Portogallo Polonia, la TROIKA in difficoltà

In Portogallo le elezioni di inizio ottobre avevano consegnato un risultato incerto, senza una maggioranza chiara, e quindi fungibile per sperimentare il modello Troika già operante in Grecia: un governo sinistra-destra per attuare i programmi dettati da Bruxelles.

Invece, inspiegabilmente, i socialisti portoghesi guidati da Antonio Costa si sono rifiutati di formare un governo di unità nazionale, e addirittura hanno stretto alleanza con i comunisti e altre formazioni anti-europeiste in un blocco delle sinistre che avrebbe la maggioranza in Parlamento per governare.

La Troika ha gli assi in tutte le maniche, e per bocca del Presidente della Repubblica, il mattarella portoghese Cavaco Silva, ha annunciato che non consentirà la formazione di un governo che "non sia gradito alle istituzioni finanziarie" e ha dato mandato al conservatore Passos Coelho, pur non avendo i numeri sufficienti, di provare a fare un governo comprando il voto di qualche socialista dissidente.

Non si sa se il mercato andrà a buon fine, ma i portoghesi sono testimoni di un nuovo sviluppo del metodo Troika, una ricerca di laboratorio politico "avanzato" per passare dalla democrazia sospesa alla democrazia 'dipende da chi vince', una nuova forma che potrebbe tornare utile anche per risolvere un'altra situazione complicata: in Polonia ha vinto le elezioni lo schieramento di destra nazionalista, anti europeista, anti profughi, anti tedesca e anti russa.

Ma la Polonia non ha l'euro, al pari dell'Ungheria, e quindi potrà farsi governare da chi vuole, anche dai nazisti, tanto gli unici a correre pericoli e a rimetterci saranno i richiedenti asilo e gli immigrati.

La gestione della crisi greca e dell'emergenza profughi, anziché restituire fiducia e credibilità nelle istituzioni europee, sta generando una nuova ondata di malessere da parte dei cittadini, che in alcune situazioni si manifesta in elevato astensionismo in altre con l'adesione alle proposte politiche anti-euro. Il modello Troika non funziona, perchè "There is much talk in Europe of a “crisis in democracy. But the crisis is not in democracy. It is — as the elections in Greece, Portugal and Poland demonstrate — actually functioning pretty well. The crisis is in the grip on power of a blinkered political elite ..." scrive Darrell Delamaide su MarketWarch

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