il nuovo mistero del A321 russo

  aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric "The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.   Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt" http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece  __________________________________________ https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4 Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti. Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno. Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico. Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez. Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato. Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli. Il documento postato via Twitter si rivelava un falso. Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ?  Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt sono ancora ipotesi 

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

Il 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis. Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera. Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ?  Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ?  Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress." oppure  "There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude” Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato. Perché ? Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria. Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente. La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ? Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ? Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ? La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico. Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.

Aereo russo sabotato dall'Isis?

L'aereo russo precipitato sul Sinai con 224 persone a bordo potrebbe essere stato sabotato prima della partenza dall'aereoporto di Sharm el Sheikh. L'ipotesi dell'attentato terroristico dovrebbe essere la più probabile dopo la rivendicazione dell'Isis. Esclusa l'ipotesi che un missile da terra possa aver colpito l'aereo, ma potrebbe esserci stata un'esplosione in volo. Smentita la notizia che il comandante dell'aereo abbia richiesto un atterraggio di emergenza. Inizia farsi strada l'ipotesi che l'aereo sia stato sabotato a terra prima del decollo, da parte di qualcuno infiltrato nel personale addetto alla manutenzione o ai bagagli. Una bomba a tempo, anche di piccole dimensioni, potrebbe avere messo fuori uso entrambi i motori, facendo precipitare l'aereo, che si trovava già alla quota di crociera. Se fosse confermata dall'analisi della scatola nera, si tratta di una nuova forma di minaccia terroristica a matrice jiadista difficile da contrastare e prevenire, che mette sotto scacco gran parte del trasporto aereo, in una escalation di cui a fare le spese sono le vittime civili innocenti.

Erdogan è il mandante

aggiornamento 16/10/2015 : Uno dei due terroristi sospettati di essere gli autori della strage di Ankara era il proprietario di un luogo di ritrovo ben noto alle autorità di polizia e ai mass media che avevano in passato denunciato le attività della cellula. Yunus Emre Alagoz identificato come autore della strage era il fratello maggiore dell'altro terrorista che aveva provocato la morte di 33 attivisti curdi a Suruc il 20 luglio scorso. Resta inspiegabile come abbia potuto agire indisturbato, senza alcun controllo preventivo. Si rafforza quindi l'ipotesi di complicità tra lo schieramento di Erdogan e i gruppi dell'Isis. "Trovo difficile credere che questi attentatori, i cui nomi e collegamenti familiari sono stati denunciati ampiamente dalla stampa, non siano stati controllati dal governo,e siano potuti venire ad Ankara senza il National Intelligence Agency lo sapesse," ha commentato Ezgi Basaran, editorialista del giornale Radikal. ____________________________________ L'orrore e la rabbia per la strage di Ankara, 100 morti e oltre 300 feriti, il più grave attentato nella storia del paese, iniziano a far posto alle analisi per risalire alle responsabilità e agli esecutori, non i kamikaze dilaniati nelle due esplosioni bensì la rete organizzativa necessaria per realizzare un attentato di così vaste proporzioni. Le risposte della gran parte degli osservatori indipendenti vanno in un unica direzione: l'attentato di Ankara è stato pensato da Erdogan ed eseguito dall'Isis. Dietro il peggiore attentato nella storia della Turchia moderna potrebbe esserci lo Stato islamico. È l’opinione di Daniel Pipes, politologo americano presidente del Middle East Forum, a proposito dell’attacco ad Ankara contro una manifestazione pacifista, costato la vita a 86 persone. «Sembra essere opera dell’Is – dice Pipes all’Adnkronos – forse con il sostegno del governo turco». Secondo l’analista di orientamento neocon, «il presidente Recep Tayyip Erdogan non intende fermarsi davanti a niente per diventare il dittatore della Turchia». In un recente articolo su Middle East Forum: "Back in 2013, President (then Prime Minister) Recep Tayyip Erdogan's chief advisor, Yigit Bulut, said that he would be "willing to die for Erdogan." He added: "There are millions like me." Perchè Erdogan avrebbe interesse a far precipitare nel terrore la Turchia?. 1) Le elezioni del 1 novembre secondo recenti sondaggi che Erdogan conosce non cambieranno la situazione delle precedenti: vittoria del partito di regime AKP ma senza maggioranza assoluta e quindi impossibile formare un "governo di regime" che possa cambiare la Costituzione in senso autoritario come vuole Erdogan. 2) Il solo modo per "convincere" i partitini più piccoli e finora restii ad appoggiarlo, è quello di creare condizioni di pericolo per il paese, agitando lo spettro del terrore dell'ISIS alle porte, i Curdi già oltre la soglia, la Siria al collasso. Per farsi dare i poteri speciali senza un golpe militare, Erdogan deve portare a termine l'opera di intimidazione della stampa, della magistratura e delle opposizioni. Finora non è bastato e per questo alza la posta e il livello di terrore e caos. 3) La Turchia è un paese con una frontiera ipercontrollata da militari e forze di intelligence e un apparato interno allenato per decenni nella guerra ai curdi. Per i terroristi non sarebbe facile entrare e muoversi in sicurezza senza avere le "coperture" necessarie. 4) Per Erdogan l'opzione del terrore è la meno "costosa" in termini politici: altre strade sono diventate via via impraticabili, con l'esplodere degli scandali di corruzione e soprattutto con la crisi economica che sta erodendo la base sociale che era dietro il suo successo. 5) L'instabilità della Turchia è un elemento di grande preoccupazione per le diplomazie occidentali. Erdogan gioca con spregiudicatezza, come nel caso degli interventi aerei sulla Siria, l'appartenenza della Turchia alla NATO. Minaccia di cambiare alleanze - con Putin molto interessato - o di defilarsi dagli schieramenti che gli USA dovranno cercare di mettere in piedi per trovare una soluzione alla crisi dell'intero Medio Oriente.  

Strage ad Ankara, la Turchia sprofonda

  Giovani che si tengono per mano, mentre alle loro spalle qualcuno cerca di spezzare la forza che li unisce, ammazzandone più di 100. Tenersi per mano, contro il terrore. E' la sfida di questo tempo "This is an attack by our nation against our people"  Da Hurryet Daily News: Selahattin Demirtaş, the co-chair of the People’s Democratic Party (HDP) whose members are among the victims of the Oct. 10 Ankara attack, harshly criticized both government and President Erdogan for poor inspection on recent similar attacks . “We have lost almost 150 of our people before and after the elections,” he said in Ankara, referring to the June 7 elections that failed to produce a one-party or coalition government but brought the HDP to the parliament as a party group as it surpassed the 10 percent election threshold. “There is nobody who has been designated as ‘responsible’ around. There is no effective investigation. There will be none regarding today's attack either. This is not an attack against unity of our state and nation. This is an attack by our nation against our people" he said.  Un'altra strage in Turchia, più di 100 morti e centinaia di feriti, un'altro colpo durissimo in un paese schiacciato dalla repressione interna del regime di Erdogan e dalla implosione degli equilibri precari del Medio Oriente con l'aggressione dei terroristi isis Una pacifica manifestazione di giovani pacifisti trasformata in tragedia, il più grave attentato nella storia della Turchia. Qualcuno sta cercando di esportare in Turchia i modelli di crisi tipo Egitto, Libia o Siria. Mancano solo 20 giorni alle nuove elezioni dopo che le precedenti avevano segnato una sconfitta per Erdogan e la vittoria del partito curdo di Demirtas. 

Putin sbarca in Siria per ripetere la Crimea

  Putin è sbarcato in Siria, con aerei e carri armati per riaffermare il concetto già espresso in Crimea: quello che è mio è mio.  Gli USA avevano cercato di abbattere il macellaio Assad nel 2012, fermandosi all'altolà dei russi dopo avere però armato i terroristi dell'ISIS. Dopo tre anni di massacri e distruzioni, e dopo aver consentito all'ISIS di raggiungere un livello di forza militare inimmaginabile, gli USA cercano di entrare in Siria per combattere i terroristi, ma Putin non si fida e schiera per la prima volta l'esercito russo sul campo di battaglia siriano. Il dopo Assad parlerà comunque il russo.

TUNISIA, una strage che non poteva accadere

  Una tragica coincidenza ha fatto sì che le rassicuranti dichiarazioni del ministro della Difesa tunisino riportate dalla stampa la mattina del 26 giugno, fossero smentite nel pomeriggio da un attacco terroristico sulla spiaggia di Sousse con 28 morti. L'escalation terroristica ha coinvolto anche la Francia, con una macabra decapitazione e l'esplosione di una fabbrica, e il Kuwait con una strage nella Moschea dell'Imam Sadiq dove sono morti 25 sciiti durante la preghiera del venerdì. La simbologia e la sincronia dei tre attentati è inequivocabile.  

Edward Snowden, due anni dopo

Dalla prigione russa in cui si trova a scontare la pena inflittagli dal Presidente Obama, Edward Snowden lancia un "messaggio" a due anni di distanza dall'inizio della sua battaglia.  E' un messaggio di speranza, perché il mondo ha iniziato a scoprire l'enorme pericolo della "sorveglianza globale" e a reagire. " ... Two years on, the difference is profound. In a single month, the N.S.A.’s invasive call-tracking program was declared unlawful by the courts and disowned by Congress. After a White House-appointed oversight board investigation found that this program had not stopped a single terrorist attack, even the president who once defended its propriety and criticized its disclosure has now ordered it terminated. This is the power of an informed public. " http://www.nytimes.com/2015/06/05/opinion/edward-snowden-the-world-says-no-to-surveillance.html    

L'omicidio di Walter Scott atto d'accusa contro il sistema poliziesco USA

    Walter Scott era un uomo cordiale dall'animo gentile. Ucciso da un poliziotto razzista. Ai suoi funerali c'erano centinaia di persone, ammutolite, affrante e sgomente di fronte all'ennesimo caso di omicidio di un nero ad opera di un poliziotto bianco. Ma il caso di Walter Scott sarebbe passato inosservato se la sua uccisione ad opera di Michael Slager non fosse stata ripresa in un video agghiacciante che ha smontato la versione iniziale del poliziotto che si difende e spara per fermare l'aggressore nero. L'intero sistema poliziesco USA viene svelato nei pochi minuti del video. https://www.youtube.com/watch?v=JCh8HhZ3Bww I gesti e le manipolazioni che i due poliziotti mettono in atto attorno al cadavere di Scott sono la prova di un'abitudine alla violenza, al cinismo, e alla sistematica violazione della legge. Gli Stati Uniti d'America, ad iniziare dal Presidente Obama, non possono minimizzare l'accaduto come il gesto isolato di un poliziotto. E' il funzionamento dell'intero sistema poliziesco che deve essere messo sotto accusa, di fronte all'opinione pubblica mondiale e alle istituzioni di giustizia internazionali. Negli USA è in atto una repressione violenta contro la popolazione di colore. BLACK LIVES MATTER https://www.menoopiu.it/post/Gli-auguri-di-BLACK-LIVES-MATTER

ISIS ... we are Anonymous ... we don't forget ... expect us

#OpISIS : dal sito di Anonymous " ... has just struck a massive blow against ISIS recruiting efforts. Hacktivists recently took control of dozens of Twitter and Facebook accounts that had been openly used by ISIS to expand their influence and recruit new members." The above video explains the attack was coordinated by “Muslims, Christians, Jews” alike. They are “hackers, crackers, Hacktivist, phishers, agents, spies, or just the guy next door… students, administrators, workers, clerks, unemployed, rich, poor.” They are also “young, or old, gay or straight… from all races, countries, religions, and ethnicity. United as one, divided by zero.” An important point made by the video is that “the terrorists that are calling themselves [the] Islamic State (ISIS) are not Muslims.” Anonymous further directs a threat to ISIS itself: We will hunt you, take down your sites, accounts, emails, and expose you…From now on, no safe place for you online…You will be treated like a virus, and we are the cure…We own the internet…We are Anonymous; we are Legion; we do not forgive, we do not forget, Expect us.

Nuovi terribili scenari dopo la strage di Parigi

   La strage di Parigi segna un punto di svolta nelle strategie terroristiche. Le organizzazioni si sono insediate in aree geografiche di cui controllano e determinano le istituzioni e le popolazioni, ma ora puntano a insediarsi e a "scavare trincee" dentro gli stessi paesi occidentali, in primo luogo l'Europa. Le organizzazioni islamiche possono contare su un enorme bacino di rabbia e frustrazione che si è insediato in quasi tutti i paesi europei, e di cui il caso francese è l'emblema. I musulmani ormai sono una componente nativa dell'Europa e sono una componente sociale in gran parte priva di rappresentanza politica: per questo diventano facile terreno di diffusione di fanatismi religiosi che surrogano il bisogno di aggregazione e legittimazione. E' un problema che i partiti e le forze sociali tradizionali di qualsiasi schieramento affrontano con molta retorica e scarsa credibilità. Il tema dell'integrazione è una bandiera che non ha più vento per sventolare, perché la crisi economica ha annullato i margini di mediazione e i milioni di figli di immigrati delle periferie metropolitane combattono contro altrettanti milioni di emarginati "europei". Lo scontro è DENTRO i confini degli Stati nazionali. Le organizzazioni terroristiche puntano a gestire questo conflitto. Chi vuole evitare davvero il ripetersi sistematico della strage di Parigi dovrà cercare di occupare con soluzioni concrete lo spazio politico invocato da milioni di cittadini europei musulmani. Le manifestazioni che in tutto il Mondo e in Francia hanno raccolto milioni di persone sotto lo slogan JE SUIS CHARLIE contro ogni fanatismo o scorciatoie guerrafondaie sono la speranza più grande che possa prevalere la ragione. Persino il sussulto dei Capi di Stato, rappresentanti screditati delle istituzioni - tra tutti primeggia per incapacità il presidente francese Hollande - è da considerare importante e positivo. La strage di Parigi, per le tante circostanze che si sono concentrate, ci ha fatto comprendere quanto sia fragile e a rischio il sistema di vita degli ultimi 50 anni. Le guerre di religione non c'entrano, sono solo un pretesto.

Il mistero di Kobani ovvero il cinismo disumano della geopolitica

Perchè la città curda di Kobani, al confine tra Turchia e Siria, non è stata difesa dall'assalto degli stragisti dell'IS ? Perchè a Mosul intervennero gli aerei americani e a Kobani neanche un piccione ? Non basta rispondere che Mosul significa petrolio e Kobani solo sabbia e polvere.  C'è di mezzo la geopolitica e gli intrecci di convenienze. Qualcuno ha ipotizzato che la Turchia non avesse alcun interesse a fermare la strage dei curdi a Kobani, anzi ... E gli americani, che avevano fatto della guerra all'IS la loro bandiera di intervento umanitario, perchè sono rimasti a guardare ? David Stockman, bastian contrario dell'ex establishment di Reagan, ha una sua tesi : The Siege Of Kobani: Obama’s Syrian Fiasco In Motion

Esecuzioni sommarie

http://www.youtube.com/watch?v=6ta2-7QJM78   Attenzione, il video contiene immagini violente. Il video dell’assassinio di Kajieme Powell, un afroamericano di 25 anni ucciso da due agenti il 19 agosto a St Louis. Powell è stato ucciso a bruciapelo con vari colpi di arma da fuoco a pochi chilometri da Ferguson.  Dalle immagini si capisce che è stata una esecuzione sommaria, senza nemmeno un barlume di motivazione.