Kim Jong-un ha avuto quello che voleva

aggiornamento: "Trump said we’re signing a “very important document, a pretty comprehensive document”.

Kim said: “Today we have had a historic meeting, we decided to leave the past behind. The world will see a major change. I would like to express my gratitude to President Trump for making this meeting happen.”

After making statements, they shook hands and signed the documents.

It is still unclear what they have signed. Trump said that would become clear shortly and that he would “discuss this at great length” in a press conference to be held in about 45 minutes, but that the document was “comprehensive”.

 

Il vertice tra Kim Jong-un e Donald Trump a Singapore potrebbe durare solo un minuto, stando a quanto affermato dal presidente americano: "con il mio fiuto infallibile, mi basterà un  minuto per capire se Kim ha intenzioni serie".

Il confine tra il successo e la sconfitta nel vertice tra i "due dittatori", come lo ha definito una gaffe di Fox News, sta nella parola denuclearizzazione e nel modo in cui sarà interpretata. Per il nordcoreano significa non fare più test nucleari e limitare la produzione di bombe da lanciare con missili balistici, per l'americano significa distruzione di tutte le bombe e dei laboratori di arricchimento del materiale nucleare.

Kim Jong-un dovrebbe privarsi dell'unica arma che ha convinto gli USA a trattarlo da capo di stato e in cambio di che cosa? la promessa di non essere attaccato o spodestato ?

Trump è quello che più ha da perdere da un eventuale insuccesso del vertice e per questo molti analisti militari temono che sia disponibile a concedere molto, troppo, alla controparte, pur di accreditarsi come un presidente che ha fatto la Storia.

Lo stesso obbiettivo di Kim Jong-un che, essendo molto più giovane, ha tutto l'interesse a garantirsi un futuro, magari addirittura nelle vesti di futuro presidente delle due Coree riunificate.

Ma il vero motivo per cui il vertice sarà un gigantesco spot alla "Pace ritrovata" va ricercato a Pechino e nella partita che Xi Jinping sta giocando dietro le quinte.

Se Trump vuole prendersi il merito di aver riappacificato la penisola coreana dovrà concedere al dittatore cinese la possibilità di prendersi l'agognata Taiwan che la Cina considera un pezzo della propria nazione sottraendola all'influenza politico-militare degli USA.

Lo scambio è Corea contro Taiwan, e se Trump accetta il vero vincitore sarà Xi Jin Ping. 

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