La Bomba Atomica di Fukushima

nagasaki bomba atomicaSeppur con notevole ritardo, il mondo inizia a prendere atto dei rischi nascosti dentro l'impianto di Fukushima. Rischi negati, sottaciuti, sottovalutati dai giapponesi della TEPCO, dal governo Abe (che è il vero proprietario della TEPCO) e dalla NRA, l'agenzia di controllo delle centrali nucleari.

 

Iniziano a trapelare le ammissioni sulla gravità della situazione (il livello di allarme innalzato da 1 a 3 nei giorni scorsi) creata dalle perdite di acqua radioattiva dai serbatoi costruiti per contenere il liquido di raffreddamento dei 4 reattori incidentati.

 

Si tratta di diverse centinaia di serbatoi (nessuno sa quanti siano, pare circa 400 con una capacità di 300 tonnellate ciscuno, ma alcune fonti parlano di 1000 tank ordinati) quasi tutti minacciati da un difetto di fabbricazione che si manifesta dopo un certo tempo di utilizzo: la resina con cui si "saldano" le fasce circolari di acciaio di cui sono composti i serbatoi, non resiste all'effetto combinato dell'acqua radioattiva e crea delle perdite, che fuoriescono, si insinuano nel sottosuolo e finiscono in mare aperto.

 

Con calcoli elementari si determina che il rischio potenziale riguarda decine di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. 

 

Ma a questo si aggiunge l'ammissione che, per cause ancora sconosciute, nei tunnel sotto i reattori si è creato un lago di acqua altamente radioattiva - soprattutto di cesio - che si riversa nell'oceano. 

Si teme che uno dei reattori o la piscina di stoccaggio delle barre di uranio "spento" possano iniziare il meltdown, ipotesi che trasformerebbe Fukushima in una bomba atomica ad orologeria. Nel gioco delle parti, l'agenzia nucleare giapponese NRA ha iniziato a fare la voce grossa contro la TEPCO, rivelando episodi e dati allarmanti che gettano ombre sull'inettitudine dei manager TEPCO e sulla "fiducia" a loro accordata dai ministri del governo. 

I vertici TEPCO avrebbero nascosto la gravità della situazione per "non disturbare" i candidati governativi nelle recenti elezioni politiche

I paesi confinanti, ed in particolare la Cina, iniziano a manifestare pubblicamente la preoccupazione per il rischio di contaminazione delle acque oceaniche e quindi degli ecosistemi che coinvolgono tutti i paesi del Pacifico (USA compresi), e lamentano la irresponsabilità con cui il governo di Abe sta affrontando la questione.

I giapponesi cercano di prendere tempo, almeno fino all'inizio di settembre, quando il Comitato Olimpico dovrà decidere l'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2020: sono in lizza Madrid, Instanbul e ... Tokyo, la quale dista 200 chilometri da Fukushima. Creare troppo allarmismo, potrebbe pregiudicare le chance giapponesi, i sogni di grandezza di Abe e il modello di uscita dalla crisi economica denominato Abenomics.

 

La ragion di Stato internazionale impone a tutti di non allarmare troppo l'opinione pubblica, e guai a dichiarare che a Fukushima si stanno creando le condizioni per un disastro ancora più grande!

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