Khamenei tira la coda al diavolo

Dopo i trionfalismi della prima ora, iniziano le manovre sull'interpretazione dei termini dell'accordo sul nucleare iraniano. L'Iran sostiene che gli USA, per dimostrare la loro buona fede, devono eliminare l'embargo su merci e finanze iraniane. Gli USA, per far digerire l'accordo al Congresso e all'opinione pubblica, vogliono prima i fatti e poi "gradualmente" eliminare l'embargo.

"Iran nuclear programme: deal or no deal? After basis of agreement was reached last week, cracks start to show between world leaders." (Al Jazeera 10/4/2015)

 

L'intervento di Khamenei rigetta la palla nel campo avversario, e dimostra che Obama è sul lato debole della trattativa.

L'Ayatollah Supremo lancia due messaggi:

1) Il diavolo (gli USA) deve dimostrare di aver perso e di essersi quantomeno "pentito". La richiesta è funzionale a ridurre le critiche interne agli schieramenti iraniani che si riassumono in un ragionamento semplice ma efficace: "Se l'Iran scende a patti con il diavolo (gli USA), vuol dire che il diavolo ha vinto e l'Iran ha perso". Il diavolo può dimostrare di aver perso solo se rinuncia immediatamente alle misure di embargo.

2) L'Iran non ha la stessa fretta che ha Obama per chiudere un accordo entro giugno. Il "preliminare di Losanna" lascia molto tempo agli ingegneri iraniani per proseguire l'arricchimento dell'uranio. Più passa il tempo e maggiori sono le quantità di materiale accumulato. Dall'altra parte invece Obama ha fretta, (deve chiudere un accordo entro l'estate di quest'anno perché poi inizia l'anno delle presidenziali) vuole portare a termine la missione che lo consegnerebbe alla storia, dato che fino ad oggi la Storia non si è accorta di lui.

YEMEN, inizia la guerra Iran vs Arabia Saudita

 

Non fatevi ingannare dall'immagine: quanto sta accadendo in Yemen ha una enorme importanza sugli equilibri del Medio Oriente e quindi del resto del Mondo. Lo Yemen è il terreno di scontro tra gli interessi dell'Arabia Saudita - che appoggia il Presidente Hadi in carica - e l'Iran che ha armato e organizzato il ribelli sciiti del gruppo Houthi.

Il presidente Hadi è in fuga, mentre i ribelli avanzano, ma l'Arabia Saudita ammassa truppe ai confini e altrettanto si appresta a fare l'Iran, con la prospettiva di uno scontro militare di proporzioni notevoli.

Tutto il Medio Oriente si prepara ad assistere ad una guerra dagli esiti (e confini) imprevedibili. Il prezzo del petrolio registra con grande rapidità l'evolversi della situazione. Anche le trattative sul nucleare iraniano potrebbero trovare nuovi ostacoli.

Gli Stati Uniti, che in teoria sono alleati dell'Arabia e interessati a contenere l'influenza dell'Iran (alleato della Siria), in realtà non sanno cosa fare. Nell'incertezza hanno pensato bene di "perdere" 500 milioni di dollari di finanziamenti per acquisto di armi USA, che sarebbero finiti nelle mani dei ribelli filo al Quaeda (un replay di quanto accaduto con l'Isis).

ISIS ... we are Anonymous ... we don't forget ... expect us

#OpISIS : dal sito di Anonymous " ... has just struck a massive blow against ISIS recruiting efforts.

Hacktivists recently took control of dozens of Twitter and Facebook accounts that had been openly used by ISIS to expand their influence and recruit new members."

The above video explains the attack was coordinated by “Muslims, Christians, Jews” alike. They are “hackers, crackers, Hacktivist, phishers, agents, spies, or just the guy next door… students, administrators, workers, clerks, unemployed, rich, poor.” They are also “young, or old, gay or straight… from all races, countries, religions, and ethnicity. United as one, divided by zero.”

An important point made by the video is that “the terrorists that are calling themselves [the] Islamic State (ISIS) are not Muslims.” Anonymous further directs a threat to ISIS itself:

We will hunt you, take down your sites, accounts, emails, and expose you…
From now on, no safe place for you online…
You will be treated like a virus, and we are the cure…
We own the internet…
We are Anonymous; we are Legion; we do not forgive, we do not forget, Expect us.

Grecia, Ucraina, Medio Oriente

Grecia, Ucraina e Medio Oriente non hanno fattori comuni diretti, ma simboleggiano tre epicentri di altrettante crisi internazionali che rischiano di implodere contemporaneamente.

La GRECIA è il simbolo della crisi europea.

Il voto di domenica dovrebbe sancire la vittoria di Tsipras e del movimento Syriza. I greci diranno che i debiti non sono disposti a pagarli, che sotto il tallone della Troika non hanno futuro e che sono pronti a sfidare la Germania e la BCE, "vediamo chi cede per primo".

 

L'Ucraina è il terreno di battaglia dello scontro USA - Russia.

Putin deve cercare di forzare i tempi, perchè il tempo gli gioca a sfavore e la crisi economica interna, aggravata dal calo del prezzo del petrolio, rischia di indebolirlo sul fronte interno. L'Ucraina non sta messa meglio, l'escalation è inevitabile e imprevedibile. 

 

Il Medio Oriente è una faglia tellurica in movimento.

La morte del re saudita, a pochi giorni dal ribaltone sciita in Yemen e lo scontro Iran Israele in Siria si combinano con l'improvviso crollo del prezzo del petrolio. In molti, ad iniziare dagli USA e dalla Russia, avrebbero interesse ad una guerra in Medio Oriente che faccia risalire il prezzo dell'oro nero. 

Il mistero di Kobani ovvero il cinismo disumano della geopolitica

Perchè la città curda di Kobani, al confine tra Turchia e Siria, non è stata difesa dall'assalto degli stragisti dell'IS ?

Perchè a Mosul intervennero gli aerei americani e a Kobani neanche un piccione ? Non basta rispondere che Mosul significa petrolio e Kobani solo sabbia e polvere. 

C'è di mezzo la geopolitica e gli intrecci di convenienze. Qualcuno ha ipotizzato che la Turchia non avesse alcun interesse a fermare la strage dei curdi a Kobani, anzi ...

E gli americani, che avevano fatto della guerra all'IS la loro bandiera di intervento umanitario, perchè sono rimasti a guardare ?

David Stockman, bastian contrario dell'ex establishment di Reagan, ha una sua tesi : The Siege Of Kobani: Obama’s Syrian Fiasco In Motion

L'invasione di Gaza

i servizi segreti israeliani sanno che Hamas non ha avuto un ruolo rilevante nell'assassinio dei tre giovani ebrei. Ma Israele ritiene giunto il momento di un'azione di forza e punta ad occupare fisicamente la striscia di Gaza per dare un colpo politico ad Hamas e uno militare ad Al Qaeda,  che nella striscia si è insediata  da tempo. E' evidente la connessione tra quanto accadrà nei prossimi giorni e lo sgretolamento degli equilibri in Iraq ad opera di Iran e Arabia Saudita. E' evidente il ruolo incerto e passivo dell'Egitto, che in passato aveva esercitato una mediazione attiva per evitare una guerra ai suoi confini, ed è altrettanto evidente la eccessiva confidenza dell'Europa e degli USA in una soluzione negoziata del conflitto, un secondo prima che la situazione precipiti...

https://www.bancafucino.it/Carta-conto-famili/

 

invasione di Gaza

invasione di Gaza 2

La faglia EURASIATICA

Dall'Ucraina all'Iraq, un'escalation di violenza, guerra, e rotture di schemi geopolitici.

In Iraq Al Qaeda si allea con i sunniti (appoggiati dai sauditi) contro la maggioranza sciita, appoggiata dall'Iran.

La scomparsa dell'Iraq è solo questione di tempo: il paese sarà diviso in tre aree, controllate rispettivamente dai curdi, dai sunniti e dagli scititi. Ma prima che si affermi una soluzione, ci saranno massacri e mattanze inaudite.

 

 

dall'ucraina all'iraq