Il disgusto della legge elettorale e i dieci anni del PD

 

Ero al Circo Massimo nell'ottobre del 2008 alla manifestazione in cui Walter Veltroni dichiarava che "l'Italia è migliore di chi la governa". All'epoca c'era Berlusconi, ma la frase si può riciclare in questo ottobre 2017, dopo la disgustosa approvazione della legge elettorale e alla vigilia dei "10 anni del PD", i cui festeggiamenti rappresentano un evento notevole per la satira ma inutile per la società civile.

Le critiche al rosatellum sono talmente vaste e articolate che mi sembra inutile aggiungerne altre. Sarebbe casomai interessante capire quale forza oscura abbia spinto il PD a presentarla e approvarla: qualcuno dentro il partito è davvero convinto che servirà a dare al paese la governabilità basata su uno schieramento trasparente ed autorevole, di qualsiasi orientamento esso sia ? qualcuno è davvero convinto che questa legge riporterà al voto i milioni di cittadini che se ne sono allontanati in tutti questi anni ?

Dentro il PD nessuno lo pensa e nemmeno lo auspica.


A dieci anni di distanza, quello che colpisce del PD è l'incredibile arretramento morale, intellettuale e culturale che questo partito ha saputo percorrere, tappa dopo tappa fino alla dittatura renziana, per annientare le ragioni già incerte e difficili della sua nascita.


Lo testimonia il fatto che quasi tutti i padri fondatori dopo 10 anni hanno smesso di credere che quel progetto sia ancora vivo e motivato. L'assenza di Romano Prodi alle commemorazioni dell'Eliseo equivale al certificato di morte del Pd di Renzi.
A fare da testimone di quell'epoca c'è rimasto Veltroni, che sarà tra gli "oratori" addomesticati dell'Eliseo e al quale, essendo invecchiato, bisognerà ricordare che "l'Italia è migliore di chi la governa" e di chi l'ha governata.

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