Esplode la bomba francese dei gilets jaunes, finito il bluff di Macron

gilets jaunes francia

Migliaia di manifestazioni e blocchi stradali in tutta la Francia e nel cuore di Parigi contro Macron e il suo governo.

 

La scintilla che ha scatenato le proteste e gli scontri è stata accesa dall'aumento delle tasse sui carburanti ma l'onda d'urto dell'esplosione di rabbia ha investito tutta l'impalcatura di potere su cui si regge da un anno e mezzo il presidente Macron.

Scandali, dimissioni di ministri, una crisi economica sempre latente hanno contrassegnato i 18 mesi di potere di En Marché, il movimento con cui Macron ha cercato di accreditarsi come riformatore e fustigatore del vecchio establishment (di sinistra e di destra).

L'immagine che tutti hanno visto sabato 17 novembre è invece la realtà senza veli dei gilet gialli che bloccano En Marché, aprono una crisi politica sia in Francia che nel resto d'Europa, sconfiggono l'illusione dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte di aver trovato in Macron il rimedio contro i "populismi di destra e di sinistra".

Un sondaggio di Le Figaro, gruppo editoriale conservatore, sulla mobilitazione dei gilets jaunes dimostra che quasi due terzi dei francesi moderati approva le ragioni della protesta. Nonostante i distinguo, sia la sinistra di Melenchon che la destra di Le Pen hanno appoggiato i manifestanti, e la morte di una donna che partecipava ad un blocco stradale ha ulteriormente esasperato la rabbia e l'emozione in tutti gli schieramenti politici.

Per Emmanuel Jean-Michel Frédèric Macron e il suo tentativo di accreditarsi come leader di un vasto fronte europeo alle prossime elezioni del 2019 è un colpo duro che avrà immediate ripercussioni.

Il bluff è già finito, Macron si avvia a superare il suo predecessore Hollande nella gara a chi è il Presidente più impopolare della storia francese.

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