Cronache Trumpiane

La messinscena dei missili di Trump

 

Dopo il lancio di missili Tomahawk sulla base aerea siriana in risposta alla strage di civili con bombe chimiche si confrontano due ipotesi.
La prima è quella che va per la maggiore e attribuisce a Trump il merito di aver cambiato strategia sia su cosa fare im medio oriente e soprattutto su come "trattare" con Putin, per arginarne l'iniziativa e il predominio. Secondo le diplomazie occidentali e l'establishment del Congresso americano, l'uso della forza militare nei confronti di Assad-Putin è una cosa giusta e buona. Serviranno a convincere Putin a sbarazzarsi del dittatore siriano e a costringerlo ad abbassare le pretese egemoniche russe, riportando allo stesso tempo in auge il ruolo americano di garante della pax globale. Il massimo del risultato con il minimo sforzo.
Dentro questo largo schieramento c'è anche il "sì, ma ..." di chi teme che Trump ci prenda gusto a sparare, senza nessuno che lo contrasti, e possa infilarsi in qualche avventura dall'esito più incerto e con reazioni meno controllabili. Ma ci sarà tempo per pensarci (?), ora è il momento di schierarsi e applaudire.
La seconda ipotesi è ispirata da una buona dose di fantapolitica e di visioni complottistiche.
Donald Trump è un amico di Putin, verso il quale è in debito per gli aiutini ricevuti nella campagna elettorale e non solo, ma non può manifestarlo perchè c'è di mezzo il Russiagate e il can can mediatico che ne è scaturito. Trump ha bisogno di difendersi dalle accuse e dai sospetti infamanti, sia in America che fuori, e per farlo deve dimostrare di non avere alcuna remora nei confronti di Putin.
Una volta riaccreditatosi, potrà poi siglare una vera pace con il dittatore russo. Come nelle commedie hollywoodiane, i grandi amori si rinsaldano dopo liti furibonde a cui gli spettatori fanno finta di credere per rendere più gradito il momento della riappacificazione finale.
Non c'è bisogno di congetturare un uso strumentale di quanto accaduto, cioè che russi abbiano appositamente scambiato le normali bombe in dotazione sugli aerei siriani con quelle chimiche per creare l'episodio che potesse giustificare l'intervento americano. I miliziani di Assad hanno usato spesso i gas mortali in numerosi episodi, anche dopo il 2013. Il piano degli strateghi militari americani contemplava la possibilità di eventi efferati a cui reagire con un'azione dimostrativa.
Secondo questa ipotesi, gli americani hanno avvisato i russi non solo qualche ora prima del lancio dei missili, e gli hanno consentito di "deviarne" un gran numero (questo spiega il mistero dei pochi danni subiti dai siriani).
Al di là dei dettagli lo schema prevede un periodo di forte tensione, quasi al limite dello scontro diretto, a cui far seguire poi l'inevitabile momento diplomatico, con Trump che ritrova il suo amico Putin attorno al tavolo per garantire la pace nel mondo. Ma quando arriverà quel momento, nessuno potrà accusarlo di essere subalterno, anzi vestirà i panni del grande statista che ha cuore l'America (first) ma anche il resto del mondo.
Anche in questo caso, il massimo del risultato con il minimo sforzo.
Tra le due ipotesi, personalmente credo di più alla seconda, ma solo perchè pereferisco la fantapolitica a quella reale.

Caos U.S.A. la Casa Bianca è un verminaio

 

Steve Bannon, l'amico stratega di Donald Trump ed esponente del "Breitbart pensiero" della destra radicale americana, è stato sacrificato per cercare di risollevare le traballanti sorti del Presidente e del suo staff familiare. L'uscita di Bannon può essere l'anticamera dell'impeachment o l'inizio di una ricomposizione del partito repubblicano.

 

Le rivelazioni sempre più imbarazzanti sul Russiagate, il fallimento dell'abolizione dell'Obamacare con un partito repubblicano che pur avendo la maggioranza in entrambe le Camere è diviso e paralizzato, la gestione nepotistica dello staff con la figlia Ivanka e il genero Kushner a farla da padroni, costringono Donald Trump a sacrificare il "pezzo pregiato" della sua argenteria ideologica.

Bannon ha giustificato la cacciata affermando che dopo aver smascherato il ruolo di Susan Rice al NSC la "sua missione" è ormai conclusa e può dedicarsi ad altre attività.

 

da Breitbart.com
President Donald Trump’s Senior adviser Stephen K. Bannon has exited his role on President Donald Trump’s National Security Council, claiming that his mission is complete.
“Susan Rice operationalized the NSC during the last administration. I was put on to ensure that it was de-operationalized,” Bannon said in a statement to the Wall Street Journal.
The council suffered a tumultuous transition after Trump’s first National Security Adviser Gen. Michael Flynn resigned less than a month after he took office and was replaced by Lt. Gen. H.R. McMaster. “General McMaster has returned the NSC to its proper function,” Bannon said in his statement. Other sources told reporters that Bannon was part of the council to monitor Flynn’s activity in the early days of the Trump administration.
Former National Security Adviser Susan Rice and Obama allies were furious that Bannon was allowed on the council, even though he rarely attended meetings. Rice was exposed earlier this week by reports revealing that she requested the unmasking of key members of Trump’s transition team.

 

A due giorni dall'incontro con il boss cinese Xi Jingping la cacciata di Bannon è una evidente manifestazione di debolezza e confusione.

 

F.B.I. indaga su Donald TRUMP

donald-trump
Con un giro di parole, mezze ammissioni e mezze negazioni, il capo dell'F.B.I. James Comey, già famoso per aver influenzato con le sue dichiarazioni lo scontro  elettorale tra Hillary e Donald, adesso dichiara pubblicamente che l'agenzia federale sta indagando sulle connessioni tra lo staff di Trump e gli apparati russi.

Inoltre Comey ha ridimensionato le accuse di Trump contro Obama sulle presunte attività di intercettazione nel suo quartier generale di Trump Tower nel 2016.

“With respect to the president’s tweets about alleged wiretapping directed at him by the prior administration, I have no information that supports those tweets,” Comey told the House Intelligence Committee.

“And we have looked carefully inside the FBI. The Department of Justice has asked me to share with you that the answer is the same for the Department of Justice and all its components: the department has no information that supports those tweets,” he said.

Perchè nessuno vuole credere a Donald Trump ? E' vittima di un complotto dei Poteri Forti (Deep State) ?  oppure è ricattato da un dossier dei servizi russi che contiene informazioni particolari sulla sua vita privata-affaristica ?

Se l'FBI indaga sulle collusioni tra hacker russi e uomini dello staff trumpiano, come fa a tenere fuori dalle indagini il Presidente Trump ?

 In pratica Donald Trump è sotto inchiesta da parte del FBI.

http://edition.cnn.com/2017/03/20/politics/comey-hearing-russia-wiretapping/index.html

https://www.nytimes.com/2017/03/20/us/politics/intelligence-committee-russia-donald-trump.html

http://www.foxnews.com/politics/2017/03/20/james-comey-mike-rogers-testify-before-house-intelligence-committee.html

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Caos USA

Aggiornamento 5/2/2017 : La Corte D'Appello di San Francisco ha respinto la richiesta del so-called presidente Trump di annullare il blocco del so-called giudice Robart contro il decreto sui visti per gli immigrati musulmani.

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04/02/2017

Il giudice federale di Seattle James Robart ha bloccato su tutto il territorio nazionale il decreto di Trump sull'immigrazione. La decisione del giudice ha ovviamente provocato una rabbiosa reazione dello staff presidenziale, che preparerà un contro-ordine per annullarne l'effetto.

The opinion of this so-called judge, which essentially takes law-enforcement away from our country, is ridiculous and will be overturned!

Da Politico.com

"At the earliest possible time, the Department of Justice intends to file an emergency stay of this outrageous order and defend the executive order of the President, which we believe is lawful and appropriate," White House press secretary Sean Spicer said in a written statement. "The president’s order is intended to protect the homeland and he has the constitutional authority and responsibility to protect the American people."

Spicer's statement was reissued about 10 minutes later to remove the word "outrageous." No explanation was given for the modification, but such intemperate language toward the judge's order could have landed government lawyers in hot water.

 

Ma la preoccupazione più grande di Trump ora è rivolta a trovare un buon pretesto per fare guerra all'Iran, considerato "il più grande sponsor del terrorismo mondiale" dal segretario alla Difesa Mattis, che ha già allertato la flotta americana nel mar Rosso dopo il test di lancio di un missile balisticoda parte di Teheran.

Sono lontani i tempi in cui le guerre in Medio Oriente si facevano per proteggere l'estrazione di petrolio e mantenerne basso il prezzo. Ora la situazione si è capovolta: i paesi arabi non hanno più il monopolio dell'oro nero, gli USA puntano a far salire le quotazioni del barile perchè hanno un surplus di estrazione, così come la Russia di Putin. 

La fine delle sanzioni ha consentito all'Iran di rientrare nel business petrolifero, aumentando l'offerta globale a danno dei petrolieri americani e sauditi, che hanno costi di estrazione più alti. 

Ci vorrebbe una guerra?

 

 

GERMANIA, tutti (quasi) contro TRUMP

03/02/2017

La prima pagina di Der Spiegel non ha bisogno di commenti. Il giornale vicino al partito socialdemocratico tedesco lancia l'attacco più forte contro Trump, paragonandolo ai tagliagole dell'ISIS dopo il suo l'editto anti-Islam.

Non c'è dubbio che il clima elettorale in Germania, con la nomina di Martin Schulz a sfidante della Merkel, influisce sul drastico giudizio, ma è anche vero che l'opinione pubblica europea, con i tedeschi in prima fila, è quasi tutta schierata contro il "pazzo americano", in uno schieramento insolito che va dai movimenti di estrema sinistra ai moderati di destra. 

 

 

TRUMP è un pazzo pericoloso o un abile biscazziere?

29/1/2017

trump vs muslimsTRUMP inizia la "guerra lampo" contro i deboli del mondo, si allea con PUTIN e riporta gli USA all'epoca della guerra in Vietnam.

Con il paravento della "lotta al terrorismo", il "vigliacco pericoloso", come lo ha definito il New York Times, compie le prime mosse di uno scontro di proporzioni e incognite senza precedenti. Proteste in tutto il mondo, mentre un giudice americano blocca il bando di Trump sui rifugiati. L'uso strumentale della "lotta al terrorismo" copre di ridicolo l'establishment americano: l'Arabia Saudita, da cui proveniva la maggioranza degli attentatori del 11 settembre, non è inclusa nel bando, e Trump si guarda bene dal leggere i documenti desecretati che comproverebbero il coinvolgimento del paese arabo nemico dell'Iran.

La pioggia di "ordini esecutivi" con cui Trump ha inondato lo scenario politico mondiale pone un interrogativo inquietante anche a coloro che hanno un punto di vista neutrale e "prudentemente realistico".

Il Wall Street Journal giudica la prima settimana di Trump un esempio di "governare senza un copione" e amministrare la Casa Bianca come fossero le sue aziende, con decisioni prese all'ultimo minuto, tanto che anche molti dei suoi consiglieri e alleati di partito sono rimasti sconcertati.

Il "muro del Messico" e la minaccia, poi smentita, di dazi doganali, il bando contro l'immigrazione da sette paesi islamici, tra cui l'Iran dell'accordo nucleare, la negazione del diritto di asilo ai profughi siriani, la crociata antiabortista, la negazione dell'emergenza ambientale, il ripristino dei progetti sugli oleodotti, la messa al bando della stampa non allineata, sono alcune delle "perle" infilate in meno di dieci giorni, figuriamoci il resto dei prossimi 4 anni.
Tra i suoi sostenitori si afferma che le convulsioni trumpiane fanno parte di una strategia negoziale tipica dei grandi uomini di affari: alzare subito la posta al tavolo da gioco in modo da costringere gli avversari più deboli (tra cui l'Europa) ad autoeliminarsi o allinearsi e intimorire quelli più forti (Cina e Russia) per costringerli ad un negoziato su basi diverse.
In sintesi, l'anima del biscazziere e del giocatore d'azzardo alla guida della potenza economica e militare americana.
Esiste ovviamente un'altra versione, sostenuta dagli avversari, che dipinge Trump come un pazzo avventuriero, capace di portare guerre e disordini, incompetente negli affari di Stato e attento ai suoi personali.

Da El Pais:

El Hitler yanqui Al igual que el Führer probó sus armas en España, Trump usa a México como laboratorio

 

In attesa di sciogliere i dubbi su cosa si nasconda dietro la maschera di Trump, le sinistre agonizzanti nei vari paesi del mondo lo ringraziano per avergli dato l'occasione di riaprire le valigie in soffitta, mentre le destre nazionaliste in Europa provano a scimmiottarlo.

Ho l'impressione che anche l'Europa dei tecnocrati tragga un imprevisto giovamento dalle mosse confuse di Trump, di cui potranno agitarne lo spauracchio per giustificare la necessità di una unione "forzata" e imposta dall'alto. Un motivo in più per sentirsi vittime del pazzo biscazziere.

http://www.wsj.com/articles/trumps-first-week-governing-without-a-script-1485544924

https://www.theatlantic.com/business/archive/2017/01/trump-mexico-border-wall-tax/514664/

https://www.theguardian.com/us-news/2017/jan/27/trump-immigration-plan-refugees-vetting-reaction

 

Inizia l'era di TRUMP NOT MY PRESIDENT

L'Inauguration Day più contestato della storia americana segna l'inizio di un cambiamento che avrà effetti dirompenti sui vecchi equilibri precari del mondo in cui abbiamo vissuto negli ultimi 25 anni.

Trump not my president

Fino ad ora la retorica di tutti gli schieramenti ha prevalso sulle analisi più obbiettive e sulla capacità di prevedere la complessità dei fenomeni di trasformazione profondi. 

Donald Trump è il secondo "populista" a salire al potere ( il primo fu Tsipras nella Grecia che sta al fondo della graduatoria del potere mondiale); ha scalato la Casa Bianca grazie alla disillusione di milioni di persone a cui la globalizzazione degli establishment aveva promesso un futuro di inarrestabile benessere, ritrovandosi invece più poveri e meno tutelati.

Non sarà facile fargli capire che Trump non porta le soluzioni da loro sperate, ma anche chi contesta il 45° presidente degli Stati Uniti non ha ancora fatto i conti con i veri errori del passato. 

dal New York Times

Now comes President-elect Donald Trump. He has won the office and yet has continued his vindictive, disruptive style of politicking. He has run a post-campaign that has corroded the traditional grace period of considerate political transition that the nation needs. The hope of citizens for a better future, for a sense of uplift, has wound up hostage to his impetuous Twitter attacks on individuals, institutions and nations. 

(...) Americans who voted for Mr. Trump, as well as those who voted against him, surely must see that few incoming presidents have been in greater need of an informed cabinet and experienced public officials. Yet his cabinet choices have largely been ideologues and plutocrats who may or may not carry out Mr. Trump’s contradictory campaign promises.

 

Il New Yorker Post rincara la dose

Maybe the day of transformation will come soon and Trump will be nothing more than a bumptious, vulgar, ideologically unpredictable, utterly survivable conservative. But are you betting on it? Did the months of transition promise anything of the kind?

Six decades after the Constitution was ratified, in Philadelphia, Walt Whitman, the author of “Leaves of Grass” and “Democratic Vistas,” issued a warning similar to Franklin’s. “There is no week nor day when tyranny may not enter upon this country, if the people lose their supreme confidence in themselves, and lose their roughness and spirit of defiance,” he wrote, in the Brooklyn Eagle. “Tyranny may always enter, there is no charm, no bar against it—the only bar against it is a large resolute breed of men [and women].”

In other words, the Constitution is not by itself an insuperable barrier against the authoritarian temptation.

Definire Trump un "populista" è un'aberrazione, e chi lo definisce tale lo fa solo per convenienza di lotta politica spinto dalla impotenza di fermare l'onda di crisi che nell'occidente coinvolge i vecchi apparati ideologici dei conservatori e dei laburisti. 

Donald Trump è il tentativo, incerto e pericoloso, di superare la crisi di un modello con alcuni escamotage che garantiscano al modello stesso di sopravvivere. 

 

Il Presidente eletto dai Russi

 06/01/2017

Mancano due settimane all'insediamento di Trump alla Casa Bianca e le polemiche sui retroscena della sua elezione aumentano, creando una situazione senza precedenti: il Presidente degli Stati Uniti sospettato di essere stato eletto dai Russi.

 

Tutte le più importanti agenzie di intelligence attribuiscono agli hacker di Putin la responsabilità sulla diffusione delle "Podesta email" e di altre "fake news"; la CIA avrebbe addirittura le registrazioni di diplomatici e agenti russi che festeggiano alla notizia della vittoria di Trump.

Che siano bufale o verità, poco importa: Trump é costretto a doversi difendere dai sospetti e dalle illazioni, e quindi è in una condizione perdente, qualunque cosa faccia o dica.

Dal New York Times

A united front of top intelligence officials and senators from both parties on Thursday forcefully reaffirmed the conclusion that the Russian government used hacking and leaks to try to influence the presidential election, directly rebuffing President-elect Donald J. Trump’s repeated questioning of Russia’s role. 

“There’s a difference between skepticism and disparagement,” James R. Clapper Jr., the director of national intelligence, said at a hearing of the Senate Armed Services Committee on the Russian hacks. He added that “our assessment now is even more resolute” that the Russians carried out the attack on the election. 

Il report di CIA, FBI e NSA che doveva rivelare le prove sulle attività di hackeraggio di Putin  a favore di Donald Trump si rivela una mezza-bufala: il boss russo ha ordinato ai suoi apparati di "aiutare" il miliardario americano e di danneggiare la sua rivale Hillary ma senza manomettere direttamente il sistema di voto, "limitandosi" ad acquisire documenti veri (email) e a diffonderli attraverso vari canali, tra cui Wikileaks.

http://www.nytimes.com/interactive/2017/01/06/us/politics/document-russia-hacking-report-intelligence-agencies.html

Il contenuto del report si rivela molto banale, scontato e generico, "tanto rumore per nulla" verrebbe da dire, tanto che Trump stesso lo ha commentato positivamente, sottolineando come non vi fossero elementi di prova sulla manomissione del sistema informatico di voto, ma solo "opinioni", mentre l'hackeraggio del DNC è colpa dei democratici che non sanno ancora come si proteggono i computer.

Alla fine quindi è stato trovato un compromesso per scongiurare una situazione di estrema difficoltà istituzionale che avrebbe paralizzato le funzioni più importanti degli Stati Uniti: Trump è stato eletto con l'aiuto dei Russi ma con "mezzi leciti" o comunque di "nuova concezione" nel panorama dello scontro geopolitico. 

Trump dovrà comunque stare attento a non tirare troppo la corda verso Putin, perchè il marchio infamante di "eletto dai Russi" deve cercare di cancellarlo con i fatti e magari c'è qualche parte nascosta del report della CIA che aspetta solo di sbucare fuori al momento più opportuno.

Nonostante il compromesso con la mezza-bufala, Trump è un mezzo-presidente.

 

 

 

Incidente telefonico

3 dicembre 2016

La prima telefonata ufficiale tra un Presidente degli Stati Uniti e un  leader di Taiwan dal 1979 scatena una ridda di ipotesi: incidente diplomatico o scelta premeditata ?

Donald Trump parla a telefono con la Presidente di Taiwan Tsai Ing-wen, che si complimenta con lui per la vittoria elettorale, rompendo un vincolo diplomatico a cui gli USA si erano sempre attenuti negli ultimi decenni sulla base del principio "One China" (una sola Cina) che vieta il riconoscimento di Taiwan come Stato indipendente (ma consente la vendita di armi americane).

La reazione cinese è stata in apparenza ferma e perentoria "We urge relevant U.S. side to honor the commitment to the one-China policy as well as the three Sino-U.S. joint communiques, and cautiously and properly handle Taiwan-related issues to avoid any unnecessary disturbance to the bigger picture of the Sino-U.S. relations"

ma in realtà nasconde imbarazzo e indecisione.

China Sees New Ambiguity With Donald Trump’s Taiwan Call

http://www.nytimes.com/2016/12/03/world/asia/taiwan-call-gives-china-a-clue-on-what-to-expect-from-donald-trump.html

 

China’s leaders disdain Ms. Tsai, of Taiwan’s Democratic Progressive Party, who was elected president this year after pledging to wean the island off its economic dependence on China, a policy that won enthusiastic support from younger Taiwanese.

China favored her opponent, Hung Hsiu-chu of the Kuomintang, which has sought closer ties with mainland China. Before the election, President Xi Jinping of China met with Ms. Tsai’s predecessor, Ma Ying-jeou, also of the Kuomintang, in the first encounter between the leaders of the two governments, a rapprochement that Beijing had long sought.

Mr. Trump broke a Chinese taboo merely by using Ms. Tsai’s title. The Chinese state news media refer to the Taiwanese president as the “leader of the Taiwan region,” to indicate that Beijing regards Taiwan not as a sovereign nation but as Chinese territory to eventually be brought under its control.

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A cosa servono tanti generali ?

con la nomina di Mattis Mad-Dog a Ministro della Difesa lo squadrone di Trump prende una decisa fisionomia

Is Trump hiring too many generals?

http://www.politico.com/story/2016/12/trump-transition-generals-232148

 




 

Make GOLDMAN SACHS Great Again

Se qualcuno pensava che la sconfitta di Hillary Clinton - principale beneficiaria dei contributi delle banche di Wall Street - segnasse anche la sconfitta dei banchieri "nemici" di Donald Trump si sbagliava di grosso.

Steven Mnuchin, nuovo ministro del Tesoro americano scelto da Trump, ha il solo merito di essere stato un brillante dirigente di Goldman Sachs, prima di mettersi in proprio e prendersi la sua parte di onori truffando semplici cittadini.

da Marketwatch

President-elect Donald Trump will name longtime banker and former Goldman Sachs executive Steven Mnuchin as Treasury secretary, turning to a campaign loyalist and fundraiser for the incoming administration’s top economic cabinet post, a transition official said Tuesday.

Mnuchin built his career sniffing out undervalued assets and converting them into massive profits. But perhaps his greatest trade just came in the political arena.

 

Hamilton vs Trump

Se Brandon Victor Dixon fosse Presidente

 

"There's nothing to boo here, we're all here sharing a story of love," Dixon said. "We have a message for you, sir."
"Vice President-elect Pence, welcome. Thank you for joining us at Hamilton - An American Musical. We, sir, are the diverse America who are alarmed and anxious that your new administration will not protect us, our planet, our children, our parents, or defend us and uphold our inalienable rights, sir. But we hope this show has inspired you to uphold our American values, and work on behalf of ALL of us," Dixon said.

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  incubo Trump 

 

  19 novembre, sono passati 10 giorni e i fiumi di parole scritte e parlate sul futuro del mondo trumpiano iniziano ad ingrossarsi minacciando alluvioni disastrose in ogni direzione. 

E' evidente che la vittoria di Trump ha costretto politici e fabbricanti di opinioni a rivedere l'intero campo di gioco e le regole da applicare: 

  1. il "populismo" non è più solo un preoccupante fenomeno del teatro europeo ma tutto il palcoscenico planetario sarebbe a rischio;
  2. in fondo i "populisti" hanno qualche ragione per lamentarsi, gli establishment tradizionali hanno curato troppo gli interessi particolari dimenticando i tradizionali settori della società e i nuovi conflitti sociali, etnici 
  3. ecc ecc ecc
gruppi di giovani americani - qualcuno dice organizzati dagli sconfitti democratici - hanno lanciato la prima sfida con il "Trump not my president": se è solo uno slogan passeggero o la premessa di una critica al modello istituzionale dominante è tutto da vedere.

Azzero tutto e cerco di ripartire dall'inizio e, strano ma non troppo, le cose più utili da analizzare le ha pubblicate una rivista di spettacolo hollywoodiano intervistando il teorico della alt-right americana che è alla base del trumpensiero, Steve Bannon, non a caso nominato da Trump "capo delle strategie" nello staff presidenziale.


He's the man with the idea. If Trumpism is to represent something intellectually and historically coherent, it's Bannon's job to make it so. In this, he could not be a less reassuring or more confusing figure for liberals — fiercely intelligent and yet reflexively drawn to the inverse of every liberal assumption and shibboleth. A working class kid, he enlists in the navy after high school, gets a degree from Virginia Tech, then Georgetown, then Harvard Business School. Then it's Goldman Sachs, then he's a dealmaker and entrepreneur in Hollywood — where, in an unlikely and very lucky deal match-up, he gets a lucrative piece of Seinfeld royalties, ensuring his own small fortune — then into the otherworld of the vast right-wing conspiracy and conservative media. (He partners with David Bossie, a congressional investigator of President Clinton, who later spearheaded the Citizens United lawsuit that effectively removed the cap on campaign spending, and who now, as the deputy campaign manager, is in the office next to Bannon's.) And then to the Breitbart News Network, which with digital acumen and a mind-meld with the anger and the passion of the new alt-right (a liberal designation Bannon derides) he pushes to the inner circle of conservative media from Breitbart's base on the Westside of liberal Los Angeles.

http://www.hollywoodreporter.com/news/steve-bannon-trump-tower-interview-trumps-strategist-plots-new-political-movement-948747

 

Alla fine della lettura provate, dopo esservi tolta di dosso la polvere ideologica che le parole di Bannon suscitano, a formulare una critica ragionevole al nazionalismo di Bannon. La sua biografia su Wikipedia.

 

 

Make America Great Again

 

Lo slogan della campagna elettorale di Trump è la sintesi del pensiero bannoniano. Rievoca l'America della middle class bianca che faceva barbecue con i vicini di casa ammirando i propri figli avviati a brillanti carriere d'affari.

Ora quella middle class - dice Bannon sintetizzando il risultato di otto anni di presidenza Obama - la trovate a Shangai o a Dubai ma non a Dallas o Miami.

La critica coinvolge anche la gran parte dei repubblicani dell'era Bush che hanno assecondato una globalizzazione dell'economia, della finanza e dei costumi sociali a vantaggio degli "altri" e a scapito degli americani. La guerra in Iraq e in Afghanistan sono state un fallimento perchè non sono state vinte come dovevano essere, e hanno indebolito l'America anzichè rafforzarne il dominio. Putin e Xi Jinping hanno fatto i loro interessi senza trovare un baluardo e quindi una mediazione vantaggiosa per l'America. ecc ecc ecc .

Le critiche al Make America Great Again sono piovute da ogni parte: come si fa a far tornare indietro la Storia senza entrare in conflitto con coloro che si sono conquistati un posto in prima fila nel mondo globalizzato ? come può fare l'America a rioccupare lo spazio (economico e geopolitico) perduto senza suscitare reazioni violente da parte di chi ha occupato quello spazio ? E' evidente che il "nazionalismo" americano dovrebbe sfociare in una serie di conflitti su scala globale, se non vuole trasformarsi in un isolazionismo perdente.

Si tratta solo di uno slogan a cui seguirà una realistica presa d'atto da parte di Trump e dei suoi ideologhi che il mondo è cambiato e che la temuta minaccia neo-imperialista sarà solo un segnale di "ci siamo anche noi" per chi se ne fosse dimenticato durante la presidenza Obama ?

Se così fosse le speranze degli americani di tornare "great again" si volgerebbero rapidamente in disillusione e rabbia ... 

Il pensiero di Bannon è molto più inquietante :

Mr. Bannon believes Mr. Trump to be uniquely suited to make the case, as “one of the best political orators in American history, rated with William Jennings Bryan.”
He’s proud that the first job offer—to former Lt. Gen. Michael Flynn for national security adviser—went to a “registered Democrat,” and that the country is going to see “a lot of interesting choices.” Mr. Trump “knows how to mix and match, get the best out of people, and I think it says something about what a historic figure he could be.”
I never went on TV one time during the campaign. Not once. You know why? Because politics is war. General Sherman would never have gone on TV to tell everyone his plans.
http://www.breitbart.com/big-government/2016/11/18/the-wall-street-journal-steve-bannon-on-politics-as-war/

 

 


New York Times: Trump Turns to His Right Flank to Fill National Security Posts

USATODAY  - Note to Trump, Putin is not our friend: Max Boot

 Glenn Greenwald scrive su The Intercept
THE SELF-EXONERATING MENTALITY OF DEMOCRATS is particularly remarkable in light of how comprehensive their failures have been. After the 2012 election, the GOP immersed itself in unflinching self-critique even though it still held a majority in the House and dominated governorships and state houses. By rather stark contrast, the Democrats have now been crushed at all levels of electoral politics, yet appear more self-righteously impressed with themselves, more vindicated in their messaging and strategic choices, than ever before.

 

 



La "squadra" di Trump

Mike Pompeo, nuovo capo della CIA - famoso per aver sostenuto (e praticato) la legittimità della tortura nei confronti dei sospettati di terrorismo.


Mike Flynn, ex-generale, nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale (ministro degli Interni) - famoso per aver twittato "la paura nei confronti dei musulmani è razionale" e per l'amicizia verso Putin.


Jeff Sessions, senatore dell'Alabama, nuovo ministro della Giustizia - famoso per aver espresso dubbi sul fatto che gli afro-americani siano americani.

 

 

http://www.politico.com/story/2016/11/trump-cabinet-selections-231617

 

(segue)

 

 

 
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