L'America è migliore del suo Presidente ? Forse, ma di poco

In Alabama era in palio un seggio per il Senato, già in quota ai Repubblicani che da 25 anni hanno la maggioranza in quello Stato.

A contendersi la vittoria due personaggi che simbolegiano la depressione in cui versa la politica negli Stati Uniti:
 - Roy Moore, candidato repubblicano ultrarazzista, ricco e depravato molestatore seriale di minorenni, appoggiato entusiasticamente da Donald Trump;
 - Doug Jones, avvocato-commercialista-ragioniere-clintoniano del partito democratico, scelto apposta per perdere con dignità nel feudo dei conservatori.

Vince Doug Jones, anzi perde Roy Moore, per una manciata di voti che si interpretano con il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma rappresentano in ogni caso la sconfitta di Trump e la continuazione del caos che lo accompagna.

Il voto in Alabama racconta di un'America che inizia a cercare, faticosamente e senza troppe convinzioni o certezze, un'alternativa a Trump e al trumpismo. E' la reazione de "il troppo è troppo", anche per la coscienza opaca della middle class e dei ricchi più ricchi.

La copertina di Time che nomina "The Silence Breaker" al vertice dei soggetti più importanti nel 2017 è la denuncia di un imbarazzo ed una vergogna ampia e generalizzata.

L'inquilino della Casa Bianca è un fan di Roy Moore, aggressore sessuale di minorenni e sostenitore del KKK, e per questo ne ha appoggiato la candidatura fino a compromettersi.

Ci vorrebbe poco ad essere migliore, ma Trump non ci riesce.

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