ABE, la farsa della democrazia

Il Giappone vota per incoronare il metodo ABE - ABENOMICS - in quelle che saranno le elezioni con il minor afflusso di elettori nella storia giapponese.

La Camera Bassa è stata sciolta un mese fa da Abe per consentirgli di chiedere ai giapponesi : "se volete che NON vi aumento le tasse sul consumo (IVA) votatemi".

I giapponesi risponderanno alla chiamata di Abe in modo scontato, ma con una astensione record, che potrebbe sfiorare il 45%. Già nelle elezioni vinte da Abe nel 2012 si era verificato un forte calo di votanti (da circa 70 milioni a 58).

Il voto giapponese sarà una ulteriore dimostrazione della divergenza tra politica e società, che riguarda tutti i continenti dall'Europa all'Asia passando per l'America.

Il fenomeno della "inutilità" della democrazia, cioè della partecipazione e della scelta, in un sistema globalizzato ed uniforme di manipolazione, imposizione del consenso, controllo e repressione poliziesca, scelte economiche improntate alla distruzione del lavoro, al sequestro del risparmio, alla massimizzazione dei profitti e delle rendite.

L'astensione non è certo un fenomeno consapevole ed organizzato, ma la risposta crescente ed inconsapevole ad una domanda banale: "perché chiedermi di votare, se le decisioni sono state già prese ed imposte ?".

Come ha fatto Abe in Giappone, prima rinviando l'aumento delle tasse (necessario a limitare la crescita del gigantesco debito pubblico giapponese sotto il 250% del PIL) e poi chiamando gli elettori a rafforzare la sua decisione. E in ogni caso, prima che fossero evidenti i segni del fallimento della ABENOMICS: dopo due anni di "stimoli" (quelli che Draghi vorrebbe importare in Europa) l'economia è in recessione, le aziende chiudono ad un ritmo crescente, la corruzione e l'apatia dilagano.

Meglio votare subito, anche se in pochi, prima che anche questi se ne accorgano.

 

 

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