I giovani populisti mettono in crisi il regime in IRAN

Le proteste sono scoppiate all'improvviso, senza capi, senza programmi, senza nostalgie. Convocate via Telegram o Twitter, con parole d'ordine contro il governo e le istituzioni islamiche, l'aumento dei prezzi e il blocco delle pensioni, ma anche contro l'oppressione delle donne, la corruzione dei funzionari di Stato, la censura dei mezzi di informazione liberi e dei social media. [leggi tutto]

Perché tanta cattiveria contro i Palestinesi ?

La decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele è un atto di violenza politica, privo di una ragione impellente se non quella di affermare una supremazia degli Stati Uniti e dei suoi alleati, palesi e occulti.
La provocazione arriva al termine di un lungo periodo di debolezza dei Palestinesi, marginalizzati dalla guerra in Siria, dalla parabola dell'Isis e dallo scontro sempre più violento tra i sunniti sauditi e gli sciiti iraniani. [leggi tutto]

Anche i ricchi principi sauditi piangono

Undici principi arrestati, tra i quali Alwaleed bin Talal ricchissimo e potente uomo d'affari internazionali, decine di ministri e funzionari del regno licenziati, tutti con l'accusa di corruzione.
Ma in Arabia Saudita la corruzione non era mai stata considerata un reato bensì una virtù su cui costruire splendide carriere. Se il re Salman bin Abdulaziz Al Saud  scatena la guerra ai corrotti vuol dire che c'è uno scontro di potere di dimensioni inaudite [leggi tutto]

Kabul, la strage nel quartiere della diplomazia segna l'inizio della nuova guerra in Afghanistan

Cento morti e centinaia di feriti per un attentato causato da un'auto-bomba nel cuore della zona più protetta di Kabul, il quartiere delle ambasciate e in particolare quella della Germania.
Una strage in gran parte di civili che si recavano al lavoro negli uffici e nei negozi. [leggi tutto]

Ecco l'Islam che piace a Trump

Dicono che sia pazzo, bugiardo, infantile, ma Donald Trump nei momenti importanti dimostra la sua vera inclinazione, quella del biscazziere e del televenditore.
E' riuscito a vendere 100 miliardi di dollari di nuove armi all'Arabia Saudita, il paese che ha finanziato i mandanti della strage dell'11 Settembre e i tagliagole dell'ISIS, l'unico guarda caso ad essere rimasto fuori dal gruppi di paesi islamici inclusi nel divieto di ingresso negli Stati Uniti di tre mesi fa. [leggi tutto]

A MOSUL tutti si preparano ad un lungo assedio

AGGIORNAMENTO
Primo militare USA morto nella "Battaglia per MOSUL" : A U.S. service member was killed in northern Iraq on Thursday when an improvised explosive device detonated as American troops accompanied local forces as they pushed toward Mosul, U.S. Central Command announced.
A tre giorni dall'inizio della grande "BATTAGLIA per MOSUL", le notizie sull'evento che dovrebbe cambiare il corso del medio oriente e della lotta al terrorismo sono scomparse dalle prime pagine dei giornali occidentali. [leggi tutto]

LO STRANO GOLPE IN TURCHIA - qualcuno spieghi a Obama cosa è successo

Mentre il segretario di Obama John Kerry si esibisce in dissertazioni giuridiche in merito alla richiesta turca di estradare il nemico Gulen dagli USA ed è costratto sulla difensiva - “We think it’s irresponsible to have accusations of American involvement” - Putin telefona a Erdogan e gli fa i complimenti [leggi tutto]

Obama in cerca di un nuovo lavoro

Obama si avvia a chiudere - mancano sei mesi alle elezioni del successore - senza suscitare  rimpianti, con un livello di consenso interno inferiore al 50%.   E' probabile che negli ultimi sei mesi cercherà di rimettere in sesto la sua immagine di presidente che ha suscitato tante speranze e altrettante delusioni, non fosse altro perché uscire a testa alta gli gioverebbe nella ricerca di un nuovo lavoro. Per non smentirsi è andato a fare visita al maggiordomo Cameron, a meno di due mesi dal referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'unione europea - Brexit, pensando di dargli una mano ma scatenando invece un gran putiferio. "Fuori dall'europa sarete back of the queue - in fondo alla coda - per fare affari con gli Stati Uniti" : in queste poche parole Obama ha riassunto la concezione servile alla base dei trattati economici USA Europa - il TTIP,  in cui gli europei sono visti come dei questuanti ai piedi dell'impero, e Londra deve decidere che posizione occupare nella coda, in testa, in mezzo o in coda alla coda. Le parole di Obama sono suonate come una minaccia, uno schiaffo alla maestà anglosassone, piuttosto che un aiuto a Cameron, anche se dall'altra parte non mancano gli imbec.... come il sindaco di Londra Boris Johnson, per riequilibrare il gioco di chi le spara più grosse. President Obama’s Brexit intervention insults the British people, scrive Nile Gardiner , Direttrice del Margaret Thatcher Center for Freedom at the Heritage Foundation in Washington, DC. "President Obama has been no friend to Britain. His presidency has overseen the weakening of the Special Relationship, a byproduct of Obama’s general lack of respect for America’s allies. In many respects, Barack Obama has been the most anti-British US president of modern times, siding with Argentina over the Falklands, removing a bust of Sir Winston Churchill from the Oval Office, calling France America’s “strongest ally”, and even snubbing the funeral of Margaret Thatcher. .." In ogni caso Obama ha messo in chiaro, anche ai più ciechi laburisti europeisti, che l'unico interesse che gli USA hanno verso l'Unione Europea con dentro la Gran Bretagna, è il TTIP, il trattato economico che consentirebbe alle aziende multinazionali USA di fare più di quanto stanno già facendo. La  gran bretagna come base e avamposto USA per occupare l'Europa, ovvero lo sbarco in Normandia del TTIP.   Prima dello scacchiere europeo, l'imperatore al capolinea aveva fatto tappa in Arabia Saudita, per cercare di mettere una pezza alla disastrosa evoluzione dei rapporti politici ed economici con i tiranni locali.  Il risultato della visita è stato riassunto nella minaccia degli arabi in merito alla richiesta del congresso USA di desecretare i documenti che proverebbero la complicità saudita nell'attentato delle Torri Gemelle del 11 settembre 2001. "Se vi azzardate a scoperchiare la verità, metteremo in vendita 750 miliardi di titoli di Stato americani", ovvero, caro Obama, ricordati che non solo abbiamo finanziato Al Qaeda ma tuttora siamo vostri finanziatori/creditori per una montagna di soldi", quindi attento a quello che fai... Cosa credete che farà Obama, sapendo che tra qualche mese dovrà cercarsi un nuovo lavoro ?  

Omicio Regeni, al-Sisi propone una versione

Una intervista di La Repubblica ad Al Sisi, concordata al massimo livello dei vertici di Stato, fa intravedere il possibile accordo tra governo Renzi e regime egiziano  per cercare "una verità" plausibile sull'omicidio di Giulio Regeni e consentire di superare lo stallo negli affari intrapresi (ENI, infrastrutture, ecc). L'intervista del dittatore egiziano, sfrondata dalle parole di circostanza (che servono comunque a dimostrare un cambio di direzione) è incentrata sul tentativo di convincere l'opinione pubblica italiana che le convenienti relazioni d'affari tra Italia ed Egitto sono la cornice della possibile verità. Da "La Repubblica": Ma avrete un'idea di cosa possa essere successo al ricercatore italiano."Sulla morte di Regeni ci sono molti interrogativi che dobbiamo porci: il primo è sulla tempistica, in particolare sulla scoperta del corpo. Perché è accaduta durante la visita di una delegazione italiana di imprenditori con il ministro dello Sviluppo economico, che erano al Cairo per rafforzare la nostra collaborazione? Perché è accaduto mentre le relazioni tra noi hanno raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista economico e politico? Un'altra domanda inevitabile è capire chi ha interesse a boicottare o bloccare l'ampia collaborazione tra Italia e Egitto sul fronte dell'energia e della sicurezza, in una fase di turbolenza in tutta la regione. Non bisogna dimenticare l'importanza di questa cooperazione che arriva in un momento di sofferenza per la nostra economia e dopo anni di debolezza". Lei quindi ci sta dicendo che i colpevoli del delitto Regeni vanno cercati tra i suoi nemici?"Parliamo dell'attacco al turismo, del crollo delle presenze russe completamente azzerate e di quelle italiane, mettiamo insieme tutti i fatti degli ultimi mesi, congiungiamo i puntini e vediamo l'immagine completa che si viene a creare: l'obiettivo è colpire l'economia egiziana e isolare il Paese. Questa è una ritorsione per la grande guerra che l'Egitto sta conducendo contro le forze dell'estremismo e del terrorismo. Spero che rimarremo uniti contro questi nemici e non permetteremo a nessuno di dividere l'Egitto dall'Italia". E come vi comporterete? "Vorrei assicurare al popolo italiano che i nostri sforzi continueranno notte e giorno finché non avremo trovato la verità su tutto quello che è accaduto e finché non avremo arrestato i colpevoli e li avremo portati in tribunale e puniti secondo la legge". Ma un'idea su cosa sia successo e chi siano i colpevoli l'avrà? Al Sisi, che per tutta l'intervista è rimasto sempre fermo e composto nella sua sedia, si rabbuia e strizza gli occhi come chi cerca di guardare lontano: "Vi ho parlato delle molte sfide e dei rischi che ha di fronte oggi l'Egitto, vi ho parlato degli sforzi per garantire sicurezza e stabilità, ho promesso che ci impegneremo in modo convinto ed energico per portare in tribunale i responsabili. Stiamo fronteggiando una sfida terroristica che ha come obiettivi i luoghi turistici e il confine con la Libia e non abbiamo bisogno di creare divisioni ma di avere un rapporto di unità e sostegno con una nazione amica come l'Italia. Mi permetta però anche di parlare di Adel Moawad Heikal, un egiziano che è scomparso cinque mesi fa in Italia ma di cui non abbiamo mai avuto notizie. Tutti gli sforzi di ricerca non hanno avuto successo. Ma incidenti come questi non possono rovinare la relazione tra i nostri Paesi. I tempi duri mostrano e testano la forza e la durata delle relazioni di amicizia tra i Paesi" Traduzione : un paese ostile all'Egitto (arabo? occidentale?) ha infiltrato le forze di sicurezza egiziane, convincendole che Regeni fosse un agente al servizio del nemico, con lo scopo di mettere in crisi l'immagine del governo egiziano e le sue relazione diplomatiche ed economiche con l'Italia, uccidendolo e facendo trovare il corpo nello stesso giorno di un importante incontro con la diplomazia d'affari italiana. Le forze di "sicurezza" e quindi il regime egiziano sarebbero state "vittime" di questo complotto e al-Sisi deve solo trovare un paio dei suoi aguzzini disposti a fare da "attori" di questa tragica "verità". Renzi si dichiara soddisfatto per "gli evidenti e significativi passi avanti. Adesso tutti insieme troviamo i colpevoli". Risolti alcuni dettagli, l'omicidio Regeni ha trovato "una verità" che va bene a tutti, e consente di tornare a pensare agli affari.

ITALIANI uccisi in Libia, freno o accelerazione all'intervento militare?

L'uccisione di Salvatore Failla e Fausto Piano, rapiti da un gruppo armato in Libia, accelererà l'intervento dei militari italiani sul territorio libico oppure lo ritarderà? La prima ipotesi, preferita sia da gran parte del governo Renzi che dal capo effettivo delle manovre in nord Africa il segretario di Stato USA Ash Carter, avrebbe il favore dell'opinione pubblica sulla scia del cordoglio per la morte dei due connazionali e la preoccupazione per gli altri due ancora prigionieri. Ma l'emozione e la perplessità per come some morti Failla e Piano (probabilmente colpiti dalle forze ufficiali libiche che avevano attaccato un convoglio di terroristi) aumenta i dubbi sui rischi di un'avventura militare senza copertura diplomatica ufficiale, cioè una richiesta di un pur fantomatico parlamento libico rappresentativo delle fazioni in lotta. Con ogni probabilità entro 3-4 giorni verrà dato il via all'intervento militare italiano in Libia anche se resta un mistero su come verranno aggirati gli ostacoli costituzionali in mancanza di un legittimo governo interno (non sarebbe sufficiente, secondo alcuni, la copertura dell'ONU)

In IRAN inizia la vera primavera

L'Iran ha votato per dare inizio alla sua primavera.    L'obbiettivo principale del voto era di mettersi alle spalle gli anni bui di Ahmadinejad e della repressione di ogni libertà di espressione, ed è stato centrato, perchè la maggioranza assoluta di giovani e donne ha votato per l'alleanza Rohuani-Rafsajani, sia nella scelta dei parlamentari che in quella dei membri dell'Assemblea degli Esperti che dovrà scegliere il successore dell'Ayatollah Khamenei. La vittoria di Rouhani segna anche il successo della diplomazia di Obama, forse l'unico nella gestione dello scacchiere medio-orientale. La primavera iraniana dovrà fare i conti con l'aggravarsi della crisi tra i paesi dell'area, Arabia Saudita, Yemen, Iraq, con il rischio di scontro militare e con il calo del prezzo del petrolio che riduce notevolmente le speranze di ripresa economica dell'Iran. 

Shaimaa e la licenza di uccidere in Egitto

Shaimaa el-Sabbagh era un'attivista politica,uccisa da un poliziotto durante una manifestazione a Il Cairo il 24 gennaio 2015. Il poliziotto fu riconosciuto colpevole della morte e condannato a 15 anni di reclusione. Ora una sentenza della Corte egiziana ha annullato la condanna e ha stabilito che l'uccisione di manifestanti ed oppositori in Egitto non è perseguibile. Come non saranno perseguiti, se mai venissero individuati, gli assassini di Giulio Regeni. Perché era "sospettato di essere una spia" e chi lo ha torturato e ucciso lo ha fatto per "legittima prevenzione", secondo i criteri del regime di al-Sisi.

Omicidio Regeni l'Egitto che nessuno vede

Mentre l'attenzione è rivolta alle notizie sulla morte terribile di Giulio Regeni ad opera della polizia egiziana, segnalo l'articolo di Alberto Negri sul Sole 24 Ore : Il vero volto dell’Egitto che nessuno vuole vedere https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI  Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Omicidio Regeni trattativa sulla versione ufficiale

Il governo Renzi sta trattando con l'Egitto per  trovare una versione "credibile" dell'assassinio di Giulio Regeni, ora che tutti sanno che è stato vittima degli apparati di terrore di Al Sisi.   Ma come ha precisato il ministro degli esteri Gentiloni, l'accordo sulla versione da far digerire all'opinione pubblica italiana è ancora lontano. L'Italia si accontenterebbe di una verità che scarica le colpe su un settore deviato della polizia segreta che avrebbe agito all'insaputa di Al Sisi, che quindi non avrebbe responsabilità sull'omicidio. La versione viene fornita dai media del gruppo De Benedetti, Huffington Post in testa, che titola: "Giulio Regeni arrestato con 40 oppositori e torturato per due giorni all'insaputa di Al Sisi" Leggendo l'articolo si capisce che il titolo è una forzatura, banale tecnica per diffondere veline. Gli squadroni della morte di Al Sisi eseguono centinaia di torture e violenze, figurarsi se ogni volta si premurano di avvisare il loro boss dei delitti che compiono, o di chiedere il permesso. E' altrettanto evidente che agiscono sulla base di un mandato politico e di direttive organizzate da parte dei vertici militari al potere. Il titolo del HuffPost è la sintesi della mediazione possibile tra il governo italiano e il regime egiziano, la linea sottile per continuare a mantenere i rapporti diplomatici e di affari con l'Egitto: salvare l'immagine di Al Sisi come capo di Stato e in cambio ottenere l'ammissione delle responsabilità dei corpi di polizia deviati, che consenta di dire "giustizia è fatta".  Al di sotto di questa soglia, L'Italia sarebbe umiliata nel sentimento e nell'intelligenza collettiva, e impedita a continuare gli affari commerciali, ma l'Egitto non sembra disposto a concedere nemmeno questa sottile bugia. E poi c'è l'opinione pubblica italiana, scossa dal racconto delle atrocità subite da Giulio, che pretende una verità vera. L'Egitto è diventato un lager a cielo aperto per volontà di Al Sisi e dell'apparato militare, protetto dal consenso delle diplomazie internazionali. Nessuno può immaginare di fare turismo su quella terra insanguinata dal sangue di Giulio Regeni e di migliaia di egiziani. https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI  Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana  

Omicidio REGENI il silenzio di GENTILONI

 Nonostante le evidenze schiaccianti che l'omicidio di Giulio Regeni sia stato commesso dagli apparati polizieschi del regime di al-Sisi, il Ministero degli Esteri italiano non ha ancora diramato nessuna nota ufficiale e nemmeno un avvertimento alle centinaia di turisti e lavoratori italiani in Egitto. Il ministero si è limitato a convocare l'ambasciatore per chiedere di "collaborare nell'inchiesta" sulla morte del giovane.  In assenza di iniziative da parte del governo, si sono invece mobilitate le voci del dissenso al regime: Mona Seif e altri attivisti della rivoluzione anti-Mubarak hanno lanciato un appello via FACEBOOK: PLEASE PLEASE DON'T TRAVEL TO EGYPT L'Osservatore Romano, giornale del Vaticano di Papa Francesco, non ha ancora riportato alcun commento alla notizia della crudele uccisione di Giulio. Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Omicidio REGENI e il regime Al SISI

Amnesty International ha denunciato la pratica della tortura e dell'omicidio sotto il regime di Abdel Fattah al-Sisi nel suo report sull'Egitto.  Sembra di leggere il resoconto dell'omicidio di Giulio Regeni da parte dei servizi di polizia, ovvero gli squadroni della morte al servizio di al-Sisi. ... The year saw a continued dramatic deterioration in human rights following the ousting of President Mohamed Morsi in July 2013. The government severely restricted freedoms of expression, association and assembly. Thousands were arrested and detained as part of a sweeping crackdown on dissent, with some detainees subjected to enforced disappearance. The Muslim Brotherhood remained banned and its leaders were detained and jailed. Torture and other ill-treatment of detainees remained routine and was committed with impunity. Hundreds were sentenced to prison terms or to death after grossly unfair trials. Security forces used excessive force against protesters and committed unlawful killings with impunity. Women faced discrimination and violence. Some refugees were forcibly returned. Forced evictions continued. Dozens of people faced arrest and prosecution for their sexual orientation or identity. Courts imposed hundreds of death sentences; the first executions since 2011 were carried out in June. (...) Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Giulio Regeni ucciso dalla polizia egiziana

La morte di Giulio Regeni squarcia il velo sul regime di polizia che governa l'Egitto. La polizia egiziana ha ammesso indirettamente la propria responsabilità nell'omicidio del giovane italiano Giulio Regeni. Secondo gli ineffabili organi di sicurezza del regime di al Sisi, Giulio sarebbe morto in un incidente stradale. La versione ufficiale non spiega perché il cadavere sia stato trovato in aperta campagna, con segni di torture come invece riferito dalla Procura del luogo che ha svolto le prime indagini. Quindi l'ipotesi dell'incidente stradale è talmente inverosimile da diventare una implicita ammissione di colpa: siamo stati noi, ma non abbiamo alcun obbligo di dire la verità, anzi possiamo raccontare quello che vogliamo. Secondo le ricostruzioni di amici, Giulio potrebbe essere stato vittima di una "retata" preventiva della polizia nei pressi di piazza Tahrir e trattato come un presunto oppositore del regime, torturato e picchiato fino alla morte. Se questa ipotesi fosse confermata, il governo Renzi non potrà cavarsela con la convocazione dell'ambasciatore egiziano e le scuse di rito. E' bene che tutti si rendano conto che gli affari con al Sisi sono macchiati del sangue di migliaia di oppositori e innocenti.    

Putin Assad e i boia di Madaya

Madaya è assediata da sei mesi e 40.000 abitanti sono ridotti alla fame e ostaggio del regime siriano. A Madaya non ci sono milizie di oppositori o terroristi e gli abitanti non nascondono armi: sono tenuti in ostaggio e ridotti alla fame dall'esercito governativo per "costringere" i ribelli che occupano alcuni villaggi vicini ad arrendersi. E' un ricatto sullo stile dei modelli nazisti, che qualifica - se ce ne fosse stato ancora bisogno - il regime di Assad e coinvolge l'amico Putin in una strage di innocenti di portata enorme. Migliaia di bambini sono ridotti a pelle ed ossa, e vengono cibati da mesi con erba bollita in acqua salata. I traumi e le conseguenze del campo di concentramento di Madaya sono già irreversibili per il resto della vita. Il governo di Assad, sotto la pressione internazionale, consentirà l'ingresso di aiuti alimentari da parte dell'ONU, ma non ha alcuna intenzione di togliere l'assedio. Il campo di concentramento di Madaya è un lugubre simbolo della guerra siriana e dei suoi boia, compresi i mandanti.

Chi vuole la guerra tra Iran e Arabia Saudita

Dopo l'uccisione di Nimr al-Nimr e l'assalto sciita all'ambasciata a Teheran, la rottura delle relazioni diplomatiche sarà il preludio di una guerra  tra Iran e Arabia Saudita ? Fino a due anni fa la risposta sarebbe stata negativa, perchè gli interessi globali facevano pendere la bilancia a favore di soluzioni "pacifiche". Il buon esito della trattativa sul "nucleare iraniano" faceva comodo sia agli Stati Uniti che alla Russia e soprattutto all'Europa e alla Cina. Il prezzo del petrolio si manteneva attorno ai 90 dollari a barile e consentiva ai governi dei paesi produttori di accordarsi su tutto. Lo scenario attuale è ben diverso: l'Iran, dopo la firma dell'accordo sul nucleare, non ha più bisogno di tenersi a freno per far valere i suoi interessi politici ed economici; la Russia ha un interesse evidente ad incassare più valuta possibile e può farlo solo se il prezzo del petrolio sale.  Persino gli Stati Uniti sarebbero ben contenti di una guerra "controllata" che riportasse il petrolio sopra i 60-70 dollari, permettendo alle sue aziende estrattive di riprendersi i margini persi. E anche i paesi che apparentemente avrebbero tutto da perdere da un aumento dei costi energetici, come l'Europa o la Cina, vedrebbero di buon occhio una soluzione militare dei conflitti mediorientali, perchè la crisi dei paesi produttori di petrolio e materie prime si traduce in minori scambi commerciali e minori possibilità di commesse per le aziende occidentali. L'uccisione dell'imam Nimr al-Nimr per mano del regime saudita ha riacceso i conflitti secolari tra sciiti e sunniti in una parte del mondo in cui ogni scintilla si trasforma in incendio. La polveriera Yemen è a pochi chilometri, tanto per cominciare. Non è detto che questa volta arrivino i pompieri, anzi ... 

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone. Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen. Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo.  Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali? Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Ucciso Nimr al-Nimr

Il governo saudita annuncia l'esecuzione della sentenza di morte per Nimr al-Nimr, il leader religioso sciita che si era opposto alla repressione interna all'Arabia Saudita. La figura di Nimr Al-Nimr è diventata un simbolo di libertà per gli sciiti in tutto il Medio Oriente. L'uccisione di Nimr al-Nimr scatenerà una ondata di proteste e aumenterà il livello di scontro, già altissimo, tra Iran e Sauditi.  Nel variegato mondo dei gruppi religiosi in medio oriente, il ruolo di Nimr al-Nimr si collocava in uno sparuto fronte di "opposizione non violenta" al regime sunnita, rivendicando l'autonomia politica per una porzione di territorio a prevalenza sciita. Questo non è bastato a salvargli la vita, ma lo ha fatto emergere nella popolarità di fasce molto ampie della popolazione di origine sciita in Arabia. Uccidendo Nimr al-Nimr, i sauditi hanno scelto di accentuare lo stato di repressione interna, dichiarando di fatto la guerra all'Iran. In una simbolica "simultanea" con l'uccisione di Nimr al-Nimr e di altri 46 tra oppositori e presunti terroristi, il capo del governo iraniano Rouhani ha disposto l'accelerazione del piano di costruzione di missili per l'esercito di Tehran, sfidando la minaccia di sanzioni da parte di un sempre più balbettante Obama.

Squadre della morte in Turchia

  L'assassinio di Tahir Elci, avvocato e leader del HDP, da parte di killer sbucati all'improvviso durante un comizio a Diyarbakir in Turchia, si aggiunge all'escalation di repressione, censura, e atti di intimidazione contro qualsiasi opposizione al regime di Erdogan.  Tahir Elci è stato giustiziato per aver difeso la causa dei curdi e per aver sostenuto, assieme a tanti altri, le ragioni di un riconoscimento del PKK come interlocutore politico non equiparabile ai terroristi. L'assassinio di Tahir Elci segue di pochi giorni l'arresto di due giornalisti di Cumhuriyet, giornale indipendente e in prima linea nella denuncia dei metodi autoritari del regime turco. Il "sultano turco", in affari con l'Isis, è diventato ormai un problema internazionale di enorme rilevanza. Erdogan deve essere condannato e isolato dall'opinione pubblica mondiale, prima che possa scatenare altre stragi e guerre dalle dimensioni catastrofiche.

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

il nuovo mistero del A321 russo

  aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric "The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.   Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt" http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece  __________________________________________ https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4 Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti. Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno. Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico. Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez. Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato. Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli. Il documento postato via Twitter si rivelava un falso. Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ?  Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt sono ancora ipotesi 

Ecco come Erdogan vince le elezioni

Stragi e bavaglio sono il metodo con cui Erdogan pensa di liquidare l'opposizione e vincere le elezioni del 1 novembre, con il silenzio-assenso dell'occidente.   http://www.hurriyetdailynews.com/editorial-policy-of-gulen-linked-dailies-turns-180-degrees-after-caretakers-take-over-.aspx "The editorial policy of dailies Bugün and Millet, which belong to the Koza İpek group that recently was assigned caretakers by the government, have changed their editorial policy in one night, going from anti-government to pro-government. Meanwhile, journalists, whose names were handed to the police standing at the headquarters in Istanbul, were not allowed inside the building and were fired. "  I sondaggi commissionati da Erdogan sull'esito delle quinte elezioni in 18 mesi mostravano una situazione ancora di stallo, con l'AKP (partito di Erdogan) ottenere la maggioranza ma senza i seggi sufficienti per governare da solo. Per questo il dittatore turco ha deciso di dare una svolta ancora più autoritaria contro l'opposizione e la stampa libera.

Netanyahu si prepara a fare come Hitler?

  Le affermazioni di Netanyahu sulle responsabilità del Gran Muftì di Gerusalemme, che avrebbe suggerito a Hitler lo sterminio degli ebrei, hanno suscitato reazioni all'unisono in un ampio spettro di forze politiche: tutte di condanna, ma spaziando dallo scherno alla preoccupazione. Tutti hanno evidenziato che il momento attuale in Medio Oriente non si presta a fare dissertazioni storiche: a chi e a che cosa giova gettare benzina sul fuoco ? Giova a Netanyahu e al suo tentativo di "preparare" l'opinione pubblica interna e mondiale a quella che sarà la soluzione al  problema irrisolto dei "due popoli in due Stati": la deportazione dei palestinesi. Tutto sommato, secondo l'intenzione di Netanyahu, è una soluzione "migliore" di quella che il mufti Haj Amin al-Husseini nel 1941 suggerì al dittatore nazista e che poi fu praticata nei campi di concentramento e quindi, secondo la morale ebraica del "occhio per occhio, dente per dente" la deportazione dei palestinesi sarebbe anche legittima. Netanyahu si prepara a fare ai palestinesi quello che, secondo la sua interessata ricostruzione storica, avrebbe fatto Hitler agli ebrei senza i suggerimenti del Gran Muftì. Non è una polemica storiografica, purtroppo è attualità politica new york times  al jazeera

Prigione Gerusalemme

Marwan Bishara, analista politico di Al Jazeera, scrive: "Nel 1988, l'allora Ministro della Difesa israeliano  Yitzhak Rabin ordinò ai suoi colonnelli all'apice della prima Intifada palestinese di "rompere le ossa" dei giovani istigatori  e lanciatori di pietre per "riportarli sotto controllo".   Di recente, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto al militari di usare "tutti i mezzi necessari", compreso l'uso delle "pallottole" contro i lanciatori di pietre palestinesi.   Quasi tre decenni più tardi, ed è più di prima. Oggi come allora, l'uso eccessivo della forza di Israele non è riuscito a reprimere il desiderio palestinese per la libertà dall'occupazione. Invece, le tensioni di Gerusalemme si sono estese ai palestinesi della Cisgiordania, di Gaza e all'interno di Israele stesso. Tuttavia, a differenza di Rabin, che ha concluso che la forza ha i suoi limiti e che Israele ha bisogno di abbracciare la diplomazia, l'attuale primo ministro conta solo sull'uso della forza e che la diplomazia è buona solo a perdere tempo e guadagnare territorio. (Rabin fu poi assassinato da un estremista israeliano sullo sfondo dell'incitamento dalla destra israeliana guidata niente meno che da Benjamin Netanyahu.)" The rise of the Oslo generation Three reasons why the Israelis need to stop whining.