ISIS ... we are Anonymous ... we don't forget ... expect us

#OpISIS : dal sito di Anonymous " ... has just struck a massive blow against ISIS recruiting efforts. Hacktivists recently took control of dozens of Twitter and Facebook accounts that had been openly used by ISIS to expand their influence and recruit new members." The above video explains the attack was coordinated by “Muslims, Christians, Jews” alike. They are “hackers, crackers, Hacktivist, phishers, agents, spies, or just the guy next door… students, administrators, workers, clerks, unemployed, rich, poor.” They are also “young, or old, gay or straight… from all races, countries, religions, and ethnicity. United as one, divided by zero.” An important point made by the video is that “the terrorists that are calling themselves [the] Islamic State (ISIS) are not Muslims.” Anonymous further directs a threat to ISIS itself: We will hunt you, take down your sites, accounts, emails, and expose you…From now on, no safe place for you online…You will be treated like a virus, and we are the cure…We own the internet…We are Anonymous; we are Legion; we do not forgive, we do not forget, Expect us.

Grecia, Ucraina, Medio Oriente

Grecia, Ucraina e Medio Oriente non hanno fattori comuni diretti, ma simboleggiano tre epicentri di altrettante crisi internazionali che rischiano di implodere contemporaneamente. La GRECIA è il simbolo della crisi europea. Il voto di domenica dovrebbe sancire la vittoria di Tsipras e del movimento Syriza. I greci diranno che i debiti non sono disposti a pagarli, che sotto il tallone della Troika non hanno futuro e che sono pronti a sfidare la Germania e la BCE, "vediamo chi cede per primo".   L'Ucraina è il terreno di battaglia dello scontro USA - Russia. Putin deve cercare di forzare i tempi, perchè il tempo gli gioca a sfavore e la crisi economica interna, aggravata dal calo del prezzo del petrolio, rischia di indebolirlo sul fronte interno. L'Ucraina non sta messa meglio, l'escalation è inevitabile e imprevedibile.    Il Medio Oriente è una faglia tellurica in movimento. La morte del re saudita, a pochi giorni dal ribaltone sciita in Yemen e lo scontro Iran Israele in Siria si combinano con l'improvviso crollo del prezzo del petrolio. In molti, ad iniziare dagli USA e dalla Russia, avrebbero interesse ad una guerra in Medio Oriente che faccia risalire il prezzo dell'oro nero. 

Il mistero di Kobani ovvero il cinismo disumano della geopolitica

Perchè la città curda di Kobani, al confine tra Turchia e Siria, non è stata difesa dall'assalto degli stragisti dell'IS ? Perchè a Mosul intervennero gli aerei americani e a Kobani neanche un piccione ? Non basta rispondere che Mosul significa petrolio e Kobani solo sabbia e polvere.  C'è di mezzo la geopolitica e gli intrecci di convenienze. Qualcuno ha ipotizzato che la Turchia non avesse alcun interesse a fermare la strage dei curdi a Kobani, anzi ... E gli americani, che avevano fatto della guerra all'IS la loro bandiera di intervento umanitario, perchè sono rimasti a guardare ? David Stockman, bastian contrario dell'ex establishment di Reagan, ha una sua tesi : The Siege Of Kobani: Obama’s Syrian Fiasco In Motion

L'invasione di Gaza

i servizi segreti israeliani sanno che Hamas non ha avuto un ruolo rilevante nell'assassinio dei tre giovani ebrei. Ma Israele ritiene giunto il momento di un'azione di forza e punta ad occupare fisicamente la striscia di Gaza per dare un colpo politico ad Hamas e uno militare ad Al Qaeda,  che nella striscia si è insediata  da tempo. E' evidente la connessione tra quanto accadrà nei prossimi giorni e lo sgretolamento degli equilibri in Iraq ad opera di Iran e Arabia Saudita. E' evidente il ruolo incerto e passivo dell'Egitto, che in passato aveva esercitato una mediazione attiva per evitare una guerra ai suoi confini, ed è altrettanto evidente la eccessiva confidenza dell'Europa e degli USA in una soluzione negoziata del conflitto, un secondo prima che la situazione precipiti... https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/  

La faglia EURASIATICA

Dall'Ucraina all'Iraq, un'escalation di violenza, guerra, e rotture di schemi geopolitici. In Iraq Al Qaeda si allea con i sunniti (appoggiati dai sauditi) contro la maggioranza sciita, appoggiata dall'Iran. La scomparsa dell'Iraq è solo questione di tempo: il paese sarà diviso in tre aree, controllate rispettivamente dai curdi, dai sunniti e dagli scititi. Ma prima che si affermi una soluzione, ci saranno massacri e mattanze inaudite.    

Il suk della bomba atomica

L'accordo sulla limitazione del nucleare iraniano è stato considerato dalla stampa come un successo della politica internazionale di Obama. Ma a distanza di pochi giorni iniziano a sorgere dubbi e critiche ad un accordo che presenta margini di ambiguità sul nodo principale, quello riguardante il diritto dell'Iran a continuare il programma di arricchimento dell'uranio.  Secondo gli iraniani, dal Presidente Rouhani agli ayatollah, il diritto viene riconosciuto dall'accordo, anche se limitato tra una soglia dal 5% al 20% (arricchimento per uso "pacifico"), mentre gli americani e i negoziatori occidentali sostengono che tale diritto non è sancito nell'accordo, e che il 5% è solo uno step verso lo smantellamento del programma. Il "successo" diplomatico americano svanisce nel nulla se poi si considerano le reazioni del paese arabo più importante nello scacchiere mediorientale: l'Arabia Saudita, da sempre nemica del regime iraniano e preoccupata dal suo rafforzamento militare, ha criticato aspramente l'accordo e come contromisura sta considerando l'acquisto di armi nucleari direttamente dal produttore, in questo caso il Pakistan. In pratica l'accordo USA-Iran sul nucleare anziché allontanare il pericolo di un conflitto nel medio oriente, lo avvicina, scatenando una corsa all'acquisto di armi atomiche da parte dei regimi arabi più ricchi. Senza considerare la reazione israeliana, che considera l'accordo un "gigantesco errore" strategico. Altro che "successo" diplomatico USA, probabilmente si tratta di un altro capitolo del "c'era una volta l'America".  

L'Iran guarda lontano

L'accordo sulla sospensione temporanea del nucleare militare iraniano è un accordo vero ? e cambia lo scenario del medio oriente ? Basteranno pochi mesi per capire se è un accordo effettivo e duraturo, ma già da ora si può intuire che l'Iran ha deciso di voltare pagina con il passato e di voler entrare alla grande nello scenario medio-orientale, da potenza effettiva e lungimirante. E' l'Iran infatti che ci guadagna di più dall'accordo di Ginevra. 1) Si accredita sulla scena internazionale come interlocutore "attendibile" 2) Dà una mano a Obama a riacquistare spazio sulla scena internazionale, dopo l'umiliazione siriana 3) Esce dal negoziato non come chi ha dovuto subire, ma come chi ha collaborato a risolvere un problema 4) I crediti acquisiti saranno spesi per affermare il proprio ruolo nello scenario iracheno, ormai ingovernabile, e in quello siriano, sempre più incerto. 5) Punta a ridurre il peso politico dei sauditi in tutto il MO