L'insostenibile peso di Hillary Clinton

 

Le immagini di Hillary Clinton che barcolla e sviene mentre la scorta la sorregge e la spinge dentro l'auto, segnano con ogni probabilità la fine delle sue speranze elettorali. Chi ha catturato e postato quei fotogrammi, sfuggendo ai controlli della security, ha inconsapevolmente realizzato un omicidio politico.

Anche i mass media più benevoli nei confronti del candidato del partito democratico hanno accusato il colpo e il peso delle bugie accumulate da Hillary nel corso degli ultimi mesi.
Perchè il mondo non si è commosso di fronte alle immagini di un'anziana signora con gli occhiali scuri che incespicava e rischiava di rovinare a terra?
Perchè tutti hanno pensato la stessa cosa: Hillary Clinton ha mentito sulle sue condizioni di salute che da mesi erano al centro di attenzioni e illazioni che di volta in volta venivano smentite o ridimensionate. L'11 settembre, giorno tragico per gli americani e il mondo intero, il rifiuto dell'ennesima bugia di Clinton, che trasforma una banale tosse allergica in polmonite, ha prevalso sul senso di pietà e apprensione per il suo stato di salute.
Le email di Stato gestite come affari privati, i traffici della Fondazione Clinton sono sembrati briciole di fronte alla bugia più grande : "Sto bene, posso fare il Presidente".

 


Molti si stanno accanendo nell'interpretare i dettagli della vicenda, molti ritengono che anche la polmonite sia una versione bugiarda per nascondere patologie più gravi e invalidanti - si parla di Parkinson - ma da un punto di vista politico la questione vera oggi è un'altra:
il Partito Democratico a meno di due mesi dal voto presidenziale non ha più un candidato, ma non può e non sa come sceglierne un'altro.
E' da almeno 4 anni che la Clinton ha sistematicamente preparato e condizionato il partito alla "sua" scadenza elettorale, dopo aver fallito quella del 2008. I rappresentanti di spicco, gli opinion maker dei mass media, i "grandi elettori" del mondo finanziario, perfino i portaborse sono stati condizionati o scelti in vista dell'appuntamento elettorale.
Le primarie contro Bernie Sanders (brogli e discriminazioni contro il senatore del Vermont da parte dell'establishment) avevano già messo in evidenza lo stato di asservimento del Partito Democratico al progetto egocentrico di Hillary, ed erano già evidenti le avvisaglie di quello che ora sta emergendo con chiarezza: bugie per nascondere o giustificare altre bugie, che si tratti di email compromettenti, di fiumi di denaro in "donazioni" o del proprio stato di salute, tutto nel nome dell'elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America, del potere e del prestigio che ne deriva.

Se l'episodio di malore accaduto durante la cerimonia del 11/9 non fosse stato ripreso e documentato da telecamere indiscrete, anche quello sarebbe stato negato, cancellato, o contraffatto.

Per Hillary Clinton e le sue speranze di elezione alla Casa Bianca, quei fotogrammi sono come pallottole, mettono in dubbio che possa addirittura preoseguire la campagna elettorale e se non sia più conveniente e dignitoso per il Partito sostituirla prima del voto di novembre, anzichè andare a sicura sconfitta lungo un percorso segnato dalle bugie sempre più giustificabili di Hillary Clinton. Ma il partito che dovrebbe decidere è quello stesso condizionato dalla Clinton con donne e uomini di sua fiducia, impossibilitati quindi a scaricarla, costretti ad assecondarla fino in fondo, incapaci di vedere quello che anche un cieco vedrebbe: l'enorme differenza tra l'immagine artefatta della Clinton e quella vera, gli occhiali scuri, il volto rigonfio e pieno di rughe.

Per Trump è un grande e immeritato regalo, per gli americani l'ennesima conferma che la loro classe politica è davvero scadente.

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