Il Brasile prigioniero del caso Lula

L'ex presidente del Brasile Lula riceve l'ordine di farsi arrestare e lui invece si barrica dentro una sede sindacale, protetto da migliaia di sostenitori mentre in tutto il paese si svolgono manifestazioni per la sua liberazione.

 

E' lo scenario clamoroso che scaturisce dalla clamorosa vicenda dell'uomo che da quasi quaranta anni calca la scena politica del Brasile, di cui ne è stato presidente diretto per 8 anni dal 2003 al 2011 e poi grande burattinaio di Dilma Rousseff, impeachmentata nel 2016.

La parabola politica di Lula e del suo partito PT è tutta dentro la storia della "globalizzazione" e della grande speranza di riscattare dalla povertà decine di milioni di individui attraverso fiumi di denaro in cerca di profitti da ogni parte del mondo verso l'enorme serbatoio dell'America Latina.

Quella speranza purtroppo si è poi rivelata mal riposta, perchè quando il fiume di denaro si è spostato verso altre rotte ha lasciato un paese devastato, con nuovi poveri, nuove disuguaglianze, tanta corruzione e criminalità, un sistema politico fragile e pessimo.

Il partito che in quegli anni ha gestito il potere è stato "beneficiato" e ricompensato per aver favorito questo o quello, aver chiuso occhi e bocche.

Il presidente Lula o era complice o faceva finta di non vedere: è stato accusato di corruzione passiva e di riciclaggio sulla base di prove inventate o vere ? La seconda ipotesi è più probabile, perchè la vicenda di Lula è incastonata in altre decine di casi di corruzione e malversazione che hanno fatto emergere un sistema di potere radicato e diffuso a cui la politica per un decennio ha prestato copertura.

Lula ha cercato di sfuggire in tutti i modi alla giustizia brasiliana, facendosi anche nominare capo dello staff presidenziale dalla Rousseff prima che questa cadesse in disgrazia anch'essa per storie di corruzione.

Ora il mitico Lula, il presidente sindacalista, l'uomo che ha incarnato in America Latina più di ogni altro la via riformista e l'emancipazione di un popolo intero, sta giocando la sua ultima carta, quella della drammatizzazione del suo caso per poter suscitare una onda emotiva tanto grande da poter influenzare le prossime elezioni presidenziali di ottobre, a cui certamente non potrà partecipare ma che certamente spera di condizionare.

Lula dal carcere può mobilitare i settori sindacali rimasti legati al PT e scambiare il suo sostegno politico a quel candidato che gli garantirà l'amnistia o la grazia quando assumerà la carica di presidente.

Consegnarsi alla giustizia alla testa di un corteo di popolo sarebbe una scenografia di grande effetto per la prossima campagna elettorale.

 

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