Pietro Grasso risponde SI, Renzi è un pericolo per la democrazia

Due giorni fa ponevo il quesito "Renzi è un pericolo per la democrazia in Italia ?".
Il giorno dopo è arrivata la prima risposta, autorevole e pesante, da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso, eletto nelle liste del PD , che ha annunciato la decisione di abbandonare il PD poche ore dopo il voto finale sulla legge elettorale. [Prosegue]

Renzi é un pericolo per la democrazia in Italia?

Le ultime due iniziative di Matteo Renzi, la riforma elettorale imposta a colpi di voto di fiducia e la mozione contro Ignazio Visco imposta al suo maggiordomo Gentiloni, sono solo coincidenze lungo il percorso che porta alle elezioni del 2018, oppure sono il segnale pericoloso di una escalation finale da parte del segretario del PD per riconquistare il potere, con qualsiasi mezzo, come si conviene agli aspiranti dittatori? [Prosegue]

Il patto Renzi - Draghi dietro il siluro a Banca d'Italia

Che Renzi scalpitasse per non riconfermare Ignazio Visco a governatore della Banca d'Italia era risaputo da prima dell'estate. La testa di Visco doveva servire a smarcare le sue responsabilità e quelle del PD dalla gestione scandalosa di Banca Etruria e a dare all'opinione pubblica quello che la gente chiedeva, la punizione dei responsabili dell'organo di vigilanza.

Nello stile renziano non esiste la gratitudine e quando i servitori diventano scomodi si licenziano. [Prosegue]

Il disgusto della legge elettorale e i dieci anni del PD

Ero al Circo Massimo nell'ottobre del 2008 alla manifestazione in cui Walter Veltroni dichiarava che "l'Italia è migliore di chi la governa". All'epoca c'era Berlusconi, ma la frase si può riciclare in questo ottobre 2017, dopo la disgustosa approvazione della legge elettorale e alla vigilia dei "10 anni del PD", i cui festeggiamenti rappresentano un evento notevole per la satira ma inutile per la società civile. [Prosegue]

A che serve una legge elettorale marchiata dall'infamia del voto di fiducia?

Il ceto politico italiano più screditato del dopoguerra sta producendo una legge elettorale a sua immagine e convenienza.
E lo fa con  il metodo più oltraggioso che si potesse utilizzare per una questione così importante, quello del voto di fiducia, un "colpo di mano" come lo ha definito Ezio Mauro su Repubblica, a cui i principali "ruoli istituzionali", dal Presidente della Repubblica Mattarella a Gentiloni e Boldrini, si sono piegati e prestati senza capire che l'infamia avrebbe macchiato anche loro. [Prosegue]

ILVA il volto vero del jobs act di Renzi

Ricordate quando Renzi sbandierava il jobs act come un'esaltante modernità per dare lavoro ai giovani senza togliere diritti ai lavoratori anziani ? Bugie.
L'ILVA è il caso più eclatante e autentico che svela la cinica ragione che ha spinto il governo Renzi a stravolgere - non riformare - il mercato del lavoro.
Un grande affare per ArcelorMittalMarcegaglia ma soprattutto un segnale chiaro e forte a tutti: il jobs act di Renzi è questo, non quello, pur inguardabile, che avete visto finora. [Prosegue]

Il Renzi scaricato

Questa volta Renzi non ha colpe più di quelle già note, anzi fa sinceramente pena l'attacco concentrico che si è scatenato contro di lui dopo la disfatta delle elezioni comunali. [Prosegue]