C'era una volta l'America - 2

Una volta, se il capo di una paese povero e ostile agli USA telefonava al Presidente degli Stati Uniti, i giornali avrebbero titolato: Il Primo Ministro dell'Iran chiama il Presidente degli Stati Uniti per ....".

Ora avviene il contrario, e si capisce, dall'enfasi della stampa internazionale, che è stato Obama a chiamare Rouhani. Il Presidente degli USA cerca di dimostrare che il ruolo internazionale della superpotenza non è in crisi, anzi.

Dopo lo smacco siriano, costretti a trattare con Assad una improbabile quanto inutile / improbabile dismissione delle armi chimiche, gli Stati Uniti cercano di recuperare terreno nello scacchiere MedioOrientale aggrappandosi alle incerte concessioni di Rouhani.

I mercanti arabi sanno che il tempo è un fattore decisivo sia nelle trattative commerciali che in quelle diplomatiche. All'Iran serve prendere tempo, almeno sei mesi, per completare il primo ciclo di arricchimento dell'uranio a scopo militare; e sanno che agli USA in questo momento serve dimostrare che non sono fuori dai giochi del Medio Oriente. Quale occasione migliore per prendere tempo!

Obama telefona a Rouhani per ricostruire una credibilità politico-militare messa in dubbio dallo scacco siriano; a Rouhani, come ad Assad, serve prendere tempo per rafforzare il proprio potere senza rinunciare a nessuna delle opzioni possibili. 

Mentre dall'altra parte, in un colpo solo, gli Stati Uniti si trovano a dover rinunciare sia al ribaltamento di Assad in Siria che ad imporre la fine del nucleare in Iran.

Gli USA sono costretti a fidarsi. 

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