Non ai debiti non alle lobby ne al cemento, NO a Roma 2024

 

Il NO definitivo e convinto della sindaca Raggi alla partecipazione di Roma per le Olimpiadi 2024 è un "fatto certo" di portata notevole.
No, non partecipiamo alla giostra finanziaria, affaristica e mediatica chiamata Olimpiadi, metafora della moderna concezione usa e getta degli uomini e dell'ambiente, della falsa rappresentazione di valori, spacciati finanche dietro il volto innocente di ragazzine drogate da anni per poter partecipare all'evento, dell'asservimento dello sport agli interessi dell'industria dell'intrattenimento.
Il movimento 5 Stelle riassume le motivazioni del diniego in una lapidaria quanto efficace frase: "Non vogliamo debiti, lobby e cemento".
Potrebbe essere lo slogan di un programma politico-economico di più ampio orizzonte, oltre la questione delle Olimpiadi, per affrontare i nodi decennali di un modello di sviluppo basato invece esattamente su DEBITI, LOBBY e CEMENTO, il modello che accomuna l'America di Obama all'Europa di Junker, passando per la Cina, l'India, il Brasile e il SudAfrica, ecc.

Aggiudicarsi le Olimpiadi è uno dei riti pseudosportivi sempre più piegati alla logica del modello di sviluppo. Quando Tokio ha vinto la "gara" per aggiudicarsi le Olimpiadi del 2020 gli organizzatori avevano presentato una stima di spesa di 2.3 miliardi di dollari in totale, perchè il copione prevede una dimostrazione di finta sobrietà che, dopo l'assegnazione, scompare e diventa la corsa alla spesa. Per Tokyo 2020 la spesa si è già moltiplicata per 6, arrivando a 15 miliardi di dollari (e siamo ancora all'inzio). Inutile dire che quei soldi saranno coperti con altri debiti (il Giappone è il paese più indebitato del mondo), più lobby (che in Giappone sono presenti in tutti gli schieramenti politici) e più cemento (Tokyo è la capitale del cemento).
Non c'è dubbio che lo stesso trucco si sarebbe realizzato anche per la candidatura di Roma: costi rrelativamente bassi in fase progettuale da gonfiare immediatamente dopo l'aggiudicazione, e non tanto (o non solo) per la corruzione che si impadronisce dell'evento, ma per la logica di sistema connaturata con l'evento stesso.
Le Olimpiadi servono per far ripartire l'economia, il lavoro, la "crescita" e allora se durante il periodo di preparazione c'è bisogno di "stimolare" il sistema economico, quale migliore strumento di quello già in essere, cioè le Olimpiadi, che consente altra spesa, altro cemento altra "crescita" ecc.


Forse, anzi sicuramente, la Raggi non sa di aver pronunciato la frase più efficace, pericolosa e devastante che si poteva concepire per affossare il progetto di Roma Olimpica, proprio nel momento in cui Renzi rilancia, con grande grancassa mediatica, la richiesta di più flessibilità, cioè fare più debiti e più lobby (qualcuno la chiama massoneria) e più cemento (quello di cui erano pieni i tetti delle case crollate ad Amatrice).
Non credo che siamo alla fine dell'era delle Olimpiadi moderne, nè all'inizio delle Colossiadi del futuro, ma il NO a Roma 2024 è comunque un grande successo per chi non vuole debiti, lobby e cemento.

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