A Fukushima niente più errori umani

 Il Presidente della Tokyo Electric Power Company (TEPCO) ha assicurato che a Fukushima non si verificheranno più "errori umani", come quello che pochi giorni fa ha causato un altro riversamento di tonnellate di acqua radioattiva da uno dei serbatoi di stoccaggio.

Molti vorrebbero dar credito alle parole del signor Naomi Hirose (il Presidente) ma il caso ha voluto che mentre pronunciava il solenne impegno, alla centrale di Fukushima è mancata per qualche minuto l'energia elettrica, bloccando l'impianto di raffreddamento di uno dei reattori. Errore umano, qualcuno avrà pigiato l'interruttore sbagliato.

L'unico a credere alle parole di Hirose è il Primo Ministro Abe, quello che ha garantito che a Fukushima è tutto sotto controllo, e i Giochi Olimpici del 2020 non saranno turbati da alcunchè.

In mezzo a tanto ottimismo, si affacciano dubbi sul futuro economico della TEPCO. L'azienda è di fatto al collasso e si regge solo grazie alle iniezioni di soldi pubblici. Ma sono in molti ormai a chiedere di fare chiarezza: se TEPCO è un'azienda privata, dovrebbe far fronte con i propri mezzi agli impegni economici - tra cui il rimborso alle popolazioni costrette all'evacuazione dalle zone inquinate dalla centrale. Ma TEPCO non ha i mezzi per pagare i debiti presenti e futuri, le sue entrate si sono ridotte dopo il fermo delle centrali nucleari, mentre i costi di gestione dell'emergenza sono saliti alle stelle. Occorrono decine di miliardi di dollari, che TEPCO non ha, e nemmeno il governo Abe.

Fukushima dal punto di vista economico è un pozzo senza fondo, e assorbirà risorse finanziarie per decine di anni. L'alternativa non esiste, perchè significherebbe non finanziare più la TEPCO che sarebbe costretta al fallimento e ad abbandonare i reattori al loro destino, cioè una enorme devastante esplosione.

Quello che Abe non ha ancora detto ai suoi cittadini e al mondo interno: o il disastro nucleare oppure quello economico.

 

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