L'America scopre che EBOLA non é un film

Nel giro di poche ore i mass media USA hanno dovuto prendere atto dell'esistenza di EBOLA, la terribile epidemia che si riteneva confinata nei paesi del centro Africa.

Dapprima un caso di ricovero, poi due, poi circa 60 possibili infetti messi in quarantena, ora 100 e il numero è destinato purtroppo a crescere.

Inizieranno le polemiche su come sia stato sottovalutato il rischio che l'epidemia potesse attraversare l'oceano e su come sia stato sbagliato l'approccio iniziale.

Iniziano a circolare stime allarmanti della possibile diffusione di EBOLA: 1,5 milioni di infettati entro gennaio 2015.

Se queste stime sono fondate significa che ogni Nazione del Mondo avrà migliaia di casi di infezione e di morti, creando un effetto sconvolgente sulle abitudini, psicologie ed economie di ogni popolo.

Queste previsioni si accompagnano all'ipotesi che il virus attuale sia una mutazione più insidiosa del ceppo originario, perché capace di diffondersi non solo per contatto materiale con i soggetti infettati ma anche attraverso le vie respiratorie. In questo caso le difese approntate fino ad ora sarebbero del tutto inefficaci.

 

 

 

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