Gli affari con la Cina valgono più della vita di 10.000 studenti massacrati in piazza Tiananmen

 

Il 4 giugno 1989 in Piazza Tienanmen a Pechino furono massacrati più di 10.000 studenti, secondo la testimonianza di un funzionario del regime cinese che passò l'informazione all'ambasciatore britannico Alan Donald il quale a sua volta inviò un report al Ministero degli Esteri che secretò sia il documento che la notizia dell'enorme numero di vittime.

Perchè ?

 

Per anni, dopo il 1989, si è tentato di ricostruire gli avvenimenti di quel giorno e nessuno ha mai creduto alla versione ufficiale che Pechino diede, che parlava di circa duecento vittime. I sopravvissuti, sia al massacro che allo shock, fornivano una cifra di "migliaia" di morti, forse duemila.
Nessuno aveva mai immaginato che la mattanza di quel 4 giugno 1989 avesse potuto raggiungere la cifra di oltre diecimila, schiacciati dai carri armati o fucilati dalle mitraglie, i corpi bruciati e le ceneri disperse nelle fogne.
L'orrenda pagina scritta dai comunisti cinesi è sempre stata circondata dal mistero e dalla censura.

Ma perchè anche i paesi occidentali hanno minimizzato o nascosto le dimensioni di quella tragedia ?
Perchè il documento dell'ambasciatore Donald è stato secretato ? Si temeva che la pubblicazione del documento potesse danneggiare i rapporti diplomatici e di affari tra la Cina e i governi occidentali ?
Si temeva che l'opinione pubblica democratica di fronte al numero di 10.000 giovani uccisi avrebbe imposto ai governi la rottura oltre che la condanna ?

Sarebbe cambiato il corso della storia ?

Il documento è stato ritrovato dal sito HK01 e rilanciato dall'Indipendent.

 

 

L'ambasciatore Alan Donald dopo qualche anno è diventato consulente per la  ... Cina della banca JP Morgan. Come lui, molti hanno fatto affari con il regime che aveva massacrato 10.000 giovani studenti colpevoli di voler esprimere le loro opinioni.

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