Shalabayeva, settanta anni fa

 hanna arendtSettanta anni fa l'Italia si divideva tra quelli che difendevano, aiutavano, ospitavano, anche a costo della propria vita, i perseguitati dal regime nazifascista e coloro che invece li consegnavano alla polizia, alla deportazione nei campi di concentramento, alla sofferenza e alla morte. Immagini di gente comune, soprattutto i più deboli, i vecchi, le donne, i bambini.

 

Settanta anni dopo non avremmo mai immaginato di doverci dividere e scontrare con coloro che consegnano persone innocenti ed inermi all'orrore del carcere, della tortura, forse della morte.

Li consegnano agli emissari di un governo despota, di un paese governato dalla corruzione e dalla repressione, che si presentano alle nostre "istituzioni" con  la minaccia e il peso degli affari, dei soldi, della ricchezza, della convenienza.

Rappresentanti delle "nostre" istituzioni consegnano illegittimamente una madre ed una figlia agli emissari del despota kazakho.

Accade 70 anni dopo il 1943.

Questo è il vero senso del caso Shalabayeva.

Le conseguenze sono evidenti.

Presidente Napolitano,  Lei 70 anni fa c'era, e ha conosciuto molti anni migliori.

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