TPP, e sapete di non sapere

 

L'immagine che vedete sopra è tratta dal sito del senatore americano Bernie Sanders, candidato democratico alle primarie per le elezioni presidenziali USA del 2016.

Il repubblicano Donald Trump è ancora più categorico e greve. In conclusione, l'accordo storico chiamato TPP per il "libero scambio" tra 12 paesi - 40% del commercio internazionale - firmato in pompa magna, in America sono in pochi a volerlo, a parte Obama che pur di passare alla storia firmerebbe qualunque cosa.

Tutta la stampa ha usato iperboli e illustrazioni per parlare di una cosa di cui nessuno sa ancora nulla (perchè NON si deve sapere nulla).

Qual'é il vero contenuto del TPP ?

Secondo WIRED sarebbero 10 le cose da sapere http://www.wired.it/economia/2015/10/06/trattato-scambio-tpp/

Secondo l'Internazionale invece sarebbero sette: http://www.internazionale.it/notizie/2015/10/05/trans-pacific-partnership-scheda

Allargando la panoramica si può spaziare da un minimo di tre ad un massimo di 15 cose da sapere su TPP.

I più informati mi sembrano quelli della Electronic Frontier Foundation : https://www.eff.org/deeplinks/2015/10/trade-officials-announce-conclusion-tpp-now-real-fight-begins

Nel frattempo i soliti antagonisti che sanno di sapere organizzano una protesta contro il gemello europeo TTIP:

A cominciare da sabato 10 ottobre, le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi in centinaia di città, tutti con un intento preciso: fermare il Trattato transatlantico fra USA e Ue, bloccare il negoziato TiSA sulla liberalizzazione di tutti i servizi e impedire la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada.
«I movimenti tornano in piazza per affermare che serve una netta inversione di rotta – dichiara Marco Bersani, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Il TTIP dev’essere fermato subito per riaprire la strada ad un nuovo modello sociale, fatto di beni comuni, diritti e democrazia, in Italia e in Europa».
La più grande manifestazione è attesa a Berlino, e ad essa parteciperà anche una parte della campagna italiana.

 

USA - Russia, gara a chi fa più danni collaterali

 immagini di repertorio

La strage di Kunduz è uguale a tante altre, in Afghanistan come in Iraq, in Siria come in Pakistan. E' uguale, sia che avvenga con armi americane, o russe, o inglesi, francesi, cinesi, turche, saudite, iraniane, israeliane, egiziane ... e colpisca Medici Senza Frontiere piuttosto che Emergency, chiese cattoliche o moschee islamiche, scuole, feste di matrimonio o l'intimità familiare.

Le immagini sono le stesse, le sagome, i colori, i suoni, gli effetti ... 

Ma è la prima volta da oltre 70 anni che i "danni collaterali" sono provocati negli stessi giorni da eserciti diversi, in paesi diversi, in situazioni apparentemente diverse, in realtà accomunate dalla crisi dei rapporti internazionali più grave dai tempi della guerra di Corea.

In Siria una troupe di Al Jazeera documenta un attacco aereo russo sulla città di Idlib proprio mentre un gruppo di civili portava soccorso alle vittime di un attacco precedente

http://www.aljazeera.com/news/2015/10/al-jazeera-team-survives-air-strike-syria-idlib-151004105413842.html

La strage di Kunduz ripiomba gli USA nella guerra da cui dichiaravano di essere usciti.

Le stragi degli aerei russi in Siria sono descritte dall'agenzia RT 

04 October 2015 - 11:11 GMT

The Russian Air Force uses high-precision laser-guided H-29L missiles to pierce reinforced terrorist infrastructure, Igor Klimov, Air Force spokesman, said on Sunday.

The H-29L air-to-surface missile armed with 500 kilograms of military-grade explosives is accurate to within two meters and has a combined high explosive and fragmentation effect.

“After the missile is launched, pilot illuminates a target with a laser-controlled aimer while the fighter jet continues to maneuver,” Klimov said.

The H-29L air-to-surface missile is being used by Sukhoi Su-24 and Su-34 bombers.

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La strage di Kunduz è un crimine di guerra. La presenza russa in Siria è un'occupazione militare camuffata dal pretesto dell'Isis.

Quello che sta accadendo lungo la linea di frontiera che va dal Mar Mediterraneo al Mar della Cina è la prova del caos strategico causato dalla inettitudine e arroganza delle potenze militari - Stati Uniti, Russia, Cina ed Europa - e dall'insinuarsi di nuovi protagonismi, con le pretese dell'Iran, dell'Arabia Saudita, dell'Egitto e della Turchia.

Obama si appresta a chiudere i suoi otto anni di presidenza con la parola "condoglianze".

In Siria Putin inizia la guerra totale con obbiettivo tutto il Medio Oriente

 

La Russia utilizza gli stessi metodi di propaganda degli USA che per anni hanno "illustrato" gli obbiettivi delle loro azioni militari con i video dei bombardamenti su "target selezionati", che servono a dare in pasto all'opinione pubblica l'illusione della precisione "chirurgica" e della razionalità degli attacchi aerei.

Il mondo ha imparato invece a conoscere e decifrare la realtà macabra che si intravede dietro le immagini, a prescindere da chi le diffonde.

Dietro la propaganda di questi giorni sta prendendo forma l'epicentro di un uragano geopolitico che coinvolge tutto il medio oriente ed oltre.

Putin affonda ogni speranza di risoluzione diplomatica della crisi siriana, con il solo metodo che conosce: prima colpisci poi, forse, discuti.

In Siria ha trovato l'ambiente ideale per la sua tattica. L'amico di Assad ha da tempo capito che Stati Uniti sono impantanati nelle loro contraddizioni, soprattutto quella più grande: aver trasformato la speranza della rivolta popolare contro il macellaio siriano in una guerra di mercenari da cui è nata la setta dell'ISIS.

Nessuno crede davvero che Putin abbia intenzione di combattere i terroristi, a meno di considerare tali tutti gli oppositori, soprattutto quelli non mercenari.

Obama sembra essere messo in un angolo, sia sul piano tattico - la presenza massiccia di forze militari russe sul terreno di scontro - sia su quello strategico, perchè le alleanze / divergenze tra i paesi arabi si stanno modificando molto rapidamente.

Cresce il rischio di guerra, perché nel caos può succedere di tutto.

Cresce l'emergenza dei profughi, perché i russi sparano e bombardano i civili.

Cresce la sensazione che un tavolo di trattativa vero potrà arrivare solo dopo che l'intero scenario medio orientale, già drammatico, sia stato completamente ribaltato e messo in discussione. 

http://www.aljazeera.com/news/2015/09/analysis-plan-save-syria-150930083231637.html

 

Pechino la parata di regime del V Day

Il licenziamento collettivo di 300.000 militari dell'Esercito del Popolo annunciato da Xi Jinping durante il discorso per il 70 V-Day a Pechino.

Cosa fanno i regimi autoritari quando inizia a serpeggiare aria di crisi ? Organizzano una grande parata militare, per fare mostra di forza, stabilità serenità e convincere i sudditi che le cose vanno bene e andranno meglio.

La Cina non sfugge a questa regola, già applicata da Putin con il VDay a Mosca nel maggio scorso, e per questo ha deciso di commemorare i 70 anni dalla fine della II Guerra Mondiale con una enorme sfilata militare a Pechino che dovrebbe nelle intenzioni di Xi Jinping segnare la ripresa della fiducia nell'immagine del potere.

 V-DAY china

Ma negli ultimi tempi le intenzioni dei governanti si sono spesso trasformate in clamorosi boomerang, accrescendo nell'opinione pubblica la sensazione di scarsa affidabilità da parte degli apparati. L'esplosione di Tianjin e soprattutto le mezze verità, le censure e le omissioni che ne sono seguite hanno accelerato la caduta di immagine.

 

La parata di Pechino in Tiananmen è stata gestita direttamente da Xi Jinping (alimentando le voci di una futura estromissione o di un ridimensionamento del Primo Ministro Li Keqiang) e sarà ricordata soprattutto per le misure adottate per manipolare la scenografia dell'evento.

 

Dalla metà di agosto sono state introdotti divieti di circolazione ai veicoli e chiusura di fabbriche con particolari emissioni per far “ripulire” l'aria fetida di Pechino e consentire agli invitati di tutto il mondo di vedere il cielo sereno.

 china V-day 2015

Il mercato azionario in calo continuo da luglio è stato sostenuto da misure straordinarie per limitare la discesa e non turbare troppo !! i mercati finanziari mondiali.

E' stata concessa una larga amnistia discrezionale per reati di varia natura, mentre dall'altra parte si è messo in moto un gigantesco apparato di “sicurezza” con arresti di decine di persone sospettate di attività antiregime – soprattutto avvocati e giornalisti.

Si è costruita la tesi di una partecipazione decisiva delle forze militari cinesi alla Seconda Guerra Mondiale piegando la storia ad esigenze di potere e soprattutto di politica internazionale, nel tentativo di mandare messaggi espliciti o cifrati al Giappone – che nel V DAY è il grande sconfitto del 1945 – e agli altri paesi dell'est asiatico con i quali i rapporti ora sono pessimi, a cominciare dal Vietnam e le Filippine.

Per qualche giorno il cielo di Pechino sembrerà azzurro e non ci saranno esplosioni di depositi tossici.

Che la parata (di regime) inizi, ovviamente con “il Discorso del Presidente”, parafrasando il saggio di Oliver Sacks ne “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello”

 

 

Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi.

Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso.

La bolla cinese

La bolla dei mercati finanziari

La bolla della corruzione politica

La bolla della distruzione dell'ambiente

La bolla della manipolazione dell'informazione

La bolla della tecnocrazia

La bolla del debito

La bolla delle menzogne ..... 

Oχι για να Τσίπρας

Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci.

La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso.

Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA.

Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre.

In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro.

Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento !

Se questa non è menzogna e manipolazione ...

Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa.

Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?

 

DESAPARECIDOS in Cina, Xi Jinping ha paura

 

Cinquantasette avvocati, attivisti e difensori di diritti civili in Cina, sono scomparsi nel giro di due giorni, senza sapere come e perchè. DESAPARECIDOS. Alcune testimonianze parlano di irruzioni nelle abitazioni degli avvocati da parte di sconosciuti, che li avrebbero prelevati e segregati. 

Tra gli scomparsi ci sono alcune delle personalità più attive, come Wang Yu già detenuta in passato senza alcuna prova e da poco scarcerata, e Zhou Shifeng, responsabile di Beijing Fengrui associazione per la difesa dei diritti umani.  

Fengrui’s head, Zhou Shifeng, was seen being taken away by three unidentified men early yesterday, wrote Liu Xiaoyuan, a partner at the firm, on Twitter.  

Zhou had gone to a Tongzhou district detention centre to meet a client, Zhang Miao, on Thursday night, Liu wrote. Zhang, a news assistant for German weekly Die Zeit, had just been freed after nine months in custody. 

[…] According to Liu’s Twitter account, another lawyer, Li Zhu-yun, was taken from her home and had her flat searched by a dozen plain-clothes police.  

A staff member, Liu Sixin, disappeared after calling Liu Xiaoyuan at around 8:45am and telling him, "They are coming", before the call went dead, Liu Xiaoyuan said.  

[…] A fifth Fengrui employee rights lawyer Wang Yu had gone missing early on Thursday, after sending her friends a text message saying someone was trying to force open her front door, according to rights group Chinese Human Rights Defenders. [Source 

@tengbiao: In the past three days many rights defense attorneys have been abducted, detained and disappeared. The situation is much more severe than the 2011 crackdown on the Jasmine protest movement. Wang Yu, Bao Longjun, Zhou Sifeng have all been abducted. Li Heping was taken away. Wang Quanzhang, Huang Liqun, Jiang Tianyong, Liu Sixin, Li Zhiyun and others have all disappeared. Please pay close attention to China’s human rights lawyers who remain indomitable in the face of this persecution.

http://www.bnn.co/news/gb/china/2015/07/201507100958.shtml

E' evidente che si tratta di una stretta repressiva ordinata dai vertici del Partito Comunista Cinese, alias Xi Jinping, e si associa ad altre misure restrittive apparentemente diverse tra di loro: il divieto di vendere azioni di aziende quotate in Borsa, per impedire il crollo della speculazione favorita dalle autorità, e l'aggravamento della repressione in Uyghur, dietro lo spauracchio di infiltrazioni terroristiche dell'ISIS.  

Quella che è in atto è una vera svolta autoritaria, perchè la crisi economica, la corruzione e l'arricchimento delle burocrazie mafiose statali stanno lacerando il tessuto sociale cinese, aumentando i rischi di rivolte incontrollabili.  

Xi Jinping comincia ad avere gli incubi ?

 

 

Nicola Sturgeon, la rivincita della Scozia

 

Nel settembre 2014 la grande armata reale inglese (laburisti conservatori faragisti libdem monarchici) sconfisse di misura gli indipendentisti scozzesi (SNP) nel referendum pro / contro l'indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna. Le tecnocrazie tirarono un sospiro di sollievo, e archiviarono il pericolo. Archiviarono anche le promesse fatte dai partiti tradizionali (più autonomia, meno tasse ecc) per convincere i titubanti scozzesi. Di quelle promesse non c'era più bisogno. Ma gli scozzesi sono teste dure e giovedì 7 maggio decideranno le sorti del futuro governo della Gran Bretagna, ricordandosi delle promesse non mantenute e delle umiliazioni subite. La nuova leader del Scottish National Party - Nicola Sturgeon, (vedi intervista a The Guardian )

- farà il pieno dei voti e seggi assegnati in Scozia, togliendo voti a tutti ed in particolare ai laburisti dell'imbarazzante Ed Miliband. Se le previsioni dei sondaggi si avvereranno, saranno gli scozzesi l'ago della bilancia di ogni futuro governo britannico ? I laburisti hanno promesso che non faranno accordi con gli indipendentisti (a meno di non perdere la faccia dopo), mentre Cameron è più furbo, non esclude alcuna ipotesi,e anzi non dispera di poter fare a meno dei voti scozzesi, vincendo le elezioni in Inghilterra. La soluzione più probabile, in linea con quanto succede nel resto del mondo e in particolare in Europa, è una "grande coalizione" che per la Gran Bretagna sarebbe un evento traumatico ma meno peggio dell'ingovernabilità e di un ritorno al voto. Ma anche in questo caso Nicola Sturgeon farebbe valere le ragioni dell'indipendentismo scozzese: se tutti i partiti si alleano contro l'SNP, che avrà la maggioranza assoluta dei voti in Scozia, ciò equivale ad una alleanza della Gran Bretagna (meno la Scozia) contro gli scozzesi, i quali sarebbero esclusi a priori dalla possibilità di influire sulle scelte di governo, e quindi avrebbero molte più ragioni per chiedere un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia, con molte probabilità di vincerlo.

In definitiva Nicola ha messo gli scozzesi in una posizione di forza (win -win). E come autentica scozzese ha confessato che in tasca non porta mai più di 10 sterline. Quindi non è facile comprarla.

Khamenei tira la coda al diavolo

Dopo i trionfalismi della prima ora, iniziano le manovre sull'interpretazione dei termini dell'accordo sul nucleare iraniano. L'Iran sostiene che gli USA, per dimostrare la loro buona fede, devono eliminare l'embargo su merci e finanze iraniane. Gli USA, per far digerire l'accordo al Congresso e all'opinione pubblica, vogliono prima i fatti e poi "gradualmente" eliminare l'embargo.

"Iran nuclear programme: deal or no deal? After basis of agreement was reached last week, cracks start to show between world leaders." (Al Jazeera 10/4/2015)

 

L'intervento di Khamenei rigetta la palla nel campo avversario, e dimostra che Obama è sul lato debole della trattativa.

L'Ayatollah Supremo lancia due messaggi:

1) Il diavolo (gli USA) deve dimostrare di aver perso e di essersi quantomeno "pentito". La richiesta è funzionale a ridurre le critiche interne agli schieramenti iraniani che si riassumono in un ragionamento semplice ma efficace: "Se l'Iran scende a patti con il diavolo (gli USA), vuol dire che il diavolo ha vinto e l'Iran ha perso". Il diavolo può dimostrare di aver perso solo se rinuncia immediatamente alle misure di embargo.

2) L'Iran non ha la stessa fretta che ha Obama per chiudere un accordo entro giugno. Il "preliminare di Losanna" lascia molto tempo agli ingegneri iraniani per proseguire l'arricchimento dell'uranio. Più passa il tempo e maggiori sono le quantità di materiale accumulato. Dall'altra parte invece Obama ha fretta, (deve chiudere un accordo entro l'estate di quest'anno perché poi inizia l'anno delle presidenziali) vuole portare a termine la missione che lo consegnerebbe alla storia, dato che fino ad oggi la Storia non si è accorta di lui.

YEMEN, inizia la guerra Iran vs Arabia Saudita

 

Non fatevi ingannare dall'immagine: quanto sta accadendo in Yemen ha una enorme importanza sugli equilibri del Medio Oriente e quindi del resto del Mondo. Lo Yemen è il terreno di scontro tra gli interessi dell'Arabia Saudita - che appoggia il Presidente Hadi in carica - e l'Iran che ha armato e organizzato il ribelli sciiti del gruppo Houthi.

Il presidente Hadi è in fuga, mentre i ribelli avanzano, ma l'Arabia Saudita ammassa truppe ai confini e altrettanto si appresta a fare l'Iran, con la prospettiva di uno scontro militare di proporzioni notevoli.

Tutto il Medio Oriente si prepara ad assistere ad una guerra dagli esiti (e confini) imprevedibili. Il prezzo del petrolio registra con grande rapidità l'evolversi della situazione. Anche le trattative sul nucleare iraniano potrebbero trovare nuovi ostacoli.

Gli Stati Uniti, che in teoria sono alleati dell'Arabia e interessati a contenere l'influenza dell'Iran (alleato della Siria), in realtà non sanno cosa fare. Nell'incertezza hanno pensato bene di "perdere" 500 milioni di dollari di finanziamenti per acquisto di armi USA, che sarebbero finiti nelle mani dei ribelli filo al Quaeda (un replay di quanto accaduto con l'Isis).

#COLLATERALFREEDOM, come aggirare la censura su Internet

 

collateral freedom reporters without borders

 

http://12mars.rsf.org/2015-en/collateralfreedom-foiling-censorship-in-12-anti-internet-countries-a-modifier/

 Per aggirare la censura in 11 paesi del mondo - dove la libertà di stampa è considerato un esercizio pericoloso - REPORTERS WITHOUT BORDERS ha lanciato una iniziativa di mirroring dei siti censurati denominata #CollateralFreedom

Con questa operazione, i cittadini dei paesi "nemici di Internet" - dalla Russia alla Cina, agli Emirati Arabi, Cuba ed altri - potranno accedere ai siti censurati. Per bloccare i siti, i governi censori dovrebbero bloccare anche altre attività commerciali che utilizzano le dorsali di quei siti e pagare quindi un prezzo politico ed economico molto alto.

Grani.ru Fergananews.com The Tibet Post Dan Lam Bao Mingjing News Hablemos Press  Gooya News  Gulf Center for Human Right  Bahrain Mirror

 

Grecia, Ucraina, Medio Oriente

Grecia, Ucraina e Medio Oriente non hanno fattori comuni diretti, ma simboleggiano tre epicentri di altrettante crisi internazionali che rischiano di implodere contemporaneamente.

La GRECIA è il simbolo della crisi europea.

Il voto di domenica dovrebbe sancire la vittoria di Tsipras e del movimento Syriza. I greci diranno che i debiti non sono disposti a pagarli, che sotto il tallone della Troika non hanno futuro e che sono pronti a sfidare la Germania e la BCE, "vediamo chi cede per primo".

 

L'Ucraina è il terreno di battaglia dello scontro USA - Russia.

Putin deve cercare di forzare i tempi, perchè il tempo gli gioca a sfavore e la crisi economica interna, aggravata dal calo del prezzo del petrolio, rischia di indebolirlo sul fronte interno. L'Ucraina non sta messa meglio, l'escalation è inevitabile e imprevedibile. 

 

Il Medio Oriente è una faglia tellurica in movimento.

La morte del re saudita, a pochi giorni dal ribaltone sciita in Yemen e lo scontro Iran Israele in Siria si combinano con l'improvviso crollo del prezzo del petrolio. In molti, ad iniziare dagli USA e dalla Russia, avrebbero interesse ad una guerra in Medio Oriente che faccia risalire il prezzo dell'oro nero. 

DRAGHI affonda l'Euro e la Svizzera esce dal gioco

La mossa della banca centrale svizzera di abbandonare il legame di cambio franco/euro ha fatto tremare i mercati finanziari, con conseguenze ancora tutte da valutare.

I motivi sono molteplici:

  1.  I cambi tra le monete “più importanti” sono un elemento di equilibrio delicatissimo, per le quantità di denaro enormi scambiate (5 trilioni di dollari al giorno) e per le conseguenze sulle economie dei singoli paesi (ricadute sulle importazioni ed esportazioni di merci e servizi, e sui guadagni / perdite delle speculazioni finanziarie).
  2. L'oscillazione violenta del cambio euro / franco svizzero equivale ad una scossa tellurica dell'ottavo grado.Draghi aveva basato una buona parte della sua strategia QE sul fatto che gli svizzeri avrebbero continuato a comprare euro per difendere il cambio ad 1,20. Era come se la Svizzera avesse adottato l'euro come propria moneta nazionale, mentre ora ne è uscita e può fare quello che vuole.
  3. Per Draghi si tratta di uno smacco politico notevole, una quasi rottura dell'euro: se gli svizzeri non sono più disposti a sopportare i costi della difesa della moneta unica (60 miliardi di euro), perchè dovrebbero esserlo i tedeschi ?
  4. La campagna elettorale in Grecia si gioca sulla paura di “essere cacciati dall'euro”. I tecnocrati europei usano questa carta a favore di Samaras contro Syriza, ma l'uscita della Svizzera dimostra che dopotutto “si può fare”, se i costi della permanenza nell'euro superano i vantaggi.
  5. Tra pochi giorni Draghi dovrebbe annunciare l'avvio del QE (acquisto di titoli di Stato dei paesi europei pagati con moneta stampata dalla BCE) come manovra salvifica dell'economia europea e dell'euro. Ora circolano voci sul fatto che a comprare i titoli non sarebbe la BCE bensì le banche nazionali, nella misura che ciascuna di esse riterrà possibile. Se la voce è vera si tratta di un ulteriore passo verso il disconoscimento dell'euro e l'inizio di una divergenza tra le politiche monetarie dei singoli paesi. In altre parole si prefigura un ritorno a “prima della BCE”.
  6. Sembra che nel programma QE i titoli di stato della Grecia non saranno acquistabili dalla BCE (troppo rischiosi): se questa voce sarà confermata si tratta di una ulteriore ammissione dell'uscita della Grecia dall'Euro.

Draghi ha salvato l'euro o lo ha messo in trappola ?

https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

  

Nuovi terribili scenari dopo la strage di Parigi

  

La strage di Parigi segna un punto di svolta nelle strategie terroristiche.

Le organizzazioni si sono insediate in aree geografiche di cui controllano e determinano le istituzioni e le popolazioni, ma ora puntano a insediarsi e a "scavare trincee" dentro gli stessi paesi occidentali, in primo luogo l'Europa.

Le organizzazioni islamiche possono contare su un enorme bacino di rabbia e frustrazione che si è insediato in quasi tutti i paesi europei, e di cui il caso francese è l'emblema.

I musulmani ormai sono una componente nativa dell'Europa e sono una componente sociale in gran parte priva di rappresentanza politica: per questo diventano facile terreno di diffusione di fanatismi religiosi che surrogano il bisogno di aggregazione e legittimazione.

E' un problema che i partiti e le forze sociali tradizionali di qualsiasi schieramento affrontano con molta retorica e scarsa credibilità.

Il tema dell'integrazione è una bandiera che non ha più vento per sventolare, perché la crisi economica ha annullato i margini di mediazione e i milioni di figli di immigrati delle periferie metropolitane combattono contro altrettanti milioni di emarginati "europei".

Lo scontro è DENTRO i confini degli Stati nazionali. Le organizzazioni terroristiche puntano a gestire questo conflitto. Chi vuole evitare davvero il ripetersi sistematico della strage di Parigi dovrà cercare di occupare con soluzioni concrete lo spazio politico invocato da milioni di cittadini europei musulmani.

Le manifestazioni che in tutto il Mondo e in Francia hanno raccolto milioni di persone sotto lo slogan JE SUIS CHARLIE contro ogni fanatismo o scorciatoie guerrafondaie sono la speranza più grande che possa prevalere la ragione. Persino il sussulto dei Capi di Stato, rappresentanti screditati delle istituzioni - tra tutti primeggia per incapacità il presidente francese Hollande - è da considerare importante e positivo.

La strage di Parigi, per le tante circostanze che si sono concentrate, ci ha fatto comprendere quanto sia fragile e a rischio il sistema di vita degli ultimi 50 anni.

Le guerre di religione non c'entrano, sono solo un pretesto.

ABE, la farsa della democrazia

Il Giappone vota per incoronare il metodo ABE - ABENOMICS - in quelle che saranno le elezioni con il minor afflusso di elettori nella storia giapponese.

La Camera Bassa è stata sciolta un mese fa da Abe per consentirgli di chiedere ai giapponesi : "se volete che NON vi aumento le tasse sul consumo (IVA) votatemi".

I giapponesi risponderanno alla chiamata di Abe in modo scontato, ma con una astensione record, che potrebbe sfiorare il 45%. Già nelle elezioni vinte da Abe nel 2012 si era verificato un forte calo di votanti (da circa 70 milioni a 58).

Il voto giapponese sarà una ulteriore dimostrazione della divergenza tra politica e società, che riguarda tutti i continenti dall'Europa all'Asia passando per l'America.

Il fenomeno della "inutilità" della democrazia, cioè della partecipazione e della scelta, in un sistema globalizzato ed uniforme di manipolazione, imposizione del consenso, controllo e repressione poliziesca, scelte economiche improntate alla distruzione del lavoro, al sequestro del risparmio, alla massimizzazione dei profitti e delle rendite.

L'astensione non è certo un fenomeno consapevole ed organizzato, ma la risposta crescente ed inconsapevole ad una domanda banale: "perché chiedermi di votare, se le decisioni sono state già prese ed imposte ?".

Come ha fatto Abe in Giappone, prima rinviando l'aumento delle tasse (necessario a limitare la crescita del gigantesco debito pubblico giapponese sotto il 250% del PIL) e poi chiamando gli elettori a rafforzare la sua decisione. E in ogni caso, prima che fossero evidenti i segni del fallimento della ABENOMICS: dopo due anni di "stimoli" (quelli che Draghi vorrebbe importare in Europa) l'economia è in recessione, le aziende chiudono ad un ritmo crescente, la corruzione e l'apatia dilagano.

Meglio votare subito, anche se in pochi, prima che anche questi se ne accorgano.

 

 

il CIGNO NERO cinese

Calato il sipario sul vertice APEC, che é servito a sugellare l'alleanza Xi Jinping - Putin e a spostare l'asse dei rapporti asiatici a scapito di Washington e a vantaggio di Pechino, la Cina deve fare i conti con i segnali pericolosi della sua struttura economica e sociale interna. 

Il consenso di cui gode l'apparato di partito è strettamente legato alla capacità di supportare una crescita vertiginosa legata alle esportazioni, ai bassi costi,  e agli appetiti crescenti di una classe media in espansione, alle diseguaglianze e alla repressione dei diritti civili. Il motore economico cinese non riesce più a garantire il funzionamento a pieni giri, ed è per questo che la Banca Centrale Cinese da un lato cerca di manipolare il cambio dello yuan e dall'altra cerca di stampare moneta per non far inceppare il vortice di indebitamento delle aziende e delle amministrazioni locali.

Qualcuno inizia a parlare di un CIGNO NERO cinese o di crisi SUBPRIME alla cinese.

http://soberlook.com/2014/11/an-offshore-swan-could-next-financial.html

http://en.boxun.com/2014/11/04/subprime-loan-crisis-quietly-underway-in-china/

 

Bye Bye G20

Putin è all'estrema sinistra della foto, nell'atteggiamento di chi se ne sta andando, mentre gli altri lanciano una ola o un saluto che qualcuno (Renzi) tarda a comprendere. 

Il G20 di Brisbane non se lo è filato nessuno, e se non fosse stato per il "giallo" della partenza improvvisa - prima smentita poi confermata - di Putin, non sarebbe finito neanche nei trafiletti.

La notizia è che il G20 non fa più notizia. 

Stati Uniti, le elezioni più costose e più inutili

Si vota il 4 novembre negli Stati Uniti per le elezioni di "medio termine" - a metà del mandato presidenziale di Obama che scade a fine 2016. Il costo di queste elezioni è da record: 3,67 miliardi di dollari, le elezioni midterm più costose della storia americana, ma anche le più apatiche, con il consenso di Obama ai minimi storici. Solo il 41% dei cittadini approva la sua politica, mentre il 54% la disapprova apertamente.

I Repubblicani per vincere hanno impostato la campagna "su Obama" per sfruttare l'immagine negativa del Presidente, ma in generale è tutta la classe politica che gode di pessima reputazione. Il consenso dei deputati, siano essi democratici o repubblicani, è ai minimi storici: meno del 10% dei cittadini si fida dei politici del Congresso.

Se i repubblicani prevarranno nelle elezioni di domani, avranno il controllo sia della Camera che del Senato, ma tanto potere servirà solo a lanciare la volata per le prossime presidenziali del 2016.

OBAMA è molto arrabbiato per EBOLA

A pochi giorni dalle elezioni di MIDTERM, Obama non si aspettava di dover fronteggiare un avversario ben più pericoloso dei Repubblicani. Ebola sta creando un clima poco adatto al Presidente e ai Democratici, perché genera una psicosi di massa, paure irrazionali, ma soprattutto smentisce il tono rassicurante delle prime dichiarazioni "Le possibilità di un'epidemia di EBOLA nel nostro Paese (USA) sono pressoché nulle".

I casi di infezione vengono segnalati e aggiornati - due accertati, altre decine sospettati - mentre la potente macchina sanitaria americana è stata sbeffeggiata e messa a nudo da "errori umani" come quelli riscontrati nei paesi africani, dove la spesa sanitaria è inesistente e i cittadini non sono tassati.

Amid Assurances on Ebola, Obama Is Said to Seethe, titola il NYT di oggi http://www.nytimes.com/2014/10/18/us/amid-assurances-on-ebola-obama-is-said-to-seethe.html