Lettera a Xi Jinping: vattene

Un gruppo di "Loyal Communist Party Members" scrive una lettera aperta a Xi Jinping, in cui si chiedono le sue dimissioni.   Il testo viene pubblicato su un sito del partito, Watching News, a metà marzo dal giornalista  Jia Jia. Dopo poche ore il sito viene bloccato, la lettera fatta sparire e il giornalista viene arrestato, assieme ad altre 20 persone di cui non si conoscono identità e appartenenze. Il testo della lettera però viene fatto circolare e il suo contenuto rappresenta un colpo molto duro per l'immagine di Xi Jinping, e testimonia una lotta di potere al vertice di cui ancora non si conoscono gli schieramenti e gli obbiettivi. ".. per il bene del Partito, per la pace e la stabilità del paese, e per la sicurezza tua personale e della tua famiglia, ti chiediamo di dimetterti da tutti gli incarichi di Partito e dello stato, di lasciare il Comitato Centrale in modo da permettere al popolo di scegliere un leader virtuoso che possa con vigore guidarci nel futuro." Chi sono "i membri leali del Partito" che hanno scritto e diffuso la lettera? Cosa vogliono e cosa rappresentano ? Le critiche rivolte a Xi Jinping sono a tutto tondo: la gestione accentratrice e familiare del potere, il fallimento delle politiche economiche, il culto della personalità, le scelte in politica estera con l'abbandono della strategia di Deng: secondo gli autori della lettera, Xi Jinping ha cumulato errori e scelte personali che lo qualificano come un incapace a guidare il paese nel futuro. Sono argomenti che descrivono un disagio crescente della società cinese: l'ultimo scandalo dei vaccini scaduti che una banda di personaggi legati alle case farmaceutiche vendeva da anni, ha suscitato una indignazione collettiva che si è rivoltata contro il regime accusato di non essere stato capace di accorgersene prima. E poi ci sono le proteste degli operai delle acciaierie e delle miniere, i contadini espropriati e i risparmiatori truffati, l'aumento delle diseguaglianze e un apparato politico affaristico che si fa beffa della lotta alla corruzione. La lettera aperta contro Xi Jinping potrebbe essere l'atto d'accusa di una genuina componente del partito, oppure il primo atto di una discesa in campo delle Forze Armate a fianco delle componenti tradizionali escluse dalla gestione del potere, o anche un artificioso espediente di una battaglia diplomatica internazionale (teoria del complotto cara ad ogni regime autoritario). Qualunque ipotesi su chi ha scritto e diffuso la lettera può essere plausibile e opinabile allo stesso tempo. L'unica cosa certa è che Xi Jinping è più debole di prima e che la lotta per il potere è ormai dichiarata. E potrebbe essere una lotta cruenta, come lasciano intendere i riferimenti alla sua sicurezza personale e della famiglia.

Obama a CUBA

  Più che un incontro diplomatico, l'arrivo di Obama a Cuba é diventato lo sbarco "cinquant'anni dopo". Il Presidente USA è atterrato a L'Avana e ha subito scavalcato l'apparato di "accoglienza" cubano, imponendo il suo copione, quello di chi è venuto per "farvi capire cos'è la libertà e il progresso". I cubani non riescono a nascondere la contentezza di aver fatto un passo fuori dal regime di oppressione e dignitosa miseria, tra embarghi e isolamento, ma non sanno ancora in cosa si materializzerà l'altro passo. Le catene di alberghi USA hanno già inoltrato le richieste di apertura nelle località turistiche.  

Inciucio all'americana, tutti contro TRUMP

Se le previsioni per il super Tuesday sono giuste, Donald J. Trump sarà il prossimo candidato alla Casa Bianca per il GOP, il Great Old Party di Abramo Lincoln. Ma la vera notizia-bomba è che l'establishment repubblicano, incapace di esprimere una dignitosa alternativa politica al Trumpismo, inizia a considerare l'ipotesi di appoggiare Hillary Clinton nella corsa presidenziale. Sarebbe un avvenimento storico, che dimostra come ormai il modello politico globale è "il partito unico della nazione" con le sue varianti europee, asiatiche, africane ed ora anche statunitensi, all'inizio chiamato inciucio. Mano a mano che questa eventualità si realizza, gli opinionisti politici di tutto il mondo, gli ex capi della CIA, artisti e personaggi del gossip, non hanno perso occasione di lanciare allarmi contro l'ascesa di Trump, che non curante ha addirittura citato Mussolini. Eppure nessuno, anche tra i critici più feroci, ha fatto notare che la vera, grande fesseria-bestialità-bugia-promessa a vanvera fatta da Trump sta proprio nel suo slogan elettorale: MAKE AMERICA GREAT AGAIN. Questa è la vera minaccia di Trump che nessuno ha il coraggio di esplicitare, tanto meno Hillary Clinton che pure ha contribuito non poco a rendere l'America meno o più GREAT (dipende dai punti di vista). Una vera campagna elettorale alternativa al bullismo di Trump dovrebbe convincere gli Americani a stare nel Mondo con un approccio diverso dall'egemonismo fallimentare di Obama, dopo quello militare e disastroso di Bush. Le guerre infinite, la crisi dei profughi, la globalizzazione e le diseguaglianze sociali, la manipolazione delle coscienze, l'impoverimento e l'omologazione dei popoli, i trattati commerciali a favore delle multinazionali, sono alcune delle conseguenze che l'America ha creato ed esportato per rimanere Great.  Trump, smettila di dire fesserie agli americani, e lascia fare alla Clinton che di bugie ne conosce più di te.  

In IRAN inizia la vera primavera

L'Iran ha votato per dare inizio alla sua primavera.    L'obbiettivo principale del voto era di mettersi alle spalle gli anni bui di Ahmadinejad e della repressione di ogni libertà di espressione, ed è stato centrato, perchè la maggioranza assoluta di giovani e donne ha votato per l'alleanza Rohuani-Rafsajani, sia nella scelta dei parlamentari che in quella dei membri dell'Assemblea degli Esperti che dovrà scegliere il successore dell'Ayatollah Khamenei. La vittoria di Rouhani segna anche il successo della diplomazia di Obama, forse l'unico nella gestione dello scacchiere medio-orientale. La primavera iraniana dovrà fare i conti con l'aggravarsi della crisi tra i paesi dell'area, Arabia Saudita, Yemen, Iraq, con il rischio di scontro militare e con il calo del prezzo del petrolio che riduce notevolmente le speranze di ripresa economica dell'Iran. 

WIKILEAKS mette in rete la NSA

https://wikileaks.org/nsa-201602/  " Today, 23 February 2016 at 00:00 GMT, WikiLeaks publishes highly classified documents showing that the NSA bugged meetings between UN Secretary General Ban Ki-Moon's and German Chancellor Angela Merkel, between Israel prime minister Netanyahu and Italian prime minister Berlusconi, between key EU and Japanese trade ministers discussing their secret trade red-lines at WTO negotiations, as well as details of a private meeting between then French president Nicolas Sarkozy, Merkel and Berlusconi...." Si tratta di rivelazioni su fatti già noti o ricostruiti, che non aggiungono granchè alla storia. Fermo restando che Edward Snowden aveva già denunciato le pratiche illegali della NSA e per questo si trova costretto a ricevere "protezione" da Putin, fermo restando che i politici intercettati e quelli che ora si sdegnano (vedi Renzi) non hanno mai espresso solidarietà nè a Snowden nè ad Assange nè alle migliaia di cittadini spiati indebitamente dalla NSA, resta da chiedersi se davvero vale la pena spendere miliardi di dollari per intercettare le conversazioni dei politici europei, che si possono avere a costi molto più bassi e sono largamente prevedibili.

La Spagna chiede un governo a Barcellona

Rajoy ha mollato, rinunciando al tentativo di formare un governo. A un mese dalle elezioni la situazione evolve verso lo scenario che avevo previsto: un possibile governo PSOE-PODEMOS con l'appoggio delle formazioni minori e in particolare con gli indipendentisti catalani e baschi, oppure un ritorno al voto in aprile. Iglesias (PODEMOS) ha spiazzato tutti, proponendo ufficialmente un'alleanza di governo al PSOE di Sanchez sulla base di alcune proposte, tra le quali un ministero delle "diverse cittadinanze", che fa prevedere un'apertura alle istanze catalane. Il PSOE è profondamente diviso sulla proposta di Iglesias. I catalani non si sono ancora espressi sulla incerta apertura. A loro serve una dichiarazione chiara sul referendum per l'autonomia, cosa che Iglesias non può concedere in questo momento per non pregiudicare la trattativa con Sanchez. Se il prossimo governo non passa da Barcellona, tra due mesi si torna alle elezioni, a meno di inciuci stile Renzi-Verdini.

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone. Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen. Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo.  Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali? Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Putin, pronto l'attacco alla Turchia

 L'ora della vendetta di Putin contro Erdogan dopo l'abbattimento del Su-24 sembra essere arrivata. Il dispiegamento dei missili terra-aria S400 sul confine della Siria è terminato, come annunciato da Putin in conferenza stampa: "provate ora ad attaccare i nostri aerei ... ". La NATO ha recepito e decifrato il messaggio e ha iniziato ad ammassare navi, aerei e truppe a difesa della Turchia “We have agreed on a package of assurance measures for Turkey in view of the volatile situation in the region,” NATO General Secretary Jens Stoltenberg told Reuters. “This will give us a better situational awareness – more transparency, more predictability and that will contribute to stabilizing the situation in the region and also calm tensions.”  E' molto probabile che l'attacco russo sia congegnato in modo da non avere effetti imprevisti ed allargati. L'obbiettivo di Putin è quello di "punire" Erdogan senza però scatenare reazioni incontrollabili che possano compromettere il suo consolidamento diplomatico nello scacchiere nord africa - medio oriente.  La scenografia potrebbe prevedere uno sconfinamento di aerei russi nello spazio turco, in modo da mettere Erdogan di fronte alla scelta di accettare lo scontro aereo oppure di ingoiare il rospo senza reagire ma andando incontro all'umiliazione. Gli aerei russi questa volta sarebbero avvantaggiati dalla protezione dei missili S400 in grado di attaccare e distruggere aerei turchi nelle vicinanze. La NATO assumerebbe un ruolo di "allerta" per non consentire ai russi di esagerare troppo nella rappresaglia militare, pur accettando in parte il prezzo imposto da Putin.

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan.  Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"  da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca. I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

Ecco come Erdogan vince le elezioni

Stragi e bavaglio sono il metodo con cui Erdogan pensa di liquidare l'opposizione e vincere le elezioni del 1 novembre, con il silenzio-assenso dell'occidente.   http://www.hurriyetdailynews.com/editorial-policy-of-gulen-linked-dailies-turns-180-degrees-after-caretakers-take-over-.aspx "The editorial policy of dailies Bugün and Millet, which belong to the Koza İpek group that recently was assigned caretakers by the government, have changed their editorial policy in one night, going from anti-government to pro-government. Meanwhile, journalists, whose names were handed to the police standing at the headquarters in Istanbul, were not allowed inside the building and were fired. "  I sondaggi commissionati da Erdogan sull'esito delle quinte elezioni in 18 mesi mostravano una situazione ancora di stallo, con l'AKP (partito di Erdogan) ottenere la maggioranza ma senza i seggi sufficienti per governare da solo. Per questo il dittatore turco ha deciso di dare una svolta ancora più autoritaria contro l'opposizione e la stampa libera.

Dall'Afghanistan uno schiaffone a Firenze

  Le bugie dei politici non fanno notizia, perché sono la norma. Dovrebbe quindi essere una non-notizia il mancato rispetto degli impegni che Renzi si era preso sul ritiro delle truppe italiane in Afghanistan. Ce ne andremo entro giugno 2015, ma poi "ancora pochi mesi e ce ne andremo", e a ottobre ancora "pochi mesi". Sommando i pochi mesi si arriverà al 2023. Una banale domanda, che Renzi non si pone e a cui in ogni caso non risponderebbe: "Cosa diavolo pensi che possa cambiare in "pochi mesi" in Afghanistan, dopo che per quasi 15 anni non è cambiato nulla, se non il numero dei morti ?". Forse Obama gli ha rivelato qualche verità sconvolgente per convincerlo a restare "pochi mesi" nel mattatoio afghano? un'arma segreta per annientare i Talebani e riprendere il controllo della situazione ? Le notizie che arrivano da Kabul sono di tutt'altro segno: il governo è debole, diviso, corrotto e non riesce ad avere il consenso oltre la regione della capitale. Lo scenario geopolitico è addirittura peggiorato, perché lo scontro USA-Russia e il casinò mediorientale rendono ancora più difficile trovare mediazioni e anzi esaltano l'instabilità della faglia afghana. Nessun politico serio dovrebbe sottovalutare i rischi di guerra che provengono da quella parte del mondo e per questo nessun politico serio dovrebbe fare dichiarazioni estemporanee e ondivaghe. La verità è che Renzi ha accettato di prendere schiaffi in Afghanistan per fini meno nobili, che sono gli stessi di quelli che lo stuzzicano ad "intervenire" in Iraq o in Siria o in Libia. Consumata la favola delle missioni umanitarie, l'interventismo nelle guerre locali, sempre più globali, si giustifica solo per motivi di spartizione di affari di ogni risma, cioè buone ragioni per accettare di prendere uno schiaffone alla propria credibilità. L'Afghanistan per Renzi è un EXPO che non chiude mai.

Erdogan è il mandante

aggiornamento 16/10/2015 : Uno dei due terroristi sospettati di essere gli autori della strage di Ankara era il proprietario di un luogo di ritrovo ben noto alle autorità di polizia e ai mass media che avevano in passato denunciato le attività della cellula. Yunus Emre Alagoz identificato come autore della strage era il fratello maggiore dell'altro terrorista che aveva provocato la morte di 33 attivisti curdi a Suruc il 20 luglio scorso. Resta inspiegabile come abbia potuto agire indisturbato, senza alcun controllo preventivo. Si rafforza quindi l'ipotesi di complicità tra lo schieramento di Erdogan e i gruppi dell'Isis. "Trovo difficile credere che questi attentatori, i cui nomi e collegamenti familiari sono stati denunciati ampiamente dalla stampa, non siano stati controllati dal governo,e siano potuti venire ad Ankara senza il National Intelligence Agency lo sapesse," ha commentato Ezgi Basaran, editorialista del giornale Radikal. ____________________________________ L'orrore e la rabbia per la strage di Ankara, 100 morti e oltre 300 feriti, il più grave attentato nella storia del paese, iniziano a far posto alle analisi per risalire alle responsabilità e agli esecutori, non i kamikaze dilaniati nelle due esplosioni bensì la rete organizzativa necessaria per realizzare un attentato di così vaste proporzioni. Le risposte della gran parte degli osservatori indipendenti vanno in un unica direzione: l'attentato di Ankara è stato pensato da Erdogan ed eseguito dall'Isis. Dietro il peggiore attentato nella storia della Turchia moderna potrebbe esserci lo Stato islamico. È l’opinione di Daniel Pipes, politologo americano presidente del Middle East Forum, a proposito dell’attacco ad Ankara contro una manifestazione pacifista, costato la vita a 86 persone. «Sembra essere opera dell’Is – dice Pipes all’Adnkronos – forse con il sostegno del governo turco». Secondo l’analista di orientamento neocon, «il presidente Recep Tayyip Erdogan non intende fermarsi davanti a niente per diventare il dittatore della Turchia». In un recente articolo su Middle East Forum: "Back in 2013, President (then Prime Minister) Recep Tayyip Erdogan's chief advisor, Yigit Bulut, said that he would be "willing to die for Erdogan." He added: "There are millions like me." Perchè Erdogan avrebbe interesse a far precipitare nel terrore la Turchia?. 1) Le elezioni del 1 novembre secondo recenti sondaggi che Erdogan conosce non cambieranno la situazione delle precedenti: vittoria del partito di regime AKP ma senza maggioranza assoluta e quindi impossibile formare un "governo di regime" che possa cambiare la Costituzione in senso autoritario come vuole Erdogan. 2) Il solo modo per "convincere" i partitini più piccoli e finora restii ad appoggiarlo, è quello di creare condizioni di pericolo per il paese, agitando lo spettro del terrore dell'ISIS alle porte, i Curdi già oltre la soglia, la Siria al collasso. Per farsi dare i poteri speciali senza un golpe militare, Erdogan deve portare a termine l'opera di intimidazione della stampa, della magistratura e delle opposizioni. Finora non è bastato e per questo alza la posta e il livello di terrore e caos. 3) La Turchia è un paese con una frontiera ipercontrollata da militari e forze di intelligence e un apparato interno allenato per decenni nella guerra ai curdi. Per i terroristi non sarebbe facile entrare e muoversi in sicurezza senza avere le "coperture" necessarie. 4) Per Erdogan l'opzione del terrore è la meno "costosa" in termini politici: altre strade sono diventate via via impraticabili, con l'esplodere degli scandali di corruzione e soprattutto con la crisi economica che sta erodendo la base sociale che era dietro il suo successo. 5) L'instabilità della Turchia è un elemento di grande preoccupazione per le diplomazie occidentali. Erdogan gioca con spregiudicatezza, come nel caso degli interventi aerei sulla Siria, l'appartenenza della Turchia alla NATO. Minaccia di cambiare alleanze - con Putin molto interessato - o di defilarsi dagli schieramenti che gli USA dovranno cercare di mettere in piedi per trovare una soluzione alla crisi dell'intero Medio Oriente.  

Intifada again

Nel Medio Oriente che brucia e diventa l'epicentro della possibile futura terza guerra mondiale non poteva mancare lo scoppio di un nuovo duro scontro tra Israele e Palestinesi. L'escalation della guerriglia e delle aggressioni, da una parte e dall'altra, aggiorna di continuo il bollettino delle vittime  che pende dalla parte dei palestinesi, con oltre 30 assassinati in 3 giorni. Se il Medio Oriente, dallo Yemen alla costa turca attraversando la Siria martoriata, è già il teatro di scontro USA - Russia ... .... chi ha bisogno di gettare altra benzina sul fuoco ? Gli unici che in questo momento hanno interesse ad aprire un fronte palestinese nello scacchiere mediorientale sono gli iraniani. L'interventismo politico e militare dell'Iran, dopo che Obama lo ha rilegittimato con l'accordo sul nucleare, è in continua crescita. Mentre tutti sono concentrati sull'occupazione russa in Siria, ha fatto poco scalpore che uno dei massimi generali iraniani sia stato ucciso vicino ad Aleppo negli scontri con l'ISIS. Cosa ci fa un capo militare di alto livello dell'Iran sul fronte di guerra siriano ?  

Tunisia il premio della speranza

 Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al "Quartetto del dialogo nazionale", un'esperienza unica nel suo genere, formata da quattro organizzazioni della società civile: sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati. Il premio è stato conferito al Quartetto "per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo la rivoluzione dei Gelsomini del 2011", come si legge nelle motivazioni del comitato di Oslo. "Il Quartetto  è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede". Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".  Da http://www.arab-reform.net Il documento programmatico del Dialogo  di Hamadi Redissi  

TPP, e sapete di non sapere

  L'immagine che vedete sopra è tratta dal sito del senatore americano Bernie Sanders, candidato democratico alle primarie per le elezioni presidenziali USA del 2016. Il repubblicano Donald Trump è ancora più categorico e greve. In conclusione, l'accordo storico chiamato TPP per il "libero scambio" tra 12 paesi - 40% del commercio internazionale - firmato in pompa magna, in America sono in pochi a volerlo, a parte Obama che pur di passare alla storia firmerebbe qualunque cosa. Tutta la stampa ha usato iperboli e illustrazioni per parlare di una cosa di cui nessuno sa ancora nulla (perchè NON si deve sapere nulla). Qual'é il vero contenuto del TPP ? Secondo WIRED sarebbero 10 le cose da sapere http://www.wired.it/economia/2015/10/06/trattato-scambio-tpp/ Secondo l'Internazionale invece sarebbero sette: http://www.internazionale.it/notizie/2015/10/05/trans-pacific-partnership-scheda Allargando la panoramica si può spaziare da un minimo di tre ad un massimo di 15 cose da sapere su TPP. I più informati mi sembrano quelli della Electronic Frontier Foundation : https://www.eff.org/deeplinks/2015/10/trade-officials-announce-conclusion-tpp-now-real-fight-begins Nel frattempo i soliti antagonisti che sanno di sapere organizzano una protesta contro il gemello europeo TTIP: A cominciare da sabato 10 ottobre, le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi in centinaia di città, tutti con un intento preciso: fermare il Trattato transatlantico fra USA e Ue, bloccare il negoziato TiSA sulla liberalizzazione di tutti i servizi e impedire la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada.«I movimenti tornano in piazza per affermare che serve una netta inversione di rotta – dichiara Marco Bersani, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Il TTIP dev’essere fermato subito per riaprire la strada ad un nuovo modello sociale, fatto di beni comuni, diritti e democrazia, in Italia e in Europa».La più grande manifestazione è attesa a Berlino, e ad essa parteciperà anche una parte della campagna italiana.  

USA - Russia, gara a chi fa più danni collaterali

 immagini di repertorio La strage di Kunduz è uguale a tante altre, in Afghanistan come in Iraq, in Siria come in Pakistan. E' uguale, sia che avvenga con armi americane, o russe, o inglesi, francesi, cinesi, turche, saudite, iraniane, israeliane, egiziane ... e colpisca Medici Senza Frontiere piuttosto che Emergency, chiese cattoliche o moschee islamiche, scuole, feste di matrimonio o l'intimità familiare. Le immagini sono le stesse, le sagome, i colori, i suoni, gli effetti ...  Ma è la prima volta da oltre 70 anni che i "danni collaterali" sono provocati negli stessi giorni da eserciti diversi, in paesi diversi, in situazioni apparentemente diverse, in realtà accomunate dalla crisi dei rapporti internazionali più grave dai tempi della guerra di Corea. In Siria una troupe di Al Jazeera documenta un attacco aereo russo sulla città di Idlib proprio mentre un gruppo di civili portava soccorso alle vittime di un attacco precedente http://www.aljazeera.com/news/2015/10/al-jazeera-team-survives-air-strike-syria-idlib-151004105413842.html La strage di Kunduz ripiomba gli USA nella guerra da cui dichiaravano di essere usciti. Le stragi degli aerei russi in Siria sono descritte dall'agenzia RT  04 October 2015 - 11:11 GMT The Russian Air Force uses high-precision laser-guided H-29L missiles to pierce reinforced terrorist infrastructure, Igor Klimov, Air Force spokesman, said on Sunday. The H-29L air-to-surface missile armed with 500 kilograms of military-grade explosives is accurate to within two meters and has a combined high explosive and fragmentation effect. “After the missile is launched, pilot illuminates a target with a laser-controlled aimer while the fighter jet continues to maneuver,” Klimov said. The H-29L air-to-surface missile is being used by Sukhoi Su-24 and Su-34 bombers. ______________________________ La strage di Kunduz è un crimine di guerra. La presenza russa in Siria è un'occupazione militare camuffata dal pretesto dell'Isis. Quello che sta accadendo lungo la linea di frontiera che va dal Mar Mediterraneo al Mar della Cina è la prova del caos strategico causato dalla inettitudine e arroganza delle potenze militari - Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa - e dall'insinuarsi di nuovi protagonismi, con le pretese dell'Iran, dell'Arabia Saudita, dell'Egitto e della Turchia. Obama si appresta a chiudere i suoi otto anni di presidenza con la parola "condoglianze".

In Siria Putin inizia la guerra totale con obbiettivo tutto il Medio Oriente

  La Russia utilizza gli stessi metodi di propaganda degli USA che per anni hanno "illustrato" gli obbiettivi delle loro azioni militari con i video dei bombardamenti su "target selezionati", che servono a dare in pasto all'opinione pubblica l'illusione della precisione "chirurgica" e della razionalità degli attacchi aerei. Il mondo ha imparato invece a conoscere e decifrare la realtà macabra che si intravede dietro le immagini, a prescindere da chi le diffonde. Dietro la propaganda di questi giorni sta prendendo forma l'epicentro di un uragano geopolitico che coinvolge tutto il medio oriente ed oltre. Putin affonda ogni speranza di risoluzione diplomatica della crisi siriana, con il solo metodo che conosce: prima colpisci poi, forse, discuti. In Siria ha trovato l'ambiente ideale per la sua tattica. L'amico di Assad ha da tempo capito che Stati Uniti sono impantanati nelle loro contraddizioni, soprattutto quella più grande: aver trasformato la speranza della rivolta popolare contro il macellaio siriano in una guerra di mercenari da cui è nata la setta dell'ISIS. Nessuno crede davvero che Putin abbia intenzione di combattere i terroristi, a meno di considerare tali tutti gli oppositori, soprattutto quelli non mercenari. Obama sembra essere messo in un angolo, sia sul piano tattico - la presenza massiccia di forze militari russe sul terreno di scontro - sia su quello strategico, perchè le alleanze / divergenze tra i paesi arabi si stanno modificando molto rapidamente. Cresce il rischio di guerra, perché nel caos può succedere di tutto. Cresce l'emergenza dei profughi, perché i russi sparano e bombardano i civili. Cresce la sensazione che un tavolo di trattativa vero potrà arrivare solo dopo che l'intero scenario medio orientale, già drammatico, sia stato completamente ribaltato e messo in discussione.  http://www.aljazeera.com/news/2015/09/analysis-plan-save-syria-150930083231637.html  

Pechino la parata di regime del V Day

Il licenziamento collettivo di 300.000 militari dell'Esercito del Popolo annunciato da Xi Jinping durante il discorso per il 70 V-Day a Pechino. Cosa fanno i regimi autoritari quando inizia a serpeggiare aria di crisi ? Organizzano una grande parata militare, per fare mostra di forza, stabilità serenità e convincere i sudditi che le cose vanno bene e andranno meglio. La Cina non sfugge a questa regola, già applicata da Putin con il VDay a Mosca nel maggio scorso, e per questo ha deciso di commemorare i 70 anni dalla fine della II Guerra Mondiale con una enorme sfilata militare a Pechino che dovrebbe nelle intenzioni di Xi Jinping segnare la ripresa della fiducia nell'immagine del potere.   Ma negli ultimi tempi le intenzioni dei governanti si sono spesso trasformate in clamorosi boomerang, accrescendo nell'opinione pubblica la sensazione di scarsa affidabilità da parte degli apparati. L'esplosione di Tianjin e soprattutto le mezze verità, le censure e le omissioni che ne sono seguite hanno accelerato la caduta di immagine.   La parata di Pechino in Tiananmen è stata gestita direttamente da Xi Jinping (alimentando le voci di una futura estromissione o di un ridimensionamento del Primo Ministro Li Keqiang) e sarà ricordata soprattutto per le misure adottate per manipolare la scenografia dell'evento.   Dalla metà di agosto sono state introdotti divieti di circolazione ai veicoli e chiusura di fabbriche con particolari emissioni per far “ripulire” l'aria fetida di Pechino e consentire agli invitati di tutto il mondo di vedere il cielo sereno.   Il mercato azionario in calo continuo da luglio è stato sostenuto da misure straordinarie per limitare la discesa e non turbare troppo !! i mercati finanziari mondiali. E' stata concessa una larga amnistia discrezionale per reati di varia natura, mentre dall'altra parte si è messo in moto un gigantesco apparato di “sicurezza” con arresti di decine di persone sospettate di attività antiregime – soprattutto avvocati e giornalisti. Si è costruita la tesi di una partecipazione decisiva delle forze militari cinesi alla Seconda Guerra Mondiale piegando la storia ad esigenze di potere e soprattutto di politica internazionale, nel tentativo di mandare messaggi espliciti o cifrati al Giappone – che nel V DAY è il grande sconfitto del 1945 – e agli altri paesi dell'est asiatico con i quali i rapporti ora sono pessimi, a cominciare dal Vietnam e le Filippine. Per qualche giorno il cielo di Pechino sembrerà azzurro e non ci saranno esplosioni di depositi tossici. Che la parata (di regime) inizi, ovviamente con “il Discorso del Presidente”, parafrasando il saggio di Oliver Sacks ne “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello”    

Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi. Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso. La bolla cinese La bolla dei mercati finanziari La bolla della corruzione politica La bolla della distruzione dell'ambiente La bolla della manipolazione dell'informazione La bolla della tecnocrazia La bolla del debito La bolla delle menzogne .....  Oχι για να Τσίπρας Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci. La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso. Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA. Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre. In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro. Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento ! Se questa non è menzogna e manipolazione ... Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa. Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?  

DESAPARECIDOS in Cina, Xi Jinping ha paura

  Cinquantasette avvocati, attivisti e difensori di diritti civili in Cina, sono scomparsi nel giro di due giorni, senza sapere come e perchè. DESAPARECIDOS. Alcune testimonianze parlano di irruzioni nelle abitazioni degli avvocati da parte di sconosciuti, che li avrebbero prelevati e segregati.  Tra gli scomparsi ci sono alcune delle personalità più attive, come Wang Yu già detenuta in passato senza alcuna prova e da poco scarcerata, e Zhou Shifeng, responsabile di Beijing Fengrui associazione per la difesa dei diritti umani.   Fengrui’s head, Zhou Shifeng, was seen being taken away by three unidentified men early yesterday, wrote Liu Xiaoyuan, a partner at the firm, on Twitter.   Zhou had gone to a Tongzhou district detention centre to meet a client, Zhang Miao, on Thursday night, Liu wrote. Zhang, a news assistant for German weekly Die Zeit, had just been freed after nine months in custody.  […] According to Liu’s Twitter account, another lawyer, Li Zhu-yun, was taken from her home and had her flat searched by a dozen plain-clothes police.   A staff member, Liu Sixin, disappeared after calling Liu Xiaoyuan at around 8:45am and telling him, "They are coming", before the call went dead, Liu Xiaoyuan said.   […] A fifth Fengrui employee – rights lawyer Wang Yu – had gone missing early on Thursday, after sending her friends a text message saying someone was trying to force open her front door, according to rights group Chinese Human Rights Defenders. [Source]   @tengbiao: In the past three days many rights defense attorneys have been abducted, detained and disappeared. The situation is much more severe than the 2011 crackdown on the Jasmine protest movement. Wang Yu, Bao Longjun, Zhou Sifeng have all been abducted. Li Heping was taken away. Wang Quanzhang, Huang Liqun, Jiang Tianyong, Liu Sixin, Li Zhiyun and others have all disappeared. Please pay close attention to China’s human rights lawyers who remain indomitable in the face of this persecution. http://www.bnn.co/news/gb/china/2015/07/201507100958.shtml E' evidente che si tratta di una stretta repressiva ordinata dai vertici del Partito Comunista Cinese, alias Xi Jinping, e si associa ad altre misure restrittive apparentemente diverse tra di loro: il divieto di vendere azioni di aziende quotate in Borsa, per impedire il crollo della speculazione favorita dalle autorità, e l'aggravamento della repressione in Uyghur, dietro lo spauracchio di infiltrazioni terroristiche dell'ISIS.   Quella che è in atto è una vera svolta autoritaria, perchè la crisi economica, la corruzione e l'arricchimento delle burocrazie mafiose statali stanno lacerando il tessuto sociale cinese, aumentando i rischi di rivolte incontrollabili.   Xi Jinping comincia ad avere gli incubi ?    

Nicola Sturgeon, la rivincita della Scozia

  Nel settembre 2014 la grande armata reale inglese (laburisti conservatori faragisti libdem monarchici) sconfisse di misura gli indipendentisti scozzesi (SNP) nel referendum pro / contro l'indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna. Le tecnocrazie tirarono un sospiro di sollievo, e archiviarono il pericolo. Archiviarono anche le promesse fatte dai partiti tradizionali (più autonomia, meno tasse ecc) per convincere i titubanti scozzesi. Di quelle promesse non c'era più bisogno. Ma gli scozzesi sono teste dure e giovedì 7 maggio decideranno le sorti del futuro governo della Gran Bretagna, ricordandosi delle promesse non mantenute e delle umiliazioni subite. La nuova leader del Scottish National Party - Nicola Sturgeon, (vedi intervista a The Guardian ) - farà il pieno dei voti e seggi assegnati in Scozia, togliendo voti a tutti ed in particolare ai laburisti dell'imbarazzante Ed Miliband. Se le previsioni dei sondaggi si avvereranno, saranno gli scozzesi l'ago della bilancia di ogni futuro governo britannico ? I laburisti hanno promesso che non faranno accordi con gli indipendentisti (a meno di non perdere la faccia dopo), mentre Cameron è più furbo, non esclude alcuna ipotesi,e anzi non dispera di poter fare a meno dei voti scozzesi, vincendo le elezioni in Inghilterra. La soluzione più probabile, in linea con quanto succede nel resto del mondo e in particolare in Europa, è una "grande coalizione" che per la Gran Bretagna sarebbe un evento traumatico ma meno peggio dell'ingovernabilità e di un ritorno al voto. Ma anche in questo caso Nicola Sturgeon farebbe valere le ragioni dell'indipendentismo scozzese: se tutti i partiti si alleano contro l'SNP, che avrà la maggioranza assoluta dei voti in Scozia, ciò equivale ad una alleanza della Gran Bretagna (meno la Scozia) contro gli scozzesi, i quali sarebbero esclusi a priori dalla possibilità di influire sulle scelte di governo, e quindi avrebbero molte più ragioni per chiedere un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia, con molte probabilità di vincerlo. In definitiva Nicola ha messo gli scozzesi in una posizione di forza (win -win). E come autentica scozzese ha confessato che in tasca non porta mai più di 10 sterline. Quindi non è facile comprarla.

Khamenei tira la coda al diavolo

Dopo i trionfalismi della prima ora, iniziano le manovre sull'interpretazione dei termini dell'accordo sul nucleare iraniano. L'Iran sostiene che gli USA, per dimostrare la loro buona fede, devono eliminare l'embargo su merci e finanze iraniane. Gli USA, per far digerire l'accordo al Congresso e all'opinione pubblica, vogliono prima i fatti e poi "gradualmente" eliminare l'embargo. "Iran nuclear programme: deal or no deal? After basis of agreement was reached last week, cracks start to show between world leaders." (Al Jazeera 10/4/2015)   L'intervento di Khamenei rigetta la palla nel campo avversario, e dimostra che Obama è sul lato debole della trattativa. L'Ayatollah Supremo lancia due messaggi: 1) Il diavolo (gli USA) deve dimostrare di aver perso e di essersi quantomeno "pentito". La richiesta è funzionale a ridurre le critiche interne agli schieramenti iraniani che si riassumono in un ragionamento semplice ma efficace: "Se l'Iran scende a patti con il diavolo (gli USA), vuol dire che il diavolo ha vinto e l'Iran ha perso". Il diavolo può dimostrare di aver perso solo se rinuncia immediatamente alle misure di embargo. 2) L'Iran non ha la stessa fretta che ha Obama per chiudere un accordo entro giugno. Il "preliminare di Losanna" lascia molto tempo agli ingegneri iraniani per proseguire l'arricchimento dell'uranio. Più passa il tempo e maggiori sono le quantità di materiale accumulato. Dall'altra parte invece Obama ha fretta, (deve chiudere un accordo entro l'estate di quest'anno perché poi inizia l'anno delle presidenziali) vuole portare a termine la missione che lo consegnerebbe alla storia, dato che fino ad oggi la Storia non si è accorta di lui.

YEMEN, inizia la guerra Iran vs Arabia Saudita

  Non fatevi ingannare dall'immagine: quanto sta accadendo in Yemen ha una enorme importanza sugli equilibri del Medio Oriente e quindi del resto del Mondo. Lo Yemen è il terreno di scontro tra gli interessi dell'Arabia Saudita - che appoggia il Presidente Hadi in carica - e l'Iran che ha armato e organizzato il ribelli sciiti del gruppo Houthi. Il presidente Hadi è in fuga, mentre i ribelli avanzano, ma l'Arabia Saudita ammassa truppe ai confini e altrettanto si appresta a fare l'Iran, con la prospettiva di uno scontro militare di proporzioni notevoli. Tutto il Medio Oriente si prepara ad assistere ad una guerra dagli esiti (e confini) imprevedibili. Il prezzo del petrolio registra con grande rapidità l'evolversi della situazione. Anche le trattative sul nucleare iraniano potrebbero trovare nuovi ostacoli. Gli Stati Uniti, che in teoria sono alleati dell'Arabia e interessati a contenere l'influenza dell'Iran (alleato della Siria), in realtà non sanno cosa fare. Nell'incertezza hanno pensato bene di "perdere" 500 milioni di dollari di finanziamenti per acquisto di armi USA, che sarebbero finiti nelle mani dei ribelli filo al Quaeda (un replay di quanto accaduto con l'Isis).