Immagini vere della vera crisi in Cina

La crisi in Cina c'è ma non ha immagini. Se c'è un crollo di Borsa o se cala l'export o se lo yuan si svaluta non si "vede" chi ne subisce le conseguenze e se qualcuno protesta. La censura di regime in Cina funziona. 

Negli ultimi 12 mesi le statistiche rilevate da fonti indipendenti parlano di un aumento iperbolico dei micro-conflitti sociali. Operai che protestano perchè non vengono pagati da mesi, contadini che si ribellano all'esproprio delle terre, fabbriche che chiudono, e insegnanti, tassisti, impiegati, tutti hanno un motivo per denunciare un sopruso.

E infine i risparmiatori, trasversali ad ogni ceto sociale e culturale, derubati dalle banche, dalle società di brokeraggio e dall'incitamento governativo ad investire in Borsa.

Per aggirare la censura i cinesi che protestano, pochi o tanti che siano, usano l'unico sistema che ha qualche possibilità di sfuggire alla censura: le immagini con cartelli scritti, fotografati e mescolati con altre foto e postate sui blog. 

 

Lavoratori senza salario

 

 

 

 

Four labour activists have been formally arrested by the authorities in Guangdong. Zeng Feiyang, Zhu Xiaomei and Meng Han of the Panyu Workers Service Centre were charged with “gathering a crowd to disturb social order,” while He Xiaobo of the Nanfeiyan Social Work Service Centre was charged with the “misappropriation of funds.”

Two other labour activists, Peng Jiayong and Deng Xiaoming, who also were detained in early December, were released and escorted back to their home towns on 8 January.

Two weeks before the four activists were even charged, the official Chinese media launched a coordinated smear campaign, accusing them of inciting workers to strike and of accepting funding from foreign organizations.

 

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