I servizi di sicurezza sono insicuri

Dalle indagini sugli autori degli attacchi terroristici di Parigi emerge una verità allarmante: gli apparati di sicurezza, dotati di risorse enormi e mezzi sofisticati, non sono stati in grado di individuare la pericolosità di alcuni membri dei tre commando dell'Isis, pur avendo nei propri schedari tutti gli elementi per bloccarli. Omar Ismail Mostefai, francese musulmano di 29 anni schedato per precedenti penali, aveva viaggiato tra la Siria, la Turchia e la Francia tra il 2013 e il 2014 ed è stato identificato tra quelli che hanno fatto strage nel teatro Bataclan. Era così difficile pensare che non avesse viaggiato per motivi di affari in Siria, in un periodo in cui il paese era già un campo di battaglia ? Quali sistemi di intercettazione e monitoraggio sono stati utilizzati per verificarne gli spostamenti e le frequentazioni? Le ipotesi sono due: o i terroristi hanno tecnologie e sistemi più avanzati di quelli degli apparati di sicurezza per spostarsi, comunicare tra di loro senza destare sospetti, oppure gli apparati di sicurezza sono insicuri.

Terroristi tra i migranti regolari dalla Siria

Il falso passaporto del terrorista proveniente dalla Siria, identificato dalle impronte come rifugiato. Se la notizia che uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi aveva un passaporto siriano regolarmente registrato in ingresso come profugo è vera, la polemica sarà molto più devastante di quanto già facilmente immaginabile. Alle vittime di Parigi si aggiungeranno sicuramente le migliaia di migranti che ora saranno rifiutati e a ritroso respinti verso la Siria. Il Ministro degli Interni greco avrebbe confermato che il passaporto apparteneva ad un individuo entrato come profugo il 3 ottobre dall'isola di Leros e dotato di un permesso registrato per la circolazione in Europa. Iniziano a delinearsi le responsabilità dei servizi di sicurezza francesi: uno dei terroristi sarebbe un cittadino francese già schedato dalla polizia.  

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.