Il suk della bomba atomica

L'accordo sulla limitazione del nucleare iraniano è stato considerato dalla stampa come un successo della politica internazionale di Obama. Ma a distanza di pochi giorni iniziano a sorgere dubbi e critiche ad un accordo che presenta margini di ambiguità sul nodo principale, quello riguardante il diritto dell'Iran a continuare il programma di arricchimento dell'uranio. 

Secondo gli iraniani, dal Presidente Rouhani agli ayatollah, il diritto viene riconosciuto dall'accordo, anche se limitato tra una soglia dal 5% al 20% (arricchimento per uso "pacifico"), mentre gli americani e i negoziatori occidentali sostengono che tale diritto non è sancito nell'accordo, e che il 5% è solo uno step verso lo smantellamento del programma.

Il "successo" diplomatico americano svanisce nel nulla se poi si considerano le reazioni del paese arabo più importante nello scacchiere mediorientale: l'Arabia Saudita, da sempre nemica del regime iraniano e preoccupata dal suo rafforzamento militare, ha criticato aspramente l'accordo e come contromisura sta considerando l'acquisto di armi nucleari direttamente dal produttore, in questo caso il Pakistan.

In pratica l'accordo USA-Iran sul nucleare anziché allontanare il pericolo di un conflitto nel medio oriente, lo avvicina, scatenando una corsa all'acquisto di armi atomiche da parte dei regimi arabi più ricchi. Senza considerare la reazione israeliana, che considera l'accordo un "gigantesco errore" strategico. Altro che "successo" diplomatico USA, probabilmente si tratta di un altro capitolo del "c'era una volta l'America".

 

L'Iran guarda lontano

L'accordo sulla sospensione temporanea del nucleare militare iraniano è un accordo vero ? e cambia lo scenario del medio oriente ?

Basteranno pochi mesi per capire se è un accordo effettivo e duraturo, ma già da ora si può intuire che l'Iran ha deciso di voltare pagina con il passato e di voler entrare alla grande nello scenario medio-orientale, da potenza effettiva e lungimirante.

E' l'Iran infatti che ci guadagna di più dall'accordo di Ginevra.

1) Si accredita sulla scena internazionale come interlocutore "attendibile"

2) Dà una mano a Obama a riacquistare spazio sulla scena internazionale, dopo l'umiliazione siriana

3) Esce dal negoziato non come chi ha dovuto subire, ma come chi ha collaborato a risolvere un problema

4) I crediti acquisiti saranno spesi per affermare il proprio ruolo nello scenario iracheno, ormai ingovernabile, e in quello siriano, sempre più incerto.

5) Punta a ridurre il peso politico dei sauditi in tutto il MO