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Cronache Trumpiane

Make GOLDMAN SACHS Great Again

Se qualcuno pensava che la sconfitta di Hillary Clinton - principale beneficiaria dei contributi delle banche di Wall Street - segnasse anche la sconfitta dei banchieri "nemici" di Donald Trump si sbagliava di grosso.

Steven Mnuchin, nuovo ministro del Tesoro americano scelto da Trump, ha il solo merito di essere stato un brillante dirigente di Goldman Sachs, prima di mettersi in proprio e prendersi la sua parte di onori truffando semplici cittadini.

da Marketwatch

President-elect Donald Trump will name longtime banker and former Goldman Sachs executive Steven Mnuchin as Treasury secretary, turning to a campaign loyalist and fundraiser for the incoming administration’s top economic cabinet post, a transition official said Tuesday.

Mnuchin built his career sniffing out undervalued assets and converting them into massive profits. But perhaps his greatest trade just came in the political arena.

Hamilton vs Trump

Se Brandon Victor Dixon fosse Presidente

 

"There's nothing to boo here, we're all here sharing a story of love," Dixon said. "We have a message for you, sir."
"Vice President-elect Pence, welcome. Thank you for joining us at Hamilton - An American Musical. We, sir, are the diverse America who are alarmed and anxious that your new administration will not protect us, our planet, our children, our parents, or defend us and uphold our inalienable rights, sir. But we hope this show has inspired you to uphold our American values, and work on behalf of ALL of us," Dixon said.

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  incubo Trump 

  19 novembre, sono passati 10 giorni e i fiumi di parole scritte e parlate sul futuro del mondo trumpiano iniziano ad ingrossarsi minacciando alluvioni disastrose in ogni direzione. 

E' evidente che la vittoria di Trump ha costretto politici e fabbricanti di opinioni a rivedere l'intero campo di gioco e le regole da applicare: 

  1. il "populismo" non è più solo un preoccupante fenomeno del teatro europeo ma tutto il palcoscenico planetario sarebbe a rischio;
  2. in fondo i "populisti" hanno qualche ragione per lamentarsi, gli establishment tradizionali hanno curato troppo gli interessi particolari dimenticando i tradizionali settori della società e i nuovi conflitti sociali, etnici 
  3. ecc ecc ecc
gruppi di giovani americani - qualcuno dice organizzati dagli sconfitti democratici - hanno lanciato la prima sfida con il "Trump not my president": se è solo uno slogan passeggero o la premessa di una critica al modello istituzionale dominante è tutto da vedere.

Azzero tutto e cerco di ripartire dall'inizio e, strano ma non troppo, le cose più utili da analizzare le ha pubblicate una rivista di spettacolo hollywoodiano intervistando il teorico della alt-right americana che è alla base del trumpensiero, Steve Bannon, non a caso nominato da Trump "capo delle strategie" nello staff presidenziale.


He's the man with the idea. If Trumpism is to represent something intellectually and historically coherent, it's Bannon's job to make it so. In this, he could not be a less reassuring or more confusing figure for liberals — fiercely intelligent and yet reflexively drawn to the inverse of every liberal assumption and shibboleth. A working class kid, he enlists in the navy after high school, gets a degree from Virginia Tech, then Georgetown, then Harvard Business School. Then it's Goldman Sachs, then he's a dealmaker and entrepreneur in Hollywood — where, in an unlikely and very lucky deal match-up, he gets a lucrative piece of Seinfeld royalties, ensuring his own small fortune — then into the otherworld of the vast right-wing conspiracy and conservative media. (He partners with David Bossie, a congressional investigator of President Clinton, who later spearheaded the Citizens United lawsuit that effectively removed the cap on campaign spending, and who now, as the deputy campaign manager, is in the office next to Bannon's.) And then to the Breitbart News Network, which with digital acumen and a mind-meld with the anger and the passion of the new alt-right (a liberal designation Bannon derides) he pushes to the inner circle of conservative media from Breitbart's base on the Westside of liberal Los Angeles.

http://www.hollywoodreporter.com/news/steve-bannon-trump-tower-interview-trumps-strategist-plots-new-political-movement-948747

Alla fine della lettura provate, dopo esservi tolta di dosso la polvere ideologica che le parole di Bannon suscitano, a formulare una critica ragionevole al nazionalismo di Bannon. La sua biografia su Wikipedia.

Make America Great Again

Lo slogan della campagna elettorale di Trump è la sintesi del pensiero bannoniano. Rievoca l'America della middle class bianca che faceva barbecue con i vicini di casa ammirando i propri figli avviati a brillanti carriere d'affari.

Ora quella middle class - dice Bannon sintetizzando il risultato di otto anni di presidenza Obama - la trovate a Shangai o a Dubai ma non a Dallas o Miami.

La critica coinvolge anche la gran parte dei repubblicani dell'era Bush che hanno assecondato una globalizzazione dell'economia, della finanza e dei costumi sociali a vantaggio degli "altri" e a scapito degli americani. La guerra in Iraq e in Afghanistan sono state un fallimento perchè non sono state vinte come dovevano essere, e hanno indebolito l'America anzichè rafforzarne il dominio. Putin e Xi Jinping hanno fatto i loro interessi senza trovare un baluardo e quindi una mediazione vantaggiosa per l'America. ecc ecc ecc .

Le critiche al Make America Great Again sono piovute da ogni parte: come si fa a far tornare indietro la Storia senza entrare in conflitto con coloro che si sono conquistati un posto in prima fila nel mondo globalizzato ? come può fare l'America a rioccupare lo spazio (economico e geopolitico) perduto senza suscitare reazioni violente da parte di chi ha occupato quello spazio ? E' evidente che il "nazionalismo" americano dovrebbe sfociare in una serie di conflitti su scala globale, se non vuole trasformarsi in un isolazionismo perdente.

Si tratta solo di uno slogan a cui seguirà una realistica presa d'atto da parte di Trump e dei suoi ideologhi che il mondo è cambiato e che la temuta minaccia neo-imperialista sarà solo un segnale di "ci siamo anche noi" per chi se ne fosse dimenticato durante la presidenza Obama ?

Se così fosse le speranze degli americani di tornare "great again" si volgerebbero rapidamente in disillusione e rabbia ... 

Il pensiero di Bannon è molto più inquietante :

Mr. Bannon believes Mr. Trump to be uniquely suited to make the case, as “one of the best political orators in American history, rated with William Jennings Bryan.”
He’s proud that the first job offer—to former Lt. Gen. Michael Flynn for national security adviser—went to a “registered Democrat,” and that the country is going to see “a lot of interesting choices.” Mr. Trump “knows how to mix and match, get the best out of people, and I think it says something about what a historic figure he could be.”
I never went on TV one time during the campaign. Not once. You know why? Because politics is war. General Sherman would never have gone on TV to tell everyone his plans.
http://www.breitbart.com/big-government/2016/11/18/the-wall-street-journal-steve-bannon-on-politics-as-war/


New York Times: Trump Turns to His Right Flank to Fill National Security Posts

USATODAY  - Note to Trump, Putin is not our friend: Max Boot

 Glenn Greenwald scrive su The Intercept
THE SELF-EXONERATING MENTALITY OF DEMOCRATS is particularly remarkable in light of how comprehensive their failures have been. After the 2012 election, the GOP immersed itself in unflinching self-critique even though it still held a majority in the House and dominated governorships and state houses. By rather stark contrast, the Democrats have now been crushed at all levels of electoral politics, yet appear more self-righteously impressed with themselves, more vindicated in their messaging and strategic choices, than ever before.



La "squadra" di Trump

Mike Pompeo, nuovo capo della CIA - famoso per aver sostenuto (e praticato) la legittimità della tortura nei confronti dei sospettati di terrorismo.


Mike Flynn, ex-generale, nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale (ministro degli Interni) - famoso per aver twittato "la paura nei confronti dei musulmani è razionale" e per l'amicizia verso Putin.


Jeff Sessions, senatore dell'Alabama, nuovo ministro della Giustizia - famoso per aver espresso dubbi sul fatto che gli afro-americani siano americani.

http://www.politico.com/story/2016/11/trump-cabinet-selections-231617

(segue)