curdi. Per i terroristi non sarebbe facile entrare e muoversi in sicurezza senza avere le "coperture" necessarie.

4) Per Erdogan l'opzione del terrore è la meno "costosa" in termini politici: altre strade sono diventate via via impraticabili, con l'esplodere degli scandali di corruzione e soprattutto con la crisi economica che sta erodendo la base sociale che era dietro il suo successo.

5) L'instabilità della Turchia è un elemento di grande preoccupazione per le diplomazie occidentali. Erdogan gioca con spregiudicatezza, come nel caso degli interventi aerei sulla Siria, l'appartenenza della Turchia alla NATO. Minaccia di cambiare alleanze - con Putin molto interessato - o di defilarsi dagli schieramenti che gli USA dovranno cercare di mettere in piedi per trovare una soluzione alla crisi dell'intero Medio Oriente.

 

Intifada again

intifada 2015

Nel Medio Oriente che brucia e diventa l'epicentro della possibile futura terza guerra mondiale non poteva mancare lo scoppio di un nuovo duro scontro tra Israele e Palestinesi.

L'escalation della guerriglia e delle aggressioni, da una parte e dall'altra, aggiorna di continuo il bollettino delle vittime  che pende dalla parte dei palestinesi, con oltre 30 assassinati in 3 giorni.

Se il Medio Oriente, dallo Yemen alla costa turca attraversando la Siria martoriata, è già il teatro di scontro USA - Russia ...

.... chi ha bisogno di gettare altra benzina sul fuoco ? Gli unici che in questo momento hanno interesse ad aprire un fronte palestinese nello scacchiere mediorientale sono gli iraniani. L'interventismo politico e militare dell'Iran, dopo che Obama lo ha rilegittimato con l'accordo sul nucleare, è in continua crescita. Mentre tutti sono concentrati sull'occupazione russa in Siria, ha fatto poco scalpore che uno dei massimi generali iraniani sia stato ucciso vicino ad Aleppo negli scontri con l'ISIS. Cosa ci fa un capo militare di alto livello dell'Iran sul fronte di guerra siriano ?

 

Tunisia il premio della speranza

 Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al "Quartetto del dialogo nazionale", un'esperienza unica nel suo genere, formata da quattro organizzazioni della società civile: sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati. Il premio è stato conferito al Quartetto "per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo la rivoluzione dei Gelsomini del 2011", come si legge nelle motivazioni del comitato di Oslo.

"Il Quartetto  è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede".

Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".

 Da http://www.arab-reform.net Il documento programmatico del Dialogo  di Hamadi Redissi

 

TPP, e sapete di non sapere

 

L'immagine che vedete sopra è tratta dal sito del senatore americano Bernie Sanders, candidato democratico alle primarie per le elezioni presidenziali USA del 2016.

Il repubblicano Donald Trump è ancora più categorico e greve. In conclusione, l'accordo storico chiamato TPP per il "libero scambio" tra 12 paesi - 40% del commercio internazionale - firmato in pompa magna, in America sono in pochi a volerlo, a parte Obama che pur di passare alla storia firmerebbe qualunque cosa.

Tutta la stampa ha usato iperboli e illustrazioni per parlare di una cosa di cui nessuno sa ancora nulla (perchè NON si deve sapere nulla).

Qual'é il vero contenuto del TPP ?

Secondo WIRED sarebbero 10 le cose da sapere http://www.wired.it/economia/2015/10/06/trattato-scambio-tpp/

Secondo l'Internazionale invece sarebbero sette: http://www.internazionale.it/notizie/2015/10/05/trans-pacific-partnership-scheda

Allargando la panoramica si può spaziare da un minimo di tre ad un massimo di 15 cose da sapere su TPP.

I più informati mi sembrano quelli della Electronic Frontier Foundation : https://www.eff.org/deeplinks/2015/10/trade-officials-announce-conclusion-tpp-now-real-fight-begins

Nel frattempo i soliti antagonisti che sanno di sapere organizzano una protesta contro il gemello europeo TTIP:

A cominciare da sabato 10 ottobre, le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi in centinaia di città, tutti con un intento preciso: fermare il Trattato transatlantico fra USA e Ue, bloccare il negoziato TiSA sulla liberalizzazione di tutti i servizi e impedire la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada.
«I movimenti tornano in piazza per affermare che serve una netta inversione di rotta – dichiara Marco Bersani, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Il TTIP dev’essere fermato subito per riaprire la strada ad un nuovo modello sociale, fatto di beni comuni, diritti e democrazia, in Italia e in Europa».
La più grande manifestazione è attesa a Berlino, e ad essa parteciperà anche una parte della campagna italiana.