Terrore a Los Angeles, 650000 studenti fuori dalle scuole

  Strategia della paura dell'ISIS o una bufala della NSA ?   Tutta Los Angeles aspetta di sapere cosa sta succedendo, dopo l'emergenza bomba lanciata dalla polizia che ha costretto 650000 studenti a tornare a casa e altrettante famiglie a lasciare precipitosamente il lavoro.  

TRUMP, chi ha generato questo mostro politico ?

Donald Trump, il probabile candidato alle Presidenziali USA 2016, inizia a far paura al suo stesso partito repubblicano.  Dopo la proposta di impedire ai musulmani l'accesso agli Stati Uniti, come soluzione al rischio di altri atti terroristici, lo schieramento di Jeff Bush lo ha definito "xenofobo e bigotto". Altri lo hanno paragonato ad Hitler, e lui per non smentirsi ha ribattuto di non sentirsi offeso dal paragone, ma ha espresso la sua ammirazione per il Roosevelt della Seconda Guerra Mondiale. Trump è un mostro politico incredibile, sembra uscito da una sceneggiatura di Hollywood, ma è lui, per il momento a godersi il film del suo successo assieme a gran parte dell'America triste ed arrabbiata che applaude alle sue "battute". L'ascesa di Trump non è un fenomeno estemporaneo ed imprevedibile, bensì il risultato di processi politici profondi e non interpretabili dalla classe politica tradizionale. Il prossimo anno il suo probabile sfidante sarà Hillary Clinton, e questo basta a far capire che la politica negli USA è ormai totalmente disconnessa dalla realtà. Se Trump è il campione della banalizzazione, la Clinton riesce a complicare anche le uova al tegame.   

San Bernardino, Obama chiama gli Stati Uniti

Obama dallo Studio Ovale delle grandi occasioni cerca di rinsaldare le fila di un'America impaurita dalla minaccia del terrorismo della porta accanto, dopo la strage di San Bernardino. Prometterà di limitare la diffusione delle armi ? Non sarebbe il momento giusto, perchè l'opinione pubblica ha iniziato la corsa agli armamenti; il proprietario di un negozio di armi vicino New York: But Harris said the response she saw after San Bernardino was different."I would say a good 40% of my calls (Wednesday) were people who have never owned a firearm in their life," Harris said. (http://www.usatoday.com/story/news/nation/2015/12/06/can-tough-gun-laws-end-mass-shootings/76875110/). E se non bastasse : Speaking to an estimated 10,000 strong campus community, Liberty University President Jerry Falwell Jr. urged students, staff and faculty at his Christian school to get a permit to carry a concealed weapon on campus, so that "we could end those Muslims before they walked in." Students reportedly erupted into applause at the call to arms. In questo clima generale di chiamata alle armi, Obama annuncerà il ritorno di soldati americani sul teatro di guerra iracheno / siriano ? Probabile, anche se in "quantità limitata" e con l'obiettivo di guidare la coalizione anti ISIS, ormai estesa persino alla Germania, che invierà aerei, navi e fanteria. L'America non può limitarsi a guardare in quello scacchiere e farsi scavalcare dall'asse Putin - Hollande, e quale migliore occasione per annunciare il ritorno in Iraq dopo l'attacco di San Bernardino ad opera di un musulmano nato negli USA e di sua moglie pakistana. Li staneremo, prometterà Obama, dallo Studio Ovale della Casa Bianca. In cambio vi chiederemo solo di "entrare nelle vostre case a controllare  se siete terroristi"    

San Bernardino, il volto che terrorizza gli USA

Tashfeen Malik è la donna che assieme al marito americano ha lasciato la figlia di 6 mesi ai nonni ed è andata ad ammazzare 14 persone a San Bernardino. FBI ha classificato la strage come "possibile atto di terrorismo", ipotizzando che Syed Farook e Malik siano stati "ispirati" dall'ISIS a compiere la strage, piuttosto che essere una vera e propria cellula organizzata. Se fosse vera la versione del FBI, l'America avrebbe ancora più da essere terrorizzata: sono centinaia, se non addirittura migliaia, gli "ispirati" dall'ISIS in un paese come gli USA in cui comprare e detenere armi da guerra è più facile che comprare un televisore. Le statistiche sugli account TWITTER collegati a network che fiancheggiano gruppi islamisti parlano di decine di migliaia di followers che potrebbero trasformarsi in altrettanti inspireds. La diffusione delle armi e la diffusione del jihaadismo creano una miscela esplosiva che inizia a gettare nel panico soprattutto la sconfinata periferia : "If there could be a terror attack at a social services center in San Bernardino, why not suburban Alabama, or downtown Louisville, Kentucky? The bloody massacre made it all too obvious for some Americans that big cities with marquee names aren't the only potential targets. "I can honestly say I don't feel as safe," said Tim Harrington, 50, of Jacksonville, Florida, while touring a museum in Louisville." L'America torna a fare i conti con il problema del controllo armi, sul quale Obama ha perso tutte le battaglie finora timidamente iniziate. Il New York Times ha pubblicato per la prima volta dopo quasi 100 anni un editoriale http://www.nytimes.com/2015/12/05/opinion/end-the-gun-epidemic-in-america.html su tutta la prima pagina in cui chiede con forza una iniziativa per limitare almeno il tipo di armi in circolazione: se proprio non vogliamo vietarle, almeno cerchiamo di non vendere quelle più sofisticate e mortali, per lasciare almeno una supremazia tecnologica ai "tutori della sicurezza". Ma in contemporanea, a dimostrazione della spaccatura profonda che attraversa il paese, lo sceriffo della contea di Ulster ha lanciato un appello ufficiale a tutti i cittadini della contea a "portare con se le armi legalmente acquistate" e di utilizzarle in caso di necessità. Van Blarcum, a Democrat, released the message via the Ulster County Sheriff's Office official Facebook page Thursday."In light of recent events that have occurred in the United States and around the world I want to encourage citizens of Ulster County who are licensed to carry a firearm to PLEASE DO SO," the post reads. Van Blarcum urges Ulster County citizens to "responsibly take advantage of your legal right to carry a firearm." He estimates there are more than 10,000 licensed handgun owners in Ulster County. Il ragionamento dello sceriffo non fa una piega: se succede che qualche "ispirato" attacca il luogo in cui state mangiando, o ballando o girando per negozi, siate pronti a rispondere con le armi, in modo da ucciderli prima che loro uccidano voi. Molto meglio se li riconoscete ancora prima che siano armati. Lo "sceriffo democratico" evoca la "partecipazione democratica" dei cittadini alla difesa collettiva: siamo tanti, e uniti possiamo sconfiggere i terroristi. E' una chiamata alle armi, originale ma che da il senso di quanto accadrà nei prossimi mesi negli Stati Uniti. . Ecco perché il volto di Tashfeen Malik è diventato una foto segnaletica di potenziali terroristi.  

Strage a San Bernardino, USA

Attacco terroristico a San Bernardino in California, USA Quattordici morti, altri venti feriti da almeno tre uomini armati, in un edificio del Inland Regional Services che ospita una sezione per persone disabili. Il commando di tre uomini armati è fuggito. Sembra appartengano al gruppo terroristico di fanatici razzisti di cui faceva parte l'esecutore della strage di Charleston del giugno scorso. Negli USA è emergenza per le stragi quotidiane causate dal proliferare delle armi in mano a singoli esaltati o gruppi di fanatici. Questa strage segna un salto di qualità pericoloso, per la dinamica e l'organizzazione con cui è stata condotta.

Gli europei finanziano ISIS

I capi di governo della UE pagheranno a Erdogan 3 miliardi di euro come "contributo per la gestione" dei profughi siriani. < src="https://www.rt.com/news/324263-russia-briefing-isis-funding/video/" frameborder="0" width="560" height="315"> Nel frattempo, quelle che prima erano ipotesi circa il contrabbando di petrolio tra Turchia e ISIS gestito direttamente dalla famiglia Erdogan, ora sono certezze documentate da testimonianze e prove fotografiche.  L'Europa finanzia Erdogan che finanzia ISIS.  E' incredibile come i politici europei abbiano la capacità di passare in così poco tempo dall'indignarsi e armarsi contro chi fa stragi e minaccia  i valori dell'Europa al trattare con affaristi e violentatori dei diritti umani che armano e finanziano quelli che hanno insanguinato Parigi. E potremmo anche chiudere un occhio, nel nome del realismo diplomatico, se si trattasse di una vera "trattativa"  tra soggetti affidabili. La verità è che Erdogan ha ottenuto i tre miliardi sulla base di un ricatto: è pronto a deportare due milioni di siriani in Grecia e nei Balcani se non gli si danno i soldi richiesti, ma dopo aver incassato i 3 miliardi non tarderà un attimo a cacciare i profughi siriani di nuovo verso l'Europa.   

Tahir Elci ucciso dai servizi di Erdogan

Due video che riprendono gli istanti dell'assassinio di Tahir Elci, l'avvocato dei Curdi.  A poche decine di metri c'era stata una sparatoria tra poliziotti e tre uomini in un auto. Non sono chiari i collegamenti tra i due episodi e se i due che si vedono correre nel video provengano dal luogo della prima sparatoria. Il secondo video mostra i fotogrammi che fanno nascere il sospetto di un assassinio organizzato dai servizi di sicurezza turchi che avrebbero dovuto proteggere Tahir Elci e che invece inspiegabilmente fanno passare i due presunti assalitori davanti alle loro pistole senza colpirli.  Il primo dei due viene addirittura ignorato dagli agenti, uno dei quali invece spara sul secondo da distanza ravvicinata senza colpirlo. Lo stesso agente nei fotogrammi successivi viene visto cambiare la pistola. Forse la prima era caricata a salve?. Nei pochi secondi in cui gli agenti non riescono a colpire gli assalitori, Tahir Elci viene ucciso - nei fotogrammi successivi si intravede il suo corpo a terra. Potrebbe essere stato il primo dei due assalitori, che correndo si è avvicinato a Elci uccidendolo, ma è improbabile data la velocità di corsa. Neanche per il secondo sarebbe stato agevole uccidere il leader curdo. Potrebbe invece essere stato uno degli agenti che sparavano in direzione dei due aggressori a colpire Tahir Elci. Oppure, un altro killer nascosto nelle abitazioni di fronte potrebbe aver fatto fuoco a colpo sicuro. Un "errore" o un atto premeditato? Chiedetelo a Erdogan. http://www.todayszaman.com/national_questions-raised-over-tahir-elcis-murder_405643.html

Squadre della morte in Turchia

  L'assassinio di Tahir Elci, avvocato e leader del HDP, da parte di killer sbucati all'improvviso durante un comizio a Diyarbakir in Turchia, si aggiunge all'escalation di repressione, censura, e atti di intimidazione contro qualsiasi opposizione al regime di Erdogan.  Tahir Elci è stato giustiziato per aver difeso la causa dei curdi e per aver sostenuto, assieme a tanti altri, le ragioni di un riconoscimento del PKK come interlocutore politico non equiparabile ai terroristi. L'assassinio di Tahir Elci segue di pochi giorni l'arresto di due giornalisti di Cumhuriyet, giornale indipendente e in prima linea nella denuncia dei metodi autoritari del regime turco. Il "sultano turco", in affari con l'Isis, è diventato ormai un problema internazionale di enorme rilevanza. Erdogan deve essere condannato e isolato dall'opinione pubblica mondiale, prima che possa scatenare altre stragi e guerre dalle dimensioni catastrofiche.

i siti web di COP21 a Parigi classificati insicuri

Se fate una ricerca Google sui siti che trattano l'argomento COP21 la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici che si apre a Parigi il 30 novembre, due dei primi tre risultati sono classificati INSICURI dal Norton Internet Security. Sono davvero insicuri ? o semplicemente nessuno ha informato Norton che i siti ufficiali su COP21 sono tenuti sotto osservazione per monitorare attacchi terroristici ?

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan.  Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"  da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca. I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

Intelligence USA diceva bugie sull'ISIS

Un'inchiesta partita alcuni mesi fa sta portando alla luce i comportamenti ambigui della intelligence militare USA che potrebbero avere avuto un ruolo importante nel ritardare e indebolire la lotta al terrorismo ISIS. Secondo la ricostruzione del New York Times - Pentagon Expands Inquiry Into Intelligence on ISIS Surge - nel corso del 2014 i vertici militari del CENTCOMM (il comando militare dell'area che va dall'Europa al Pacifico) nei loro resoconti al Presidente Obama avrebbero modificato e attenuato l'allarme lanciato dagli analisti dello stesso US Central Command, che descrivevano in termini preoccupati e realistici l'avanzata dell'ISIS nella conquista delle città irachene, l'inefficacia dei bombardamenti aerei e il fallimento dei piani di addestramento delle truppe governative impegnate contro i terroristi. I vertici militari avrebbero in sostanza manipolato le informazioni di intelligence su cui i vertici politici avrebbero dovuto formarsi un quadro preciso dell'evoluzione del teatro di guerra per agire di conseguenza e tempestivamente. Perchè l'apparato militare USA ha "sottovalutato" l'avanzata dell'ISIS? dichiarandosi ottimista anzichè allarmarsi ? E' quello che dovrà appurare l'inchiesta interna, resasi ancora più importante dopo gli attentati di Parigi, ma gran parte del materiale è stato già secretato o distrutto.  Lo scandalo del intelligence militare USA è solo all'inizio, ma il colpo alla sua credibilità è già notevole.  

Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

www.menoopiu.it - Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma soprattutto la sede di due delle istituzioni europee più importanti: la Commissione Europea e il Consiglio dell'Unione Europea. Quello che sta accadendo in queste ore, dopo l'attacco dell'Isis a Parigi e la "scoperta" che la capitale belga era il centro dell'organizzazione terroristica, potrebbe essere la prova generale di un processo di militarizzazione interna ad ogni paese europeo.  Emerge una proposta di abolizione del trattato di Schengen, quantomeno per la gran parte dei paesi membri. La proposta sarebbe partita dall'Olanda e prevede i controlli alle frontiere per tutti, tranne che per i cittadini di Olanda, Belgio (?), Germania e Austria. L'abolizione, anche solo temporanea, di Schengen sarebbe un colpo durissimo alla credibilità già traballante dell'Unione Europea, che di fatto rimarrebbe solo un'area di scambio di merci e finanza, facendo venire meno ancora di più le ragioni della moneta unica. L'abolizione di Schengen, in una sorta di gioco al rimbalzo, servirebbe a giustificare la chiusura delle frontiere ai profughi e rifugiati politici: se per i cittadini europei vengono prese misure eccezionali di limitazione e controllo, ancora più sarebbero giustificati il divieto di attraversare le forntiere per i migranti e l'abolizione delle promesse accoglienza e solidarietà. Nel frattempo, forse anche in modo strumentale per far crescere il clima di paura e accettazione delle limitazioni alle libertà personali, il Belgio proclama una sorta di coprifuoco generale, con misure di allarme eccezionale. Chiusi tutti i luoghi pubblici, manifestazioni sportive e culturali, le metropolitane, con " l'invito" a non fare assembramenti e a restarsene a casa, per timore di attentati come quelli avvenuti a Parigi.  Di fatto è il coprifuoco modello Europa, che contraddice clamorosamente l'invito di politici e mass media di qualche giorno fa a "tornare alla normalità" nei luoghi di svago e turismo.  

al-Qaeda vs ISIS, la gara del terrore

L'attacco all'hotel di Bamako, con 20 morti e l'eco del terrore rimbalzato in tutta l'Africa, dimostra che lo scontro interno al mondo dello jihadismo si risolverà in una gara a chi compie più stragi di occidentali, ma con tattiche diverse. L'azione in Mali è stata rivendicata da al Morabitoon, affiliato di al-Qaeda ed è stata "salutata con favore" dal popolo jihadista di Twitter.  La mappa delle basi dei gruppi pronti a scontrarsi o a cambiare bandiera, alleandosi con chi paga o dimostra di essere più forte.   Sembra che la tattica alqaedista, dopo le stragi di gennaio a Parigi, sia stata modificata e forse "patteggiata": concentrare gli attacchi su obbiettivi fuori dal territorio europeo, per evitare di superare la soglia di non ritorno che metterebbe in crisi gli schieramenti sul fronte siriano, dove i gruppi filo al Qaeda si scontrano con l'esercito di Assad. L'Isis invece si concentra su obiettivi nel cuore dei territori europei/occidentali (compresa la Russia), ad alto impatto militare, emotivo, sociale e politico, che gli consentono di attirare "ammirazione" e denaro in tutto il mondo e in particolare dall'Arabia Saudita, pur esponendosi alla rappresaglia più dura.

Siamo in guerra ?

 Francois Hollande, il presidente francese più sbeffeggiato degli ultimi 50 anni,  dopo la strage di Parigi ha dichiarato guerra all'ISIS/Daesh/Califfato/Islam e ha messo gli altri paesi di fronte alla scelta se schierarsi con lui oppure no. Il più entusiasta e tempestivo è stato Putin, mentre Obama ha nicchiato. Le 28 nazioni dell'Unione Europea hanno unanimemente affermato il loro sostegno alla guerra che la Francia ha dichiarato, ma  resta un mistero in cosa consista il sostegno. Appoggio logistico, contributo economico oppure un vero e proprio coinvolgimento nelle azioni militari che l'esercito francese sta lanciando in Siria? E' una questione di rilievo, perchè comporta passaggi istituzionali e conseguenze sostanziali. Si può essere d'accordo o contrari all'ipotesi di mandare un esercito in territorio siriano per combattere i terroristi dell'ISIS, purchè se ne valutino le implicazioni e le prospettive: se si dovesse giudicare dall'esperienza recente in Libia, in Iraq o Afghanistan, la risposta unanime sarebbe quella di non ripetere le stesse scelte perchè hanno avuto conseguenze ancora più destabilizzanti e distruttive. Si potrebbe osservare che quando i curdi di Kobane avevano chiesto un aiuto militare contro l'attacco dell'Isis, gli stessi che oggi proclamano la guerra, allora avevano opposto ragioni geopolitiche e di opportunità ad un coinvolgimento aperto. La tragedia delle popolazioni del Kurdistan, della Siria e dell'Iraq è sempre passata in secondo piano rispetto alle ragioni della diplomazia / convenienza. I morti di Parigi pesano quanto quelli di Kobane, di Homs, di Aleppo o di Mosul e tutti chiedono che i terroristi siano sconfitti e neutralizzati. Ma soprattutto è necessario sconfiggere le ragioni del loro successo, che si fonda non solo sul terrore ma anche sulle ipocrisie e convenienze di molti governi e gruppi di potere. Il G20 in Turchia è stato un esempio. Putin, che ha impiegato 15 giorni per ammettere l'abbattimento del A321 da parte dell'Isis, ha chiesto di essere "riabilitato", dimenticando Crimea e Ucraina (oltre che il sostegno ad Assad, concedendo di sostituire il macellaio siriano con un suo clone, con finte elezioni. Molti paesi, tra cui la Francia, si sono dichiarati disposti a chiudere 3 occhi pur di appoggiare la proposta di Putin.  Per non parlare di Erdogan, che ha utilizzato l'Isis per scatenare terrore e repressione pur di riprendersi il potere in Turchia. E' comprensibile che la Francia voglia vendicare le vittime degli attentati di Parigi mandando aerei e soldati in Siria contro l'Isis. E' comprensibile che Hollande cerchi di risollevare le sue sorti politiche dimostrando di saper fronteggiare la minaccia terroristica, ma non si capisce ancora con chi e come voglia fare la guerra. Lo stato di emergenza prolungato, la revisione della Costituzione per sopprimere "alcune" libertà individuali, la militarizzazione della società, la proclamazione dello stato di guerra sono davvero necessari per sconfiggere quelle decine di terroristi che hanno organizzato la strage di Parigi via playstation? Un quesito per i partiti politici italiani: il sostegno alla guerra dichiarata da un paese equivale ad una entrata in guerra ?

I servizi di sicurezza sono insicuri

Dalle indagini sugli autori degli attacchi terroristici di Parigi emerge una verità allarmante: gli apparati di sicurezza, dotati di risorse enormi e mezzi sofisticati, non sono stati in grado di individuare la pericolosità di alcuni membri dei tre commando dell'Isis, pur avendo nei propri schedari tutti gli elementi per bloccarli. Omar Ismail Mostefai, francese musulmano di 29 anni schedato per precedenti penali, aveva viaggiato tra la Siria, la Turchia e la Francia tra il 2013 e il 2014 ed è stato identificato tra quelli che hanno fatto strage nel teatro Bataclan. Era così difficile pensare che non avesse viaggiato per motivi di affari in Siria, in un periodo in cui il paese era già un campo di battaglia ? Quali sistemi di intercettazione e monitoraggio sono stati utilizzati per verificarne gli spostamenti e le frequentazioni? Le ipotesi sono due: o i terroristi hanno tecnologie e sistemi più avanzati di quelli degli apparati di sicurezza per spostarsi, comunicare tra di loro senza destare sospetti, oppure gli apparati di sicurezza sono insicuri.

Terroristi tra i migranti regolari dalla Siria

Il falso passaporto del terrorista proveniente dalla Siria, identificato dalle impronte come rifugiato. Se la notizia che uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi aveva un passaporto siriano regolarmente registrato in ingresso come profugo è vera, la polemica sarà molto più devastante di quanto già facilmente immaginabile. Alle vittime di Parigi si aggiungeranno sicuramente le migliaia di migranti che ora saranno rifiutati e a ritroso respinti verso la Siria. Il Ministro degli Interni greco avrebbe confermato che il passaporto apparteneva ad un individuo entrato come profugo il 3 ottobre dall'isola di Leros e dotato di un permesso registrato per la circolazione in Europa. Iniziano a delinearsi le responsabilità dei servizi di sicurezza francesi: uno dei terroristi sarebbe un cittadino francese già schedato dalla polizia.  

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

il nuovo mistero del A321 russo

  aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric "The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.   Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt" http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece  __________________________________________ https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4 Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti. Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno. Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico. Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez. Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato. Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli. Il documento postato via Twitter si rivelava un falso. Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ?  Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt sono ancora ipotesi 

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

Il 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis. Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera. Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ?  Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ?  Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress." oppure  "There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude” Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato. Perché ? Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria. Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente. La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ? Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ? Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ? La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico. Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.

Aereo russo sabotato dall'Isis?

L'aereo russo precipitato sul Sinai con 224 persone a bordo potrebbe essere stato sabotato prima della partenza dall'aereoporto di Sharm el Sheikh. L'ipotesi dell'attentato terroristico dovrebbe essere la più probabile dopo la rivendicazione dell'Isis. Esclusa l'ipotesi che un missile da terra possa aver colpito l'aereo, ma potrebbe esserci stata un'esplosione in volo. Smentita la notizia che il comandante dell'aereo abbia richiesto un atterraggio di emergenza. Inizia farsi strada l'ipotesi che l'aereo sia stato sabotato a terra prima del decollo, da parte di qualcuno infiltrato nel personale addetto alla manutenzione o ai bagagli. Una bomba a tempo, anche di piccole dimensioni, potrebbe avere messo fuori uso entrambi i motori, facendo precipitare l'aereo, che si trovava già alla quota di crociera. Se fosse confermata dall'analisi della scatola nera, si tratta di una nuova forma di minaccia terroristica a matrice jiadista difficile da contrastare e prevenire, che mette sotto scacco gran parte del trasporto aereo, in una escalation di cui a fare le spese sono le vittime civili innocenti.

Erdogan è il mandante

aggiornamento 16/10/2015 : Uno dei due terroristi sospettati di essere gli autori della strage di Ankara era il proprietario di un luogo di ritrovo ben noto alle autorità di polizia e ai mass media che avevano in passato denunciato le attività della cellula. Yunus Emre Alagoz identificato come autore della strage era il fratello maggiore dell'altro terrorista che aveva provocato la morte di 33 attivisti curdi a Suruc il 20 luglio scorso. Resta inspiegabile come abbia potuto agire indisturbato, senza alcun controllo preventivo. Si rafforza quindi l'ipotesi di complicità tra lo schieramento di Erdogan e i gruppi dell'Isis. "Trovo difficile credere che questi attentatori, i cui nomi e collegamenti familiari sono stati denunciati ampiamente dalla stampa, non siano stati controllati dal governo,e siano potuti venire ad Ankara senza il National Intelligence Agency lo sapesse," ha commentato Ezgi Basaran, editorialista del giornale Radikal. ____________________________________ L'orrore e la rabbia per la strage di Ankara, 100 morti e oltre 300 feriti, il più grave attentato nella storia del paese, iniziano a far posto alle analisi per risalire alle responsabilità e agli esecutori, non i kamikaze dilaniati nelle due esplosioni bensì la rete organizzativa necessaria per realizzare un attentato di così vaste proporzioni. Le risposte della gran parte degli osservatori indipendenti vanno in un unica direzione: l'attentato di Ankara è stato pensato da Erdogan ed eseguito dall'Isis. Dietro il peggiore attentato nella storia della Turchia moderna potrebbe esserci lo Stato islamico. È l’opinione di Daniel Pipes, politologo americano presidente del Middle East Forum, a proposito dell’attacco ad Ankara contro una manifestazione pacifista, costato la vita a 86 persone. «Sembra essere opera dell’Is – dice Pipes all’Adnkronos – forse con il sostegno del governo turco». Secondo l’analista di orientamento neocon, «il presidente Recep Tayyip Erdogan non intende fermarsi davanti a niente per diventare il dittatore della Turchia». In un recente articolo su Middle East Forum: "Back in 2013, President (then Prime Minister) Recep Tayyip Erdogan's chief advisor, Yigit Bulut, said that he would be "willing to die for Erdogan." He added: "There are millions like me." Perchè Erdogan avrebbe interesse a far precipitare nel terrore la Turchia?. 1) Le elezioni del 1 novembre secondo recenti sondaggi che Erdogan conosce non cambieranno la situazione delle precedenti: vittoria del partito di regime AKP ma senza maggioranza assoluta e quindi impossibile formare un "governo di regime" che possa cambiare la Costituzione in senso autoritario come vuole Erdogan. 2) Il solo modo per "convincere" i partitini più piccoli e finora restii ad appoggiarlo, è quello di creare condizioni di pericolo per il paese, agitando lo spettro del terrore dell'ISIS alle porte, i Curdi già oltre la soglia, la Siria al collasso. Per farsi dare i poteri speciali senza un golpe militare, Erdogan deve portare a termine l'opera di intimidazione della stampa, della magistratura e delle opposizioni. Finora non è bastato e per questo alza la posta e il livello di terrore e caos. 3) La Turchia è un paese con una frontiera ipercontrollata da militari e forze di intelligence e un apparato interno allenato per decenni nella guerra ai curdi. Per i terroristi non sarebbe facile entrare e muoversi in sicurezza senza avere le "coperture" necessarie. 4) Per Erdogan l'opzione del terrore è la meno "costosa" in termini politici: altre strade sono diventate via via impraticabili, con l'esplodere degli scandali di corruzione e soprattutto con la crisi economica che sta erodendo la base sociale che era dietro il suo successo. 5) L'instabilità della Turchia è un elemento di grande preoccupazione per le diplomazie occidentali. Erdogan gioca con spregiudicatezza, come nel caso degli interventi aerei sulla Siria, l'appartenenza della Turchia alla NATO. Minaccia di cambiare alleanze - con Putin molto interessato - o di defilarsi dagli schieramenti che gli USA dovranno cercare di mettere in piedi per trovare una soluzione alla crisi dell'intero Medio Oriente.  

Strage ad Ankara, la Turchia sprofonda

  Giovani che si tengono per mano, mentre alle loro spalle qualcuno cerca di spezzare la forza che li unisce, ammazzandone più di 100. Tenersi per mano, contro il terrore. E' la sfida di questo tempo "This is an attack by our nation against our people"  Da Hurryet Daily News: Selahattin Demirtaş, the co-chair of the People’s Democratic Party (HDP) whose members are among the victims of the Oct. 10 Ankara attack, harshly criticized both government and President Erdogan for poor inspection on recent similar attacks . “We have lost almost 150 of our people before and after the elections,” he said in Ankara, referring to the June 7 elections that failed to produce a one-party or coalition government but brought the HDP to the parliament as a party group as it surpassed the 10 percent election threshold. “There is nobody who has been designated as ‘responsible’ around. There is no effective investigation. There will be none regarding today's attack either. This is not an attack against unity of our state and nation. This is an attack by our nation against our people" he said.  Un'altra strage in Turchia, più di 100 morti e centinaia di feriti, un'altro colpo durissimo in un paese schiacciato dalla repressione interna del regime di Erdogan e dalla implosione degli equilibri precari del Medio Oriente con l'aggressione dei terroristi isis Una pacifica manifestazione di giovani pacifisti trasformata in tragedia, il più grave attentato nella storia della Turchia. Qualcuno sta cercando di esportare in Turchia i modelli di crisi tipo Egitto, Libia o Siria. Mancano solo 20 giorni alle nuove elezioni dopo che le precedenti avevano segnato una sconfitta per Erdogan e la vittoria del partito curdo di Demirtas. 

Putin sbarca in Siria per ripetere la Crimea

  Putin è sbarcato in Siria, con aerei e carri armati per riaffermare il concetto già espresso in Crimea: quello che è mio è mio.  Gli USA avevano cercato di abbattere il macellaio Assad nel 2012, fermandosi all'altolà dei russi dopo avere però armato i terroristi dell'ISIS. Dopo tre anni di massacri e distruzioni, e dopo aver consentito all'ISIS di raggiungere un livello di forza militare inimmaginabile, gli USA cercano di entrare in Siria per combattere i terroristi, ma Putin non si fida e schiera per la prima volta l'esercito russo sul campo di battaglia siriano. Il dopo Assad parlerà comunque il russo.

TUNISIA, una strage che non poteva accadere

  Una tragica coincidenza ha fatto sì che le rassicuranti dichiarazioni del ministro della Difesa tunisino riportate dalla stampa la mattina del 26 giugno, fossero smentite nel pomeriggio da un attacco terroristico sulla spiaggia di Sousse con 28 morti. L'escalation terroristica ha coinvolto anche la Francia, con una macabra decapitazione e l'esplosione di una fabbrica, e il Kuwait con una strage nella Moschea dell'Imam Sadiq dove sono morti 25 sciiti durante la preghiera del venerdì. La simbologia e la sincronia dei tre attentati è inequivocabile.  

Edward Snowden, due anni dopo

Dalla prigione russa in cui si trova a scontare la pena inflittagli dal Presidente Obama, Edward Snowden lancia un "messaggio" a due anni di distanza dall'inizio della sua battaglia.  E' un messaggio di speranza, perché il mondo ha iniziato a scoprire l'enorme pericolo della "sorveglianza globale" e a reagire. " ... Two years on, the difference is profound. In a single month, the N.S.A.’s invasive call-tracking program was declared unlawful by the courts and disowned by Congress. After a White House-appointed oversight board investigation found that this program had not stopped a single terrorist attack, even the president who once defended its propriety and criticized its disclosure has now ordered it terminated. This is the power of an informed public. " http://www.nytimes.com/2015/06/05/opinion/edward-snowden-the-world-says-no-to-surveillance.html    

L'omicidio di Walter Scott atto d'accusa contro il sistema poliziesco USA

    Walter Scott era un uomo cordiale dall'animo gentile. Ucciso da un poliziotto razzista. Ai suoi funerali c'erano centinaia di persone, ammutolite, affrante e sgomente di fronte all'ennesimo caso di omicidio di un nero ad opera di un poliziotto bianco. Ma il caso di Walter Scott sarebbe passato inosservato se la sua uccisione ad opera di Michael Slager non fosse stata ripresa in un video agghiacciante che ha smontato la versione iniziale del poliziotto che si difende e spara per fermare l'aggressore nero. L'intero sistema poliziesco USA viene svelato nei pochi minuti del video. https://www.youtube.com/watch?v=JCh8HhZ3Bww I gesti e le manipolazioni che i due poliziotti mettono in atto attorno al cadavere di Scott sono la prova di un'abitudine alla violenza, al cinismo, e alla sistematica violazione della legge. Gli Stati Uniti d'America, ad iniziare dal Presidente Obama, non possono minimizzare l'accaduto come il gesto isolato di un poliziotto. E' il funzionamento dell'intero sistema poliziesco che deve essere messo sotto accusa, di fronte all'opinione pubblica mondiale e alle istituzioni di giustizia internazionali. Negli USA è in atto una repressione violenta contro la popolazione di colore. BLACK LIVES MATTER https://www.menoopiu.it/post/Gli-auguri-di-BLACK-LIVES-MATTER