Elezioni midterm USA, vince il partito del debito

 

Come gli ultimi sondaggi prevedevano, le elezioni di medio termine negli Stati Uniti per il rinnovo del Congresso hanno "premiato" i Democratici, che riprendono la maggioranza dei deputati alla Camera, ma non hanno punito i Repubblicani che anzi rafforzano la maggioranza al Senato.


Trump ne esce ringalluzzito, perchè ha dimostrato di avere ancora un filo diretto con la "pancia grassa" dell'America bianca, e pensa già alle prossime presidenziali tra due anni.
Non saranno certamente i resti dell'establishment del partito democratico ancora in cerca di idee ad impensierirlo: gli basterà chiedere alla Camera a maggioranza democratica di finanziare con più debiti il suo megapiano da un trilione di dollari in infrastrutture per mettere Nancy Pelosi e Obama con le spalle al muro. Se si rifiutano perdono consensi, se accettano daranno più carburante alla propaganda di Trump e al "suo" boom economico" per fare "America great again".


Il risultato dei prossimi due anni di finta contrapposizione tra democratici e repubblicani al Congresso sarà un debito pubblico oltre il 110% del PIL e un'America ancora più "sovranista" in politica estera, una bella piscina in cui Trump potrà sguazzare e farsi rieleggere per altri quattro anni.

E se il procuratore Mueller avesse intenzione di guastare la festa con l'inchiesta Russiagate, Donald non dovrà fare altro che licenziarlo. Con il pieno appoggio del bi-partito del debito.

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