Casino' Cina, tutti esperti di BORSA

 

I mercati azionari cinesi - Hong Kong, Shanghai, Shenzhen - hanno raddoppiato le quotazione in 10 mesi. Ogni settimana in Cina si aprono circa 6 milioni di conti per fare trading, e circa il 75% di questi nuovi "Traders" non ha un livello di istruzione sufficiente a comprendere cosa sta facendo.

La febbre della ricchezza facile ha contagiato anche i minorenni. Non è necessario avere i soldi per speculare in borsa, grazie al meccanismo della "marginazione", il denaro viene preso in prestito dalle banche o dai brokers e il gioco e' fatto, perché a fine giornata il rialzo dei titoli consente di restituire il prestito e guadagnare la differenza, perchè qualcuno disposto a comprare a prezzi crescenti lo si trova di sicuro.

Ma oggi le autorità cinesi, China Securities Regulatory Commission, consapevoli o meno di quanta benzina aggiungono al fuoco, hanno deciso di consentire le "vendite allo scoperto" (short selling), un meccanismo che permette di vendere le azioni senza averle prima acquistate. Lo short selling fa guadagnare quando (se) il valore del titolo azionario scende di prezzo.

L'annuncio dato dalle autorità di mercato cinesi ha creato lo scompiglio sui mercati finanziari mondiali, fino ad ora ben felici di vedere la bolla speculativa cinese gonfiarsi a dismisura.

La paura è che il gioco al rialzo possa incepparsi e provocare una valanga di vendite di realizzo, accentuata dalla spinta speculativa di chi venderà allo scoperto per guadagnare dal ribasso. Il governo centrale dovrà sicuramente intervenire per correggere la rotta, ma potrebbe non essere sufficiente. 

Un calo incontrollato delle Borse cinesi sarebbe un cataclisma sociale di notevole portata, proprio a causa della euforica diffusione della febbre speculativa negli strati sociali medio bassi. Credersi ricchi e ritrovarsi poveri, come al Casinò.

Le responsabilità maggiori delle decisioni di politica economica sono di Li Keqiang, il quale dopo aver cercato circa un anno fa di favorire il rialzo della borsa anche con "incentivi" più o meno ortodossi, si è trovato di fronte al dilemma : lasciar andare la febbre rialzista oltre ogni plausibile livello e aspettare il tonfo, oppure intervenire prima che sia troppo tardi, correndo un rischio calcolato.

A questa seconda ipotesi sembra appartenere l'intervento di oggi, ma le prime reazioni non sembrano avvalorarne il successo.

 

 

Comments (3) -

  • Carli Dewolff

    18/04/2015 12:04:20 | Reply

    un beau site bonne continuation

  • Anika Grum

    03/05/2015 21:29:45 | Reply

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  • Jessie Marrion

    05/05/2015 01:17:15 | Reply

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