Anche i Curdi votano ... per la prima volta

Per la prima volta nella storia, la popolazione curda-irachena è chiamata a votare in un referendum  che dovrebbe sancire la nascita di un Kurdistan indipendente.

L'esito del referendum è scontato per quanto riguarda il voto, ma molto più incerto e difficile sarà il riconoscimento del risultato da parte dei paesi direttamente interessati.

In particolare Iraq, Turchia e Iran con accenti diversi, hanno già fatto sapere che il referendum non ha alcun valore e che il Kurdistan è una regione geografica non uno Stato.

Erdogan ha minacciato di occupare parte dei territori di frontiera con il proprio esercito e teme l'effetto contagio sui curdi oppressi dentro la frontiera turca.

L'Iraq non può che prendere atto della secessione, soprattutto dopo che i peshmerga hanno contribuito con il sangue alla cacciata dell'ISIS dalle città irachene, e dovrà cercare di limitare i danni, cioè i territori (pozzi petroliferi) sottratti al controllo di Baghdad che andranno a comporre il futuro Stato del Kurdistan.

Israele è l'unico paese che vede con favore la scelta referendaria dei curdi perché consente di far nascere una entità non-araba con cui poter dialogare e fare affari(petrolio).

 

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