l'Italia alla ricerca dell'unico governo possibile

Senza alcuna fretta, nonostante i problemi sociali ed economici, il nuovo Parlamento uscito dal voto del 4 marzo verrà "consultato" dal Presidente Mattarella per capire se e quale governo ci sarà.

 

Gli elettori hanno scombussolato tutti i piani prevedibili fino a qualche mese fa e in particolare hanno decretato la fine del bipolarismo venticinquennale nella versione Renzi-Berlusconi.

Ma nonostante una legge insulsa e ricamata per favorire l'accordo PD-Forza Italia, il voto degli italiani produrrà un governo espresso dai due partiti che hanno vinto le elezioni, M5S e Lega.

Nessuna altra ipotesi è realizzabile, o perché numericamente impossibile oppure perché politicamente impraticabile. A quest'ultima categoria appartiene sia l'ipotesi di una alleanza M5S - PD, propugnata da larga parte dei primi e da una minoranza dei secondi, sia quella di un'alleanza tra M5S e tutto il centrodestra.

La prima sarebbe una associazione numericamente risicata che richiederebbe che tutto il PD appoggi un governo a guida Di Maio ma questo è impossibile perché la maggioranza dei parlamentari sono renziani e Renzi è di fatto ancora il dominus del PD.

Una maggioranza formata da tutto il centrodestra e M5S sarebbe altrettanto improbabile, perché i 5Stelle non accetterebbero mai di fare da stampella a Salvini e Berlusconi e anzi hanno capito che possono far leva sulle rivalità tra i due. Da qui nasce l'idea, per quanto difficile ma semplice, di un "contratto" di programma tra Di Maio e i leghisti, senza Berlusconi.

Se non sarà così Mattarella minaccerà di sciogliere le Camere e di andare a votare a ottobre, ma c'è da scommettere che a quel punto - nella prima metà di maggio - tutto il Parlamento farà il tifo per le nozze di governo M5S - Lega. Con Luigi Di Maio primo ministro e Matteo Salvini ministro degli Interni.

Piaccia o non piaccia è la fotografia del voto del 4 marzo.

 

I misteri di Bardonecchia

Perché un gruppo di agenti della polizia doganale francese sequestra vicino Bardonecchia un nigeriano su un treno che lo porta verso Napoli ?

Perché lo sottopongono al test delle urine dentro la toilette di un locale della stazione che da anni era inutilizzato e che ora accoglieva i volontari di una ong che assiste i migranti? il nigeriano inseguito dai francesi (risultato negativo al test delle urine) era uno spacciatore o un consumatore di droghe ?

Perché non avevano preavvisato le autorità italiane di quanto si accingevano a fare ?

A questi interrogativi i francesi rispondono con il loro ministro de l’Action et des Comptes publics, Gérald Darmanin una specie di Alfano d'Oltralpe mentre la stampa nazionale, da Le Figaro a Le Monde, non cita l'episodio nemmeno nei trafiletti interni, e non riporta neppure la notizia che l'ambasciatore francese a Roma è stato convocato alla Farnesina per fornire spiegazione sull'accaduto.

Perché mentre in Italia tutti i partiti, la stampa e l'opinione pubblica chiedono di lavare l'onta di Bardonecchia, in Francia nessuno si degna di darne notizia ? forse non hanno ancora capito che la Farnesina non è una soubrette televisiva ma il nome della piazza su cui affaccia il palazzo dove dovrebbe lavorare il ministro degli Esteri che però non c'è, perchè quello nuovo non si sa chi sarà e quello vecchio (Alfano) non c'è più perchè da tempo si dedica ad altro.

La verità è che i Francesi non hanno tempo per occuparsi di fattarelli come quello di Bardonecchia, loro sono En Marché con Napoleone Macron e non possono farsi distrarre dalle diatribe italiane.

PS: Matteo Salvini non faccia il furbo, perché a lui di un nigeriano sequestrato in un bagno di Bardonecchia non interessa più di tanto ma cerca solo un pretesto per fare propaganda a favore di Putin, dopo le sanzioni per il caso Skripal: "Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi!".

 

Il caso ITALIA

Credevo di aver esagerato nel titolo del post del 4 marzo "elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra". Quest'ultimo giudizio nei giorni successivi non aveva elementi visibili di conferma: la Lega di Salvini aveva preso più voti del partito di Berlusconi ma tutto sommato non sembrava che l'evento potesse mettere in crisi un'alleanza basata su evidenti e reciproche convenienze. Meditavo di correggere il tiro e mestamente mi accingevo a constatare che il Caimano aveva ancora una volta imposto il suo cinico metodo con la richiesta di eleggere alla presidenza del Senato il fido condannato Romani con il solo scopo di umiliare Salvini e soprattutto i 5 Stelle.

Il segno della sua egemonia, nonostante la sconfitta elettorale, avrebbe dato un'impronta all'inizio della nuova Legislatura.

Ma Luigi Di Maio ha ribaltato il tavolo e Salvini ha avuto il coraggio di sfidare Berlusconi in un braccio di ferro per la leadership del centrodestra, con la mossa a sorpresa del voto alla Bernini che ha fatto scattare la reazione rabbiosa della vecchia guardia di Forza Italia, seguita poi da una precipitosa ritirata quando si sono resi conto che il boss leghista poteva (se voleva) fare a meno di loro. Ma gli insulti e le minacce hanno svelato a tutti che il centrodestra o è a guida leghista oppure non esiste.

E quindi avevo visto giusto la sera del 4 marzo: il "caos nel centrodestra" è il fatto nuovo della nuova stagione politica italiana, assieme ovviamente alla sconfitta epocale del centrosinistra e di Renzi.

Forza Italia sorpassata e fagocitata dalla Lega non ha praticamente alcun futuro, a meno che non si accontenti di vivacchiare all'ombra di Salvini, cedendogli l'egemonia che per un quarto di secolo è stata di Berlusconi.

Nei retroscena che hanno accompagnato l'elezione del presidente del Senato si è consumato il tramonto definitivo del berlusconismo, anche nella sua nuova versione di "ammaestratore di populisti" per conto dei tecnocrati europei. Se Salvini gli garantisce di curare i suoi interessi privati, il cavaliere scioglierà il partito-azienda e salirà sul carro leghista. Quasi tutti i suoi maggiordomi lo seguiranno.

Adesso la coppia M5S-Lega comincia davvero a far paura a chi pensava di poterli comunque condizionare con le astuzie del vecchio establishment e l'Italia è davvero il primo vero preoccupante caso di anomalia politica dirompente nel panorama europeo.

E' nato il "caso Italia".

Renzi cacciato via dagli elettori ma non se ne vuole andare

Con il solito sorriso beffardo alternato a sguardi minacciosi Matteo Renzi annuncia dimissioni finte e lancia minacce e critiche a tutti, a cominciare da Mattarella per finire con Gentiloni, senza pronunciare neppure una parola di autocritica, dopo aver portato il PD al disastro storico del 4 marzo.

Ha detto di voler restare in carica in carica fino a quando ci sarà un governo (!). Immaginiamo con quale credibilità e autorevolezza potrà guidare la delegazione PD nelle trattative e nei colloqui con le altre forze politiche le quali si chiederanno con chi stanno discutendo e per quale motivo dovrebbero parlare con uno zombi dimissionario.

Renzi vuole tenere in ostaggio quel che resta del suo partito per il solo gusto di vendicarsi o perché ha in mente di trascinarsi in una nuova avventura portandosi dietro quante più truppe parlamentari?

I soliti maligni lo vedono già nei panni del Verdini a fare da stampella per un governo di centrodestra, contro il resto del suo (ex) partito che cerca di fare un accordo con i CinqueStelle.

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Il voto del 4 marzo è andato oltre le previsioni nello sconquassare il quadro politico già traballante dopo il referendum del 2016.

Di colpo tutte le ipotesi che potevano più o meno essere gestibili dall'establishment di potere (sia dentro che fuori l'Italia) sono state spazzate via. La riedizione di Gentiloni, nella duplice ipotesi di un governo di "scopo" o di una maggioranza Renzi-Berlusconi, non esiste nemmeno nel mondo dei sogni.  Il PD è vicino al collasso totale, Renzi è stato cacciato definitivamente dal palcoscenico politico, e i suoi seguaci sono allo sbando. Berlusconi ha perso l'ultima sfida possibile, prima che la condanna del tempo si sommi a quella della giustizia, e anche la sua creatura Forza Italia è destinata all'autosciglimento e/o alla subalternità nei confronti della Lega di Salvini.

L'incubo dei 5Stelle al governo con Luigi Di Maio non è solo un brutto sogno per le tecnocrazie del continente europeo, bensì un ostacolo duro contro cui sono andati a sbattere i Macron - Merkel - Junker - Draghi. Quest'ultimo ha perso due volte perchè tutti  e due gli schieramenti che lo avevano sostenuto nell'incarico alla BCE hanno perso e perchè dovrà continuare a comprare titoli di stato italiani con un governo a trazione populista.

La longa manus di Draghi nella gestione delle principali crisi politiche europee è ormai paralizzata, i soldi stampati per sostenere il debito del governo italiano non sono bastati a farlo vincere contro Di Maio-Salvini.

Il terremoto italiano è arrivato a Bruxelles. Il Parlamento europeo attualmente in carica è l'espressione della sua stessa inutilità. Da quando il PD vi era entrato con Renzi e il suo 40% dei voti, i laburisti inglesi non ci sono più, i socialisti francesi sono scomparsi e quelli spagnoli sono in crisi, i socialdemocratici tedeschi ridotti a fare da scendiletto sempre più logoro per la Merkel. Un parlamento normale si sarebbe auto-disciolto, mentre quello europeo continuerà a fare finta che nulla sia accaduto, aggravando ancora di più la sensazione di odioso distacco tra il potere politico e i bisogni della gente.

Le soluzioni possibili alla crisi di sistema che si è aperta in Italia passano attraverso alcuni "traumi" che non sarà facile prevedere e gestire. Lo sfaldamento del PD, andato via Renzi, potrebbe giovare ai 5Stelle per ottenere un sostegno parlamentare di breve periodo ?

Salvini non è Berlusconi al quale non sarebbero mancati mezzi e argomenti per convincere/comprare una parte di parlamentari di altri schieramenti per formare un governo guidato da un suo maggiordomo. Salvini dovrà faticare per trattenere nelle fila del centrodestra gli immancabili fautori di un "nuovo centro moderato" ovvero quelli che cercano il miglior acquirente.

Ma le soluzioni tecniche parlamentari allo stato attuale sono dettagli secondari. Il vero problema per chiunque voglia governare sarà quello di interpretare il voto nel modo piò corretto e trasparente possibile. I problemi sociali in Italia e in Europa sono enormi, i mezzi per risolverli sono scarsi e le idee non si improvvisano.

Mentre Mattarella farà il sorteggio con la monetina per decidere a chi dare l'incarico di formare il nuovo governo, gli zombies di Bruxelles inizieranno a disegnare scenari da incubo: quante varianti di euro ci saranno nel prossimo futuro e chi comprerà i debiti italiani dopo Mario Draghi ?

elezioni Italia: vince M5S, Renzi cacciato via, caos nel centrodestra

Gli exit poll indicano il Movimento 5 Stelle come primo partito con oltre il 30%. Il centrodestra a guida Salvini è la coalizione con più parlamentari. Crolla il PD di Renzi e tutto il centrosinistra. Perde anche Berlusconi.

 

Il PD attorno al 20%, Liberi e Uguali al 5%. 

Nel centrodestra la Lega supera Forza Italia e Salvini si proclama capo del futuro governo.

Al Sud Di Maio fa il pieno.

Come previsto, non c'è una chiara maggioranza di governo. 

Il terremoto italiano fa tremare i grattacieli di Francoforte e Bruxelles.

Il terrorismo di DESTRA cerca la strage a Macerata

Il raid del neofascista Luca Traini a Macerata è la conferma che anche in Italia la destra razzista e violenta si sente "protetta" da uno schieramento politico più ampio al punto da uscire allo scoperto e cercare l'escalation.

 

Il leghista-fascista-militante di Salvini non ha esitato a strumentalizzare l'omicidio della giovane Pamela ad opera di un delinquente nigeriano per scatenare una reazione a metà strada tra il terrorismo e l'agitprop. Al posto del megafono ha utilizzato una pistola e invece della piazza ha cercato l'applauso nelle strade per la caccia all'immigrato da ammazzare.

Ha ragione Roberto Saviano su Twitter:

 

Credo che il futuro sia stato già ampiamente ipotecato e che le prossime elezioni del 4 marzo ne saranno la tragica riprova.

Salvini si prepara a giocare e a vincere su due tavoli diversi: se il centrodestra vince e ha i numeri per governare da solo, Salvini e le sue truppe si sentiranno ancora più protetti e legittimati nell'utilizzo delle minacce e delle violenze. Se Berlusconi si allea con Renzi per un governo di inciucio nazionale, il boss leghista avrà buon gioco dall'opposizione a scatenarsi su tutto e contro tutti.

Per questo l'estrema destra sta con Salvini, ricambiata.

 

 

 

 

AmazonNO

Ovvero tutti contro Amazon, ma solo a parole.


Appena si è diffusa la notizia che Amazon ha brevettato un dispositivo da mettere al polso ("braccialetto") degli oltre 500.000 dipendenti in tutto il mondo, i politici italiani hanno fatto a gara a commentarla con varie gradazioni di sdegno, in un encomiabile afflato di unità nazionale.


Da Salvini a Boldrini, passando per Gentiloni e Poletti, con il coro unanime dei sindacalisti, tutti hanno ravvisato l'ignobile tentativo di Amazon di schiavizzare i lavoratori, già sottoposti a condizioni precarie e stressanti e ora umiliati con un braccialetto, quasi fossero detenuti, e telecomandati, quasi fossero dei robot.

Qualcuno, senza successo, ha provato a spiegare che si tratta di un sistema di "guida", non di controllo, utile ad aiutare il lavoratore nella ricerca del pacco giusto da smistare entro 24 ore ai consumatori assatanati. Un modo ingegnoso di trasmettere indicazioni, consigli, e forse anche divagazioni; utilizzato volontariamente già da migliaia di persone che lo chiamano smartwatch anzichè braccialetto, anche se in fondo sono la stessa cosa.
Inoltre il braccialetto sarebbe uno strumento più "democratico" e rispettoso se si paragona al "guinzaglio" a cui sono sottoposti le migliaia di addetti ai call center di tutto il mondo.
E non è più "etico" controllare i ritmi dei lavoratori piuttosto che usarli come cavie per la misurazione dei gas di scarico delle automobili ?

A ben vedere, l'indignazione dei politici, soprattutto in campagna elettorale, è una beffa dentro la beffa, un'ipocrisia come tante altre.
Amazon può pensare di mettere il braccialetto ai propri dipendenti perchè nel mondo c'è una moltitudine di politici pronti ad abbaiare senza mordere. Grazie a questa schiera di ipocriti planetari, Amazon, come altri, è riuscita ad imporre nei trattati commerciali internazionali tutto quello che le serve per raggiungere e consolidare la posizione di monopolio in quasi tutto l'emisfero. E' riuscita ad evadere le tasse, ad annullare le normative anti-trust, a finanziarsi a costo zero per acquisire altre aziende, altri stabilimenti, altre tecnologie. Amazon è un enorme aspirapolvere di denaro, alimentato dalla sete di consumo di centinaia di milioni di individui, a cui è riuscita a mettere il braccialetto al cervello.

Perchè i politici che criticano e sbraitano non hanno fatto (e non promettono di fare) una legge per mettere un tetto alla quota di mercato di Amazon? una semplice legge per tutelare la concorrenza, come si faceva nell'era preglobalizzazione, e che potrebbe salvare molte aziende commerciali, altrimenti strozzate dalla potenza economica di Amazon.

Ma la lotta agli oligopoli è un argomento troppo NoGlobal, e c'è da scommetere che passate le elezioni i braccialetti di Amazon diventeranno "utili innovazioni tecnologiche" per creare quel "lavoro di qualità" tanto caro a Gentiloni.

Il grande burattinaio delle prossime ELEZIONI in Italia

Una promessa di Matteo Renzi nel 2012
 

E' iniziata la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo e sembra una farsa, una carnevalata, la rincorsa a chi promette più elargizioni, tagli di tasse, cancellazione di norme impopolari, posti di lavoro, eterna giovinezza.

 
Il marketing politico suggerisce di spararle grosse a più non posso, e tutti, chi più chi meno, di adeguano: perchè mai ci si dovrebbe limitare nel promettere qualsiasi cosa e di più?
Sembrerebbe che i politici di qualsiasi schieramento abbiano improvvisamente perso il senso della misura oltre che la ragione. Chi prova a chiedergli se le promesse sono credibili, giuste e realizzabile, riceve insulti e sbeffeggiamenti: "ma allora non hai capito nulla, sei rimasto fermo a cinque anni fa, quando ancora ci si tormentava con lo spread, i vincoli di Maastricht, lo spauracchio della Troika, il debito enorme, l'austerità, il fiscal compact ecc ecc.  Non ti sei accorto che è tutto cambiato?"
 
Cosa è cambiato di così sostanziale rispetto a cinque anni fa?
Il ceto politico è diventato più onesto e competente ? meno corrotto e avido ?
Il deficit (quello vero) si è azzerato? il debito (quello vero) si è ridotto ?
Il lavoro (quello vero) è aumentato ? il senso di civismo ed umanità si è accresciuto ?
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Le risposte (quelle vere) sono NO NO NO ...
solo una cosa è cambiata. La sensazione, anzi la certezza, che nessuno chiederà conto ai politici italiani di quello che hanno fatto e di quello che si apprestano a fare, chiunque di essi debba vincere le elezioni.
 
E' una sensazione che ha origine nello sfrenato ottimismo sul futuro prossimo. Una euforia generale che trasuda dai commenti, dalle opinioni, dalle notizie, da chiunque apre la bocca, per proporre la ricetta della futura felicità in Italia, per i pensionati e per i bebè, per i disoccupati e per gli imprenditori, per i contadini e per i pescatori, e per tutti ... nei secoli a venire.
 
Qualcuno "gufa" e prova a dubitare di tanto ottimismo, o a farlo tornare a livelli più credibili e ragionevoli: dove si troveranno i soldi per far fronte a tutte le promesse fatte e in corso di allestimento ?
Inguaribili pessimisti, bastian contrari, astensionisti, non avete capito che ora i soldi non sono più un problema ? che ora il coltello dalla parte del manico ce lo abbiamo noi italiani e non più gli avari  tedeschi.
 
Possiamo fare promesse e pensare di mantenerle perchè i debiti ce li compra Mario Draghi, "whatever it takes". La sua BCE ha già comprato più di 350 miliardi di titoli di stato (ovvero debiti) della prima, seconda e terza Repubblica e ha incoraggiato le banche a fare altrettanto; ha comprato decine di miliardi di titoli di aziende (ovvero debiti) e incoraggia tutti a fare altrettanto. Ha riempito di liquidità tutto e tutti e per questo gli euroscettici sono scomparsi: a caval donato non si guarda in bocca, e oggi criticare l'euro che scende come manna dal cielo sarebbe altamente impopolare, autolesionista, in ogni parte d'Europa, figuriamoci in Italia.
 
I politici italiani sanno che Mario Draghi è italiano, conosce il linguaggio e le sue sfumature, recepisce i messaggi cifrati. Mario Draghi non permetterebbe mai che l'Italia finisca nelle mani dei populisti euroscettici, semmai ce ne fossero ancora, e non permetterebbe mai che possa essere governata da onesti incompetenti.
 
Mario Draghi stampa i soldi e li dà a chi se li "merita". Sarà lui, dopo il 4 marzo, a stabilirlo e a decidere chi dovrà raccontare agli italiani che le promesse fatte erano ... promesse e basta.
In cambio chiederà solo un piccolo favore: quando il suo mandato in BCE scadrà nel 2019 vorrebbe un posto di lavoro adeguato e sarebbe utile che in quel periodo ci fosse un governo italiano riconoscente.
Un Gentiloni sostenuto da Berlusconi sarebbe il trionfo della perfezione. Chissà che a Mario Draghi non gli riesca di metterlo in scena.

Le BUGIE dei governi italiani fanno stragi di civili in Yemen

Il New York Times pubblica un video-denuncia sulle bombe italiane usate dall'Arabia Saudita per fare stragi di civili in Yemen.
Decine di migliaia di bombe, per un valore annuo di 450 milioni di euro, che da Cagliari arrivano in Arabia per essere imbarcate sugli aerei militari che bombardano e uccidono migliaia di civili nello Yemen.
 
Il traffico di bombe MK 84 prodotte nello stabilimento in Sardegna dell'azienda tedesca RWM su licenza USA è noto e denunciato da almeno due anni ma sia il governo Renzi che quello Gentiloni ripetono lo stesso ritornello:
Da Repubblica del 29/12/2017:
La replica del governo italiano arriva da fonti della Farnesina: "L'Italia osserva in maniera scrupolosa il diritto nazionale ed internazionale in materia di esportazione di armamenti e si adegua sempre ed immediatamente a prescrizioni decise in ambito Onu o Ue. L'Arabia Saudita non è soggetta ad alcuna forma di embargo, sanzione o altra misura restrittiva internazionale o europea". Dal ministero degli Esteri si osserva inoltre che "quanto riportato dal New York Times è una vicenda già nota, sulla quale il governo ha fornito chiarimenti più volte nel corso della legislatura, anche in sede parlamentare".
 
 
Si tratta di bugie grossolane, di cui forse dovrebbe occuparsi anche la magistratura.
Il governo italiano sta violando sistematicamente da due anni la propria Costituzione e il trattato ONU ATT (Arms Trade Treaty) sottoscritto dall'Italia nell'aprile del 2014 che all'articolo 6 comma tre stabilisce:
3. A State Party shall not authorize any transfer of conventional arms covered under Article 2 (1) or of items covered under Article 3 or Article 4, if it has knowledge at the time of authorization that the arms or items would be used in the commission of genocide, crimes against humanity, grave breaches of the Geneva Conventions of 1949, attacks directed against civilian objects or civilians protected as such, or other war crimes as defined by international agreements to which it is a Party.
 
Il governo italiano da almeno due anni è a conoscenza che in Yemen c'è un conflitto a cui partecipa anche l'Arabia Saudita, dal momento che sul sito www.viaggiaresicuri.it gestito dal ministero degli esteri per quanto riguarda lo Yemen è scritto:
"A partire dal 13 febbraio 2015, a seguito del progressivo aggravarsi delle condizioni di sicurezza, l’Ambasciata d’Italia a Sana’a ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Non è più possibile pertanto assicurare assistenza consolare a coloro che, nonostante il chiaro sconsiglio delle Autorità italiane, siano ancora presenti in territorio yemenita."
 
Ma anche la rivista FAMIGLIA CRISTIANA aveva avvisato il governo nel 2015
BOMBE ITALIANE SULLO YEMEN?
28/06/2015  Un carico da Genova, trasportato dalla nave Jolly Cobalto, ha viaggiato a maggio scorso. Ordigni italiani esportati in Arabia Saudita. Ora in Yemen i sauditi stanno utilizzando le stesse tipologie di ordigni, compresi quelli all'uranio impoverito (che come è noto libera particelle fortemente cancerogene). Quelle utilizzate adesso in Yemen sono le bombe italiane? E perché l’Italia esporta questo tipo di materiale bellico verso un Paese in guerra?
 
E anche le organizzazioni umanitarie avevano denunciato l'uso delle bombe italiane nel conflitto yemenita contro le popolazioni civili:
 
http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2017/06/21/news/armi-168712423/
Yemen, il blocco aereo e navale imposto allo Yemen dalle forze di coalizione le cause della catastrofe umanitaria
È la terza volta in tre anni che l’Europarlamento si pronuncia sulla situazione tragica nel Paese. La seconda, dopo quasi un anno di conflitto e la terza nei giorni scorsi, dopo oltre 800 giorni di conflitto. La situazione è catastrofica: 10 mila persone uccise (tra cui 4.667 civili, di cui 1.540 bambini) e più di 40 mila ferite; 17 milioni le persone necessitavano di assistenza alimentare
di GIORGIO BERETTA *
 
https://www.osservatoriodiritti.it/2017/04/14/l-onu-e-le-bombe-italiane-in-yemen/
L’Onu e le bombe italiane in Yemen di Giorgio Beretta  14 aprile 2017
I bombardamenti aerei condotti dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno devastato le infrastrutture civili in Yemen, ma non sono riuscite a scalfire la volontà politica dell’alleanza Houthi-Saleh a continuare il conflitto». Lo ha messo nero su bianco il “Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen”, che il 27 gennaio scorso è stato trasmesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Un rapporto fortemente osteggiato dai sauditi e si capisce il motivo. «Il conflitto – scrivono gli esperti –  ha visto diffuse violazioni del diritto umanitario internazionale da tutte le parti in conflitto. Il gruppo di esperti ha condotto indagini dettagliate su questi fatti e ha motivi sufficienti per affermare che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita non ha rispettato il diritto umanitario internazionale in almeno 10 attacchi aerei diretti su abitazioni, mercati, fabbriche e su un ospedale».
E tra questi gli esperti annoverano gli attacchi effettuati con bombe italiane. Il rapporto dell’Onu, infatti, documenta il ritrovamento, a seguito di due bombardamenti a Sana’a nel settembre 2016, di più di cinque «bombe inerti» sganciate dall’aviazione saudita contrassegnate dalla sigla “Commercial and Government Entity (CAGE) Code A4447”. Quest’ultima è riconducibile all’azienda RWM Italia S.p.A. con sede in via Industrale 8/D, 25016 Ghedi (Brescia), Italia. Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, «l’utilizzo di queste armi rivela una tattica precisa, volta a limitare i danni in aree in cui risulterebbero inaccettabili».
Nelle scorse settimane, la Farnesina ha deciso di stanziare 3 milioni di euro per «attività di distribuzione di cibo da parte del PAM e per assicurare assistenza nel settore della salute e supporto agli ospedali». Nel frattempo è partita da Cagliari una nuova nave cargo piena di bombe destinata all’Arabia Saudita: nel 2016 ne sono state inviate per oltre 40 milioni di euro, ha segnalato l’Osservatorio OPAL di Brescia.
Proprio come ai bei tempi di Spadolini, Craxi e Andreotti: con una mano un po’ di aiuti, con l’altra un consistente carico di bombe. E, come ai bei tempi, continuano a chiamarla «cooperazione allo sviluppo». 
 

Renzi e Boschi, i politici sono peggiori dei banchieri ?

 

Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono riusciti in una impresa quasi impossibile: far apparire i politici, soprattutto quelli al governo, peggiori dei banchieri e dei tecnocrati della finanza, che nell'immaginario dell'opinione pubblica sono i più cinici, avidi e arroganti che si possa immaginare.

La commissione di indagine parlamentare sulle banche ha messo il PD sul banco degli imputati e ha chiamato tutti gli altri a confermare le ipotesi accusatorie. 

Ultimo in ordine di apparizione l'ex AD di Unicredit Ghizzoni che non solo ha confermato il racconto di Ferruccio De Bortoli che coinvolgeva la "casalinga di Arezzo", ma ha aggiunto un carico da 90 rivelando una email dell'amico di Renzi, tal Carrai Marco, che "sollecitava" una decisione sull'acquisto di Banca Etruria da parte di Unicredit.

Il banchiere davanti ai deputati della commissione e alla stampa nazionale appare come un integerrimo funzionario che rifiuta di cadere nella trappola degli interessi privati dei politici e dei loro amici faccendieri, mentre questi ultimi sono costretti a difendersi, precisare, disquisire sulla esatta interpretazione di una parolina o di una frase, tenendo in ostaggio un partito e un governo.

Se almeno avessero convocato Mussari ex di Montepaschi per riequilibrare le sorti della partita tra politici e banchieri...

 

BIOTESTAMENTO é legge anche in Italia

Con il voto del Senato (PD, M5S e MdP) il testamento biologico diventa legge. Un lungo applauso ha accompagnato l’approvazione definitiva della legge.

«Oggi è il giorno della responsabilità. Un giorno in cui il Parlamento di questa aberrante legislatura potrà riprendersi il merito e l’orgoglio di aver consegnato una pagina di civiltà al suo Paese», scrivono in una nota i parlamentari del M5S. 

Cosa prevede la legge sul biotestamento: la scheda del corriere.it 

Perchè De Benedetti attacca ScalfariRenzi

Devo ammettere che la chiave di lettura del post "Renzi arruola Scalfari per minacciare Boldrini e Grasso" era parzialmente inesatta:
Resta da capire perchè un anziano opinionista come Scalfari si presti a fare il lavoro sporco per conto di Renzi: probabilmente il gruppo editoriale con il quale si è immedesimato per tutta la vita lo ha incaricato di prendere il comando delle truppe in campo, senza gli indugi del passato.
L'editore Carlo De Benedetti è lo sponsor ufficiale di Renzi 2018, come già lo era stato nel corso della campagna referendaria del 2016. Se l'esito fosse come quello ...
 
 
In quel momento Scalfari giocava a fianco di Renzi ma Carlo De Benedetti era contrario, molto contrario, al punto da doverlo far sapere a tutti, a scanso di equivoci, in una feroce intervista al Corriere della Sera, rilasciata dopo che Scalfari aveva dichiarato che tra Di Maio e Berlusconi avrebbe votato per il caimano.
 
L'intervista dell'Ingegnere ha fornito alcuni anelli mancanti per l'interpretazione degli avvenimenti degli ultimi mesi.
 
 

Renzi arruola Scalfari per minacciare Boldrini e Grasso

 

Scalfari dice a Renzi di dire a Fassino di parlare con Prodi, che dice a Pisapia di parlare con Fassino che dice a Renzi che Pisapia vorrebbe parlare con lui ...

 

Le dinamiche della politica italiana dopo il voto siciliano hanno preso un'accelerata, come era prevedibile, nonostante il tentativo di Renzi di ridimensionare la portata della sconfitta subita.

Paradossalmente l'esito disastroso del PD ha rinforzato la posizione del segretario all'interno del partito, almeno per il momento, mentre fuori sono sempre più quelli che prendono le distanze, a cominciare addirittura dai  presidenti dei due rami del parlamento, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che per questo motivo vengono accusati dal partito di governo di non essere allineati e quindi non più degni dei loro incarichi.

Ma all'improvviso, mentre il vento sembra soffiare impetuoso contro Renzi, arriva il sostegno (inaspettato?) di Eugenio Scalfari, ancora considerato un opinion maker di rilievo nelle diverse varianti del centrosinistra.
 
L'ex direttore di Repubblica da molto tempo si dedica a scrivere editoriali per la lettura domenicale, una sorta di predica politica più o meno ascoltata come si conviene alle prediche dei sacerdoti.
 
Questa volta invece ha scritto di martedì, all'indomani della direzione del PD   (leggi tutto)

 

Renzi-Gentiloni come Tavecchio-Ventura ?

Il giorno dopo l'eliminazione dell'Italia di Tavecchio-Ventura dal campionato del mondo di calcio del 2018, quella di Renzi-Gentiloni viene avvisata della possibile eliminazione dall'Europa di serie A.


I conti del debito pubblico non tornano, e a dirlo non è solo il torvo Katainen, membro della Commissione Juncker: ormai tutti gli analisti delle principali istituzioni finanziarie considerano il 2018 un anno pieno di rischi per l'Italia, che a sua volta diventa il principale rischio per l'Europa.


1) Mentre il debito pubblico "vero" continua a salire e quello finto comunque non scende, nel 2018 la BCE dovrà comprare meno titoli di Stato italiano e qualcun altro dovrà rimpiazzarla ma a tassi molto più alti che saranno pagati con altri debiti.

2) Prima o poi nel 2018 ci saranno le elezioni politiche, prima delle quali il governo farà altre promesse e spese pur di vincerle, e dopo le quali chiunque le vinca dovrà negare le promesse fatte. L'incertezza politica - impossibilità di una maggioranza stabile -  farà da ulteriore volano per l'aumento dei tassi di interesse.

3) La riduzione del QE di Draghi nel 2018, assieme al miglioramento dell'economia nel resto d'Europa, provocherà un apprezzamento dell'euro sulle altre valute con ripercussioni negative sull'export italiano, a cui si deve gran parte della frazionale ripresa degli ultimi mesi.
 
In questo scenario, usando la metafora calcistica, persino i greci diventano campioni imbattibili per l'Italietta di Renzi-Gentiloni.

L'Italia calcistica è in grande subbuglio contro il governo Ventura-Tavecchio che l'ha portata al  peggiore disastro da 60 anni.
 L'Italia politica riuscirà a liberarsi di Renzi-Gentiloni prima che compiano un altrettanto irreparabile disastro?

Renzi il segretario più perdente nella storia del PD

Con la sconfitta nelle elezioni regionali siciliane Matteo Renzi aggiunge un altro trofeo al suo palmares di insuccessi negli ultimi tre anni, ad un mese dall'anniversario della sconfitta più bruciante, quella del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, perso "alla grande" con la promessa non mantenuta di ritirarsi a vita privata.


Come è nello stile del personaggio, il segretario di quello che resta del PD aveva già fatto sapere che il voto siciliano non era importante per il suo futuro politico "perchè in Sicilia il PD ha sempre perso anche con Bersani" (Crocetta era stato un incidente di percorso).


Per incassare la vittoria di Pirro sulla legge elettorale non aveva badato "a spese", con la fuoriuscita di Pietro Grasso e i velati dissensi dei meno fedeli.
La sconfitta nello scontro con i poteri forti sulla rinomina di Visco alla Banca d'Italia l'ha fatta passare per una quasi vittoria "perchè il PD sta dalla parte dei risparmiatori " facendo figurare  quindi lo scomodo Gentiloni nel versante opposto.


Dopo il disastro siciliano Renzi rilancerà sicuramente l'ipotesi della "coalizione di centro-sinistra per battere la destra, aperta alle componenti di centro e di sinistra" e se è necessario potrebbe promettere di fare un passo indietro sulla questione del premier, un sacrificio a vantaggio di Gentiloni-Minniti,  ma è una furbizia da oratorio di provincia a cui nessuno crede.

Fuori da quel che resta del PD non sono più in tanti disposti a farsi irridere per aver dato credito alle bugie del segretario.

Pietro Grasso risponde SI, Renzi è un pericolo per la democrazia

Due giorni fa ponevo il quesito "Renzi è un pericolo per la democrazia in Italia ?".

Il giorno dopo è arrivata la prima risposta, autorevole e pesante, da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso, seconda carica istituzionale dello Stato ed eletto nelle liste del PD , che ha annunciato la decisione di abbandonare il gruppo senatoriale poche ore dopo il voto finale sulla legge elettorale.

La denuncia di Grasso è un colpo grave al PD di Renzi, perchè il Presidente del Senato per gran parte dell'opinione pubblica progressista e moderata è una delle ultime immagini credibili di "servitore dello Stato", non contaminato dal discredito della politica, esempio di coraggio ed impegno civile per la lotta alle mafie.

I camerieri di Renzi si sono affrettati a dichiarare che Grasso se ne è andato perchè "non condivideva la linea di Renzi". E' una mezza bugia, perchè il gesto del Presidente del Senato è molto di più di una non condivisione: è una denuncia chiara ed esplicita sulla pericolosità di Renzi e del suo PD per il sistema democratico in Italia.

Aver imposto il voto di fiducia sulla legge elettorale per Pietro Grasso "servitore dello Stato" è stata una iniziativa contro la democrazia. Una iniziativa di Renzi, appunto.

Renzi é un pericolo per la democrazia in Italia?

Le ultime due iniziative di Matteo Renzi, la riforma elettorale imposta a colpi di voto di fiducia e la mozione contro Ignazio Visco imposta al suo maggiordomo Gentiloni, sono solo coincidenze lungo il percorso che porta alle elezioni del 2018, oppure sono il segnale pericoloso di una escalation finale da parte del segretario del PD per riconquistare il potere, con qualsiasi mezzo, come si conviene agli aspiranti dittatori?
A quasi un anno dalla bocciatura referendaria, il tentativo di Renzi di riprendersi Palazzo Chigi con qualsiasi mezzo sta assumendo i caratteri di una manovra eversiva ? oppure si tratta di un'esagerazione dei suoi avversari politici, in primis 5 Stelle e Bersani-D'Alema ?

 

Il patto Renzi - Draghi dietro il siluro a Banca d'Italia

Che Renzi scalpitasse per non riconfermare Ignazio Visco a governatore della Banca d'Italia era risaputo da prima dell'estate. La testa di Visco doveva servire a smarcare le sue responsabilità e quelle del PD dalla gestione scandalosa di Banca Etruria e a dare all'opinione pubblica quello che la gente chiedeva, la punizione dei responsabili dell'organo di vigilanza.

Nello stile renziano non esiste la gratitudine e quando i servitori diventano scomodi si licenziano.

Ma la Banca d'Italia, ancorché privata di molte delle funzioni di un tempo, è pur sempre un santuario del sistema di potere, sia interno che internazionale, e quindi occorre pensarci molte volte prima di scuoterla come ha fatto Renzi con la mossa di ieri.

Tutti hanno "apprezzato" il carattere elettoralistico della mozione PD, sottolineando lo sgarbo a Gentiloni-Mattarella, anch'essi trattati come maggiordomi un po' lenti di riflessi, ma a molti è sfuggito un particolare: la mano di Draghi dietro l'intera vicenda a sugello di un patto che dovrebbe portare il pescecane del PD di nuovo al governo e l'ineffabile Mario ai vertici delle istituzioni politiche europee, anche prima, se necessario, della scadenza del suo mandato in BCE.

In poche parole, Renzi ha chiesto e ottenuto il via libera di Draghi per lanciare il suo attacco a Visco, e lo ha ottenuto in cambio di un appoggio incondizionato del futuro governo italiano a guida Renzi a sostenere la candidatura del banchiere ad una posizione di potere creata ad hoc per lui, quale ad esempio il futuro Ministro delle Finanze di tutta Europa, come vagheggiato da molti tecnocrati.

Il mediatore dell'accordo Draghi - Renzi nelle scorse settimane sarebbe stato Eugenio Scalfari, il quale da tempo propugna un ruolo politico rilevante per il "suo amico Mario" e si è rassegnato a sostenere in ogni caso Matteo Renzi, al quale chiede in cambio solo di non fare troppe stupidaggini e di imbarcare il Pisapia per salvare le apparenze.

Scalfari nei giorni scorsi si era speso a favore della fiducia sulla legge elettorale messa dal governo su diktat di Renzi, scontrandosi con la redazione politica di Repubblica e con l'ex direttore Ezio Mauro che quella mossa l'avevano criticata.

 

Il disgusto della legge elettorale e i dieci anni del PD

 

Ero al Circo Massimo nell'ottobre del 2008 alla manifestazione in cui Walter Veltroni dichiarava che "l'Italia è migliore di chi la governa". All'epoca c'era Berlusconi, ma la frase si può riciclare in questo ottobre 2017, dopo la disgustosa approvazione della legge elettorale e alla vigilia dei "10 anni del PD", i cui festeggiamenti rappresentano un evento notevole per la satira ma inutile per la società civile.

Le critiche al rosatellum sono talmente vaste e articolate che mi sembra inutile aggiungerne altre. Sarebbe casomai interessante capire quale forza oscura abbia spinto il PD a presentarla e approvarla: qualcuno dentro il partito è davvero convinto che servirà a dare al paese la governabilità basata su uno schieramento trasparente ed autorevole, di qualsiasi orientamento esso sia ? qualcuno è davvero convinto che questa legge riporterà al voto i milioni di cittadini che se ne sono allontanati in tutti questi anni ?

Dentro il PD nessuno lo pensa e nemmeno lo auspica.


A dieci anni di distanza, quello che colpisce del PD è l'incredibile arretramento morale, intellettuale e culturale che questo partito ha saputo percorrere, tappa dopo tappa fino alla dittatura renziana, per annientare le ragioni già incerte e difficili della sua nascita.


Lo testimonia il fatto che quasi tutti i padri fondatori dopo 10 anni hanno smesso di credere che quel progetto sia ancora vivo e motivato. L'assenza di Romano Prodi alle commemorazioni dell'Eliseo equivale al certificato di morte del Pd di Renzi.
A fare da testimone di quell'epoca c'è rimasto Veltroni, che sarà tra gli "oratori" addomesticati dell'Eliseo e al quale, essendo invecchiato, bisognerà ricordare che "l'Italia è migliore di chi la governa" e di chi l'ha governata.

A che serve una legge elettorale marchiata dall'infamia del voto di fiducia?

Il ceto politico italiano più screditato del dopoguerra sta producendo una legge elettorale a sua immagine e convenienza.
E lo fa con  il metodo più oltraggioso che si potesse utilizzare per una questione così importante, quello del voto di fiducia, un "colpo di mano" come lo ha definito Ezio Mauro su Repubblica, a cui i principali "ruoli istituzionali", dal Presidente della Repubblica Mattarella a Gentiloni e Boldrini, si sono piegati o prestati senza capire che l'infamia avrebbe macchiato anche loro.

manifestazione contro rosatellum


Se passa il Rosatellum, comunque andranno le prossime elezioni elezioni, sappiamo già due cose:


1) i rappresentanti eletti saranno ancora più incapaci e incompetenti che mai, perchè non c'è limite verso il basso che possa fermare la spirale di servilismo, stupidità, arroganza, cupidigia che contraddistingue il ceto politico degli ultimi venti anni.  Se vuoi essere "nominato" dal capopartito devi avere le caratteristiche giuste e devi saperle conservare e riprodurre nel tempo.


2) Il discredito del Parlamento sarà inequivocabile. Qualsiasi deputato, di qualsiasi partito, sarà marchiato dall'infamia di una legge elettorale votata con i trucchi e le imposizioni degli apparati politici. Ma a loro questo non importa, perchè tanto non avranno bisogno di guardare in faccia chi li ha eletti.

Qualcuno prevede che anche il governo che uscirà dal futuro Parlamento è stato già deciso e porta dritto all'accordo Renzi-Berlusconi. Ma questo dettaglio, pur rilevante diventa secondario di fronte allo scandalo istituzionale di queste ore.


Persino un fautore della stabilità ad ogni costo come Giorgio Napolitano, responsabile di scelte che hanno favorito l'ascesa autoritaria di Renzi e lo svuotamento del PD, ha criticato la decisione del governo di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale.

Troppo tardi, non è questa l'ora per chiedere cambi di rotta e scatti di orgoglio.
 

L'attuale situazione e degenerazione non è un "colpo di testa" isolato ma è figlia delle scelte del passato, a cui hanno contribuito anche molti di coloro che ora si scandalizzano.
Avete riempito Montecitorio di teste vuote, cosa vi aspettate ora?

A che serve una legge elettorale marchiata dall'infamia del voto di fiducia?
Semplice, servirà a far governare quelli che l'hanno votata.