Qualcuno dica al Giappone ....

E' arrivato il momento di iniziare una campagna globale contro il modo in cui il Giappone sta minacciando l'ecosistema terrestre con le sue decisioni in materia di energia nucleare.

La gestione dell'impianto di Fukushima da un lato, la decisione di riattivare in grande stile quasi tutti i 54 reattori fermati negli ultimi tre anni dall'altro, rappresentano una minaccia globale, che dovrebbe addirittura trovare posto nell'agenda di un  G20 di settembre a San Pietroburgo. Tema: "cari giappponesi, smettetela di minacciare il mondo"

Su Fukushima si sta palesando un intreccio di corruzione, incompetenza, opacità e sottovalutazione. Dopo 4 mesi che erano iniziate a trapelare le prime notizie sulle perdite di acqua radioattiva nell'oceano, la TEPCO - ex azienda privata, ora di fatto nazionalizzata al costo di decine di miliardi di dollari - scopre che nel sottosuolo di Fukushima corre un tunnel che versa in mare tonnellate di acqua radioattiva. 

L'agenzia nazionale di controllo rivede al rialzo le stime dei costi e dei tempi per decontaminare l'area : 50 miliardi di dollari, destinati probabilmente a crescere ulteriormente. Finora le pressione delle lobby nucleari internazionali avevano taciuto questi dati, che danno l'idea del disastro finanziario, oltre quello ambientale. Con questi numeri, viene a cadere il pilastro principale della religione filonucleare, e cioè che la convenienza economica dell'energia atomica - in uno scenario di esaurimento del petrolio -  supera i rischi ambientali ipotizzabili.

La gestione dell'incidente di Fukushima ormai non può essere lasciata alla TEPCO e alle autorità giapponesi in conflitto di interessi: è un problema internazionale, quantomeno riguarda i paesi asiatici che affacciano sul Pacifico e forse anche la California e l'Alaska.

 

Ma c'è un secondo evento che dovrebbe mobilitare tutta l'opinione pubblica internazionale contro il governo giapponese: riguarda l'impianto nucleare di Ohi, nella prefettura di Fukui sul Mar del Giappone (http://maps.google.com/maps?t=h&hl=en&ie=UTF8&ll=35.541166,135.654094&spn=0.016168,0.026157&z=16), con 11 reattori di cui 2 sono stati riattivati un anno fa e il governo vorrebbe farne ripartire altri due (i più grandi) nonostante che l'impianto sia stato costruito su una faglia tettonica attiva ! , giudicata non attiva .... dai tecnici dell'azienda che gestisce lo stesso impianto, la Kansay Electric.

A settembre del 2012 iniziano a trapelare i risultati di una analisi effettuata dal sismologo Mitsuhisa Watanabe, professore all'università di Tokio di geomorfologia tettonica, il quale sostiene che la faglia sotto l'impianto di Ohi è ancora attiva e può essere l'epicentro di un terremoto devastante come quello di Fukushima. Alla fine del 2012, la prefettura di Fukui, a cui per legge spetta l'ultima parola sulle questioni di sicurezza, chiede che i reattori vengano fermati. La NRA (agenzia di controllo nazionale) inizia un check e nel frattempo autorizza a mantenere accesi i reattori fino a luglio del 2013, data entro la quale entrano in vigore i requisiti più stringenti adottati dopo Fukushima. E' evidente la follia della decisione, e la NRA ci ripensa parzialmente a marzo 2013, annunciando che farà delle verifiche, adottando subito i requisiti che entreranno in vigore dal 8 luglio 2013. A giugno inizia l'ispezione, che si conclude il 3 luglio con l'OK a mantenere accesi i due reattori ! Proteste e discussioni costringono la NRA il 27 luglio ad iniziare un supplemento di indagine sulla pericolosità o meno della faglia tettonica sottostante.

(segue)