Mattarella dimentica Banca Etruria e prepara il "governo di Banca d'Italia"

Se le voci che circolano fossero vere, come purtroppo sembra, il "governo neutrale" che Mattarella si appresta a varare per risolvere la crisi politica sarà in realtà infangato e reso ancora più indigesto dalla presenza di un "tecnico" della Banca d'Italia a capo del ministero dell'Economia.
Si fa infatti il nome di Salvatore Rossi, attuale Direttore Generale della Banca d'Italia, come tra quelli indicati ad entrare nella schiera del Presidente Mattarella ... [leggi tutto]

Tuteliamo i diritti della casalinga Maria Elena

Dopo le rivelazioni del presidente CONSOB Vegas su un incontro con Maria Elena Boschi ministro del governo Renzi, argomento : Banca Etruria non deve essere venduta a Popolare di Vicenza, si è scatenata la corsa a chiedere le dimissione della sottosegretaria di Gentiloni per aver mentito nelle sue dichiarazioni del 18/12/2015.

"... Io come ministro sono sempre stata dalla parte delle istituzioni, non ho mai favorito la mia famiglia, non ho mai favorito i miei amici ..." [leggi tutto]

Chi controlla i controllori della BCE ?

Quando si maneggiano trilioni di euro sarebbe opportuno avere una struttura trasparente e inaccessibile a qualsiasi tentativo di corruzione e manipolazione, da qualsiasi parte provenga.

La Banca Centrale Europea negli ultimi anni - Draghi imperante - ha stampato denaro per acquistare non solo titoli di stato dei paesi membri ma anche obbligazioni emesse da società private, che avessero i requisiti formali minimi : non essere classificati junk, cioè spazzatura, dalle agenzie di rating. [leggi tutto]

La BCE di Draghi salva il MONTE DEI PASCHI di Draghi

Non fatevi ingannare dal nome, decreto "salvarisparmio", perchè il trucco è lo stesso giù usato con la "buonascuola": confezionare un pacco con un bel nome per nasconderci dentro qualcosa di maleodorante.
Il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena non è ancora noto nei dettagli - quelli in cui sempre si nasconde il diavolo - ma nelle linee generali si intuisce che [leggi tutto]

Attenti alla TRUFFA del salvataggio pubblico di MPS

E' scandaloso che il governo Renzi in tre anni non abbia trovato una soluzione dignitosa della scandalosa vicenda Montepaschi di Siena.
E' scandaloso che ora, in pochi giorni e facendosi scudo dei piccoli risparmiatori, si cerchi di far passare una soluzione-truffa ai danni dei contribuenti per coprire le responsabilità politiche e penali di chi ha gestito il caso MPS. [leggi tutto]

RENZI MURARO JP MORGAN

Che cosa accomuna lo scandalo dell'assessora Paola Muraro della giunta 5Stelle di Roma al colosso bancario americano Jp Morgan ?
1) La monnezza, che nel caso della Muraro è quella prodotta in maniera tangibile dai comuni cittadini e dall'attività umana in genere, come anche nella vicenda Jp Morgan - Monte dei Paschi di Siena, dove ci sono da sistemare i crediti deteriorati [leggi tutto]

RAGGI RENZI ROMA

Con una mossa a sorpresa la sindaca di Roma Virginia Raggi, telecomandata da Beppe Grillo, ha sparigliato il campo avversario telecomandato dal PdC Renzi, nominando Andrea Mazzillo assessore al Bilancio e Massimo Colomban assessore alle Partecipate. Il primo è un ex PD, esperto di finanza locale, il secondo è un ex Centro-Lega, imprenditore di successo internazionale, fuori dai salotti del potere e dentro quelli dove si realizzano soluzioni innovative.
Allo stato attuale non si sa se entrambi, o uno dei due, sarà sottoposto al rito degli avvisi di garanzia presentati dalle truppe del PdC per screditare chiunque non la pensi come l'aspirante statista. Ma è certo che [leggi tutto]

DEUTSCHE BANK tracolla, RENZI gufa e DRAGHI sta a guardare

Da mesi il valore della Deutsche Bank (capitalizzazione di Borsa) scende inesorabilmente, toccando nei giorni scorsi i minimi storici. La più grande banca europea sta crollando sotto il peso di quanto è stato nascosto negli ultimi anni, delle bugie raccontate ai risparmiatori e ai cittadini, anche se le cronache finanziarie preferiscono parlare di volta in volta di cause diverse e ora scoprono che DB è al centro dello scontro politico commerciale USA - Europa, con i primi che reclamano una multa di 14 miliardi di dollari per i disastri dei subprime del 2008, e i secondi che contrattaccano per l'evasione fiscale di Apple, Google e company.
Per la banca tedesca sta arrivando il redde rationem, [leggi tutto]

Banca d'Italia ha già dimenticato la truffa di Banca Etruria ma l'inchiesta giudiziaria è a un passo dalla verità

Il governatore della Banca d'Italia il 31 maggio di ogni anno presenta la relazione sulle attività svolte nell'anno precedente, accompagnata dalle "considerazioni finali", un documento che riassume le analisi e le politiche su cui l'istituzione di vigilanza accende i riflettori del mondo finanziario e politico. La Relazione presentata da Ignazio Visco quest'anno (2016) è stata scritta in realtà nel 2013 ma lui pensava che nessuno se ne accorgesse. Nella relazione manca qualsiasi riferimento esplicito alla vicenda della truffa di Banca Etruria e delle altre banche che hanno azzerato i risparmi di migliaia di cittadini, creando una situazione di crisi senza precedenti. A chi gli faceva notare l'imbarazzante omissione, l'ineffabile Visco ha risposto che il riferimento alle banche in questione era assolto nelle "Considerazioni finali" da un link che rinviava a sua volta al documento presentato dallo stesso Visco nell'audizione del 19 aprile in commissione parlamentare. Documento in cui ovviamente Visco aveva ripetuto il ritornello già noto: la Banca d'Italia ha fatto tutto quello che era previsto nei suoi poteri "limitati". L'affermazione fa il paio con quella del presidente della CONSOB Vegas di qualche settimana fa: CONSOB ha fatto quello che poteva, sulla base di quello che poteva e sapeva ... Sia i vertici di Banca d'Italia che della CONSOB hanno evitato le domande più imbarazzanti: come si faceva a non sapere quello che stava accadendo nelle banche e non solo in Banca Etruria ?   Sia Visco che Vegas ignorano che le loro rispettive istituzioni avevano firmato il 21 maggio 2012 un "Protocollo d'intesa tra la Banca d'Italia e la CONSOB in materia di scambio di informazioni sulle banche che effettuano offerte al pubblico aventi ad oggetto titoli di debito" .ProtocolloBI-Consob_21-5-2012.pdf (108,21 kb) Dal 2012 in poi quali sono state le informazioni che la Banca d'Italia e la CONSOB si sono scambiate sulla situazione di Banca Etruria in occasione delle emissioni di Obbligazioni Subordinate ? Chi dei due ha nascosto all'altro ? Quali responsabilità potranno emergere dall'inchiesta sul "suicidio provocato" del pensionato Luigino D'Angelo ? La ricostruzione degli eventi consente di individuare le responsabilità ... (in aggiornamento)  

Banche, giornali e conflitti di interesse

Luigi Zingales è un economista, docente e collaboratore del Sole24Ore e di numerose pubblicazioni internazionali. Mi chiedo cosa gli può essere capitato da spingerlo a scrivere una analisi/denuncia sul condizionamento delle banche nei confronti dei giornali e, guarda caso, di quelli italiani in particolare. https://promarket.org/are-newspapers-captured-by-banks/ Zingales ipotizza che i giornali sono condizionati dalle banche a causa delle pessime condizioni economiche in cui versano e dalla necessità di chiedere/utilizzare sempre più prestiti dalle banche. Secondo l'economista il rapporto di sudditanza dei mass media è tanto più forte quanto il debito complessivo verso le grandi banche, e coinvolge maggiormente i grandi gruppi editoriali, esposti direttamente o indirettamente (quando l'editore è indebitato con le banche anche per le aziende non media) Analizza due casi, quello del decreto di trasformazione delle Banche popolari (2015) e quello recente del fondo Atlante, inventato per acquistare i crediti in sofferenza del sistema bancario, liberandolo dsal peso di decine di miliardi di euro. In entrambi i casi i giornali hanno evitato o addomesticato le analisi tecniche dei provvedimenti, sostenendo di fatto gli interessi delle banche coinvolte. How can this occur? While it is plausible that banks can put some pressure on newspapers’ editors, it is hard to imagine that any serious journalist would change her opinion according to what the editor says. Yet, capture can be obtained in much more subtle ways.  The most pervasive way is capture by sources. Often journalists are not experts on the topic they write about and thus they rely on the opinions of sources, whether they admit it explicitly or not. When the usual sources are all on one side of an issue, the newspapers will inevitably follow that bias. This possibility, however, cannot explain the difference between Italian newspapers and foreign ones. If anything, foreign correspondents have to rely more on sources, because they are less knowledgeable of the Italian situation. But they appear less biased.  The second possibility is that newspapers’ editors select the opinion to publish under explicit or implicit pressure from banks. To explore this possibility I look at the main Italian newspaper, which is also one of the more indebted ones: Il Corriere della Sera. I find that two regular economic commentators expressed negative opinions about the Atlante Fund elsewhere (in a foreign newspaper and in an online magazine) but did not publish any article in Il Corriere della Sera on the issue of the Atlante fund. This is consistent with the newspaper selecting commentators to write about an issue in order to project a pro-bank spin.    La conclusione a cui arriva Zingales è molto chiara e dura:  The data are clearly too limited to draw a strong conclusion. Yet, there is some circumstantial evidence that Italian newspapers are captured by banks, enough to call into question the Panglossian view of the media shared by most people in the economic profession, and enough to call for an investigation by the Italian antitrust authority. Ai casi esaminati da Zingales, aggiungerei anche quello della truffa "salvabanche" e in particolare dell'inchiesta sui vertici di Banca Etruria, delle responsabilità di Banca d'Italia e Consob. Anche in questo caso, che ha avuto un risvolto sociale e politico di enorme rilievo, i giornali principali si sono mostrati cauti oltremisura, a rimorchio delle indagini ufficiali, e soprattutto cercando di spegnere l'incendio attorno al "sistema" banche, comprese le istituzioni di vigilanza.  Il caso di Banca Etruria ha messo in evidenza la sudditanza di molta parte della stampa - di qualsiasi orientamento - di fronte al rischio "sistemico" rappresentato dal "discreditare" oltremodo le banche e i banchieri. Molti particolari sfuggono al lettore comune, ma per chi conosce il sistema, bancario, le implicazioni e i risvolti politici, basta poco per accorgersi della sudditanza degli editori ai diktat che vengono da chi ha i cordoni della borsa. Si enfatizza la "scoperta" da parte del commissario di Banca d'Italia di 100 milioni di fido elargiti agli amici dei vertici di Banca Etruria, ma si omette dal dire che era impossibile non accorgersene e semmai il vero quesito è perché non sia andato subito dal magistrato. Quando si parla di banche, il giornalismo di inchiesta è sempre in vacanza.

BANCHE e onde gravitazionali

Cosa hanno in comune le banche europee e le onde gravitazionali previste da Einstein ? Entrambe hanno a che fare con i BUCHI NERI. Ma mentre nel caso delle onde gravitazionali Einstein le aveva previste senza avere strumenti di rilevazione, per le banche europee la BCE ha fallito ogni previsione, tanto che negli stress test dello scorso anno non si era accorta degli enormi buchi neri di Deutsche Bank o Credit Suisse.

SUBPRIME alla Padoan

La soluzione alla crisi delle banche italiane non sarà una bad bank ma una "cartolarizzazione assistita" dalla garanzia dello Stato Italiano (cioè dei cittadini contribuenti). La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria per impacchettare asset tossici (come i crediti in sofferenza delle banche) e rivenderli a qualcun altro sotto forma di titoli obbligazionari che pagano cedole. Se gli asset sottostanti sono crediti di difficile solvibilità, vengono definiti "subprime", perchè hanno un valore inferiore. Dalle ipotesi filtrate sembrerebbe che la proposta di Padoan sarebbe di offrire a questi titoli la garanzia dello Stato  nel caso in cui l'emittente dovesse fallire (come la storia dei subprime ha dimostrato). In tal modo verrebbero aggirati gli ostacoli relativi al divieto di aiuti di Stato e alla mancanza di copertura del bilancio pubblico. Anche le controindicazioni legate al prezzo / costo dell'operazione sembrano superate. Si tratterà di un buon regalo alle banche che con un piccolo sforzo - un aumento di capitale da far pagare agli azionisti pensionati - si apriranno la porta per fare molti profitti nei prossimi anni, grazie alla possibilità di fare nuovi prestiti senza troppo preoccuparsi della loro qualità. Per un paio d'anni ci sarà da fare tutti felici: banchieri, speculatori, risparmiatori e governo. Quest'ultimo in particolare avrà il vento in poppa verso le elezioni del 2018 grazie al giro di denari creato dai vecchi e nuovi debiti. Poi, tra due - tre anni - qualcuno (i risparmiatori) si accorgerà che sotto la vernice c'è la solita spazzatura, ma sarà troppo tardi.  Nel frattempo qualcuno (banchieri/speculatori) avrà fatto molti guadagni e li avrà messi al sicuro, ma non dite di averlo visto a cena con Renzi o con la Boschi.  

Renzi lancia l'allarme sulle Deutsche Banks

Renzi: "Non cambio le banche italiane con quelle tedesche". Potrebbe sembrare una frase ad effetto, buttata là per spavalderia, oppure è un avvertimento esplicito: risparmiatori italiani state attenti, le banche tedesche sono più inguaiate di Banca Etruria ? La più grande e famosa, la Deutsche Bank, è da tempo al centro dell'attenzione per: 1) malefatte, è stata implicata in tutti gli scandali più importanti, dalla manipolazione del LIBOR ai trucchi sul fixing dei cambi valutari e sui prezzi dell'oro, assieme alle altre big banche internazionali. 2) speculazioni finanziarie, è la banca più esposta ai derivati, una montagna di circa 75 trilioni di dollari che se frana si trascina dietro tutta la Germania. 3) modello di business elefantiaco e poco redditizio per supportare le necessità di adeguatezza patrimoniale. Però non basta a spiegare la frase di Renzi, che ha ovviamente un sottofondo politico. Il capo del governo italiano ha forse delle notizie riservate in merito alle banche tedesche? tali da giustificare l'allarme lanciato nella conferenza stampa di fine anno?  Perchè dalle relazioni ufficiali delle istituzioni bancarie europee emerge un quadro ben diverso da quello rappresentato da Renzi. Secondo un recente rapporto del SSM (Single Supervisory Mechanism in capo alla BCE di Draghi) i paesi con le banche più esposte ai crediti deteriorati (Non Performing Loans, NPL), cioè quelli che minacciano l'esistenza di una banca, sarebbero: Grecia, Portogallo, Italia, Austria e Cipro. Non c'è la Germania. Quindi, o la BCE nasconde e manipola i dati, oppure Renzi ha detto una bufala. Oppure entrambe.    

Renzi salva banche, la truffa di tre banche per quattro

Un risparmiatore a cui sono state vendute con raggiri di ogni genere - facilmente documentabili - le obbligazioni subordinate di una delle quattro banche "salvate" dal decreto del governo Renzi di fine novembre, possiede un titolo di credito che alla scadenza dovrebbe essere esercitato nei confronti del soggetto giuridico che lo ha emesso (o di colui a cui è stato ceduto). Se il debitore fallisce, il credito entra a far parte della massa fallimentare che un curatore dovrà gestire nel rispetto delle norme di legge. Nel caso delle quattro banche, di cui Banca Etruria è la più tristemente famosa, come si applica questa regola ? Ciascuna delle quattro banche è stata divisa in tre: una fallita e completamente vuota, una "bad" cioè cattiva a cui sono stati conferiti i crediti in default, una buona, cioè in grado di continuare l'opera di quella fallita. Verso quale di queste tre entità può essere esercitato il credito derivante dal possesso di un'obbligazione subordinata? Nessuna delle tre, secondo l'interpretazione corrente, e questo creerebbe un precedente senza precedenti nel diritto societario e bancario. Prima di Natale i nuovi amministratori delle quattro banche "buone" partorite dal salva banche hanno dichiarato che gli obbligazionisti delle vecchie banche non potranno rivalersi su di loro. Anche le bad bank create artificialmente con la cessione di 8,5 miliardi di crediti in sofferenza delle vecchie (pagati solo per 1,8 miliardi) hanno dichiarato che loro non sono coinvolgibili. Restano le quattro vecchie banche fallite, che però sono scatole vuote perché private di qualsiasi cespite. Se l'imprenditore di un'azienda in crisi aliena il patrimonio prima del fallimento, scatta il reato di bancarotta fraudolenta e l'azione revocatoria degli atti di alienazione posti in essere, perché la legge tutela i creditori. Nel caso delle quattro banche, il patrimonio è stato alienato con un decreto di cessione dei beni a favore sia delle banche nuove che delle bad banks che lascia i creditori senza la possibilità di rifarsi. In qualsiasi paese in cui esista un principio di legalità a tutela del risparmio e della proprietà un atto del genere sarebbe illegittimo e incostituzionale, mentre in Italia diventa legge dello Stato, emanata dal Governo con firma del Presidente della Repubblica. Ad aggravare la truffa concorre il fatto che i risparmiatori, espropriati del diritto di rivalersi verso un soggetto giuridico, sono stati palesemente truffati dalle quattro banche e dai soggetti che le amministravano, compresi i commissari della Banca d'Italia. Se un magistrato darà ragione ai risparmiatori riconoscendo che la vendita delle obbligazioni è nulla perché attuata con raggiri, a chi dovranno rivolgersi per riavere i loro soldi? Alle quattro bad bank sono stati conferiti crediti per un valore di 8,5 miliardi di euro. I fondi speculativi che si apprestano ad entrare nell'affare ne pagheranno solo 1,8 e secondo le stime degli esperti potranno ricavarne almeno 3 miliardi, di cui però nemmeno un centesimo sarà disponibile per risarcire gli obbligazionisti truffati. La truffa si complica.