Crisi ITALIA, dacci oggi il nostro governo quotidiano

Aggiornamento. La lunga crisi istituzionale sembra finita: torna il governo dell'avvocato Conte con una maggioranza di "unità populista" con M5Stelle e Lega. 

 

Perché appena è svanita l'ipotesi del governo balneare di Cottarelli e si è riaffacciata quella di un Conte (M5S-Lega) con Savona di lato lo spread è calato e la paura dei "mercati" è scomparsa? Anche i "mercati" sono diventati populisti?

Mistero, dentro la più misteriosa e grottesca e grave crisi politica italiana.

Se i "mercati" sono tranquilli, c'è da fidarsi oppure, al contrario, gatta ci cova?

Segnalo una stimolante intervista a Luciano Violante su La Stampa :

 

A chi si riferisce? Salvini, Di Maio?  

«È una sorta di circo del buon umore che scherza mentre sta crollando il pavimento. Comprende anche qualche talk show. E qualche dirigente del Pd che invoca allegramente il voto subito. Come un pokerista sconfitto che chiede un’altra mano». 

ITALIA senza Governo e senza Capo dello Stato

Il braccio di ferro tra Mattarella e M5S-Lega si conclude nel modo peggiore: fallisce il tentativo dell'avvocato Conte di formare il governo e la Presidenza della Repubblica rappresentata da Sergio Mattarella cade in una grave crisi di legittimazione per aver posto il veto sul nome di Paolo Savona, personaggio sgradito alla tecnocrazia europea (e in particolare alla BCE).

L'Italia precipita in una crisi istituzionale senza precedenti, Di Maio e Salvini scendono in piazza per i primi comizi elettorali, la Meloni chiede l'impeachment del Presidente Mattarella che si prepara a dare l'incarico a Carlo Cottarelli (quello che la spending review non l'ha mai vista).

 

 

Mattarella non infilarti in un vicolo cieco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, probabilmente mal consigliato o tirato per la giacca, si è infilato in un vicolo stretto e senza sbocchi, facendo trapelare il suo veto sul nome di Paolo Savona a Ministro dell'Economia nel futuro governo di Giuseppe Conte.

 

Come era ampiamente scontato, sia Salvini che Di Maio hanno dichiarato di non voler fare marcia indietro su Paolo Savona, che è diventato la bandiera "politica" dello schieramento di "unità populista", contro le ingerenze dell'establishment nazionale ed europeo, e simbolo dell'autonomia decisionale del popolo italiano che la stampa tedesca ha offeso in modo volgare ed autolesionista.

Se Mattarella rifiuta la nomina di Paolo Savona, il governo Conte svanisce e si va ad elezioni anticipate ma il Presidente della Repubblica sarebbe indicato come principale colpevole della crisi e quindi ne uscirebbe indebolito ed inviso ad una gran parte dell'elettorato. E' altrettanto evidente che il problema si riproporrebbe dopo pochi mesi, perché il fronte populista e in particolare la Lega avrebbero una maggioranza ancora più ampia di consensi.

Se invece accetta l'incarico all'economista "No Euro", anche se con "contrappesi" o dichiarazioni di garanzia, il Quirinale apparirà come il vero sconfitto di un braccio di ferro che non sarebbe mai dovuto iniziare.

Il nodo dello scontro non è rappresentato dalla figura di Savona ma dall'essenza stessa del nuovo governo a cui Mattarella vuole dare un segnale forte di quali siano i confini da non oltrepassare.

Ma per dare questo segnale aveva un'occasione migliore se avesse sfruttato la scivolato dell'avvocato Conte sul suo curriculum gonfiato. Mattarella poteva ritirargli l'incarico avendone buoni motivi, e costringendo sulla difensiva M5S e Lega.

Il Presidente della Repubblica invece si è infilato nel vicolo più pericoloso per i poteri del Quirinale e più favorevole per le ambizioni di Salvini, il quale alle prossime elezioni potrà presentarsi come capo della coalizione di centrodestra, prendere molti più deputati e fare un governo (anche senza Di Maio) con Paolo Savona primo ministro. 

Un buon motivo per rifiutare l'incarico all'avvocato Conte

Quello che sembrava dover diventare il primo presidente del consiglio di un governo di "unità populista", l'avvocato Giuseppe Conte, è finito sotto i riflettori per aver "gonfiato" il proprio CV, inserendovi presunte attività in università come la New York University dove nella migliore delle ipotesi ha passato qualche settimana estiva a consultare biblioteche e a perfezionare le lingue.

 

L'avvocato Conte non avrebbe mentito ma solo "pompato" i suoi meriti. Secondo Di Maio e Salvini questo non basta per silurarlo. Entrambi sbagliano due volte.

La prima, ovvia considerazione è che un premier già debole per non essere un "politico" e avere solo un ruolo di "esecutore" (maggiordomo) sarebbe ancora più debole dopo la scoperta del suo curriculum: "Scusi, signor Presidente del Consiglio, in quale università passerà le sue vacanze quest'anno ?" gli chiederanno  giornalisti e opposizioni in Parlamento.

Ma la vera buona ragione per dare il benservito all'avvocato Conte sta nel dare al Presidente Mattarella un buon motivo per affermare le sue prerogative, evitare di farsi imporre un nome non gradito e trovarne un altro con il consenso sia del Presidente che dei due capi populisti. 

Sarebbe un modo per aggirare l'impasse istituzionale che si sta creando attorno al nome di Giuseppe Conte, trovando una nuova figura più gradita al Quirinale e chiedendo in contropartita che vengano approvati gli incarichi di ministri ad alcuni personaggi indigesti alla tecnocrazia europea (Paolo Savona).

Se Di Maio e Salvini non riescono a sciogliere un nodo così semplice come pensano di affrontare le sfide ben più importanti e difficili che gli si presenteranno a breve ?

 

Grandi pressioni su Mattarella per arruolarlo nel fronte contro M5s-Lega

Il Presidente della Repubblica Mattarella si è messo a leggere l'articolo 95 della Costituzione (Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. ...) durante gli incontri con Di Maio e Salvini che gli proponevano il nome di Giuseppe Conte per l'incarico di premier del futuro governo M5s-Lega.

Un gesto simbolico, anche se inusuale, o un messaggio trasversale, quasi una minaccia:  "state attenti a quali ministri andrete a proporre ... perché alla fine decido io" .

Che il nuovo governo italiano sarà indigesto a tutti i tecnocrati europei è cosa ovvia e risaputa, così come è noto che Napoleone Macron si è già promosso alla testa di un esercito multinazionale per riconquistare l'Italia, dando ordine alle banche francesi di vendere i titoli di Stato che il suo amico Draghi non correrà certo a comprare, resuscitando i fantasmi dello spread.

Ma il megalomane francese che piace tanto a Renzi e a Berlusconi ha pensato di arruolare direttamente Mattarella, consegnandogli il comando delle operazioni di terra, di aria e di mare.

Il Presidente della Repubblica Italiana è una persona mite e ragionevole, conoscitore delle procedure  e dei confini sottili che le delimitano  o ampliano. Se ha ritenuto doveroso ricordare l'articolo 95 ai "nuovi barbari" è perché questo è il massimo della potenza di fuoco che può esprimere in questo frangente, e non altro. Molti invece premono affinchè Mattarella faccia di più, si rifiuti di incaricare Giuseppe Conte o quantomeno qualche possibile ministro non troppo addomesticabile come Paolo Savona, con l'evidente obbiettivo di umiliare e piegare fin dall'inizio il nascente governo, rendendone le aspettative di vita talmente brevi da configurarlo come governo balneare.

Se Mattarella cederà alle pressioni interne ed internazionali che puntano ad esasperare la crisi per favorire una soluzione "tecnica" in attesa di future elezioni in un quadro di ricatto economico-sociale, si presterà ad un gioco ancora più pericoloso perché esporrebbe la sua persona e la sua carica ad una reazione popolare imprevedibile.