Per Renzi l'articolo 18 vale 80 euro

Curzio Maltese sull'Huffington Post del 21/9: 

" ... Come mai allora in un mese, soltanto un mese, il premier è passato dal considerare inutile e stupido il dibattito sulla riforma dell'articolo 18 al farne un cavallo di battaglia della sua azione e l'argomento principe di una crociata contro la Cgil?

Al netto della conclamata rapidità del Renzi-pensiero, a volte cinica (tendenza "Enrico stai sereno") e in attesa di una risposta, sono state fatte alcune ipotesi, più o meno maliziose. In ordine di cattiveria.

1) Ipotesi Camusso-Landini. Per una volta d'accordo, i duellanti della Cgil ritengono che il governo Renzi, chiacchiere a parte, sia un fantoccio in mano a Bce, Fmi e falchi dell'Ue, ai quali il premier è chiamato a portare "lo scalpo" dell'articolo 18 per dimostrare di essere "figo" e soprattutto fedele alla linea del rigore.

2) Ipotesi Economist-Diego La Valle-Fabrizio Barca. Quando parla di economia, il premier non sa di che cosa si tratti. Non ha una visione e si affida di volta in volta all'esperto di turno, che ascolta mangiando un gelato. L'attuale consigliere, l'israeliano Yoram Getguld, una colonna della multinazionale americana McKinsey, è un liberista convinto che la salvezza del mondo si ottenga privatizzando tutto il possibile e riformando alcuni diritti dei lavoratori considerati "privilegi indifendibili".

Non sono d'accordo nè con l'ipotesi 1 nè con la 2, nè tantomeno con le altre due successive, alquanto satiriche.

Renzi è in uno stato di ebbrezza politica dopo il 41% delle elezioni europee. Vuole e sa di poter ricevere mano libera dalla UE e dalla BCE a sforare il 3% deficit/PIL - perchè senza la droga del debito l'economia non darà sussulti di ripresa - e non può correre il rischio di non avere neanche uno straccio di promessa da mettere sotto l'albero di Natale. 

Gli 80 euro sono serviti a vincere a maggio, ma a dicembre saranno già dimenticati.

Per avere via libera allo sforamento del 3% ha concordato alla fine di agosto, sia con Draghi che con i tecnocrati di Bruxelles, la contropartita della eliminazione dell'articolo 18 e qualche ulteriore partita di giro fiscale. 

Per questo la partita dell'articolo 18 ha avuto una accelerazione improvvisa.

Se a Natale Renzi porterà il panettone della "ripresa", potrà giustificare la sua permanenza per altri 3000  giorni, altrimenti potrebbe fare la fine dei predecessori.

Però Renzi deve cambiare gli argomenti utilizzati per giustificare la richiesta di eliminazione di un "diritto acquisito": non può cavarsela con la retorica dei lavoratori di seria A (con art 18) e quelli di serie  B (senza).

I lavoratori di serie A hanno ereditato dai loro predecessori il diritto sancito dallo Statuto, allo stesso modo di un figlio che eredita una casa. Nessuno può andare da quest'ultimo e sequestrargli un pezzo della sua casa ereditata, giustificandosi che si tratta di un'iniziativa a favore di quelli di serie B che non ce l'hanno.

Lo si faceva all'epoca dei bolscevichi, che iniziavano però da coloro che avevano ville e reggie.

Renzi vorrebbe sequestrare un pezzo del "patrimonio" ereditato dai lavoratori di "serie A" dando in cambio che cosa ?

80 euro non bastano, ci vuole molto di più.

 

 

 

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