gilets jaunes contro Macron

l'Italia alla ricerca dell'unico governo possibile

Senza alcuna fretta, nonostante i problemi sociali ed economici, il nuovo Parlamento uscito dal voto del 4 marzo verrà "consultato" dal Presidente Mattarella per capire se e quale governo ci sarà.

 

Gli elettori hanno scombussolato tutti i piani prevedibili fino a qualche mese fa e in particolare hanno decretato la fine del bipolarismo venticinquennale nella versione Renzi-Berlusconi.

Ma nonostante una legge insulsa e ricamata per favorire l'accordo PD-Forza Italia, il voto degli italiani produrrà un governo espresso dai due partiti che hanno vinto le elezioni, M5S e Lega.

Nessuna altra ipotesi è realizzabile, o perché numericamente impossibile oppure perché politicamente impraticabile. A quest'ultima categoria appartiene sia l'ipotesi di una alleanza M5S - PD, propugnata da larga parte dei primi e da una minoranza dei secondi, sia quella di un'alleanza tra M5S e tutto il centrodestra.

La prima sarebbe una associazione numericamente risicata che richiederebbe che tutto il PD appoggi un governo a guida Di Maio ma questo è impossibile perché la maggioranza dei parlamentari sono renziani e Renzi è di fatto ancora il dominus del PD.

Una maggioranza formata da tutto il centrodestra e M5S sarebbe altrettanto improbabile, perché i 5Stelle non accetterebbero mai di fare da stampella a Salvini e Berlusconi e anzi hanno capito che possono far leva sulle rivalità tra i due. Da qui nasce l'idea, per quanto difficile ma semplice, di un "contratto" di programma tra Di Maio e i leghisti, senza Berlusconi.

Se non sarà così Mattarella minaccerà di sciogliere le Camere e di andare a votare a ottobre, ma c'è da scommettere che a quel punto - nella prima metà di maggio - tutto il Parlamento farà il tifo per le nozze di governo M5S - Lega. Con Luigi Di Maio primo ministro e Matteo Salvini ministro degli Interni.

Piaccia o non piaccia è la fotografia del voto del 4 marzo.

 

Commenti chiusi