YELLEN stecca la prima a Jackson Hole

 

La prima apparizione di Janet Yellen al resort estivo dei banchieri centrali di Jackson Hole nella veste di capo della FED, non ha suscitato le acclamazioni entusiastiche che erano riservate al suo predecessore Bernanke.

Altri tempi, ma soprattutto altri ruoli. Alla Yellen spetta il compito di trovare nuovi "stimoli" per convincere Wall Street che la pacchia durerà ancora a lungo.

Al di là delle frasi di rito sciorinate dalla Yellen - "se, forse, vedremo, faremo ecc" - sono evidenti due cose:

1) La Yellen è considerata troppo legata ai Democratici e ad Obama ( a differenza di Bernanke, nominato da Bush e confermato da Obama, che aveva una fama bipartizan). Con le elezioni di medio termine a novembre (favoriti i repubblicani che potrebbero conquistare anche il Senato), e l'uscita di scena di Obama tra due anni, la Yellen non sarà certamente reincaricata da un eventuale presidente repubblicano.

Questo priva la Yellen della possibilità di offrire uno scenario di lungo periodo, oltre quello già scontato di breve-medio termine.

2) Di rialzo dei tassi se ne comincerà a parlare subito dopo le elezioni di novembre, per non creare ostacoli alla già difficile corsa del partito democratico. La speculazione si aspettava che queste due "ombre" sulle mosse della Yellen fossero occultate da un "bel canto" di circostanza, ma nenache questo è avvenuto.  Le dissertazioni della Yellen sul mercato del lavoro sono state banali, scontate e strumentali.

Penoso il tentativo di portare alcuni "contestatori" a Jackson Hole per creare un evento mediatico e alzare l'attenzione internazionale. Alcuni giovani ben vestiti e pettinati, oltre che pagati, si sono presentati per ricordare ai banchieri che le prospettive dei giovani nel mercato del lavoro non sono rosee. Ma suvvia ... Yellen.

Anche la prima di Draghi però è stata noiosa e ripetitiva. 

Unica nota degna di attenzione, l'assenza di banchieri russi. Chissà perchè ?

 

 

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