Dinnergate Marino, psicopatologia della politica

Il caso del sindaco di Roma Ignazio Marino, ancorché poco rilevante sul piano delle conseguenze pratiche, dovrebbe invece essere oggetto di interessanti analisi in quel laboratorio sempre più affollato in cui si studiano i modelli di gestione del potere e creazione del consenso.

8) E' più "marziano" Marino che spera di ridiventare sindaco tra 20 giorni oppure Renzi che vuole continuare a governare con Verdini per altri tre anni ?

Il caso Marino (peculato "gastronomico") di questi giorni è ben poca cosa se lo si confronta con lo scandalo che divampa in Brasile sulla figura del capo del governo Wilma Youssef che è ad un passo dal impeachment, o con quello della FIFA di Blatter e Platini (più popolari di Marino), o con quello della Volkswagen  o quello più oscuro di Fabrizio Palenzona, vice presidente di Unicredit, una delle maggiori banche europee.

Ma per molti aspetti il dinnergate di Marino presenta risvolti molto più interessanti degli altri.

1) Marino è un personaggio eletto sindaco di Roma senza alcun merito pregresso. Il tema della ricerca potrebbe essere: come si costruisce dal nulla un personaggio politico di potere. E' un argomento che da anni é oggetto di studi nella Francia di Hollande e nella Germania di Sigmar Gabriel (la ricerca su Miliband si è già conclusa)

2) Poco dopo essere stato eletto sindaco di Roma, Ignazio Marino si trova dalla parte sbagliata della corrente politica, perchè non è un renziano di ferro, e spera che l'apparato di potere del PD che lo ha scelto come faccia meno imbarazzante gliene renda merito.

3) Marino si trova catapultato in una realtà molto più complessa, corrotta, ingovernabile, imbalsamata di quello che un umano potrebbe immaginare. Il comune di Roma è il concentrato di tutte le peggiori prassi amministrative e consociative degli ultimi 20 anni. Anzichè fare appello alle risorse politiche e sociali estranee al sistema di corruzione dilagante, Marino si illude di poterlo cavalcare senza riconoscere che è lui stesso una variante "diversa" della gestione del consenso.

4) Marino si oppone alla normalizzazione di Renzi perchè crede di essere diventato Napoleone o perchè crede di essere credibile?

5) Perchè Marino crede di poter fare in televisione la sceneggiata della "trasparenza" (le copie degli scontrini dei ristoranti pagati con la carta di credito del Comune) pensando che nessuno andrà a leggere le carte che lui stesso ha portato?

6) Perchè il Partito Democratico pensa di potersela cavare con le dimissioni di Marino, senza dover spiegare i motivi che lo hanno portato a sceglierlo ed eleggerlo sindaco della Capitale?

7) Perché tante persone si sono fatte ingannare da Ignazio Marino sperando che fosse diverso?

 

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