Tahir Elci ucciso dai servizi di Erdogan

Due video che riprendono gli istanti dell'assassinio di Tahir Elci, l'avvocato dei Curdi. 

A poche decine di metri c'era stata una sparatoria tra poliziotti e tre uomini in un auto. Non sono chiari i collegamenti tra i due episodi e se i due che si vedono correre nel video provengano dal luogo della prima sparatoria. Il secondo video mostra i fotogrammi che fanno nascere il sospetto di un assassinio organizzato dai servizi di sicurezza turchi che avrebbero dovuto proteggere Tahir Elci e che invece inspiegabilmente fanno passare i due presunti assalitori davanti alle loro pistole senza colpirli. 

Il primo dei due viene addirittura ignorato dagli agenti, uno dei quali invece spara sul secondo da distanza ravvicinata senza colpirlo. Lo stesso agente nei fotogrammi successivi viene visto cambiare la pistola. Forse la prima era caricata a salve?. Nei pochi secondi in cui gli agenti non riescono a colpire gli assalitori, Tahir Elci viene ucciso - nei fotogrammi successivi si intravede il suo corpo a terra.

Potrebbe essere stato il primo dei due assalitori, che correndo si è avvicinato a Elci uccidendolo, ma è improbabile data la velocità di corsa. Neanche per il secondo sarebbe stato agevole uccidere il leader curdo. Potrebbe invece essere stato uno degli agenti che sparavano in direzione dei due aggressori a colpire Tahir Elci. Oppure, un altro killer nascosto nelle abitazioni di fronte potrebbe aver fatto fuoco a colpo sicuro. Un "errore" o un atto premeditato? Chiedetelo a Erdogan.

http://www.todayszaman.com/national_questions-raised-over-tahir-elcis-murder_405643.html

Squadre della morte in Turchia

 

L'assassinio di Tahir Elci, avvocato e leader del HDP, da parte di killer sbucati all'improvviso durante un comizio a Diyarbakir in Turchia, si aggiunge all'escalation di repressione, censura, e atti di intimidazione contro qualsiasi opposizione al regime di Erdogan. 

Tahir Elci è stato giustiziato per aver difeso la causa dei curdi e per aver sostenuto, assieme a tanti altri, le ragioni di un riconoscimento del PKK come interlocutore politico non equiparabile ai terroristi.

L'assassinio di Tahir Elci segue di pochi giorni l'arresto di due giornalisti di Cumhuriyet, giornale indipendente e in prima linea nella denuncia dei metodi autoritari del regime turco.

Il "sultano turco", in affari con l'Isis, è diventato ormai un problema internazionale di enorme rilevanza.

Erdogan deve essere condannato e isolato dall'opinione pubblica mondiale, prima che possa scatenare altre stragi e guerre dalle dimensioni catastrofiche.

i siti web di COP21 a Parigi classificati insicuri

Se fate una ricerca Google sui siti che trattano l'argomento COP21 cop21 siti insicurila conferenza mondiale sui cambiamenti climatici che si apre a Parigi il 30 novembre, due dei primi tre risultati sono classificati INSICURI dal Norton Internet Security.

Sono davvero insicuri ? o semplicemente nessuno ha informato Norton che i siti ufficiali su COP21 sono tenuti sotto osservazione per monitorare attacchi terroristici ?

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute

L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan. 

Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"

 da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca.

I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

Intelligence USA diceva bugie sull'ISIS

Un'inchiesta partita alcuni mesi fa sta portando alla luce i comportamenti ambigui della intelligence militare USA che potrebbero avere avuto un ruolo importante nel ritardare e indebolire la lotta al terrorismo ISIS.

Secondo la ricostruzione del New York Times - Pentagon Expands Inquiry Into Intelligence on ISIS Surge - nel corso del 2014 i vertici militari del CENTCOMM (il comando militare dell'area che va dall'Europa al Pacifico) nei loro resoconti al Presidente Obama avrebbero modificato e attenuato l'allarme lanciato dagli analisti dello stesso US Central Command, che descrivevano in termini preoccupati e realistici l'avanzata dell'ISIS nella conquista delle città irachene, l'inefficacia dei bombardamenti aerei e il fallimento dei piani di addestramento delle truppe governative impegnate contro i terroristi.

I vertici militari avrebbero in sostanza manipolato le informazioni di intelligence su cui i vertici politici avrebbero dovuto formarsi un quadro preciso dell'evoluzione del teatro di guerra per agire di conseguenza e tempestivamente.

Perchè l'apparato militare USA ha "sottovalutato" l'avanzata dell'ISIS? dichiarandosi ottimista anzichè allarmarsi ? E' quello che dovrà appurare l'inchiesta interna, resasi ancora più importante dopo gli attentati di Parigi, ma gran parte del materiale è stato già secretato o distrutto. 

Lo scandalo del intelligence militare USA è solo all'inizio, ma il colpo alla sua credibilità è già notevole.

 

Il Giubileo in webcam

La preoccupazione che il Giubileo proclamato da Papa Francesco possa essere l'occasione di attentati terroristici è più che giustificata. 

Subito dopo gli attacchi di Parigi si è discusso della necessità o meno di far svolgere un evento religioso e turistico di tale portata: milioni di persone tra cui nascondersi e farsi esplodere sono una situazione unica per i fanatici di qualsiasi provenienza.

Il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è tra i più convinti sostenitori della tesi a favore dello svolgimento del Giubileo, anche in un clima di massima allerta: è convinto che la sfida con i terroristi possa essere vinta con sistemi intelligenti, realizzati con un massiccio aumento delle forze impiegate per prevenire e contrastare le minacce e con grandi investimenti in tecnologie di sicurezza.

Avendo già ottenuto il via libera alla spesa da parte di Junker, il problema ora è come utilizzare in modo intelligente i soldi. Le assunzioni di forze nuove di polizia ed esercito saranno sapientemente gestite in vista delle elezioni comunali a Roma - voto di scambio necessario per la sicurezza - ma anche l'uso di una rete capillare di webcam intelligenti che possano riconoscere i terroristi mentre si aggirano in ogni angolo della capitale, anche dentro le toilette delle stazioni, dei bar, dei musei ecc.

La perdita di un pezzetto di privacy sarebbe più che giustificata dagli obbiettivi e dagli incassi della manifestazione.

Non sappiamo se l'ottimismo di Renzi sarà sufficiente a far superare la paura di attentati e stragi ai milioni di fedeli cattolici in tutto il mondo, facendoli giungere in massa a San Pietro. Certamente i terroristi saranno terrorizzati dall'impiego di webcam intelligenti e si guarderanno bene dal prendere un aereo per recarsi a Roma.

Potrebbero "accontentarsi" di fare stragi e attentati prima che i turisti arrivino nella Capitale, in un aeroporto di partenza anziché in quello di arrivo. L'effetto di terrore sarebbe quasi identico, senza il rischio di imbattersi nelle webcam intelligenti di Renzi. Il quale avrebbe comunque realizzato il suo obbiettivo di spendere molti soldi prima delle prossime elezioni amministrative.

L'unico modo per evitare inutili rischi, in modo intelligente e sicuro, sarebbe quello di fare il Giubileo via webcam, con le persone interessate comodamente sedute a casa loro. Si spenderebbe molto di meno e non servirebbero webcam con un quoziente di intelligenza elevato. Basterebbe quello dei politici attuali.

 

 

Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

www.menoopiu.it - Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma soprattutto la sede di due delle istituzioni europee più importanti: la Commissione Europea e il Consiglio dell'Unione Europea.

Quello che sta accadendo in queste ore, dopo l'attacco dell'Isis a Parigi e la "scoperta" che la capitale belga era il centro dell'organizzazione terroristica, potrebbe essere la prova generale di un processo di militarizzazione interna ad ogni paese europeo. 

Emerge una proposta di abolizione del trattato di Schengen, quantomeno per la gran parte dei paesi membri. La proposta sarebbe partita dall'Olanda e prevede i controlli alle frontiere per tutti, tranne che per i cittadini di Olanda, Belgio (?), Germania e Austria.

L'abolizione, anche solo temporanea, di Schengen sarebbe un colpo durissimo alla credibilità già traballante dell'Unione Europea, che di fatto rimarrebbe solo un'area di scambio di merci e finanza, facendo venire meno ancora di più le ragioni della moneta unica.

L'abolizione di Schengen, in una sorta di gioco al rimbalzo, servirebbe a giustificare la chiusura delle frontiere ai profughi e rifugiati politici: se per i cittadini europei vengono prese misure eccezionali di limitazione e controllo, ancora più sarebbero giustificati il divieto di attraversare le forntiere per i migranti e l'abolizione delle promesse accoglienza e solidarietà.

Nel frattempo, forse anche in modo strumentale per far crescere il clima di paura e accettazione delle limitazioni alle libertà personali, il Belgio proclama una sorta di coprifuoco generale, con misure di allarme eccezionale. Chiusi tutti i luoghi pubblici, manifestazioni sportive e culturali, le metropolitane, con " l'invito" a non fare assembramenti e a restarsene a casa, per timore di attentati come quelli avvenuti a Parigi.

 Di fatto è il coprifuoco modello Europa, che contraddice clamorosamente l'invito di politici e mass media di qualche giorno fa a "tornare alla normalità" nei luoghi di svago e turismo.

 

al-Qaeda vs ISIS, la gara del terrore

L'attacco all'hotel di Bamako, con 20 morti e l'eco del terrore rimbalzato in tutta l'Africa, dimostra che lo scontro interno al mondo dello jihadismo si risolverà in una gara a chi compie più stragi di occidentali, ma con tattiche diverse.

L'azione in Mali è stata rivendicata da al Morabitoon, affiliato di al-Qaeda ed è stata "salutata con favore" dal popolo jihadista di Twitter.

 La mappa delle basi dei gruppi pronti a scontrarsi o a cambiare bandiera, alleandosi con chi paga o dimostra di essere più forte.

 

Sembra che la tattica alqaedista, dopo le stragi di gennaio a Parigi, sia stata modificata e forse "patteggiata": concentrare gli attacchi su obbiettivi fuori dal territorio europeo, per evitare di superare la soglia di non ritorno che metterebbe in crisi gli schieramenti sul fronte siriano, dove i gruppi filo al Qaeda si scontrano con l'esercito di Assad.

L'Isis invece si concentra su obiettivi nel cuore dei territori europei/occidentali (compresa la Russia), ad alto impatto militare, emotivo, sociale e politico, che gli consentono di attirare "ammirazione" e denaro in tutto il mondo e in particolare dall'Arabia Saudita, pur esponendosi alla rappresaglia più dura.

Siamo in guerra ?

 Francois Hollande, il presidente francese più sbeffeggiato degli ultimi 50 anni, 

dopo la strage di Parigi ha dichiarato guerra all'ISIS/Daesh/Califfato/Islam e ha messo gli altri paesi di fronte alla scelta se schierarsi con lui oppure no.

Il più entusiasta e tempestivo è stato Putin, mentre Obama ha nicchiato. Le 28 nazioni dell'Unione Europea hanno unanimemente affermato il loro sostegno alla guerra che la Francia ha dichiarato, ma  resta un mistero in cosa consista il sostegno. Appoggio logistico, contributo economico oppure un vero e proprio coinvolgimento nelle azioni militari che l'esercito francese sta lanciando in Siria? E' una questione di rilievo, perchè comporta passaggi istituzionali e conseguenze sostanziali.

Si può essere d'accordo o contrari all'ipotesi di mandare un esercito in territorio siriano per combattere i terroristi dell'ISIS, purchè se ne valutino le implicazioni e le prospettive: se si dovesse giudicare dall'esperienza recente in Libia, in Iraq o Afghanistan, la risposta unanime sarebbe quella di non ripetere le stesse scelte perchè hanno avuto conseguenze ancora più destabilizzanti e distruttive.

Si potrebbe osservare che quando i curdi di Kobane avevano chiesto un aiuto militare contro l'attacco dell'Isis, gli stessi che oggi proclamano la guerra, allora avevano opposto ragioni geopolitiche e di opportunità ad un coinvolgimento aperto.

La tragedia delle popolazioni del Kurdistan, della Siria e dell'Iraq è sempre passata in secondo piano rispetto alle ragioni della diplomazia / convenienza.

I morti di Parigi pesano quanto quelli di Kobane, di Homs, di Aleppo o di Mosul e tutti chiedono che i terroristi siano sconfitti e neutralizzati. Ma soprattutto è necessario sconfiggere le ragioni del loro successo, che si fonda non solo sul terrore ma anche sulle ipocrisie e convenienze di molti governi e gruppi di potere.

Il G20 in Turchia è stato un esempio. Putin, che ha impiegato 15 giorni per ammettere l'abbattimento del A321 da parte dell'Isis, ha chiesto di essere "riabilitato", dimenticando Crimea e Ucraina (oltre che il sostegno ad Assad, concedendo di sostituire il macellaio siriano con un suo clone, con finte elezioni.

Molti paesi, tra cui la Francia, si sono dichiarati disposti a chiudere 3 occhi pur di appoggiare la proposta di Putin. 

Per non parlare di Erdogan, che ha utilizzato l'Isis per scatenare terrore e repressione pur di riprendersi il potere in Turchia.

E' comprensibile che la Francia voglia vendicare le vittime degli attentati di Parigi mandando aerei e soldati in Siria contro l'Isis. E' comprensibile che Hollande cerchi di risollevare le sue sorti politiche dimostrando di saper fronteggiare la minaccia terroristica, ma non si capisce ancora con chi e come voglia fare la guerra.

Lo stato di emergenza prolungato, la revisione della Costituzione per sopprimere "alcune" libertà individuali, la militarizzazione della società, la proclamazione dello stato di guerra sono davvero necessari per sconfiggere quelle decine di terroristi che hanno organizzato la strage di Parigi via playstation?

Un quesito per i partiti politici italiani: il sostegno alla guerra dichiarata da un paese equivale ad una entrata in guerra ?

I servizi di sicurezza sono insicuri

Dalle indagini sugli autori degli attacchi terroristici di Parigi emerge una verità allarmante: gli apparati di sicurezza, dotati di risorse enormi e mezzi sofisticati, non sono stati in grado di individuare la pericolosità di alcuni membri dei tre commando dell'Isis, pur avendo nei propri schedari tutti gli elementi per bloccarli.

Omar Ismail Mostefai, francese musulmano di 29 anni schedato per precedenti penali, aveva viaggiato tra la Siria, la Turchia e la Francia tra il 2013 e il 2014 ed è stato identificato tra quelli che hanno fatto strage nel teatro Bataclan.

Era così difficile pensare che non avesse viaggiato per motivi di affari in Siria, in un periodo in cui il paese era già un campo di battaglia ?

Quali sistemi di intercettazione e monitoraggio sono stati utilizzati per verificarne gli spostamenti e le frequentazioni? Le ipotesi sono due: o i terroristi hanno tecnologie e sistemi più avanzati di quelli degli apparati di sicurezza per spostarsi, comunicare tra di loro senza destare sospetti, oppure gli apparati di sicurezza sono insicuri.

Terroristi tra i migranti regolari dalla Siria

Il falso passaporto del terrorista proveniente dalla Siria, identificato dalle impronte come rifugiato.

Se la notizia che uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi aveva un passaporto siriano regolarmente registrato in ingresso come profugo è vera, la polemica sarà molto più devastante di quanto già facilmente immaginabile. Alle vittime di Parigi si aggiungeranno sicuramente le migliaia di migranti che ora saranno rifiutati e a ritroso respinti verso la Siria.

Il Ministro degli Interni greco avrebbe confermato che il passaporto apparteneva ad un individuo entrato come profugo il 3 ottobre dall'isola di Leros e dotato di un permesso registrato per la circolazione in Europa.

Iniziano a delinearsi le responsabilità dei servizi di sicurezza francesi: uno dei terroristi sarebbe un cittadino francese già schedato dalla polizia.

 

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9).

Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis.

La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA.

Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321.

Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden.

Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai.

Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.