Elezioni 4 marzo, la DESTRA ha già vinto

Se c'era bisogno di capire chi e perchè vincerà le elezioni politiche del 4 marzo la risposta è arrivata in modo chiaro e inequivocabile da Macerata: vincerà la destra di Berlusconi-Salvini con la quasi piena soddisfazione dei fedelissimi di Renzi.

Il voto degli italiani, i due terzi che andranno a votare, servirà solo a stabilire se la maggioranza in Parlamento sarà autosufficiente o se dovrà ricorrere a qualche manipolo preso in "prestito" dal PD.
Ad avvalorare questa triste ipotesi non ci sono solo i sondaggi, tutti unanimi nel dare la coalizione di centrodestra  vincente grazie ad una legge elettorale idiota voluta da Renzi, ma soprattutto il clima e l'aria che si respira fanno intuire che c'è un'ampia egemonia culturale di destra che accomuna gran parte dello schieramento politico. Il neofascista che ha tentato la strage a Macerata è stato trasformato in un eroe della causa nazionale dalla destra sia estrema che moderata, ma anche dalle prove di impotenza dei rappresentanti di governo e delle istituzioni locali.

L'unica incertezza nella vittoria del buio dejavu è rappresentata da chi raccoglierà più voti tra Salvini e Berlusconi.
Se dovesse essere il primo, gli verrà fatto capire con le buone o le cattive che non può essere lui il presidente del consiglio ma in cambio riceverà molti posti di potere; se, come sembra, dovesse vincere Berlusconi, a Bruxelles faranno comunque festa e a Francoforte faranno gli straordinari per stampare altra moneta.


Il Movimento 5Stelle si consolerà con l'effimero primato tra i partiti. Nel futuro Parlamento dovrebbero avere vita facile ad accreditarsi come unica opposizione al governo, ma penso che sarà anche molto alto il rischio dello sfarinamento.

Renzi non ha ancora deciso quale potrebbe essere il risultato più utile per lui e il suo cerchio.

Quello più favorevole, scartata l'eventualità diche il centrosinistra + LeU avvicini la soglia dei 316 seggi, sarebbe un voto senza maggioranze possibili, nel qual caso si andrebbe a mantenere Gentiloni per altri 12 mesi a Palazzo Chigi sorretto da una maggioranza tecnica PD-Forza Italia.
Un governo Gentiloni consentirebbe di gestire il potere in continuità per preparare nuove elezioni chissà con quale porcata di legge elettorale e rinvierebbe forse la resa dei conti interna al PD alle calende greche.
In alternativa c'è l'ipotesi di un Renzi che, messo in minoranza nel PD, se ne va a cercare fortuna con un nuovo partito personale con il vantaggio di possedere l'80% dei parlamentari eletti.

Anche lui si metterebbe a  cantare "non mi avere fatto niente".

 

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