BITCOIN entro tre anni a quota 120.000 euro

Fino a dove potrà arrivare il valore del bitcoin, che in questi giorni si appresta a toccare la soglia dei 20.000 dollari ?
E' una bolla speculativa che può esplodere in qualsiasi momento oppure c'è un motivo logico dietro la corsa sfrenata dalla criptomoneta?
E in questa seconda ipotesi quale potrebbe essere il valore di assestamento più plausibile?

 
bitcoin
 
 
Premessa: ho iniziato ad interessarmi al bitcoin e a quello che gli ruota attorno circa cinque anni fa, quando era ancora sconosciuto e fuori dalle mode/manie.
Con "attrezzi" rudimentali scavavo per trovarne "frammenti" e con un software dedicato contribuivo alla rete mondiale del database delle transazioni. In quel periodo il valore del bitcoin oscillava tra i dieci e i quindici dollari, e il costo del mining (cioè della creazione di btc) per piccoli sistemi domestici cominciava a diventare proibitivo.
Dopo un paio di anni, appagata la curiosità, mi disinteressai al fenomeno  fino a quando un amico mi chiese di aiutarlo a comprare bitcoin per pagare il riscatto di un ransomware, un attacco virus che gli aveva criptato il computer chiedendo un riscatto.
Il valore della moneta virtuale in quel periodo si aggirava attorno ai 250 euro per unità.
Dopo aver  aiutato il mio amico, sul conto coinbase rimase l'equivalente di circa 80 euro che dopo due anni si sono decuplicati e senza pensarci troppo li ho venduti, "accontentandomi" del guadagno fatto.
Ora il valore del bitcoin è prossimo alla soglia dei 20.000 dollari e non penso che si fermerà, ma sono contento di non avere alcuna attrazione per la moda che invece sta facendo impazzire e arricchire migliaia di persone.
 
Il fenomeno bitcoin negli ultimi tre-quattro anni si è profondamente trasformato: da moneta di scambio per un circuito di produzione e consumo alternativo, è diventato il più potente canale di pagamento per la criminalità internazionale, per la corruzione ed evasione fiscale dei ceti più facoltosi.
 Inoltre, essendo diventato uno strumento nelle mani dei potenti, nessun banchiere o leader politico si sogna più di vietarne l'uso come era stato invece minacciato all'origine.
Il controvalore della "azienda Bitcoin" oggi vale 320 miliari di dollari, più di molti colossi quotati alla borsa di Wall Street, più di Wal-Mart o Bank of America.
Se si aggiungono anche le altre criptomonete, il totale del valore supera il mezzo trilione di dollari.
 
Dietro il fenomeno c'è sicuramente una componente speculativa, alimentata dal fatto che l'idea di arricchirsi con facilità ha contagiato larghe masse di popolazione in ogni parte del mondo e soprattutto in Cina, Giappone e Corea del Sud, in uno schema piramidale globalizzato.
Ma questa è solo una parte della spiegazione: la spinta maggiore alla crescita sfrenata delle criptomonete è dovuta al fatto che la parte oscura dell'economia mondiale ha eletto bitcoin e le altre monete virtuali a mezzo di cambio/pagamento per eccellenza con il placet più o meno esplicito della parte "trasparente" del sistema finanziario.
 
Se si pensa che la quota dell'economia nera sul totale mondiale viene stimata in circa il 5% e che questa ha sempre più bisogno di sistemi di transazioni anonime e occulte, si ricava che a regime il valore del bitcoin, diventata la moneta principale di questa componente dell'economia ma con una quantità di pezzi limitata a 21 milioni, può oscillare in un range tra 60.000 e 120.000 euro.
 
Le Banche Centrali e i governi si guardano bene dal fermare il treno bitcoin, anzi cominciano ad apprezzarne le potenzialità, alla stregua del Quantitative Easing della Federal Reserve o della BCE.
La finanza adora il fenomeno e i due mercati dei derivati più famosi - CBOE e CME - hanno iniziato a quotarne i futures, e c'è da scommettere che tra non molto anche "l'azienda bitcoin" sarà dichiarata "too big to fail" e le banche centrali interverranno per sostenerne le quotazioni.
 
E' evidente che fino a quando il valore del bitcoin nei confronti delle altre valute non si sarà assestato (a prescindere da quale sarà il livello) l'uso commerciale della criptomoneta sarà di fatto impossibile. Oscillazioni così vaste e repentine rendono rischioso e sconveniente realizzare uno scambio non speculativo: se devo prenotare una stanza d'albergo che costa l'equivalente di 100 euro in bitcoin al controvalore di oggi, tra due giorni rischio di pagarla 150. E viceversa per il venditore di merci o servizi.
 
Per concludere quindi non credo che la bolla delle criptovalute sia paragonabile a quella dei tulipani: il potere politico e finanziario ha scoperto di avere bisogno di bitcoin e lo utilizzerà in parallelo alle valute ufficiali per riaffermare il pieno controllo sull'economia pulita e su quella sporca, senza doversi più preoccupare di individuarne i confini.
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