Il grande burattinaio delle prossime ELEZIONI in Italia

Una promessa di Matteo Renzi nel 2012
 

E' iniziata la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo e sembra una farsa, una carnevalata, la rincorsa a chi promette più elargizioni, tagli di tasse, cancellazione di norme impopolari, posti di lavoro, eterna giovinezza.

 
Il marketing politico suggerisce di spararle grosse a più non posso, e tutti, chi più chi meno, di adeguano: perchè mai ci si dovrebbe limitare nel promettere qualsiasi cosa e di più?
Sembrerebbe che i politici di qualsiasi schieramento abbiano improvvisamente perso il senso della misura oltre che la ragione. Chi prova a chiedergli se le promesse sono credibili, giuste e realizzabile, riceve insulti e sbeffeggiamenti: "ma allora non hai capito nulla, sei rimasto fermo a cinque anni fa, quando ancora ci si tormentava con lo spread, i vincoli di Maastricht, lo spauracchio della Troika, il debito enorme, l'austerità, il fiscal compact ecc ecc.  Non ti sei accorto che è tutto cambiato?"
 
Cosa è cambiato di così sostanziale rispetto a cinque anni fa?
Il ceto politico è diventato più onesto e competente ? meno corrotto e avido ?
Il deficit (quello vero) si è azzerato? il debito (quello vero) si è ridotto ?
Il lavoro (quello vero) è aumentato ? il senso di civismo ed umanità si è accresciuto ?
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Le risposte (quelle vere) sono NO NO NO ...
solo una cosa è cambiata. La sensazione, anzi la certezza, che nessuno chiederà conto ai politici italiani di quello che hanno fatto e di quello che si apprestano a fare, chiunque di essi debba vincere le elezioni.
 
E' una sensazione che ha origine nello sfrenato ottimismo sul futuro prossimo. Una euforia generale che trasuda dai commenti, dalle opinioni, dalle notizie, da chiunque apre la bocca, per proporre la ricetta della futura felicità in Italia, per i pensionati e per i bebè, per i disoccupati e per gli imprenditori, per i contadini e per i pescatori, e per tutti ... nei secoli a venire.
 
Qualcuno "gufa" e prova a dubitare di tanto ottimismo, o a farlo tornare a livelli più credibili e ragionevoli: dove si troveranno i soldi per far fronte a tutte le promesse fatte e in corso di allestimento ?
Inguaribili pessimisti, bastian contrari, astensionisti, non avete capito che ora i soldi non sono più un problema ? che ora il coltello dalla parte del manico ce lo abbiamo noi italiani e non più gli avari  tedeschi.
 
Possiamo fare promesse e pensare di mantenerle perchè i debiti ce li compra Mario Draghi, "whatever it takes". La sua BCE ha già comprato più di 350 miliardi di titoli di stato (ovvero debiti) della prima, seconda e terza Repubblica e ha incoraggiato le banche a fare altrettanto; ha comprato decine di miliardi di titoli di aziende (ovvero debiti) e incoraggia tutti a fare altrettanto. Ha riempito di liquidità tutto e tutti e per questo gli euroscettici sono scomparsi: a caval donato non si guarda in bocca, e oggi criticare l'euro che scende come manna dal cielo sarebbe altamente impopolare, autolesionista, in ogni parte d'Europa, figuriamoci in Italia.
 
I politici italiani sanno che Mario Draghi è italiano, conosce il linguaggio e le sue sfumature, recepisce i messaggi cifrati. Mario Draghi non permetterebbe mai che l'Italia finisca nelle mani dei populisti euroscettici, semmai ce ne fossero ancora, e non permetterebbe mai che possa essere governata da onesti incompetenti.
 
Mario Draghi stampa i soldi e li dà a chi se li "merita". Sarà lui, dopo il 4 marzo, a stabilirlo e a decidere chi dovrà raccontare agli italiani che le promesse fatte erano ... promesse e basta.
In cambio chiederà solo un piccolo favore: quando il suo mandato in BCE scadrà nel 2019 vorrebbe un posto di lavoro adeguato e sarebbe utile che in quel periodo ci fosse un governo italiano riconoscente.
Un Gentiloni sostenuto da Berlusconi sarebbe il trionfo della perfezione. Chissà che a Mario Draghi non gli riesca di metterlo in scena.
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