Angela Merkel si dimette dalla politica ma resta Cancelliera

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Dopo la sconfitta elettorale in Assia Angela Merkel lascia l'incarico di leader della CDU e promette di non ricandidarsi in Parlamento alla scadenza della legislatura, anche se mantiene la carica di Cancelliera del governo, ormai sempre più zombie, di "unità nazionale" con la SPD.

Una soluzione "debole" in un contesto di crisi dei partiti che testimonia che anche in Germania il sistema politico tradizionale è in preda alla confusione e alla mancanza di idee di ricambio, con i Grunen eterna promessa di alternativa non subalterna ai socialdemocratici.

Angela Merkel avrebbe voluto chiudere la sua lunga carriera politica - 18 anni alla guida della CDU e 13 come cancelliera - in ben altro modo, ma dopo un anno di tentennamenti seguiti alla sconfitta nelle elezioni politiche nazionali e il ripescaggio della formula logora della grossekoalition con la SPD, si è arresa all'evidenza: dovrà abdicare nel momento peggiore, senza aver avuto il modo e il tempo di preparare una vera alternativa di successione, senza poterlo dire apertamente e senza poter ricevere gli onori alla carriera. Di fatto la cancelliera ha congelato il tavolo di gioco, sperando di fermare anche la crisi dei conservatori democratici e l'ascesa di AfD.

Per l'Europa l'uscita di scena della Merkel era già evidente da molti mesi e ora coincide con l'inizio della lunga campagna elettorale del 2019, una faccenda da sbrigare senza passioni e senza leader autorevoli, costretti a stare "insieme" solo per non soccombere sotto il peso dei debiti altrui.

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