ITALIANI uccisi in Libia, freno o accelerazione all'intervento militare?

L'uccisione di Salvatore Failla e Fausto Piano, rapiti da un gruppo armato in Libia, accelererà l'intervento dei militari italiani sul territorio libico oppure lo ritarderà?

La prima ipotesi, preferita sia da gran parte del governo Renzi che dal capo effettivo delle manovre in nord Africa il segretario di Stato USA Ash Carter, avrebbe il favore dell'opinione pubblica sulla scia del cordoglio per la morte dei due connazionali e la preoccupazione per gli altri due ancora prigionieri.

Ma l'emozione e la perplessità per come some morti Failla e Piano (probabilmente colpiti dalle forze ufficiali libiche che avevano attaccato un convoglio di terroristi) aumenta i dubbi sui rischi di un'avventura militare senza copertura diplomatica ufficiale, cioè una richiesta di un pur fantomatico parlamento libico rappresentativo delle fazioni in lotta.

Con ogni probabilità entro 3-4 giorni verrà dato il via all'intervento militare italiano in Libia anche se resta un mistero su come verranno aggirati gli ostacoli costituzionali in mancanza di un legittimo governo interno (non sarebbe sufficiente, secondo alcuni, la copertura dell'ONU)

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