Crisi Italia alla resa dei Conte

Il governo di "unità populista" Di Maio - Salvini affronta i giorni decisivi dello scontro con l'establishment di Bruxelles dilaniato da divisioni, tradimenti, scivoloni ed incertezze, e sotto il fuoco incrociato dei mercati finanziari, con lo spread BTP-Bund che viaggia verso 400.


La fragile tregua è durata una settimana, poi si è scatenata una serie di eventi che faranno precipitare la situazione:

- il giallo del decreto fiscale e del condono liberatutti, lo scontro Di Maio-Salvini
- la lettera della Commissione europea con il rigetto totale e senza mediazioni della legge di bilancio
- il M5S nel caos
- la Lega in campagna elettorale permanente
- le opposizioni PD-Forza Italia in stato comatoso

Il dilemma di Di Maio: staccare la spina al governo Conte e andare subito allo scontro con la Lega, facendo anche saltare la legge di Bilancio che tanto non piace a nessuno, oppure tirare a campare fino alle elezioni europee di maggio 2019, logorandosi e spianando la strada ad un governo leghista ?

L'unica mossa che resta al boss di M5S per sparigliare una situazione incartata è quella di ottenere una tregua duratura dall'EU proponendo di "riscrivere" la legge di Bilancio, cancellando le modifiche alla Fornero (tanto non risolvono i problemi dei pensionati) e lasciando per il 2019 solo il reddito di cittadinanza e l'introduzione della flat tax per le partite IVA . Il deficit verrebbe limato di qualche decimale, attorno al 2%.

Salvini non accetterebbe ma dovrebbe prendersi la responsabilità della crisi di governo e del voto a gennaio. Se vuole provare a prendersi il governo dell'Italia lo dovrà fare senza la faccia di Conte, Di Maio e Toninelli, ma con quella di Berlusconi, in un clima da guerra di tutti contro tutti.

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