Pechino la parata di regime del V Day

Il licenziamento collettivo di 300.000 militari dell'Esercito del Popolo annunciato da Xi Jinping durante il discorso per il 70 V-Day a Pechino.

Cosa fanno i regimi autoritari quando inizia a serpeggiare aria di crisi ? Organizzano una grande parata militare, per fare mostra di forza, stabilità serenità e convincere i sudditi che le cose vanno bene e andranno meglio.

La Cina non sfugge a questa regola, già applicata da Putin con il VDay a Mosca nel maggio scorso, e per questo ha deciso di commemorare i 70 anni dalla fine della II Guerra Mondiale con una enorme sfilata militare a Pechino che dovrebbe nelle intenzioni di Xi Jinping segnare la ripresa della fiducia nell'immagine del potere.

 V-DAY china

Ma negli ultimi tempi le intenzioni dei governanti si sono spesso trasformate in clamorosi boomerang, accrescendo nell'opinione pubblica la sensazione di scarsa affidabilità da parte degli apparati. L'esplosione di Tianjin e soprattutto le mezze verità, le censure e le omissioni che ne sono seguite hanno accelerato la caduta di immagine.

 

La parata di Pechino in Tiananmen è stata gestita direttamente da Xi Jinping (alimentando le voci di una futura estromissione o di un ridimensionamento del Primo Ministro Li Keqiang) e sarà ricordata soprattutto per le misure adottate per manipolare la scenografia dell'evento.

 

Dalla metà di agosto sono state introdotti divieti di circolazione ai veicoli e chiusura di fabbriche con particolari emissioni per far “ripulire” l'aria fetida di Pechino e consentire agli invitati di tutto il mondo di vedere il cielo sereno.

 china V-day 2015

Il mercato azionario in calo continuo da luglio è stato sostenuto da misure straordinarie per limitare la discesa e non turbare troppo !! i mercati finanziari mondiali.

E' stata concessa una larga amnistia discrezionale per reati di varia natura, mentre dall'altra parte si è messo in moto un gigantesco apparato di “sicurezza” con arresti di decine di persone sospettate di attività antiregime – soprattutto avvocati e giornalisti.

Si è costruita la tesi di una partecipazione decisiva delle forze militari cinesi alla Seconda Guerra Mondiale piegando la storia ad esigenze di potere e soprattutto di politica internazionale, nel tentativo di mandare messaggi espliciti o cifrati al Giappone – che nel V DAY è il grande sconfitto del 1945 – e agli altri paesi dell'est asiatico con i quali i rapporti ora sono pessimi, a cominciare dal Vietnam e le Filippine.

Per qualche giorno il cielo di Pechino sembrerà azzurro e non ci saranno esplosioni di depositi tossici.

Che la parata (di regime) inizi, ovviamente con “il Discorso del Presidente”, parafrasando il saggio di Oliver Sacks ne “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello”

 

 

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